Complicazihornets

Non c’è pace per la franchigia di Charlotte, la squadra sta andando bene, ma proprio in questo momento una serie di problemi fisici di alcuni giocatori, complica la vita a coach Clifford proprio ora che sembrava aver trovato l’alchimia giusta nel gruppo.

Kemba purtroppo ha evidenziato un problema più grave di quel che si era pensato, ha una lacerazione del menisco laterale del ginocchio sinistro e sarà necessario un intervento chirurgico cui il play sarà sottoposto a New York il 28 gennaio.
Il tempo di recupero sarà deciso in base agli esiti dell’intervento chirurgico stesso, anche se si vocifera già di sei settimane o più perse.
Gli Charlotte Hornets, nonostante Brian Roberts si dichiari pronto per cercare di sostituire al meglio Walker, starebbero guardando in giro, puntando ora i fari su Norris Cole degli Heat o Ramon Sessions dei Kings (ex Charlotte Bobcats) per cercare di sostituire un giocatore che difficilmente sarà rimpiazzabile a livello qualitativo da uno di questi nomi.

Biyombo e Walker, due importanti perdite per gli Hornets. Oltre a loro out momentaneamente anche Marvin Williams.

Biyombo e Walker, due importanti perdite per gli Hornets. Oltre a loro out momentaneamente anche Marvin Williams.

Walker si era recato a New York lunedì per avere un secondo parere sulla ciste che si porta dal liceo. L’esame al quale si è sottoposto ha confermato beffardamente l’esigenza di rimuoverla, proprio nel momento meno opportuno.

Gli Hornets hanno compiuto uno sforzo ragguardevole per rientrare in zona playoffs, tuttavia la perdita di Kemba potrebbe anche pregiudicare una loro partecipazione al proseguo della stagione regolare.

Gli Hornets (19-26) hanno, infatti, vinto nove delle ultime undici partite e hanno superato i Brooklyn Nets nella corsa all’ottavo posto nell’Eastern Conference.
Kemba, infatti, è il leader dei Calabroni in punti (18,8 a partita), in assist (5,2) e palle nelle recuperate (1,4).
“E ‘stato di gran lunga il nostro miglior giocatore”, ha detto Clifford. “Guardate i Cavs, senza LeBron (James) o (Oklahoma City) senza (Kevin) Durant. Nel basket, hai solo cinque ragazzi che giocano.”…” ma se continuiamo a difendere, a prendere rimbalzi come abbiamo fatto, non perdiamo troppi palloni, oltre e migliorare il nostro ritmo di gioco, per me abbiamo potenziale più che sufficiente per continuare a giocare bene.” ha proseguito il coach dei Calabroni.

Clifford ha detto che è possibile, nel caso in cui Walker dovesse metterci molto a guarire, che gli Hornets potrebbero firmare un altro playmaker come già anticipato. Ciò richiederebbe alla dirigenza il taglio di un giocatore, salvo che la NBA conceda agli Hornets eccezionalmente un roster composto da 16 uomini.

Piove sul bagnato in casa Hornets per il resto; Bismack Biyombo dovrà saltare almeno 10 giorni dopo aver subito una contusione ossea al ginocchio destro contro New York, inoltre Marvin Williams, oltre alla commozione cerebrale, ha riportato anche una frattura nasale nella collisione involontaria con Jason Smith.

Con Biyombo out, il centro Al Jefferson ritornerà subito nella formazione di partenza, la quale sarà sostenuta nel ruolo di centro da Jason Maxiell che subentrerà a Big Al partendo dalla panchina.

Maxiell farà anche il backup di Cody Zeller in PF ma Clifford ha detto che sarà probabile che conceda più minuti sul parquet a Noah Vonleh, il quale ha giocato veramente poco questa stagione.

Comunque vada spero che gli Hornets continuino a lottare partita dopo partita e che la società ora faccia il suo dovere intervenendo intelligentemente sul mercato, proponendo qualcosa di meglio rispetto alle ipotesi ventilate per quel che riguarda il tema di mercato, specialmente nel ruolo di PG se Kemba dovesse stare fuori per un po’ di tempo, con certi nomi affrontare alcune gare in programma come quelle contro Atlanta, Chicago o Washington non sarebbe semplice (già non lo è).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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