Un’estate fa non c’eri che (Ba) tu (m)

Monte ingaggi, free agent e scenario futuro.

No, non è il titolo di una canzone…

bat

Diciamo che gli Hornets, draft a parte, l’unico vero colpo (non me ne vogliano Lamb o Hawes, i quali potranno risultare magari anche utilissimi nella dinamica del gioco “Cliffordiano”) l’hanno messo a segno prendendo lo swingman dei Portland Trail Blazers.
C’eravamo lasciati quasi una settimana fa, nel frattempo i Sacramento Kings hanno convinto Marco Belinelli a far parte del loro progetto futuro e anche il lungo Kosta Koufos, per il quale si era parlato di un possibile interessamento degli Hornets, da Memphis è finito a Sacramento, che tra l’altro ha preso anche Rondo per cercare di migliorare il proprio roster.

Mo Williams invece è approdato alla corte di LeBron James in quel di Cleveland.
Charlotte è rimasta quindi inattiva, quasi bloccata nonostante le uscite di Stephenson, Henderson e poi Barnes le abbiano fatto “risparmiare” più di 18 milioni, mentre nella settimana abbiamo assistito a vari “colpi”, da LaMarcus Aldridge e David West che vestiranno la divisa degli Spurs nella prossima stagione, a David Lee a Boston, DeAndre Jordan ai Mavericks, Roy Hibbert e Lou Williams ai Lakers, Robin Lopez e Aron Afflalo ai Knicks, ecc..

Forse perché il Salary-Cap, secondo la ESPN e come sembra uscire da fonti recenti vicine alla NBA, dovrebbe aggirarsi sui 67 milioni o poco più per la prossima stagione, essere aumentato a 89 la successiva e a 100 circa tra due visto l’accordo miliardario tra la NBA e la TV che è valso alla Lega 24 miliardi per 9 anni.

Charlotte aveva tentato per il Beli di usare la mid-level exception poiché già al momento si troverebbe al di sopra del tetto massimo, ma non della luxury tax che dovrebbe essere portata sugli 80 milioni circa sempre secondo le previsioni.

Charlotte attualmente avendo sotto contratto 12 dei 15 giocatori standard che compongono un starebbe spendendo poco più di 71 milioni, la maggior parte dei quali vanno a Jefferson (13,5), Batum e Walker (sui 12 entrambi), così Charlotte supera più del 50% “solamente” per tre dei suoi top player.

Non che dalle altre parti ci sia da star allegri visto che molte riconferme sono costate care alle squadre che avevano buoni restricted free agent, vedi Bulls, Nets, Cavs, Pelicans, ecc..

Charlotte potrebbe anche decidere di aggregare in prima squadra la guardia Aaron Harrison, forse un po’ “inaspettatamente” non scelta al precedente Draft.
Probabilmente ci sarebbe qualche spazio di manovra dato da scambi o eccezioni fatte da troppe regole ad hoc che rendono il tetto salariale morbido, tuttavia Zeller, possibile pedina di scambio, ha ripreso a lavorare a Charlotte in questi giorni (così come MKG poco tempo addietro), il che non vuol dire che l’eventuale scambio non si possa più realizzare ma probabilmente non è poi più così certo.

L’ideale sarebbe scambiare Marvin Williams (per un buon difensore), 7 milioni sono troppi, ma naturalmente non ci saranno squadre disposte a spendere tanto per lui.
Tornando alla Summer League, quella di Orlando (non sono mai stato attratto dalla Summer League), coloro che vestono la divisa Hornets hanno perso due delle prime gare e vinto l’ultima.

Ecco il dettaglio nella pagina ufficiale della Summer League:

http://www.nba.com/summerleague/2015/teams/hornets/

Come si può notare, spiccano Daniels e Kaminsky, i quali faranno parte del futuro roster.

Ecco un breve video de La Gazzetta dello Sport su Kaminsky alla lega estiva:

http://www.gazzetta.it/app-video-content/videowall-big/index.shtml?filename=playlist_7ac2af02-4dde-11e3-9fdf-747749803d0b_dateDesc&pos=2p://

Difficile dire se Charlotte sarà in grado d’imprimere un ultimo colpo al mercato, in un contesto dove ormai i Free Agent migliori sono andati o stanno aspettando di rifirmare con lo stesso team.

Se Charlotte non riuscirà a ottenere un altro tiratore da 3 punti probabilmente avrà più spazio tra le seconde linee anche Daniels, il quale in attacco si sta dimostrando in forma.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.