Guillermo Tell me about the future

Lo statista vede più in là e questa capacità è affascinante.
 
È in grado di prevedere lo scenario futuro sulla base degli accadimenti analizzandoli.
Mi piacerebbe però incontrare uno statista che sia in grado di conoscere le future mosse degli odierni Charlotte Hornets.
Oggi vi sono statisti improvvisati o mezzi analisti non tengono conto di mille variabili…
Vorrei chiedergli come saremo messi domani alle 21:00 italiane, quando chiuderà il mercato NBA perché nella sfera a spicchi della maga, la situazione è sempre più nebulosa.
Nel frattempo, ad agitar un po’ le acque ci ha pensato il GM di Charlotte R. Cho, il quale ha appena compiuto la sua prima operazione invernale scambiando Johnny O’Bryant e due second round pick (2020 e 2021) per Guillermo “Willy” Hernangomez (27/05/1994, C, 211 cm, 108 kg) di New York.

Guillermo Gustavo “Willy” Hernangomez in maglia Knicks.
Ha anche un fratello, Juan, il quale gioca per i Denver Nuggets.

Si era partiti a parlare di Kemba con i Knicks e si è finiti per scambiare due pedine che non spostano nulla.
Attualmente il centro spagnolo che è stato di casa sino a oggi nella Grande Mela è di un livello superiore a J.O.B., ma come si suol dire: “Non sposta” (gli equilibri).
Chiuso dall’arrivo di Enes Kanter, New York, che ha appena perso Porzingis per un grave infortunio, ha deciso comunque di spedirlo a Charlotte in cambio di un altro lungo che potrebbe adattarsi meglio al ruolo di PF, aImeno sulla carta.
Hornacek non lo vedeva tantissimo e l’europeo frustrato ha preferito cambiare aria, ma non è detto che trovi sazio a Charlotte se uno tra Zeller, Kaminsky o Howard non sarà scambiato…

Un video (grazie Filippo per avermi fatto risparmiare tempo postandolo su altra pagina) sullo spagnolo versione scorsa stagione.

Qui sotto alcune statistiche da Basketball Reference oltre alla tabella stipendio.
Potrebbe non significare nulla ma… impazza ora, a 24 ore circa dalla chiusura del mercato, il toto scambi finale perché qualcuno ipotizza questa possa essere una trade apripista per scambi più consistenti e massicci.
 
No, non il Massiccio Centrale (monti francesi), ma il massiccio centro Howard, è proprio nell’epicentro delle voci dei fan nelle ultime ore, perché nelle discussioni imbastite con i Cavaliers si parla proprio di tutto.
Dovesse partire Howard, MJ sconfesserebbe sé stesso.
Il più grande giocatore del basket che rinuncia a inseguire i playoffs.
Da presidente sino a oggi non è certo stato all’altezza della sua fama, ma arrendersi addirittura, sarebbe troppo per uno come lui che sul parquet era ostinatamente alla ricerca di quel traguardo chiamato vittoria.
Successo da raggiungere grazie al duro allenamento, alla pertinacia e ostinazione difensiva, oltre che al suo benedetto talento offensivo in combo con l’atletismo.
Tornando sul pianeta Terra… l’iberico guadagna 1,435,750 dollari questa stagione mentre O’Bryant ne percepisce 1,524,305.
Stipendi in linea, valore dello spagnolo più alto compensato dalle due scelte future.
Tutto bene se fosse finita così.
I rumors sugli Hornets però sono molti, il tempo per finalizzare altre trade è sempre di meno e il destino degli Hornets è alle Sliding Doors (chi si ricorda il film di Peter Howitt?)… due dimensione parallele (supposte) che si riuniranno domani sera in un’unica verità, quando sapremo se Cho avrà tenuto fede al suo modus operandi (due piccoli scambi nel mercato di riparazione) o premerà il grilletto nel tentativo di far raggiungere a Charlotte i playoffs.
Detto che già girano voci e articoli su un possibile interessamento di Jordan all’ex LAL Mitch Kupchak, c’è da chiedersi se Cho cerchi un altro upgrade, giacché ha sempre lavorato in questo senso, o vorrà stravolgere la squadra pensando magari di migliorarla.
Difficile però… potrebbe avere anche un pessimo senso della funzionalità al progetto tecnico e finir per peggiorar la squadra.
Se invece per incompetenza personale o fosse proprio Jordan a volere un refresh e a chiedere al GM birmano di rinnovare tutto (vedi ipotesi Howard), allora ci troveremmo davanti alla terza e ultima opzione…
Salutiamo O’Bryant, un giocatore che passava da turnaround fade-away perfetto alla mattonata da lontano (in miglioramento il tiro da fuori) ai troppi errori da sotto. Hernangomez è benvenuto. Lo stile di tiro non mi piace molto ma è un giocatore mobile e scaltro che ha dei buoni movimenti, almeno, così mi è parso nelle occasioni nelle quali ho avuto modo d’osservarlo.
Future is now, future is back o no future, ancora una giornata per capirci qualcosa di più…
Questo articolo è stato pubblicato in News da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.