Contrat-t-empHornets

Ancora problemi per Charlotte; appena rientrato Kemba Walker, ecco uscire di scena “Big” Al Jefferson, in una stagione abbastanza tormentata dagli infortuni in casa Charlotte.

Al Jefferson ha giocato appena 24 minuti la notte passata prima di patire un infortunio al polpaccio destro.

Jefferson Al

A vederlo seduto in panchina dapprima mi era sembrata una contrattura, poi Big Al è rientrato negli spogliatoi e non è più tornato.
Dopo la partita Big Al ha detto di aver sentito uno schiocco.
Questa non pareva essere propriamente una buona notizia in chiave playoffs.


Big Al ha finito la partita con nove punti, sei rimbalzi, una rubata e due stoppate, ma che importa ora… se dovesse perdere altro tempo per infortunio (nel primo pomeriggio l’entourage degli Hornets era pessimista), Bismack Biyombo ripartirà in quintetto, ma come sottolineato più volte, Biz manca di un vero gioco offensivo e si limita (non è un male questo) a ricevere in post basso per schiacciare quando ne ha la possibilità o a correggere tap-in.

E’ raro vederlo attaccare il canestro in uno contro uno e il semigancio alla Jefferson è meglio che non lo provi. Ciò potrebbe avere qualche ripercussione sui playoffs così a lungo cercati dato che Big Al è l’unica opzione affidabile vicino a canestro tra i lunghi. Questo denota una mancanza di profondità nel roster e la volontà di costruire una squadra impostandola sulla difesa.

Bene… nella prossima partita gli Hornets dovranno tirar fuori tutta la grinta e lottare palla su palla se vorranno battere i Bulls della doppia torre Noah Gasol, anche perché Cody Zeller è valutato “day to day” ma al momento pare improbabile possa tornare dal suo infortunio alla spalla per la gara con Chicago.

Una volta rientrato, potrebbe iniziare come centro con Marvin Williams in PF. Contro i Tori sarà una gara tra menomati; se gli Hornets avranno fuori P.J. Hairston, Zeller e Jefferson, anche i Bulls non scherzano oggi senza Butler, Rose, Gibson e si dice Noah in dubbio, ma quando sono in dubbio, contro di noi, chissà perché, finiscono per giocare tutti contro. Inoltre oggi Noah ha dichiarato che è rimasto fuori precauzionalmente solo per un dolore provato.


Sotto allego le statistiche di Jefferson nel mese di marzo per far capire l’importanza di Big Al Jefferson…

al ultime gare

Con i tifosi Hornets in ansia finalmente nel pomeriggio se ne sapeva qualcosa di più.
Lo stesso Al
Jefferson ha detto che il suo recupero dal suo infortunio al polpaccio, non sarà una cosa a lungo termine.”
Nessun danno, “solo un sacco di dolore”, ha detto Jefferson in una breve intervista oggiGli Hornets annunceranno un calendario preciso per il suo ritorno dopo la sua rivalutazione di questo pomeriggio, così anche noi sapremo i tempi di recupero ipotizzati. Un peccato perché con lui domani avremmo aumentato di molto le possibilità di vittoria, senza di lui Bismack Biyombo entrerà in quintetto ma se la dovrà vedere con clienti scomodi, tuttavia potrebbe farsi valere in stoppate e rimbalzi.

Il backcourt con Mo Williams, Gerald Henderson, Kemba Walker saranno probabilmente i giocatori che finiranno per prendersi più tiri, insiema magari a MKG, la cui energia per contrastare i Bulls a rimbalzo sarà fondamentale.

Gara difficile ma dopo due sconfitte per Charlotte, scivolata al nono posto, come cantavano i Queen is “no time for losers”, quindi fuori il pungiglione e squadra da combattimento da subito. Recenti critiche sulla squadra sono arrivate da Coach Clifford e anche autocritiche sono piovute da Gerald Henderson; “We’ve started the last few games horribly and that sets the tone for the whole game”, sostanzialmente la nostra SG asserisce che nelle ultime partite sono state iniziate in maniera orribile e questo ha dato un’impronta per tutta la gara.

Il messaggio è “non far prendere fiducia agli avversari”, ma tentare di annichilirli come avvenuto contro i Nets.

Let’s go Hornets!

cal

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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