To Pathei Matos

Siamo giunti ormai a fine estate, la squadra in base alle possibilità di spesa sembra essere questa, almeno sino a gennaio, salvo clamorose smentite.

Coach Clifford ha fatto alcune dichiarazioni in settimana che io riassumerei nel concetto (largo) di to pahei matos di Eschilo in Agamennone. Ovvero la conoscenza (di se stessi, qui direi del suo team) attraverso la sofferenza, poiché è indubbio che Clifford dovrà ricostruire l’efficienza di un team che ha perso tasselli importanti, lo dovrà fare attraverso la conoscenza dei suoi nuovi giocatori inserendoli e facendoli funzionare come un meccanismo unico, nel miglior modo possibile. Durante il processo, speriamo duri il più breve tempo possibile, avremo lacune e motivi di sofferenza.

Conoscere la squadra gli basterà per arrivare a produrre un gioco efficiente o la squadra si è realmente indebolita?

Coach Clifford, in primis si è detto fiducioso sul valore della squadra, crede che potremmo eguagliare il record (48W) della scorsa stagione o superarlo.
Ma Clifford sa anche che questa squadra dovrà affrontare diverse sfide a causa delle perdite nel mercato estivo.

Coach Clifford è fiducioso ma sa bene cosa è venuto a mancare durante la transizione ai nuovi Hornets.

Coach Clifford è fiducioso ma sa bene cosa è venuto a mancare durante la transizione ai nuovi Hornets.

 

Per costruire un buon team nella NBA  si deve ricorrere al mercato estivo, è fondamentale.
Una delle lacune e sfide alla quale Clifford si riferisce sarà colmare la perdita di Jeremy Lin.

Clifford sa che in attacco gli Hornets hanno perso qualcosa: “Abbiamo perso un sacco d’attacco, ma credo che dovremmo capirlo. Abbiamo potenziale per essere meglio in difesa. Riotteniamo Mike (Kidd-Gilchrist) e lui è un difensore perimetrale d’élite. Studiando Roy (Hibbert), penso sia solo una questione di aiutarlo a tornare al livello al quale giocava una volta. E ‘un protettore dell’anello, ma può anche giocare in attacco. Se andrà su livelli vicini a quelli d’Indiana,  ci darà una dimensione che (lo scorso anno) non abbiamo avevamo”. Clifford sa che non è Al Jefferson ma pensa possa essere un buon passatore e prendere buone decisioni in attacco.

Clifford ha detto che sapeva, entrando nel mese di luglio, che sarebbe stato impossibile firmare nuovamente tutti e cinque i giocatori di rotazione con i contratti scaduti. Gli Hornets, come ben sapete, hanno  mantenuto Nicolas Batum e Marvin Williams.

Jeremy Lin si è trasferito a Brooklyn.

Clifford sa che senza di lui gli Hornets saranno meno ficcanti, veloci, perderemo in penetrazione e questo è l’aspetto che preoccupa di più anche me. Lin è stato un grimaldello lo scorso anno, usato spesso al momento giusto, ha contribuito a ribaltare alcune sfide. Al Jefferson ha firmato con gli Indiana Pacers e Courtney Lee ha firmato con i New York Knicks.

Clifford ha indicato Lin come il più difficile da sostituire a causa della sua versatilità, difesa, playmaker e guardia tiratrice.

“Siamo stati noni in attacco e noni in difesa. Siamo stati una delle sole quattro squadre ad essere nella  top 10 in entrambe le classifiche. La cosa che mi ha colpito più di tutto era la profondità. Quando abbiamo avuto due giocatori di rotazione (sani) in ogni posizione, in quei momenti siamo andati veramente bene in termini di efficienza di gioco.”

Clifford ha detto che il general manager Rich Cho e l’ assistente general manager Chad Buchanan (con le possibilità economiche del team) hanno fatto un buon lavoro di rimontaggio del roster:

Sull’acquisizione del “nostro” Marco Belinelli ha detto sostanzialmente che è opera sua: “La Trading per la 22^ per Belinelli è nata nella mia mente. E ‘un giocatore di rotazione che può giocare in questo momento”, ha detto Clifford. ” Affermando così che preferisce, non è una sorpresa, un giocatore pronto piuttosto che un progetto futuro al quale non crede.

Su Frank Kaminsky:

“E ‘davvero lavorando alla sua tecnica difensiva, e che in ultima analisi, a determinare quanto è bravo. Lui può segnare in molti modi diversi. Ma ci sono molto pochi ragazzi che sono così buoni marcatori che possono giocare senza difesa e diventare ugualmente una stella. Frank, come Marvin, è auto-motivato e gli piace lavorare. E’ importante per lui, buono per noi”…

Sulla concorrenza in “Oriente”:

“L’Oriente è molto meglio di quanto non fosse. Ci sono circa nove squadre che possono dire di essere abbastanza buone per un quarto posto almeno. Non ci sono grandi differenze.”

Già… al momento anche secondo me ci sono diverse squadre che sulla carta sembrerebbero non troppo distanti. I dettagli potrebbero fare la differenza, un po’ di “fortuna” non guasterebbe…

Questo articolo è stato pubblicato in News da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *