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Al tramonto di questa regular Season, a levante s’infiamma la lotta playoffs.
Il Sole che discende pare aver infiammato il cielo NBA, gli Hornets nel mezzo della bagarre proveranno ad accedere ai Playoffs, a vincere la loro prima gara di post season da quando la nuova franchigia prese piede a Charlotte. Magari, conquistando il fattore campo, rischiare anche di passare il primo turno, cosa che a Charlotte manca dagli albori degli anni 2000 (ed erano gli Hornets originali) e se guardiamo a New Orleans come Hornets, al 2008, quando CP3, West e Stojakovic sbalordirono forse parte della NBA rifilando un perentorio 4-1 alla Dallas di Cuban prima di cedere in gara 7 agli Spurs gettando via l’occasione casalinga.
 
Nelle ultime due settimane o poco più, si decideranno le posizioni e le partecipanti ai playoffs NBA della stagione 2015/16.
Riepiloghiamo allora la situazione delle concorrenti in lotta tra di loro in questo conto alla rovescia finale.
 
Cleveland e Toronto ormai sono fuori portata per Atlanta e le inseguitrici, a darsi battaglia, oltre ai già citati Hawks, quindi saranno (ordinate secondo l’attuale posizione in classifica): i Celtics, gli Heat, gli Hornets, i Pacers, i Pistons, i Bulls e i Wizards.
Scendiamo velocemente nel dettaglio completando la breve analisi con tabelle che aiutano ad avere visivamente una situazione più chiara sott’occhio.
 
Atlanta (terza) è in un buon periodo di forma (striscia di tre W aperta) e ha una partita di vantaggio sugli Heat che potrebbero comunque raggiungerli in classifica avendo due gare in meno rispetto ai georgiani (74 Hawks, 72 Heat) e nel caso gli Heat avrebbero dalla loro un 3-1 negli scontri diretti. Ha fuori Millsap, che comunque è addirittura in Game Time Decision. L’unico infortunato attualmente è T. Splitter, ma pare che i Falchi se la cavino bene anche senza di lui.
Scontri diretti e partite difficili a fare da trabocchetti però ce ne sono.
C’è di buono per la squadra di Budenholzer che qualche gara difficile o scontro diretto sarà da giocare in casa.
La forza della squadra c’è ma il calendario non è semplicissimo.
 
Boston (quarta) ha un calendario equilibrato e vince da quattro partite di fila nonostante il rasta Crowder sia out.
Ora andranno a Ovest, dove li aspettano al varco per tre partite difficili, seguiranno tre partite sulla carta abbastanza comode e chiuderanno con tre scontri diretti dei quali due saranno da giocare in casa.
A mezza partita dagli Hawks la squadra di Brad Stevens, rischia comunque di perdere il vantaggio del fattore campo se le prime partite dovessero andare male.
 
I Miami Heat (quinti) hanno fuori Bosh (del quale stanno imparando loro malgrado farne meno) e il più marginale Johnson.
Hanno quattro scontri diretti ma i primi due saranno in casa, in più gare che teoricamente, contro squadre che non chiedono molto alla stagione, dovrebbero essere abbastanza abbordabili.
Un calendario che, come quello dei Pacers, li agevola anche se le trasferte saranno due in più delle gare che Isaiah Thomas & Company giocheranno in Massachusetts.
 
Ed ecco i nostri eroi.
Gli Charlotte Hornets (sesti), proveranno a migliorare il loro attuale record in trasferta (15-20), andando a giocare su campi ritenuti abbastanza semplici ma non certo privi d’insidie.
Passerà di lì il loro tentativo di raggiungere almeno il quarto posto che ci darebbe un vantaggio nel primo turno playoffs, il quale potrebbe fare la differenza, giacché nel loro nido i Calabroni quest’anno hanno punto avversari illustri.
Due le gare quasi fuori portata; a Cleveland e Toronto, dopo la doppia sfida con Philadelphia.
Si andrà anche a Washington (che potrebbe però essere già fuori dalla lotta) e a Boston in uno scontro diretto.
Gli Hornets per vincere dovranno mantenere calma, concentrazione e non sottovalutare nessuno.
L’atteggiamento farà la differenza, sperando in qualche sconfitta delle squadre attualmente davanti a noi.
 
Settimi sono i Pacers che non hanno infortunati, un buon calendario (con anche più gare casalinghe) escluse le gare contro Raptors e Cavaliers. Bisognerà guardarsi le spalle da loro che attualmente rimangono tre partite dietro di noi.
Contro i Battistrada però, in caso di parità, avremmo gli scontri diretti a favore con un 3-0 che ha spazzato la serie.
 
Ottavi e quindi detentori dell’ultimo posto per partecipare ai playoffs, sono i Pistoni di Van Gundy, che “fortuna” loro, sono inseguiti da Bulls e Wizards, le quali o non hanno calendari semplici (Bulls) o sembrano essere troppo distanti in classifica (Wizards), potrebbero riuscire a portare in porto il loro progetto di qualificazione playoffs ma l’appearance contro i Cavaliers probabilmente sarà breve.
 
I Bulls (noni) dietro di loro probabilmente sono stati una delle delusioni a Est, ma per i numerosi infortuni che hanno martoriato la squadra guidata da Fred Hoiberg, che oltre allo “storico” infortunio di Noah, ha gente che esce ed entra nella lista infortunati (anche importanti; Butler, Gasol, Dunleavy, ecc.) più velocemente dei clienti che passano attraverso la porta girevole di un albergo…
 
I Wizards (decimi e sotto i .500) hanno Markieff Morris fuori e sono più indietro dei Bulls.
A confronto però c’è da dire che a vantaggio dei maghi, rispetto ai Tori, sono squadra capace di vincere più facilmente esternamente, mentre i rossi di Chicago in trasferta hanno latitato parecchio quest’anno…
Ecco le tabelle poco più in basso.
Lo smile comprende in generale; stato di forma, partite in casa e trasferta, difficoltà calendario, attuale posizione di classifica, record, infortunati, ecc..
Seguono il record, le vinte/perse nelle ultime dieci partite, più il calendario a sfondo colorato.
Le partite segnate in verdino sono quelle considerate facili (con tutto il rispetto per questi team), anche se poi il fattore campo potrebbe farsi sentire, ma l’idea è che queste squadre, ormai tagliate fuori dalla lotta, preferirebbero quasi tankare, Quelle in giallo/arancio sono gli scontri diretti a gruppi (avversaria playoffs e avversaria playoffs della stessa fascia, 3^/6^ e 7^/10^), quelle in marrone contro squadre difficili, impegnate magari a Ovest nella lotta playoffs o di alta classifica.
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Dove arriveremo? Non lo so ma… let’s go Hornets!
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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