Sogno di una notte di Mezza estate.

Mentre a oggi appare tutto noiosamente fermo, ciclico qui in una Milano svuotatasi che la rende piacevolmente spettrale, Shakespeare a fine 1500 scrisse una commedia divertente (Sogno di una notte di mezza estate appunto) per gli effetti creati dai suoi personaggi umani che s’intersecano con Dei e folletti presenti in una foresta fatata.
Principalmente si tratta di più storie d’amore, almeno l’amore inteso nella sua forma più classica, quello tra Donne e uomini. Una storia d’amore tormentata dalla famiglia di lei, il padre di lei non vuole che sposi il suo amato, Ermia e Lisandro quindi scappano in stile fuitina verso il bosco magico perché il babbo di Ermia ha deciso che essa dovrà sposare Demetrio, pena la morte o rinchiudersi in un convento.

Il disastro è che Demetrio è anche innamorato non corrisposto di Ermia e a sua volta amato ma senza speranza da Elena. Demetrio ed Elena inseguono gli amanti nel bosco ma questo è il regno di Oberon capo degli elfi e di Titania, regina delle amazzoni, benché essi paiano piuttosto degli spiriti (corrispondenza con uno dei possibili nomi che avrebbero potuto assegnare alla prima franchigia baskettara professionale di Charlotte) schermaglie d’amore sono scrutate da Oberon e dagli elfi e dalle fate del suo magico regno.

Assegnando alcuni compiti al folletto Robin, Oberon cerca di mutare il corso degli eventi perché l’amore vero ritrovi le sue coordinate, tuttavia il folletto involontariamente combina dei gran pasticci, dato che per effetto di una pozione composta da gocce di viole del pensiero che serve a fara ddormentare le persone e a farle innamorare della prima persona che vedranno al loro risveglio, come un maldestro cupido fa amare le persone sbagliate coinvolgendo anche Titania nel disastro, finché Oberon gli ordina di far calare una nebbia sonnifera che addormenta i personaggi coinvolti e rompe i maldestri incantesimi ristabilendo l’ordine.

Questo espediente potrebbe indicare che oltre alla mano degli spiriti (cui ovviamente non credo essendo di generazione post illuminista) sono necessari anche il fato, l’imponderabile, quella concatenazione di cause che chiamiamo fortuna o sfortuna.

L’anno scorso agli Hornets le cose non andarono bene, anche perché le forze messe in campo erano insufficienti a garantire adeguati ricambi nel momento del bisogno a causa di un infortunio ad esempio.

Alla fine della storia comunque le cose si ricompongono e tutti si sposano.

Ebbene… dopo esservi “sciroppati” la storia, oppure averla “skippata” di netto, eccoci catapultati (come direbbe il buon Pino Cammino) circa 420 anni dopo, fuori dal tempo incantato del bosco fatato e tornando al basket, dalle trasformazioni che gli Dei (in questo caso per metafora… i protagonisti, Shinn, Stern, i tifosi, Benson, M. Jordan e il Dio Denaro) hanno operato sull’ente franchigia che amo sotto forma di Calabrone.
Tempo d’estate, sembra tutto fermo, invece c’è chi costruisce la squadra, lavora per una buona futura stagione e la NBA pubblica il suo calendario.

Non saranno i tempi dell’universo ma qui sulla Terra è il rituale tempo ciclico che avviene ogni anno.
Per gli Hornets avremo una partenza in salita, due partite esterne; esordio con i Miami Heat (squadra migliorata in estate) il 28 ottobre e replica due giorni dopo in Georgia contro gli Atlanta Hawks, i quali saranno anche la prima squadra che ospiteremo in casa il primo novembre.
L’inizio sarà ostico ma servirà a capire le reali potenzialità di questa squadra, a due giorni di distanza ospiteremo i Bulls, poi andremo a Dallas, San Antonio e Minneapolis, sperando che i T. Wolves non facciano scherzi.

Avremo un gennaio insidioso con molte trasferte e anche una seconda parte di febbraio dove dovremo dimostrare di essere competitivi anche fuori dalle mura amiche.

L’anno scorso in proporzione siamo andati meglio in trasferta che in casa.
La regular season si chiuderà in casa il 13 aprile contro i Magic, sperando che sia l’inizio di una nuova magica storia; dei playoffs magari con almeno una serie vittoriosa, anche se al momento tutto resta avvolto nella dormiente nebbia agostana.

Ecco il calendario diramato dalla NBA direttamente dal sito degli Hornets:

http://www.nba.com/hornets/schedule

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

1 pensiero su “Sogno di una notte di Mezza estate.

  1. oh incredibile stavo anche io per scrivere un articolo sul mio blog usando sogno di una notte di mezza estate come incipit, fortuna che poi ho optato per qualcosa di più semplice altrimenti mi avresti tacciato di plagio…lol
    A parte questo buona fortuna con i tuoi Hornets, spero ti possano offrire una stagione magari non vincente, ma almeno divertente e ricca di spunti interessanti!

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