Bilancio di fine StagiHornets

La stagione regolare è terminata, veloci considerazioni sulla situazione degli Hornets e non solo.

Focalizzando l’attenzione sulla classifica a Est possiamo notare un grande equilibrio dietro alle prime due squadre che hanno fatto corsa a se.

Quattro squadre sono finite alla pari subito dietro in una Conference che avrebbe dovuto essere, a detta degli esperti, un po’ più debole di quello che si è dimostrata. Chicago, nona, è finita fuori dai playoffs nonostante il record leggermente positivo di 42-40. E’ vero che i Sixers, nobile decaduta al momento, hanno fatto da squadra materasso per quest’anno con sole dieci vittorie, ma se il record dei Bulls fosse stato ottenuto lo scorso anno, i martoriati Bulls sarebbero arrivati sesti, posizione che invece occupano i nostri amati Hornets, che con un record di 48-34, lo scorso anno sarebbero stati quinti, senza avere il vantaggio del fattore campo.

Il parquet amico quest’anno per gli Hornets è stato un fattore chiave. Vincendo ben trenta partite si sono dimostrati sesta forza assoluta nella NBA in questo genere di statistica, un fortino dal quale si è poi diramata la direttrice principale verso la terra dei playoffs.

Non essere riusciti a portare a casa la gara inaugurale in casa potrebbe pesare, ma Charlotte nei playoffs dovrà mostrare maturità, convinzione e usare energia, oltre a quello che ha imparato a fare, ovvero giocare a basket per passare una serie che ritengo equilibrata, ma ne scriveremo poco più avanti.

Dalla tabella degli head to head a Est possiamo notare una certa regolarità nel battere le squadre che hanno terminato dietro di noi la stagione con l’eccezione Washington, mentre davanti gli scontri con il Calore di Miami sono finiti in parità, anche se Miami parte con i favori del pronostico per esperienza, fattore campo e qualcuno dice qualità, io invece sono convinto del contrario in quest’ultimo caso.

Abbiamo inaugurato la regular season in Florida perdendo contro gli Heat e non vogliamo terminarla contro di loro.

Il contentino sarebbe vincere la prima gara playoffs da quando i Bobcats formarono il nuovo nucleo che condusse gli Hornets a reincarnarsi a Charlotte, ma ritengo che questa squadra già ora possa fare di più facendo saltare il banco al primo turno, come fece Mashburn contro gli Heat stessi (sua ex squadra) nel 2001. Lì la serie finì 3-0, questa volta ci sarà da soffrire, anche per battere i tentacoli di Whiteside occorrerà essere lucidi e un Clifford in versione fine stratega.

Ecco la classifica seguita dalle date della serie:

classfinest

Si parte domenica 17 aprile alle 11:30 di sera in quel di Miami. Per il momento conosciamo gli orari delle prime tre sfide. Immagine dal sito della Gazzetta Dello Sport.

Si parte domenica 17 aprile alle 11:30 di sera in quel di Miami. Per il momento conosciamo gli orari delle prime tre sfide.
Immagine dal sito della Gazzetta Dello Sport.

 

Infine ecco prima i voti delle ultime gare di R. Season, poi la classifica finale basata sulla media dei voti da me attribuiti durante tutta la regular season ai giocatori:

hhhhhha

La classifica finale dei singoli giocatori.

La classifica finale dei singoli giocatori.

MKG vicnce ancora la classifica ma ha solo 7 gare giocate. Il primo vero stakanovista è Kemba Walker, il quale ha giocato una stagione fantastica e ha una media voto tra il 7 e il 6,5. Lo segue Batum , elemento imprescindibile per il gioco di Charlotte. Appena fuori dal podio Marvin Williams, uno che si è presentato in forma al camp e lo ha dimostrato anche sul parquet. Letale tiratore ma anche difensore efficacissimo in certe serate. Jefferson che ha saltato gran parte della stagione è sesto seguito a breve distanza dalla coppia di Jeremy. Il primo, quello orientale (avanti sia per millesimali che per numero di giocate), è stato scostante durante l’anno, ma ha ottenuto una buona media, inoltre si è esaltato in alcune sfide importanti (vedi contro gli Speroni), dando più che una mano a vincere, il secondo era partito fortissimo, poi tra qualche piccoo infortunio e qualche scelta di Clifford sulle rotazioni ha perso un po’ il magic touch che si è rivisto contro Orlando nell’ultima sfida.  Più sotto, Hawes sfiora la sufficienza, comunque da assegnargli, anche se in difesa mi aspettavo un pochino di più, pur sapendo che il mestiere di difendere gli è meno congeniale. Kaminsky appena dietro a Spencer avrebbe forse meritato da parte mia qualche voto in più, ma la difesa mi ha lasciato perplesso, tuttavia è solo una questione di crescita. Se riuscirà a capire i meccanimi difensivi e con l’esperienza diverrà più astuto, potrebbe divetare un buon giocatore, in attacco a volte ha mostrato davvero ottimi fondamentali. Alla fine promuoverei tutti in blocco tranne i rimandati in giallo e il deludente P.J. Hairston, la cui partenza ha spianato la strada all’arrivo di Courtney Lee (5° in classifica dei singoli) nell’ultima sessione di mercato. L’ex Grizzlies sarà uno degli elementi cardine per battere Miami, dovendo cercare di cancellare Wade in attacco. Nell’ultima sfida l’ha fatto, vedremo se Lee continuerà a dar del filo da torcere al “vecchio” Dwyane in versione playoffs.

Provarci non costa nulla, let’s go Hornets!

Questo articolo è stato pubblicato in News da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.