PagellHornets @ 34

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Versione molto più slim rispetto a “Il Punto” per lasciar più spazio al pezzo di Giuseppe tra qualche giorno.
Tiriamo giusto qualche considerazione generale e vediamo secondo le mie pagelle lo stato di salute dei giocatori di Clifford in questo periodo.
Gli Charlotte Hornets hanno raggiunto la loro quattordicesima partita e se nelle prime diciassette avevano ottenuto un record di 10-7, a questo giro hanno potuto ottenere solamente il record inverso portando in parità il bilancio tra vittorie e sconfitte, precipitando al decimo posto a -3 partite dall’accoppiata Magic/Pistons che occupano l’ottavo e il nono posto con il medesimo record (19-16).
A dire il vero nemmeno le due squadre sopra sono poi così lontane, ma le quattro sconfitte consecutive arrivate contro squadre difficili da battere hanno provvisoriamente estromesso i Calabroni dalla zona playoffs. L’alibi degli infortuni certamente è valido se si pensa che Jefferson abbia già saltato quindici partite, il centro di riserva Hawes 6 e le due assenze di Lin più le tre recenti d Batum non hanno spesso trovato sostituti in grado di rimpiazzarne le prestazioni.
Nelle prossime 17 sfide avremo ben 10 gare in trasferta, molte saranno sfide contro squadre alla nostra portata, qui si vedrà se potremo mantenere le ambizioni playoffs o dovremo anzitempo uscire dal giro di questa Eastern Conference che pare essersi ritrovata.
Tenere ora significherebbe probabilmente arrivare ai primi di marzo con un calendario favorevole da sfruttare e nel mentre dovrebbe (metà febbraio) rientrare anche Big Al…
Le prossime tre sfide saranno in trasferta contro Phoenix, Los Angeles Clippers e Denver, rientreremo poi a casa per giocare contro gli Hawks, andremo a New Orleans successivamente,mentre il 17 e il 18 gennaio ospiteremo Milwaukee e gli Utah Jazz, questi ultimi in orario serale alle 20:00 italiane.
 
Vediamo chi sale e chi scende in questo periodo:
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Chi sale:
 
P.J. Hairston: +0,22
Recupera P.J. che in virtù delle brutte prestazioni iniziali non fa molta fatica a ottenere questo differenziale a favore. Rimane tuttavia nelle posizioni di coda, in ultima per la precisione, giochiamo con lui come SF titolare ma a parte aver ritrovato un po’ di mano e cercar di darsi da fare in difesa con risultati alterni, non è certo MKG.
 
S. Hawes: +0,13
Amo Spencer come passatore. Qualche tifoso degli Hornets addirittura l’ha definito ingenerosamente spazzatura perché non difende. Diciamo che la sua difesa non è aggressiva e se dall’altra parte trovi un centro in serata lo fa nero, a volte invece la sua presenza basta a tenere a bada i lunghi avversari. A volte ha serate nelle quali i suoi tiri sono presi da decisioni personali troppo affrettate e finisce con percentuali basse. Lui e Lamb insieme in campo si trovano bene, con il suo rientro Lamb potrebbe tornar a lievitare.
 
B. Roberts: +0,13
Gira in parallelo con Hawes per quello che riguarda i voti. Entrambi avevano 5,90 dopo 17 giornate e sono saliti sopra la sufficienza oggi. Brian gioca meno visto che ha davanti due buoni play, però ha tiro ed è sempre più in grado di costruirselo con l’arresto e tiro o andando a segnare in penetrazione. Quando serve un quintetto basso può servire, purtroppo a causa della sua altezza può soffrire in difesa.
 
J. Lin: +0,08
Jeremy sale ancora. Trova due belle serate contro Memphis e Toronto. Si batte. Dalla panchina da il suo contributo anche se a volte si prende triple che tira senza forza o va a prendersi qualche stoppata nel traffico è normale, gioca e ci prova sempre.
 
C. Zeller: +0,06
Parte ora come centro titolare. E’ evidente gli manchi qualcosa. Partito con entusiasmo dopo l’infortunio di Jefferson, ha disputato tre partite in cui il suo tributo ha aiutato molto gli Hornets. E’ calato e poi si è ritrovato in queste gare finali. Lo vedo più come una PF ma deve giocare lì perché Big Al non c’è e ha più difesa di Hawes e Kaminsky. Gli manca un po’ in alcune serate il tiro in sospensione, è lento a caricare e se non è tranquillo lo velocizza e lo sbaglia. Con meno pressione addosso diventa pericoloso, buoni i suoi inserimenti ma ha bisogno del passante.
 
N. Batum: +0,05
Senza Nicolas si vedono i limiti in fase d’impostazione e anche la difesa peggiora, apporto fondamentale il suo e nelle ultime partite per problemi a un dito non ha potuto giocare. Senza MKG e Jefferson serve il suo rientro per dare una mano all’unica stellina Walker. Sale ancora nonostante il voto già alto.
 
Stabile:
 
K. Walker: 0,00
Stessa media voto della precedente, Kemba stecca nettamente solo la gara a Charlotte contro i Warriors. Deve migliorare in fase assist, ultimamente sta forzando e sale sopra i 20 pt. sempre ma con tanti tiri, fade-away, incursioni, triple, ci prova in ogni maniera per scardinare la difesa avversaria. Sta cercando di tenere in piedi la squadra ma il livello di stamina continuando così si abbasserà.
 
Chi scende:
F. Kaminsky: -0,09
E’ il giocatore che scende meno in questa categoria. Compensa con punti altre mancanze che ha poiché da rookie non è facile entrare nel massimo campionato sportivo riguardante il basket. Frank fatica a difendere, un po’ lento e sfortunato, sotto canestro è un po’ molle. In attacco segna alcuni canestri facendo vedere un repertorio di movenze assortite che fanno invidia, oltretutto essendo un rookie, ma non coinvolge la squadra come a inizio gara. I suoi passaggi smarcanti grazie alla sua visione di gioco e al suo IQ non si vedono più così spesso.
 
A. Jefferson: -0,14
Big Al gioca solo due partite dopo il suo infortunio, prende due 5 e poi torna in lista infortunati. Si opera al menisco, ora lo aspettiamo a metà febbraio. Anche se gioca male è essenziale per tenere in apprensione le difese avversarie e aprire spazi. C’era contro Memphis così come contro i Lakers e sono arrivate due vittorie nonostante le sue pessime prestazioni legate già probabilmente al problema al ginocchio.
 
M. Williams: -0,19
Marvin in difesa non sarà uno dei migliori difensori della Lega ma dall’anno scorso è migliorato molto e ogni tanto regala qualche stoppatona che secondo il mio giudizio potrebbe anche finire negli highlights. Anche lui va a serate, anche in attacco dove abbiamo bisogno di buone percentuali da lui sugli scarichi, specialmente da oltre l’arco, quando non ci riesce diventa più dura.
 
T. Hansbrough: -0,21
E’ come la criptonite per P. Gasol ma gioca pochi minuti a gara. Ha avuto spazio in assenza dei due centri titolari mostrando sicuramente fisico, voglia e aggressività ma anche limiti tecnici e tattici. Me l’aspettavo un po’ meglio.
 
T. Daniels: -0,31
Gioca poco e non è facile entrare in ritmo. Prestazioni però sicuramente non all’altezza. Fatica un po’ in fase difensiva e se non mette il tiro da oltre l’arco diventa dannoso. Lui il tiro ce l’ha. Ipoteticamente se ben servito potrebbe veramente diventare fondamentale dalla panchina. Gli avversari lo sanno e non lo mollano, però dovremmo sfruttarlo meglio.
 
J. Lamb: -0,44
E’ quello che scende di più anche perché era quello più in alto che aveva voti surreali. In classifica è sempre sul podio, ma scende di due gradini. Una serie di prestazioni brutte al tiro le ultime, eccetto l’ultima da 22 pt. a Oakland in concomitanza con il rientro di Hawes che evidentemente con lui ha feeling. Spaziature, passaggi e posizionamenti. Stanotte contro i Suns potrebbe fare bene, a noi serve assolutamente una vittoria.
 
Coach Clifford: -0,11
Scende un po’ Clifford che vuole schierare regolarmente solo 9/10 giocatori a gara in rotazione con Jefferson e altri in injury list. La difesa mi sembra men aggressiva. Steve deve rivedere le prime gare vinte e mostrarle a sua volta ai giocatori per fargli vedere che stanno scivolando su ritmi leggermente più bassi. La squadra ha ancora avuto recenti fiammate, ma finisce per perdersi o pagarle.
La classifica individuale:
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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