Char-l’ottava

Gli Charlotte Hornets sono entarti ieri in zona playoffs con mezza partita di vantaggio su Brooklyn (sconfitta nella notte a Salt Lake City dai Jazz) dopo una lunga rincorsa, mentre tutto tace come cenere sopra una brace dalla parti del North Carolina per quanto riguarda i rumors di mercato.

Dopo aver perso una striscia di 10 partite, seguita poco più tardi da un’altra striscia di 5 sconfitte, gli Charlotte Hornets hanno inanellato 5 vittorie di fila che fanno parte di un 9-2 nelle ultime 11 partite.

I problemi però per gli uomini di Jordan non mancano, è stata confermata la commozione cerebrale per Marvin Williams, mentre le condizioni di altri due infortunati (Walker e Biyombo) sono da verificare.

Kemba Walker potrebbe operarsi ma serve come Batman per il commissario Gordon per Clifford a Charlotte...

Kemba Walker potrebbe operarsi, tuttavia serve a coach Clifford (e a Charlotte) nella stessa maniera nella quale Batman è utile al commissario Gordon…

Williams ha preso una gomitata involontaria dal centro dei Knicks Jason Smith ieri sera.

Non c’è nessuna data prevista per il rientro, Marvin passerà per il protocollo della NBA riguardo questo tipo di problema.

Anche Kemba Walker è tornato nella lista infortunati saltando la partita di sabato sera contro New York, il centro Bismack Biyombo invece l’ha iniziata  ma è durato meno di otto minuti, esso infatti, ha subito una contusione al ginocchio. Uscito dal parquet, non ha più fatto ritorno.

Il Direttore Generale degli Hornets Rich Cho ha detto che la squadra continuerà a valutare Walker, che ora ha perso tre delle ultime cinque partite. Walker si sottoporrà a risonanza magnetica, ed è possibile che si sottoponga a intervento chirurgico, tuttavia Kemba ha convissuto con questa ciste al ginocchio fin dai tempi del liceo a New York City.

Personalmente non mi preoccupa ancora la situazione di Walker, nel senso che credo ce la possa fare a tornare in campo senza bisogno di un’operazione che, se si rendesse necessaria, probabilmente pregiudicherebbe le speranze degli Hornets d’entrare nei playoffs.

Tutti aggrappati a Walker quindi, senza scordare l’importante presenza difensiva di Biyombo, anche perché il ritorno di Big Al, se da un lato è stato positivo, dall’altro ha evidenziato qualche incompatibilità con il gioco degli esterni degli Hornets, che godono ora di meno libertà nelle giocate rapide che hanno fatto male agli avversari.

Big Al inoltre rallenta la manovra dei Calabroni, anzi, sovente finisce per terminare da solo l’attacco e non resta che sperare di vederlo in buona serata, di sicuro però non è un gioco come quello proposto da Spurs o Hawks, gioco che in qualche maniera riproduceva specialmente “con i suoi piccoli” Charlotte fino al rientro di Jefferson.

Bisogna trovare una convivenza tra queste due incompatibili “anime” (modi di giocare) e Kemba potrebbe essere il cardine di questo meccanismo.

Gli Hornets riprenderanno domani gli allenamenti alla Time Warner Cable Arena in vista della doppia trasferta ad Ovest; San Antonio e Denver.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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