Panta Rei

Panta Rei, tutto scorre, proprio come il famoso fiume Giordano, quello che secondo la tradizione diede il battesimo a Gesù ma anche a molti emuli benestanti, caso strano la principessa Charlotte, secondogenita di William e Kate, reali britannici, nel 2015 venne battezzata proprio lì.

Ma mettiamo al bando le ciance e cerchiamo di capire che avrà in mente il “Jordan” di Charlotte invece, dopo aver donato recentemente un altro milione per i danni provocati dall’uragano Dorian che ha devastato le Bahamas dove l’ex star dei Bulls ha anche delle proprietà.

Tutto scorre scrivevo… scorrevano complimenti a fiumi quando giocava, scorrono valanghe di critiche sulla gestione odierna del nostro amato team (francamente e oggettivamente giuste visti i risultati deludenti protrattisi), e ora un po’ inaspettatamente in un momento delicato ha deciso di intavolare una trattativa ben avviata per vendere una parte delle quote degli Charlotte Hornets.

Che rimanga però il proprietario principale non sembrerebbero esserci dubbi secondo diverse fonti ma i due investitori newyorchesi chiamati in causa riceveranno una buona fetta delle quote.

MJ comprò nel 2010 dall’ex proprietario Robert “Bob” Johnson la maggioranza della franchigia per 180 milioni di dollari e oggi ne controlla circa il 97%…

L’approvazione standard della NBA non sembrerebbe costituire un ostacolo, ora che le maglie dell’organizzazione di basket più famosa del mondo ha allargato le maglie, in fondo è sempre business e lo stesso MJ dipinge un quadro rassicurante dei due investitori dicendo che i due sono filantropi con una passione per il basket mentre lui continuerà a prender le decisioni per il team e visti i recenti risultati ciò è meno rassicurante.

Una fonte vicina a Jordan avrebbe dichiarato che MJ non ha intenzione a breve termine di lasciare Charlotte ma di rimanervi per lungo tempo, già, perché la preoccupazione reale sarebbe stata una cessione delle quote e una rebrandizzazione in qualche altra parte d’America come avvenuto ad esempio per i Seattle SuperSonics ai quali è stata modificata fortemente l’identità.

Di certo nell’ottica di una parte della tifoseria questa vendita parziale sarà vista come un mezzo tradimento, come se non importasse poi molto a Jordan della squadra ma fosse semplicemente un mezzo per far denaro dopo questi anni nei quali economicamente le cose sembrano esser andate bene.

In poche settimane Gabriel Plotkin, fondatore di Melvin Capital (Melvin era il nome del nonno) e Daniel Sundheim, fondatore di DI Capital dovrebbero entrare a far parte della squadra dei fortunati possessori della franchigia.

Gabriel “Gabe” Plotkin.

Brett & Daniel Sundheim.

Plotkin gestisce fondi e in pochi anni è riuscito incredibilmente a far decollare i guadagni come nel 2017 è arrivato un 41% al netto delle commissioni…

Grafico da HoopsHype.

I due non hanno precedenti con altre franchigie NBA ma sicuramente sono abili nel mondo degli affari e chissà che l’unico ex giocatore, proprietario di maggioranza di un team NBA non chieda aiuto perché prevede un ritorno al passato come quando nei primi anni della franchigia Bobcats i conti andavano in rosso, così Jordan sopperiva ai mancati investimenti degli altri soci di minoranza che non partecipavano alla “ricapitalizzazione” della franchigia.

Se Johnson comprò il team nel 2004 per 300 milioni dalla NBA, sei anni più tardi il valore stimato era di 287 milioni…

Charlotte vale ancora poco in termini economici, ma il divario sta scemando e i Calabroni sono stati stimati da Forbes a 1,3 miliardi di dollari, ventottesima franchigia su trenta.

MJ che da proprietario non ha mai pagato una sola Luxury Tax, beneficia delle entrate dei team che vanno sopra la soglia consentita del normale salary cap, la redistribuzione dei proventi per gli small market è un’altra fonte di guadagno per l’ex stella di North Carolina.

Secondo il presidente Fred Whitfield, gli abbonamenti rinnovati sarebbero intorno all’80% nonostante lo smantellamento della squadra mentre altre entrate della società arrivano dall’organizzazione di eventi all’interno dello Spectrum Center come spettacoli, concerti, ecc., poiché l’organizzazione gestisce il centro.

Con 20 giocatori firmati tra garantiti e non, i due two-way occupati da Franks e Hill e la stagione alle porte, dopo aver parlato di gestione della società, è utile ricordare gli Hornets si presenteranno al training camp del primo ottobre con un solo posto libero per entrare nel roster, a Jalen McDaniels era stato proposto un contratto minimo (898, 310 $) prima di firmare Ahmed Hill come two-way, quindi saranno Josh Perkins, Thomas Welsh, Joe Chealey e Caleb Martin che proveranno a ottenerlo…

Spunta la Collina a sorpresa

Il presidente delle operazioni di basket e direttore generale degli Charlotte Hornets, Mitch Kupchak, ha annunciato che la squadra ha firmato la guardia tiratrice Ahmed Hill con un two-way contract.

Nato ad Augusta in Georgia, “Collina” è alto 196 cm X 95 kg.

Detiene un buon 39,0% da tre punti in totale l’ex giocatore degli Hokies.


Hill, free agent undrafted da Virginia Tech (stessa scuola di Dell Curry), ha segnato in media 11,0 punti, fatto registrare 3,4 rimbalzi e smistato 1,2 assist per partita in 134 presenze nella sua carriera di quattro anni.

Giocatore atletico, buona coordinazione, spicca la sua esplosività in un fisico equilibrato.

Hill aveva partecipato alla MGM Resorts Las Vegas Summer League 2019 come membro dei Brooklyn Nets prima di firmare oggi il suo contratto a sorpresa con Charlotte.

Un contratto limitato quindi a 45 giorni con gli Hornets (un collocamento primario presso i Greensboro Swarms quindi) che ora vedranno chi scegliere e tagliare per i posti nel roster essendo quello di Hill il secondo e ultimo posto disponibile con la formula a “Due Vie” (il primo era stato assegnato a Franks)…

Sciallo-tte d’estate

Nella luce ferma ed eterna di fine estate, quando il tempo è emarginato dalle radiazioni elettromagnetiche solari sembra non cambi nulla ma qualcosa si muove a Charlotte.

Le foto sono state realizzate qualche giorno fa da una persona che conosce un mio amico del playground:

Il Sole splende sul logo degli Hornets ma è solo un’illusione per ora.

Lo Spectrum Center ospita diversi eventi ed appare anche il nome di Elton John…
Non male a livello stilistico anche se il vecchio The Hive era più iconico…
Campeggia ancora un po’ come una beffa l’immagine di Kemba Walker ma…
a ben guardare (sotto l’insegna), ecco il benvenuto a Terry Rozier…

Deep Purple

Ieri gli Charlotte Hornets hanno ufficializzato per la stagione 2019/20 la nuova maglia vintage degli Hornets che sarà sfoggiata nelle seguenti cinque occasioni.

Dopo la foglia di tè e la bianca ecco arrivare come previsto (mancava questa per chiudere la trilogia ed era stata anticipata dall’ex Pete Guelli la scorsa stagione (oggi fa il Chief Commercial Officer ai New York Football Giants) il remake della stupenda divisa viola utilizzata negli anni centrali dai ’90 dagli Hornets.

Dwayne Bacon si presta a far da modello.

Una sfumatura viola intensa e profonda come l’abisso nel quale sono caduti i Charlottean fan durante l’estate, più imbarazzante di quando John Bonham salì ubriaco sul palco durante un concerto dei Deep Purple senza che questi riuscissero a fermarlo per annunciare l’uscita del loro album andando via non senza prima insultare senza motivo il chitarrista dell’epoca Tommy Bolin che fece poi una pessima fine (morte da eroina mentre a Bonham, come ricordato in un testo di Caparezza, fu proprio l’alcol a esser fatale).

Non credo che i nuovi “indossatori” possano ricalcare le orme di Curry, Rice, Johnson, Anderson, Mourning & Company ma a livello di marketing in North Carolina ci sanno fare.

Un piccolo tuffo nel passato con piccole differenze come lo sponsor tecnico e commerciale e le bande (pinstripes) più larghe, in attesa di rinverdire i fasti del passato.

Ad maiora (se possibile)!

Calendario Charlotte Hornets 2019/20 season.

Diramato il calendario degli Charlotte Hornets per la nuova stagione che va ad affacciarsi sul nuovo decennio.

Si partirà contro Chicago il 23 ottobre (data americana) per proseguire sempre in casa contro Minnesota, due partite tutto sommato abbordabili (non per questo facili) nonostante il ramo degli Hornets non sia carico di frutti di qualità.

Poi via alle trasferte, ben 4 di seguito (succederà tre volte in stagione, in questo caso sulla costa pacifica,) mentre dal 2 al 10 dicembre avremo la striscia più lunga di partite casalinghe, da Phoenix a Washington.

Facendo un passo indietro, sempre da giocarsi a Charlotte, il primo derby con i Pelicans dei quali fa ormai parte anche Melli, arriverà il 9 novembre.

A fine anno (2019) le partite giocate saranno 36, equamente suddivise tra casa e trasferta (18-18) nonostante una “rincorsa” da parte delle “Home”…

Una particolarità si registra però; lo Spectrum Center vedrà soltanto 40 partite giocate dai Calabroni perché quella in programma a Parigi il 24 gennaio contro i Milwaukee Bucks sarà considerata casalinga.

A onorare la “legione straniera” nella capitale francese, per gli Hornets ci sarà Batum dopo la perdita di Parker e anche l’arruolabile congolese Biyombo.

I pesanti back to back saranno 12, 3 in meno rispetto lo scorso anno.

Tre, invece di quattro saranno le gare contro Boston, Cleveland, Milwaukee e Philadelphia, rivali delle altre Division nella Eastern Conference.

Il 13 aprile avremo il saluto casalingo mentre il 15 probabilmente, salvo impensabili miracoli, a Philadelphia si chiuderà la stagione di Charlotte.

Ecco il calendario completo con date e orari originali oltremare:

https://www.nba.com/resources/static/team/v2/hornets/PDFs/1920_Schedule-Calendar.pdf

Anche Thomas Welsh “firma” con Charlotte.

Piccola assonanza con il mitico Dan Peterson quando esclamava: “Well”…

Gli Hornets “arricchiscono” ancora numericamente (prima della scrematura finale) il roster con l’ex meteora dei Nuggets, Thomas (Clark) Welsh (nato il 3 febbraio 1996), centro bianco di ben 213 cm che non cambierà ovviamente rotta della squadra anche dovese far parte dei 15.

Welsh ai tempi di UCLA. Per lui arrivò la scelta n° 58 dai Nuggets (poi convertito in two-way) con i quali però ha collezionato 11 spezzoni di partita senza mai partire nello starting five sebbene si sia costruito anche un discreto tiro da fuori.

Tra le curiosità, fu medaglia d’oro in Grecia nel 2015 con la nazionale statunitense under 19 pure non avedo un ruolo di primo piano (2,7 punti, 3,3 rimbalzi in 8,9 minuti di impiego come media).

Andrà affinando le proprie doti di tiratore perimetrale grazie al contatto (workout) con i Thunder.

Dalla pagina ufficiale degli Hornets:

https://www.nba.com/hornets/press-releases/charlotte-hornets-sign-free-agent-thomas-welsh

Gli Hornets “firmano” Joe Chealey e Josh Perkins

I Calabroni hanno firmato oggi Josh Perkins e Joe Chealey.

Come sempre dalla franchigia ufficialmente non trapela nulla sul tipo di contratto per politica societaria ma Rick Bonnell scrive che si tratta di due contratti 10 deal.

Charlotte ha ancora un posto in roster e uno per il two-way contract.

Firmati come free agent, questo tipo di contratto prevede un anno di stipendio al minimo e la sicurezza dell’invito al camp.

La franchigia però potrà scegliere se convertire ad esempio il contratto in un two-way oppure rinunciare al player.
Nel caso in cui il giocatore venisse tagliato potrebbe accettare un’offerta di $ 50.000 per andare a giocare con la squadra affiliata della G League.

Se il giocatore rimanesse nel roster per 60 giorni, guadagnerà il bonus di $ 50.000.

Questo è un tipo di contratto creato per incentivare i giocatori a rimanere nella seconda lega anziché andare all’estero.
Anche trasformato in contratto NBA standard, non verrà conteggiato per il limite salariale del team.

Chealey che aveva già giocato una partita lo scorso anno ha detto recentemente:

“Sto solo cercando di migliorare ogni volta che mi metto sul parquet. Il mio obiettivo è quello di giocare più di una partita in questa stagione con Charlotte e si spera, di entrare nel roster.”

Un Chealey dallo stile più raggae in Summer League.

Visto insieme a J.P. Macura (recentemente ha firmato con Cleveland e quindi si è tolto dalla lotta per un posto a Charlotte) nella scorsa preseason, aveva discretamente impressionato ma Borrego, complice il backcourt di rispetto con Parker, Lamb e Walker, non l’aveva mai fatto scender sul parquet se non in un’occasione, lui che di base giocava per gli Swarm con 16,3 punti di media oltre ai 5,4 assist per gara.

Perkins invece sarebbe un rookie (PG nata il 25/08/1995), andato undrafted a giugno, in cinque anni a Gonzaga ha segnato in media 10,2 punti, catturato 2,8 rimbalzi, smistato 4,7 assist e rubato 1,2 palloni in 153 partite. Nella sua ultima stagione, Perkins è stato nominato nella Prima Squadra All-WCC 2018-19 e finalista per il Bob Cousy Award dopo aver ottenuto una media di 11,0 punti, 2,7 rimbalzi e 6,3 assist in 31,3 minuti come senior in maglia rossa.

Il ventitreenne ha guidato la conferenza in rubate (54) e si è classificato secondo in numero totale assist (234) e media assist (6,3) durante la stagione 18-19.

Josh Perkins durante la Summer League.

“Sono rimasto davvero colpito da Josh, soprattutto dopo aver giocato ieri”, ha commentato il capo allenatore degli Hornets in Summer League, Ron Nored dopo una partita di questa Summer League ed effettivamente dal mio punto di vista si è stagliato da una certa mediocrità.

Evidentemente la multifunzionalità di Perkins è servita per riuscire a essere al camp, d’altro canto è un giocatore che potrebbe fornire qualche dote mancante alla squadra come il recupero dei palloni o magari smistare assist ma è un tuttofare molto interessante che, anche in assenza di picchi di abilità esorbitanti in una determinata statistica, ha le qualità per poter rendersi utile in tutte le maniere.

Certo, stiamo sempre pur parlando di rincalzi che non possono accendere la fantasia per sperare di giungere a chissà quali vette nel desolante panorama attuale di Charlotte ma sono due giocatori che potrebbero comunque essere utili alla causa qualche volta, dovessero rimanere.

Preseason 2019/20 Hornets

Anche per quest’anno gli appuntamenti per capir qualcosa di più su come avranno intenzione di gioacare gli Hornets di Borrego saranno cinque.

Il calendario della preseason è stato diramato ieri ed é il sottostante:

Dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Le date americane vanno dal 6 al 16 ottobre e fondamentalmente saranno due trasferte e due partite casalinghe alle quali va aggiunta tuttavia quella a Winston-Salem, sempre in North Carolina…

Ancora Boston e Miami come lo scorso anno tra le rivali (contro Miami è dalla stagione 2015/16 che si gioca ogni anno almeno una partita in preseason mentre contro Boston dall’anno seguente) mentre Philadelphia, Memphis e Detroit sono le novità, anche se quest’ultima è ricorrente nelle ultime annate, ad esempio il 15 ottobre 2014 vinsero i Pistons 104-84 mentre l’anno successivo, il 21 ottobre Charlotte batté i Pistoni 99-94

FOX Sports Southeast trasmetterà proprio questa gara contro la Motor City ma anche la sfida contro i 76ers.

Non ci sono grandi aspettative o entusiasmi per quest’annata ma un po’ di curiosità per annotare le intenzioni di coach Borrego su come pensi di far partire la squadra.

Double Martin

Un po’ a sorpresa gli Hornets hanno raddoppiato i Martin.

I confondibili gemelli Caleb & Cody Martin, M& M’s brothers.

Il presidente delle operazioni di mercato e direttore generale degli Hornets, Mitch Kupchak ha annunciato oggi che il team ha firmato Cody Martin ma anche il free agent Caleb Martin.

Non si conoscono ancora modalità delle due operazioni.

Era nell’aria per esigenza e dalle dichiarazioni precedenti di Kupchak che Cody Martin, scelto con la 36^ in questo Draft sarebbe rimasto nel roster.

Nel 2017-18, Martin è stato nominato MWC Defensive Player of the Year e selezionato per All-MWC Second Team e MWC All-Defensive Team, ciò non è male in un team che si è privato del proprio talento offensivo (Walker, Parker, Lamb e Frank) e dovrà sopperire a queste lacune e alle esigenze del match con la difesa se vuole vincere qualche partita.


Caleb Martin è più offensivo del gemello di Cody, entrambi (ovviamente) nati il 28 settembre a Mocksville in North Carolina e trasferitisi in Nevada, se rimarrà nei 15, giocare come ala mentre Cody potrebbe slittare al ruolo di guardia (entrambi possono occupare più posizioni come voleva a Nevada il loro allenatore Musselman), ovviamente tra le seconde linee.

Caleb Martin ritwitta dal sito ufficiale degli Hornets la doppia firma.

Andato undrafted in questo Draft il free agent chiamato a sorpresa ha una media di 19,2 punti, 5,1 rimbalzi e 2,8 assist in 34,1 minuti a partita come senior nel 2018-19, statistiche non malvagie come aggiungendo la nomina per la prima squadra 2018-19 All-MWC e per la squadra difensiva MWC. Buon tiratore da tre punti e stealer potrebbe aiutare gli Hornets nel tiro da fuori come Borrego vorrebbe e aiutare la squadra a rubare palloni, statistica nella quale gli Hornets negli ultimi anni sono stati piuttosto deficitari.


Tra le curiosità, oltre a seguire gli stessi corsi e a protendere nel fare le cose sempre insieme, al loro ultimo anno di scuola superiore, Cody e Caleb Martin hanno fatto qualcosa di insolito per le prospettive di futuri giocatori NBA, ossia hanno trovato lavoro alla Wal-Mart.

Ne fine settimana indossavano pettorine blu per raccogliere i carrelli lasciati in giro nel parkeggio del supermarket.

Si erano resi conto dei sacrifici che la madre aveva fatto nel crescere tre ragazzi da soli.

Volevano dare una mano in qualunque piccolo modo possibile.

“So che potrebbe sembrare cliché e banale”, dice Cody, “ma lei è il nostro eroe”.

La perseveranza e l’amore della loro mamma, Jenny Bennett, è forse stato uno dei trucchi per avere una costanza (oltre alle doti atletiche) che oggi li ha portati i NBA.

I gemelli Martin nativi di Mocksville tornano quindi nella Carolina del Nord e chissà se “Kup” avrà pensato al buon Oronzo Canà che usava il modulo 5-5-5 per sopperire alle evidenti difficoltà tecniche mentre in questo caso per confondere gli avversari basterà schierare i due twin…

Return of the Mack

Nella stagione che si appresta a iniziare tra qualche mese un posto per Mack ci sarebbe anche potuto essere visto che il Front Office di Charlotte ha smembrato la squadra spargendo le proprie stelle (Walker a Boston, Lamb a Indiana e Parker come una Supernova è scomparso dopo aver lanciato l’ultimo raggio gamma) ma l’inspiegabile duo MJ/Kup ha deciso di puntare su Terry Rozier iper-pagandolo.

Si aspettava solo di sapere dove sarebbe finito e la destinazione per me che vivo dalle parti di Milano è incredibile…

Finisce l’avventura marginale di Mack (aveva il contratto scaduto come le prestazioni erogate con il contagocce lo scorso anno) in divisa Hornets e inizia quella con le Scarpette Rosse, ovvero, l’Olimpia Milano.

L’Olimpia ha infatti deciso di servirsi per due anni delle prestazioni dell’ex play NBA che ha vestito diverse divise nella sua carriera in America.

“Sono felice di questa incredibile opportunità datami dall’Olimpia Milano. Competere ad un livello così alto in nuovo capitolo della mia carriera è molto motivante”, ha detto Mack.

Il GM Christos Stavropoulos si è mostrato entusiasta di Mack decantandone le lodi.

Chissà che me lo possa trovare in giro magari mentre si reca alle partite, di certo per me è uno “strano ritorno” se non una persecuzione anche se non parteggio per nessuna squadra italiana.

Vedremo se in Italia riuscirà a cambiare musica…

Summer League Game 5: Charlotte Hornets Vs Utah Jazz 84-74

Gli Hornets hanno giocato un extra game al Cox Pavilion di Las Vegas.

Dopo essersi piazzati al 24° posto, sono stati abbinati agli Utah Jazz (diciassettesimi con un record di 2-2 prima di questa sfida) in un round di consolazione non avendo ovviamente il record necessario (1-3) per entrare nelle migliori 8 squadre.

Un’ultima gara quindi della quale non sentivo il bisogno ma ad ogni modo come pensavo quando ho appreso di quest’ultima partita (sinceramente pensavo non vi fosse), ecco giocare i player poco visti sino a oggi e in questo senso potrebbe esser tornata gara utile alla coppia Nored/Borrego per decidere se e chi portare a completare il roster giacché il mercato l’abbiamo visto e a oggi pare insensato mettere sotto contratto giocatori esterni con più esperienza.

Una partita veloce, vinta già nel primo tempo con un primo quarto lanciatissimo nonostante l’1/5 di Bacon i compagni hanno messo dentro 12 dei 13 tentativi compresi 3 da tre punti così la gara girava sul 31-15 complice tutta la squadra (ultimo canestro di Meeks in entrata su perfetto passaggio di Kulboka a una mano) che arrivava sul 41-23 con 9 giocatori a cancellare il numero 0 nella casella punti.

54-30 all’intervallo con il 51-30 sigillato da Bridges con una windmill delle sue e tripla di bacon a chiudere, poi più spazio per i giocatori meno utilizzati nella Summer e nonostante il 17-22 di parziale nel quarto dovuto al riposo di Bacon e Bridges e a qualche tripla dei Jazz che andavano prendendo più coraggio, gli Hornets conservavano ancora 15 punti di vantaggio.

Perkins, Robertson (sul 71-70 a 6:56 dalla fine arrivava un poster in schiacciata lanciata a una mano) e Meeks, dopo un ulteriore avvicinamento dei Jazz di 5 punti respingevano l’assalto finale stabilizzando la vittoria di Charlotte sui 10 punti.

In particolare la menzione d’onore va a Meeks che chiuderà in doppia doppia con 18 punti (8/11), 10 rimbalzi e 4 assist mentre Bacon in 14:04 minuti segnerà 11 punti e Hicks salirà sul podio con altri 10 punti per Charlotte.

Una buona gara per tutta la squadra (compresi Martin, McDaniels, Perkins e Kulboka) che ha messo insieme le capacità dei singoli per costruire un gioco efficace.

Ora gli Hornets dovrebbero giocare la loro prossima partita in prestagione tra la fine di settembre e inizio ottobre…

Summer League Game 4: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 72-75

Charlotte chiude l’esperienza della Summer League 2019 regalando una vittoria anche ai Bulls in una partita che aveva comandato nel punteggio dall’inizio accumulando 10 punti di scarto quando Graham tirando su dal palleggio in uno contro uno rilasciava da casa sua una pregevole e difficile tripla a 1:29 dalla fine del terzo quarto nonostante alcune incursioni aeree preoccupanti dei Bulls lasciassero dubbi sulla difesa di Nored e chissà se Borrego sia veramente soddisfatto di ciò che ha potuto osservare da vicino.

A 4:07 dalla fine Bacon sosteneva la pattuglia dei “vecchi” grazie a un layup in entrata portando la partita sul 70-64 ma il parziale finale di quarto dice che i Bulls segneranno 25 punti contro i 13 degli Hornets, così, quando Simon, dopo una fagiolata che nemmeno Bud Spencer, a :27.7 dalla fine correggeva due errori dei compagni portando i Bulls sul +1, era fatta perché la squadra avversaria allungava dalla lunetta lasciando a Charlotte il classico ultimo tentativo sul -3 e dato che non si azzecca un giocatore (mi piaceva Daniel Gafford finito ai Bulls che chiuderà con 20 punti e 10 rimbalzi…), si prosegue non indovinando nemmeno una rimessa…

O meglio… la rimessa non viene nemmeno malissimo ed è frutto dei tre veterani; Bacon serve in punta Bacon che allarga di pochissimo a Bridges che restituisce, una specie di pick and pop senza che Miles si sposti/allarghi, i Tori cascano nella trappola brancolando su Devonte’ ma la tripla di Miles (comunque uno dei più positivi di questa edizione della Summer League per Charlotte) termina sul ferro lasciando inalterato il 72-75 finale…

Nuovo look per Devonte’ Graham che chiuderà con 14 punti, 7 assist e 7 rimbalzi, secondo miglior marcatore per Charlotte dopo Hicks (15).

Solita difesa che non mi è piaciuta e sarò piuttosto tranchant nel giudizio… a parte i tre che faranno parte del roster, se dovessi decidere chi portare in rosa per la stagione regolare inizierei a guardare altrove perché nel complesso alcuni giocatori (Martin ad esempio) hanno deluso le mie aspettative, altri sono sembrati incompleti discontinui (Kulboka, pessima serata chiusa con 0/4 al tiro nonostante uno splendido passaggio filtrante no look).

I risultati ora non contano nulla ma gli Hornets hanno preso una pericolosa china, che non è il nome in inglese della penultima squadra contro la quale abbiamo perso ma un trend virale di un’incapacità gestionale nonostante durante la Summer League non si sia visto PJ Washington che magari qualcuno vedrà come arma segreta ma personalmente mi sembra più una mossa della disperazione, come lanciare un Ohka su delle corazzate…

Qui sotto come il solito, tabellini e video: