Howard saluta Charlotte…

Come un fulmine a ciel sereno arriva in un pomeriggio avanzato di giugno la news che potrebbe dettare due linee sull’imminente futuro degli Charlotte Hornets.

Stiamo parlando della cessione di Dwight Howard dopo solo un anno in North Carolina ai Brooklyn Nets.

Un Howard che aveva disputato una buona stagione a Charlotte e nelle partite contro i Nets ha evidentemente impressionato, tanto da arrivare a una doppia doppia da oltre trenta rimbalzi a Brooklyn, cosicché oggi assistiamo all’ennesimo cambio di casacca del centrone.

L’ipotesi più accreditata dai tifosi e plausibile è che, nonostante l’anno dell’All-Star Game a Charlotte, si voglia ricostruire da capo.

L’altra potrebbe essere che, libeati 23,8 milioni di dollari dovuti al maxicontratto di Superman (biennale, in scadenza a fine di questa stagione), ora si possa avere spazio di manovra per andare a smuovere uno scacchiere che difficilmente si sarebbe potuto muovere senza prender Scacco Matto.

Il problema è che Mozgov non guadagna pochissimo e non è certamente al livello qualitativo di Howard…

 

 

 

 

Di certo la patenza di Howard lascia incognite funeste sull’estate dei Calabroni che a questo punto, nonostante avessero già al lavoro sul parquet Kemba Walker per un leggero allenamento, potrebbero ritrovarsi privi del proprio capitano, il quale giustamente si era lamentato di non poter giocare i playoffs e difficilmente li vedrà se l’input iniziale nel tagliare Howard sarà seguito da mosse altrettanto nefaste.

In cambio di Howard è arrivato Timofej Mozgov (centro russo del 1986 di 216 cm) in cambio oltre a due future scelte da second round e contanti.

 

“Timothy” Mozgov con la maglia d’allenamento dei Cavaliers.
Nella NBA ha giocato anche per Knicks, Nuggets, Lakers, oltre ai già citati Cavaliers e Nets. Gli Hornets, potrebbero essere dunque la sua sesta squadra…

 

Il progetto (deprimente) potrebbe essere quello di tankare per ricostruire, al che penso che anche i più accaniti fan in North Carolina, dopo ben quattro anni di speranze a vuoto come Hornets, dopo il disastro Bobcats, non saranno contenti.

Certamente la trade per essere resa ufficiale dovrà necessariamente aspettare la moratoria, quel periodo che intercorre tra le sessioni di mercato nel quale non si possono fare scambi, quindi fino al 6 luglio non avremo l’ufficialità anche se a oggi lo scambio pare certo.

 

Vedremo le prossime mosse della società, che anche quest’anno nonostante l’avvicendamento Cho/Kupchak, si è mossa presto, lasciando intendere eventuali altri scambi imminenti all’orizzonte.

 

http://www.espn.com/nba/story/_/id/23851151/dwight-howard-headed-charlotte-hornets-brooklyn-nets

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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