Assenze ed eliminaziHornets…

Charlotte ferma la rincorsa finale alla vittoria della Summer League e lo fa alla sua maniera, dipingendo l’estate come in un quadro di Van Gogh (Campo di grano con volo di corvi).

Già… perché se non fossero bastati gli infortuni di Monk (più leggero del previsto) e di Devonte’ Graham, due titolari per la Summer League, l’assenza di Willy Hernangomez ha decretato la sconfitta al supplementare contro i Raptors per 84-87.

Il centro spagnolo, a cui vanno le sincere condoglianze, purtroppo è stato colpito da un lutto in famiglia ed era più che naturale non fosse quindi della partita.

Una sfida che a roster completo gli Hornets probabilmente avrebbero vinto agilmente e che hanno tentato comunque d’improntare sulla via del successo sin dalle prime battute scattando sul 9-2.

 

 

LAS VEGAS:
Luke Petrasek #51 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Toronto Raptors during the 2018 Las Vegas Summer League on July 14, 2018 at the Cox Pavilion in Las Vegas, Nevada.
Vecchia conoscenza (nel giro della prima squadra anche lo scorso anno), Petrasek ha finito con due punti e due rimbalzi fallendo anche due liberi.
2018 NBAE (Photo by David Dow/NBAE via Getty Images)

 

 

I canadesi però sono rientrati quasi immediatamente e nonostante una schiacciata da brividi di Miles Bridges per il 13-7, hanno dato vita a una partita equilibrata.

Il numero 0 si è ripetuto pareggiando la gara con altre due dirompenti giocate spettacolari per il 35 e il 51 pari, cambiando tipologia di canestro per un agile, rapido e coordinato capolavoro infilando il sessantacinquesimo punto.

Sotto di qualche punto gli Hornets a 3:25 dalla fine dei regolamentari, grazie a un canestro di Bacon si sono trovati sul +5 ma non hanno saputo difendere il prezioso vantaggio finendo all’OT dove Alkins (25 pt.) con una tripla, ha sancito de facto l’eliminazione degli Hornets, anche se a tre secondi dalla fine in corsa Bacon ha servito nell’angolo destro la palla del pari a Henderson che ha sparato lungo strisciando il secondo ferro nel tentativo di pareggiare e portare la gara al secondo OT.

Una sconfitta che lascia un po’ d’amarezza ma preventivabile visto lo stato dello starting five della squadra del North Carolina.

Bacon ha segnato 28 punti, Bridges 18 (pregevoli canestri ma solo 5/20 al tiro) e la PG divenuta titolare Joe Chealey si è arrestata a 14. Nessun altro Hornets è arrivato in doppia cifra, anzi, la panchina ha subito molto nei +/-, identificando il problema di Charlotte nella partita.

 

 

Dwayne Bacon si libera del proprio marcatore.
2018 NBAE (Photo by David Dow/NBAE via Getty Images)

 

 

Qui sotto troverete il tabellino di Charlotte e gli highlights della partita.

 

 

 

 

Poco male comunque… Charlotte ha chiuso con un bilancio di 3-2 grazie alle vittorie su OKC, Miami e Golden State contro le sconfitte incassate per mano di Boston e Toronto ma i giocatori degli Hornets che saranno inseriti nel roster sono stati abbastanza convincenti.

Bacon sembra più caparbio andando ad attaccare il ferro mostrando buone capacità, Hernangomez è sembrato pronto per la regular season, sperando che questo grave lutto non intacchi il suo morale, Miles Bridges ha numeri ma deve diventare più concreto mentre per Graham si aspettano responsi dall’infermeria ma ha fatto vedere buone cose oltre che sicurezza e solidità.

Il gruppetto di ragazzi giovani c’è, ora tocca a Kupchak sondare il mercato per vedere di destrutturare il reparto titolare swingman/ali possibilmente, laddove ci dimostriamo carenti da un anno e mezzo per far sì che si possano ottenere finalmente risultati soddisfacenti quando i giochi si faranno seri.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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