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La franchigia di Michael Jordan dopo l’arrivo di Jeremy Lin sta cercando di completare il roster, infatti ha scelto Aaron Harrison, il quale impegnato nella Summer League di Orlando, ha impressionato positivamente Clifford, tanto che la società gli ha fatto firmare un un contratto di due anni (il primo parzialmente garantito e il secondo con un’opzione a favore del team).

Harrison con coach Clifford, sul quale sembra abbia fatto un'ottima impressione.

Harrison con coach Clifford, sul quale sembra abbia fatto un’ottima impressione.

Gli Charlotte Hornets quindi hanno preso con loro un’altra SG, nata a San Antonio il 28/10/1994, la quale, prima dell’esperienza estiva con i Calabroni, aveva giocato due anni nei Kentucky Wildcats segnando l’anno scorso 11 punti di media a partita.

La guardia di 198 cm per 97 kg è andata undrafted nelle selezioni che i team NBA hanno fatto recentemente. Ha discrete statistiche al tiro, al tiro libero e sufficienti da 3 punti (un po’ in ribasso lo scorso anno), tuttavia migliorabili per un ragazzo che avrà 21 anni quando partirà la prossima stagione.

Gli Hornets scelgono così di “scommettere” su un ragazzo che sino ad un paio d’anni fa gli analisti consideravano dal futuro brillante (top high school recruits).

Vedremo se troverà spazio nelle rotazioni di Clifford e se riuscirà a dimostrare il suo valore, personalmente non mi sbilancio, troppo presto per poter vedere l’evoluzione di un ragazzo con discreto talento.

Ecco la sua pagina Twitter intanto:

https://twitter.com/AaronICE2

mentre qui vengono mostrati i suoi 15 punti nell’ultima partita vinta contro i Brooklyn Nets 83-72 per evitare l’ultimo posto in classifica, precedentemente avevano perso con gli Orlando Magic White 68-81 (parliamo sempre delle squadre in versione Summer League) finendo con un record di 2 vittorie e 3 sconfitte al nono posto:

http://ballislife.com/aaron-harrison-scores-15-nice-crossover-dunk-vs-the-nets/

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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