Matchup key 79: Charlotte Hornets @ Miami Heat

A cura di Filippo Barresi.

Mason Plumlee Vs Bam Adebayo

Gli Heat arrivano a questa gara con molte assenze e qualche riposo in vista dell’inizio dei playoff.

Chi sarà della partita è Bam Adebayo che con la sua spiccata attitudine difensiva è sempre più al centro di un sistema difensivo di alto livello.

Plumlee dovrà cercare di lavorare al meglio per evitare che Adebayo abbia la libertà di guidare la difesa degli Heat.

Una partita aggressiva dal nostro centro titolare potrebbe modificare le aspettative e il piano partita preparato da coach Spolestra.

Possibili svantaggi:

Come abbiamo già notato, il sistema difensivo organizzato da Miami è tra i più efficienti della lega.

Il lavoro di questa squadra parte da un’aggressività spiccata nella difesa sulla palla e continua con una forte presenza in termini numerici nei pressi del pitturato.

Gli Heat sono la squadra che concede la più bassa percentuale da due punti in tutta la lega.

Possibili vantaggi:

Collegandoci a quanto detto in precedenza, gli Hornets dovranno cercare di canalizzare le proprie energie sul tiro dall’arco, spesso lasciato indifeso dagli Heat.

Una buona prestazione in termini di percentuali dalla lunga distanza potrebbe garantire un buon margine agli Hornets per mettere in difficoltà i padroni di casa.

Totopaolo: 25ª settimana

A cura di Paolo Motta

Ultima settimana di Regular Season e Hornets (40-38) che sino alla fine si giocheranno il piazzamento definitivo nella griglia play-in.

Quattro partite alla fine: in arrivo due partite toste ed altre due che non andranno sottovalutate.

Eccole nel dettaglio:

Game 79: mercoledì 06/04/2022 ore 01:30 AM italiane @ Miami Heat (51-28):

Trasferta difficile, là dove gli Heat sono ormai ad un passo, meno si una manciata di vittorie dall’ottener il primo posto ad Est e quindi – al momento – non faranno sconti a nessuno. Butler, Adebayo e Lowry hanno già dato parecchi problemi agli Hornets quest’anno.

Servirà uno spirito diverso rispetto a quello un po’ svogliato, rinunciatario e disfattista visto durante la trasferta di Philadelphia ma ciò potrebbe non bastare.

Sconfitta in arrivo. 1.

Game 80: venerdì 08/04/2022 ore 01:00 AM italiane Vs Orlando Magic (20-59):

Contro l’altra squadra della Florida partita da vincere assolutamente.

I Magic, ormai, non hanno più niente da dire da diverso tempo e la vittoria è d’obbligo senza se e senza ma.

1 fisso.

Game 81 sabato 09/04/2022 ore 02:00 AM italiane @ Chicago Bulls (45-33):

Seconda trasferta ostica della settimana (in back to back), questa volta contro i Bulls, che al momento, sono ancora in lotta per un piazzamento migliore nella griglia playoff.

I Tori da qualche tempo hanno rallentato il ritmo ma il parquet dello United Center ultimamente non ci ha regalato grandi soddisfazioni.

Vucevic e DeRozan gli ostacoli principali.

Partita ostica ma con impegno e determinazione potremmo portarla finalmente a casa.

2 di misura.

Game 82: domenica 10/04/2022 ore 09:30 PM italiane Vs Washington Wizards (34-44):

Ultima partita della stagione regolare, avversari i Wizards, squadra che ormai non ha più niente da dire per ciò che concerne questa RS, essendo già stata eliminata dalla corsa playoff.

Anche in questo caso la vittoria è d’obbligo, ma la terza partita in quattro giorni e qualche calo di tensione potrebbero essere ingredienti pericolosi per avvelenare il match e giocare un brutto scherzo a Charlotte.

1 sulla fiducia.

Il pronostico della settimana: 3-1

Game 78: Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 114-144

Intro

Countdown al -5…

Dicono che il numero 5 sia associato archetipicamente alla figura del cercatore, colui che ama esplorare e cambiare a livello fisico e mentale.

Mettere a fuoco sul risultato giocando fisicamente e con passione dovrà essere l’indirizzo giusto per gli Hornets che con un 8-2 nelle ultime 10 partite sono tesi come una freccia scoccata verso il bersaglio della miglior piazza play-in che per essere centrata avrà bisogno che la squadra di Borrego rimanga fiammeggiantemente in corsa e non trovi una di quelle versioni girovaghe inconcludenti che potrebbero far deviare il dardo perché spingersi oltre i confini può esser pericoloso.

“Il dardo” non è ancora tratto potremmo dire distorcendo un po’ l’espressione originale ma Charlotte sa di aver pochi margini di errore per agguantare un ottavo posto che garantirebbe almeno due possibilità (dovesse andar male la prima) di raggiungere la vera post season.

Tocca agli Hornets ora gestire la disordinata forza di ricerca dionisiaca con l’ordine di gioco apollineo, Ball, Bridges con Thomas e Harrell tenteranno di dar battaglia su un campo ostico.

Andamento della partita

I quintetti.

Philadelphia partiva con palla in attacco ma Charlotte raddoppiava su Embiid, Rozier portava via palla e Bridges in entrata appoggiava in fing and roll.

Dopo un errore di Maxey seguito dal mancato appoggio di Plumlee arrivava il pari in transizione firmato Thybulle che in difesa si scontrava di faccia con Rozier rimanendo giù, ne approfittava dalla distanza ball per colpire da tre punti anticipando il fallo dello stesso Thybulle su un tentativo da tre punti di Rozier.

Terry in lunetta risultava perfetto e alzava il punteggio di Charlotte a quota 8mentre Harris dalla diagonale destra lo alzava per i padroni di casa a quota 5.

Rozier, spinto da Maxey, mancava il reverse a 8:52, arrivavano i liberi ma andava a segno solamente il primo così Embiid in area e Harris da oltre l’arco facevano raggiungere per primi a Phila quota 10.

Floater di Harden con contatto in penetrazione, replica quasi esatta di Ball prima che il centro di Philly splittasse due FT portando sull’11-13 la partita.

Cody alzava per Mason un alley-oop ravvicinato e gli Hornets ottenevano il pareggio ma ancora Embiid da due e Harris da tre facevano il bis costringendo Borrego al primo time-out sul 13-18.

Mason inventava un palleggio pompato fisico scontrandosi con Embiid, finta e tiro di destra abbastanza particolare in salto che funzionava e a 5:24 l’aggressività di Miles verso canestro si scontrava con Harris e ne sorgevano 2 FT: 2/2, 17-18.

Hayward tornava sul parquet dopo quasi due mesi d’assenza e con un passaggio volante mandava Harrell a schiacciare per il vantaggio ampliato da martin in fast break dopo una palla bloccata in prima linea da Rozier su tentativo alto filtrante del Barba.

A 3:15 però per un fallo di Bridges su Embiid lanciato arrivava il pareggio a quota 21 con i Sixers a riprender il vantaggio con un passaggio diagonale diretto in angolo per la tripla di Green sul quale Hayward non riusciva a intervenire.

Niang appoggiava oltre Oubre Jr. mentre Hayward in entrata alzava un floater centrale ritrovando la via del canestro (23-26) prima che i 76ers salissero a quota 29.

Charlotte riusciva a cambiare gioco trovando P.J. Washington – in gran movimento – finito nell’angolo sinistro per 3 punti provvidenziali a chiudere il punteggio nel quarto.

Il secondo quarto cominciava con un tiro corto di Ball recuperato da P.J. Washington e convertito al volo in reverse ma Jordan ne metteva due da sotto e Harris allontanava la squadra di Rivers con due canestri non semplici in turnaround: 28-36.

A 9:44 Charlotte andava in time-out ma la dunk di Jordan aggravava la situazione con Charlotte a rischio di uscire dal match a -10, tuttavia P.J. Washington, godendo di libertà dalla diagonale sinistra sparava da tre trovando il -7, Ball deviava un pallone da dietro a Jordan che in ricezione alta non si avvedeva della nostra point guard e Oubre dall’altra parte finalizzava ringraziando.

Da un recupero a cento campo di Martin in corsa (bad pass Harden) arrivava la triangolazione con Ball che garantiva alla nostra dinamo ala la schiacciata del -3, preludio a un’altra transizione chiusa da Thomas a 7:21 oltre la linea dei 3 punti per il pareggio a quota 38.

Rivers, arrabbiato con i suoi, chiamava un time-out ma ball colpiva con un deep 3 al rientro prima che Thybulle segnasse in reverse annidandosi nell’area.

Bridges mancava inusualmente due liberi a 6:17 ed Embiid sfuggendo a Washington sulla destra andava a schiacciare il vantaggio per i bianchi: 41-42.

L’entrata rapida di P.J. Washington faceva fuori Harden ed anticipava l’intervento di Embiid: 43-42 ma un rimbalzo offensivo consentiva all Barba di aggiustare la mira da fuori area dopo il freschissimo errore: 43-45.

Mason, di sinistra, splittava due FT su un contatto banale quasi regalato a 5:01, Embiid, invece, segnava un 2+1 con l’and one nettamente regalato per un quasi sfioramento di Plumlee in avanzamento.

A 4:20 si lanciava Bridges per la jam solitaria mentre Harris da tre e due FT di Miles a 3:48 (invenzione da sotto ormai bloccato con tiro in girata quasi vincente e fallo subito) mandavano il punteggio sul 48-51.

Nel finale Rozier mancava un jumper, Embiid appoggiava comodamente ma Bridges segnava da 3 su una second chance per il 51-53.

Peccato che gli Hornets incassassero una bomba di Embiid e due punti di Maxey in transizione prima di riuscire nel finale ad accorciare le distanze con un passaggio diagonale sotto canestro di Gordon per Mason che non aveva nessuno davanti a ostacolarlo: 53-58.

Ball a metà tempo è già il più giovane giocatore ad aver segnato 200 triple in una stagione NBA.

La partenza della ripresa vedeva un passaggio dentro per Miles che spalle a canestro si alzava schiacciando una reverse difendendosi con l’anello dalla marcatura retrostante.

Thybulle era pescato sotto per una schiacciata ma Harris poco dopo ci graziava non tenendo il passaggio ormai sotto il nostro canestro.

Rozier recuperava un altro pallone e a 10:36 Plumlee in corsa volava letteralmente verso canestro trovando l’autostrada che lo conduceva a schiacciare sopra un Embiid non convinto nell’andare a fermarlo: 57-60.

Embiid segnava un jumper su Mason, Thybulle indovinava la tripla dall’angolo e poi si registravano un TO di Ball più una drive di Maxey a 9:17 così Philadelphia si involava sul +10 (57-67) nuovamente.

Ball mancava l’appoggio, Thybulle si ripeteva con un tiro pesante e gli Hornets scivolavano via dalla gara dopo un altro TO di Ball e una drive di Harden che depositava oltre Rozier.

Il -15 (57-72) peggiorava rapidamente con Maxey che segnava 5 punti tra i due di Plumlee e quelli di Rozier per il 63-77 ma ecco che su una rimessa dal fondo assegnata a Phila che sarebbe dovuta andare a Charlotte, il blocco alto di Maxey costringeva Bridges in uscita a rincorrere il suo uomo, braccio avvolgente intorno al bloccante e classica sbracciata/gomitata ancora con palla inbound ma la terna andava a rivedere per un possibile Flagrant assegnando l’one.

Charlotte era colpita dai due liberi ma non dal possesso successivo di Embiid, tuttavia la squadra sembrava ormai in bambola, passaggio di Ball preso da Thybulle, tripla di Harden, non bastava la steal di Martin sull’ennesimo passaggio arrischiato di Harden con canestro conseguente o la tripla di Hayward per il 68-88, le triple ed Embiid lanciavano alla fuga definitiva i 76ersche finivano il quarto con un 27-45 e solamente grazie a Rozier nel finale con due FT e una tripla buzzer beater che valeva l’80-103.

L’ultimo quarto era da garbage time puro con Maxey e Philadelphia ad aumentare numero delle triple e divario.

Finiva 114-144, una partita gettata alle ortiche nel terzo periodo.

P.J. Washington contro T. Harris. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Charlotte tiene un tempo contro una squadra ostica e ben organizzata.

Dai possibili pick and roll tra Harden ed Embiid nascono soluzioni differenti che portano la squadra di Rivers a sfruttare un gioco di passaggi atto a mettere in difficoltà la difesa comandata da Borrego.

Alla fine i 76ers con i tiratori ed il loro 21/43 da tre punti (copertura quasi assente negli angoli con una zona flottante) porteranno a casa ben 63 punti e nonostante Charlotte commettesse 17 TO contro i 19 avversari con un 25-11 di vantaggio nei fast break i palloni persi sono costati moltissimo a Charlotte, soprattutto nel terzo quarto quando Ball soprattutto ma anche i compagni, hanno perso palloni e mostrato una difesa che ha prestato il fianco alle transizioni avversarie o a giocate che hanno fatto allungare rapidamente Philadelphia.

Un parziale di 27-45 nel terzo quarto decreta una delle prestazioni più deludenti degli Hornets nella stagione in controtendenza con il buon periodo che Charlotte sta vivendo.

Battuta d’arresto forse scontata, il distacco meno ma la partita è degenerata in fretta.

32-47 a rimbalzo 34-38 negli assist (buoni i nostri numericamente ma eccessivi quelli avversari) e un 60,9% altissimo dal campo per la squadra di Rivers che ha impedito agli Hornets di rientrare in partita a causa di un sistema difensivo inappropriato e carente quando il rischio non va a buon fine.

Si archivia e si va a Miami cercando di far tesoro degli errori commessi nella Città dell’Amore fraterno.

Per Philadelphia 29 punti e 14 rimbalzi di Embiid, 23 pt. di Harris, Maxey 19 pt., 12 pt. a testa per Thybulle e Harden (13 assist per il secondo) e a 10 pt. la coppia formata da Milton e Niang.

LaMelo Ball: 4,5

13 pt. (5/12), 2 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 6 TO, -31 in +/-. Qualche floater corto, fuori misura già nel primo tempo. Buona la rubata da dietro a DeAndre Jordan e certamente trova qualche sprazzo per mandare a canestro i compagni ma nel terzo quarto soffre Thybulle perdendo il pallino del gioco a anche il ritmo cercando passaggi improbabili e arrivano TO pesanti che ci trascinano fuori dalla partita. Due deep 3 che lo portano oltre quota 200 non bastano, in panchina nel finale non è ovviamente contento della prestazione e del risultato. Alla prossima.

Terry Rozier: 5

10 pt. (2/9), 4 rimbalzi, 6 assist, 5 rubate, -25 in +/-. In attacco a parte il flash nel finale di terzo quarto non c’è anche se si attiva subito nel punteggio con alcuni FT, gentile concessione della difesa locale. Il problema è che in difesa spacca come due scuole di pensiero, Nanto contro Hokuto perché vai a capire di chi è la colpa di questa scarsa difesa. Certamente ruba tanti palloni con interventi da ninja o da portiere ma la zona di Borrego mortifica i nostri esterni che nell’uno contro uno sono in ritardo sui close-out per un semplice tiro o sul movimento di palla avversario che ci fa accumulare ritardi maggiori negli spostamenti in rotazione.

Miles Bridges: 5,5

20 pt. (6/12), 5 rimbalzi, 3 assist, -25 in +/-. Per un po’ ci tiene in partita anche perché sulle incursioni è l’unico che abbia credibilità oltre a Harrell sui contatti. Gioca di fisico. Purtroppo per il giocatore degli Hornets sul quale si accennano voci come giocatore più migliorato (bruttissima la traduzione italiana) viene coinvolto in una debacle difensiva ampia e il plus/minus lo testimonia. Il fallo su Maxey come bloccante è un po’ ingenuo e finisce per far saltare definitivamente le speranze di rimonta. Un paio di pirotecniche schiacciate come il solito ma solo un ¼ (open nel terzo quarto) da fuori.

P.J. Washington: 6,5

14 pt. (6/10), 3 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate, -3 in +/-. Tutto sommato uno di quelli che regge di più il confronto e il contatto anche se il numero di rimbalzi è esiguo, tuttavia mette mani su palloni sporcandoli. Nei suoi 26:07 trova un 2/4 da fuori e nel finale veleggia per una schiacciata appesa, bella, ma che non fa testo.

Mason Plumlee: 5,5

11 pt. (5/6), 3 rimbalzi, 4 assist, -25 in +/-. Cerca di fare il possibile per fermare l’orco Embiid con risultati non lusinghieri ma non si oppone malamente. Bellissima la schiacciata in corsa lanciata con stacco da triplista che Embiid incassa.

Kelly Oubre Jr.: 5,5

11 pt. (4/8), 3 rimbalzi, -10 in +/-. Qualcosa nel finale ma abbastanza mediocre.

Montrezl Harrell: 5,5

6 pt. (3/7), 2 rimbalzi, 4 assist, -17 in +/-. Come altri compagni dalla panchina entra nella seconda rotazione a partita decisa. A fasi alterne tra successo ed insuccesso, non sono bei clienti Embiid (sul quale compie n paio di bune difese) e Harris che gli segna in faccia da tre.

Cody Martin: 6,5

8 pt. (4/6), 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, -10 in +/-. Per il primo tempo con la sua dinamicità, la sua corsa, riesce a sopperire a qualche carenza strutturale della squadra recuperando palloni o segnando qualche canestro come sull’intercetto in corsa del passaggio di Harden per andare in schiacciata dopo la triangolazione in transizione con Ball.

Isaiah Thomas: 5,5

5 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 2 assist. Un po’ meno performante delle uscite precedenti.

Jalen McDaniels: 6

7 pt. (1/2), 1 rubata. Si procura 4 liberi e li trasforma come mette a segno anche una tripla fluida e precisa nell’ultimo quarto. Vittima nel minutaggio ed impiego dal rientro di Hayward.

Gordon Hayward: 6

5 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -4 in +/- con 16:50 di gioco. Subentra dalla panchina. Un paio di suoi passaggi sotto-misura consentono le schiacciate ai nostri lunghi. Bagna la prestazione con un floater ed una tripla così porta a casa 5 punti. L’aspettiamo con un minutaggio più ampio ma deve rimettersi in forma. Non è sembrato al 100%…

Nick Richards: 6

4 pt. (2/2), 1 rimbalzo, 1 stoppata, 2 TO in 3:29. Nel finale segna 4 punti e mette a segno anche una focosa stoppata ma commette due TO, uno su un blocco in movimento.

Coach James Borrego: 5

Perde la sfida tattica con il rivale Rivers e non riesce ad aggiustarsi in corsa.

Matchup key 78: Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers

A cura di Filippo Barresi.

LaMelo Ball Vs James Harden

Gli Hornets si troveranno a competere con un volto nuovo in maglia 76ers.

Alla trade deadline l’arrivo del “Barba” ha dato a Philly la propulsione che in molti stavano aspettando per svoltare una situazione parecchio bloccata.

Un giocatore di questa caratura fa sentire il proprio peso sull’economia della squadra al di là del livello della stessa.

Davanti a lui ci sarà un LaMelo Ball in forma sbagliante e reduce da un mese di marzo con numeri da capogiro.

La sfida tra i due organizzatori di gioco sarà affascinante: chi riuscirà a mantenere saldo il controllo avvantaggerà la propria squadra indirizzandola verso la vittoria.

Possibili svantaggi:

Nelle sfide annuali passate abbiamo visto Philadelphia tentare di soffocare il ritmo di gioco degli Hornets per bloccare tutte le avanzate dei ragazzi di Borrego che tentano sempre di far valere il loro gioco scoppiettante.

Le squadre che gestiscono le transizioni offensive e difensive mettono sempre in difficoltà gli Hornets che dovranno essere bravi ad adattarsi bene a questo scenario risvoltando le difficoltà in possibili occasioni.

Possibili vantaggi:

La partita si deciderà verosimilmente a seconda del contributo della panchina.

I 76ers stanno avendo delle difficoltà nel trovare interpreti in grado di contribuire con costanza dalla bench, mentre dall’altra parte gli Hornets sembrano aver trovato un nuovo spirito con le aggiunte di Harrell e Thomas.

Questa notte più che mai sarà importante l’apporto di tutti gli interpreti, panchina compresa.

Game 77: Charlotte Hornets @ New York Knicks 125-114

Intro

Countdown: -6.

Milioni di sogni si fondono con le luci, i neon fluorescenti e i colori della notte che inghiotte il buio e lo riflette nella anime in corsa, felici, afflitte o distrutte.

Il numero 6 rappresenta principalmente due cose: per esporre al meglio il primo concetto si potrebbe partire da Otherside, una canzone dei Red Hot Chili Peppers dalle atmosfere alla Escher distorte e cupe che parla di Hillel Slovak, chitarrista israeliano fondatore del gruppo morto di overdose da eroina senza esser riuscito vincer la sua battaglia.

Otherside, scritto tutto attaccato rappresentano il bene ed il male che si fondono in un unico essere e che battagliano per prendere il sopravvento con la parte negativa di noi che non vogliamo ammettere, difficile da controllare.

Stano caso, i due triangoli rovesciati l’uno rispetto all’altro (Sigillo di Salomone) presenti sulla bandiera di Israele rappresenterebbero la natura di Dio (la trinità quello con la punta verso il cielo) e la natura umana quello con la punta rivolta verso il basso.

Anche il demoniaco 666 pensandoci ne sarebbe un riflesso.

L’altra raffigurazione consiste in quella dell’angelo custode (figura che potrebbe essere anche meno ultraterrena rappresentando una persona che si prodiga per gli altri) e al MSG, storico luogo che ha ospitato grandi eventi andrà in scena una battaglia babelica (vista la promiscuità di città tentacolari come New York, crocevia e crogiolo di culture come anche la Queen City sta diventando) dove Charlotte spera di avere i suoi santi in paradiso che la proteggano e facciano girar la fortuna dalla parte teal & purple.

La squadra di Borrego con una vittoria sarebbe matematicamente certa almeno della partecipazione ai play-in giungendo a quota 40 (NYK e WAS vincendo tutte le restanti arriverebbero al massimo a quota 39).

Il Cielo su Berlino (film umanista di W. Wenders) potrebbe spostarsi su New York ma Charlotte avrà bisogno di “angeli più umani” sul parquet – come quando l’angelo Cassiell perde la sua immortalità, sacrificandola per salvare Raisa –

e non sottovalutando gli avversari (fresca la recente sconfitta casalinga contro i Knicks ai quali ha girato tutto bene), spendere energie e sforzi sacrificandosi per il risultato finale.

Andamento della partita

I quintetti.

Charlotte lasciava la palla a due ai Knicks ma facendo pressione costringeva a un’infrazione di campo gli avversari che incassavano un layup da pre-game da P.J. Washington, il quale su uno sl. screen veniva imbeccato da Ball rollando facilmente a canestro.

Plumlee imbeccava Rozier dietro le linee per un back-door vincente mentre Mitchell Robinson conquistava due liberi segnando solamente il secondo portando New York a un punto.

Quando Ball cambiava lato dando a Rozier sulla destra ecco la nostra SG infilare il 7-1 prima della reazione di New York che passava per una tripla di Randle, un fing and roll di Barrett oltre Ball e un’altra bomba di Randle che portava avanti i newyorchesi 7-9.

Charlotte rispondeva con un layup di Ball, New York si riportava avanti con un rimbalzo offensivo di Robinson convertito in due punti ma Ball in floater riportava Charlotte in parità, Barrett con la drive restituiva il vantaggio ai Knicks e dopo l’errore da fuori di LaMelo, la tripla di Fournier da second chance costringeva Borrego ad un time-out a 7:18 sull’11-16.

Bridges ricominciava con un autoscontro al limite del fallo a centro area sul quale ricavava un floater per far ripartire Charlotte ma Randle segnava dal mid range su Bridges facendo resistere i suoi sul +5, un trend da resistenza che continuava per il quarto con Bridges allo step back 3 (16-18)e Barrett in entrata con appoggio prima di una transizione con passaggio di Martin e dunk si Miles (18-20) alla quale replicava Fournier con un fade-away oltre Rozier, Robinson stoppava Plumlee nettamente e Quickley in qualche maniera metteva dentro un’entrata il +6 per i locali.

Bridges suonava la carica attaccando con creatività il canestro e sparando un due punti toccando l’arco per il 24-26.

RJ Barrett aveva la risposta offensiva e Robinson quella difensiva su Rozier in stoppata ma spuntava Oubre Jr. In area a risolvere .

Toppin andava per il 26-30 e RJ Barrett allungava splittando due FT ma Oubre Jr. dal corner sinistro chiudeva il punteggio del primo quarto con la tripla del 29-31.

Finalmente nel secondo quarto giungeva il pareggio con Harrell che mancava il vantaggio sull’and one a 11:49 così Burks segnando da tre restituiva un vantaggio alla squadra di Thibodeau ridotto da un soft runner di Ball prima di vedere un cambio mano di Thomas che di sinistra evitava Robinson in stoppata per il layup del 35-34.

Succedeva un po’ di tutto sui due fronti, dalla mancata tripla di Oubre Jr. al recupero straordinario di Kelly che andava a stoppare da dietro al limite Burks il quale si rifaceva incredibilmente sull’altro lato contro un avversario terribile come Harrell quindi arrivava la steal di ball sul rapido avversario ma Thomas mancava il tiro forzandolo un po’, New York mancava due tiri in sequenza e Harrell chiudeva il ciclo karmico con i punti del 37-34 infilando anche l’and one per il +4.

Alley-oop di Robinson e doppia possibilità sprecata dai bianchi con Quickley e soprattutto Robinson che per un eccesso di potenza andava a schiacciare sull’anello il pari arrivato comunque dopo un altro errore di Thomas: Toppin in mezzo riceveva dalle profondità e infilava il secondo alley consecutivo newyorchese.

Quickley – spostato da Harrell sul tiro – splittava due FT a 7:17 ma Oubre Jr. dalla sinistra sparava in faccia a Toppin venendo toccato.

Giocata da 4 punti per gioire con Terry in panca ma Fournier veniva toccato da Ball mentre sbatteva la palla sul vetro così arrivava anche per New York l’and one e il 42 pari.

Facile schiacciata solitaria per Oubre Jr. da transizione e runner di Fournier, tripla di McDaniels con spazio grazie ad un altro assist di Ball e tripla di LaMelo per il +6 che si scoprirà poco dopo essere annullata per una chiamata a posteriori un po’ dubbia dalla visuale camera (tocco con il tallone chiamato sulla linea laterale sinistra).

A Charlotte non restava che difendere il vantaggio e Martin con un mid range dalla sx su un piede che faceva volteggiare sull’interno ferro la alla più volte portava a casa il risultato ma RJ Barrett minacciava di strappare la leadership dei Calabroni con la tripla del 49-48.

Mason risolveva in mischia in schiacciata grazie a una palla tenuta viva da Rozier e Martin in uno contro uno batteva il lungo: 53-48.

New York prendeva un rimbalzo offensivo e Fournier realizzava da tre prima di andare a segno con RJ Barrett dalla linea della carità: 53-53.

Partita in bilico che Ball provava a strappare con una saetta dalla sinistra per rifarsi del canestro precedentemente annullato e reaching di Fournier sul polso di ball che in bonus – a :58.3 – metteva dentro il 58-53.

Ultimi due punti dalla lunetta ancora per RJ Barrett poi andava tutto a vuoto e le squadre andavano negli spogliatoi sul +3 Charlotte: 58-55.

Gli Hornets cercavano il gioco di squadra: 19-12 negli assist, i Knicks sfruttavano i rimbalzi: 23-31…

Il 50,0% contro il 44,4% degli avversari ci teneva comunque avanti.

Nella ripresa Charlotte allungava con un goaltending di Robinson su ball che provenendo dalla sinistra faceva toccare la palla al plexiglass prima di vederla spazzar via.

Burks da tre trovava spazio sulla posizione flottante di Rozier e su una transizione RJ Barrett pareggiava anche.

Bridges con una delle sue triple a rotazione controllata riportava in vantaggio i teal & purple ma Fournier con un pull-up 3 da transizione impattava nuovamente.

Fallo duro di Randle sull’alley-oop di Miles che non batteva ciglio segnando due liberi prima che Rozier in velocità si infilasse nella difesa avversaria ancora non rientrata totalmente: 67-63.

Ball contro Fournier, foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

Fournier dall’angolo destro batteva P.J. Washington con la granata da 3 mentre lo stesso numero 25 Hornets serviva una granita ghiacciata a Plumlee che tritava in schiacciata la difesa avversaria.

Randle con le finte prendeva spazio su Mason per un pull-up frontale battendolo e Bridges con un ½ dalla lunetta ritoccava sul 72-68.

Rozier mancava la tripla, Fournier no ma Terry a 5:39 andava in lunetta sotto la spinta di Burks che lo aiutava a mancare la schiacciata ma non i FT del 74-71.

Anche Fournier a 5:27 realizzava i suoi mentre l’hook di Martin in corsa oltre Randle era notevole.

Oubre Jr. segnava da re dalla diag. Dx oltre Fournier, Randle rispondeva dalla diag Sx. battendo l’incerta zona di Charlotte ma Oubre Jr. si ripeteva dalla sinistra sul close-out di RJ Barrett: 82-76.

Fournier mancava un layup facile provenendo dalla baseline destra ma Randle trovava ancora spazio per la tripla del -3 per ottenere poco più tardi i liberi bonus del -2 (½, 82-80 a 2:17).

P.J. Co cambio direzione segnava in appoggio oltre Randle ma Fournier andava oltre Ball dalla sinistra continuando a far resistere la squadra di Thibodeau la quale cominciava a scricchiolare dopo un bound pass intelligente in verticale di Kelly per Cody che da sotto agganciava portando a casa due punti.

24 secondi scaduti a New York e nonostante Sims bloccasse P.J. Washington il possesso rimaneva per gli imenotteri e Martin servendo nuovamente P.J. vedeva issarsi il compagno per un’aggressiva jam appesa.

Fournier forzava da tre su Martin andando corto e Harrell in area andava a sbattere su un Fournier in chiusura: schiena indietro, palla sul vetro che ricadeva nella retina e and one a segno: 91-83 a :01.9, massimo vantaggio Hornets in partita fino a quel momento.

Martin aspettava Burks fuori dal semicerchio ottenendo uno sfondamento in avvio ultimo periodo che era buono per aumentare il vantaggio con il layup di Oubre Jr. e il floater di Ball a 10:31.

Quickley segnava da tre mentre Ball con un anomalo running jumper dalla profonda baseline sinistra rispondeva.

Open 3 di Burks ma P.J. in fisica separation funzionava in area per battere Toppin: 99-89.

Non era finita: un circus layup di Quickley in allungo riduceva lo scarto e anche se Ball andava a sbattere su Quickley nel traffico segnando un ottimo tiro con and one per il 102-91, lo stesso giocatore newyorchese subiva il tocco di Ball in pressione da dietro realizzando jumper and and one a 8:33.

Ball mancava due triple ma sulla stessa azione P.J. Washington murava RJ Barrett prima e addirittura Robinson poi così sulla transizione Rozier mandava a segno un reverse.

Burks dal corner sinistro realizzava il 104-97, la dunk di Barrett portava sul -5 i Knicks che vedevano assegnarsi un goaltending di P.J. Washington su alzata di Quickley che nel frattempo, avendo peso il contatto di Rozier in taglio andava in lunetta nonostante il challenge fallito (giustamente sul contatto) da Borrego.

Il fatto era che dopo il libero trasformato gli Hornets si trovavano soltanto con due punti di vantaggio e sul possesso offensivo Rozier mancava la tripla tuttavia nasceva una second chance convertita e trasformata con bravura da P.J. Washington da oltre l’arco.

107-102, gettavano via un paio di occasioni gli avversari e sulla drive Ball passava sopra la propria testa verso il centro dove parallelamente si inseriva Plumlee per una running dunk.

A 3:39 Randle di fisico segnava con l’and one ma sul passaggio a una mano di Ball nel corner destro Miles infilava la terza tripla di serata: 112-105 e quando Fournier a 3:17 mancava uno dei due liberi era quasi bandiera bianca issata da un hockey pass di LaMelo che finiva a P.J. Tramite per prolungare in diagonale con flash pass per la schiacciata di un pirotecnico Bridges nel finale.

Quando Miles segnava dall’angolo sinistro anche un turnaround da marcato rimanendo perfetto da oltre l’arco scorrevano i titoli di coda sui quali rispuntava a sorpresa per i saluti con un altra schiacciata sulla pressione a tutto campo di New York.

Finiva 125-114 e gli Hornets si qualificavano per i play-in.

Analisi

Charlotte guadagna il sicuro accesso ai play-in nello scontro diretto a New York emergendo in un finale che l’ha vista ottimizzare la zona difensiva e la condivisione della sfera in attacco a partite da un Ball decisivo con 15 assist.

La vena realizzativa di serata di Bridges e l’apporto di tutta la squadra nel cercare di giocare in velocità, sul ritmo non tirandosi indietro nella parte fisica ha prodotto il risultato sperato.

Indipendentemente dal voto in pagella, c’è stato l’impegno di tutti e l’intelligenza di qualche protagonista così la vittoria pare meritata alla fine.

Nonostante la percentuale leggermente più bassa da fuori degli avversari i Calabroni con un 39-23 negli assist hanno spazzato la partita segnando complessivamente dal campo con un 54,4% contro il 47,1% facilitato dalle giocate in area: 68-40 il parziale.

Aver giocato spesso sul perimetro con Randle in attacco ha fatto mancare una stampella ai Knicks che hanno vinto a rimbalzo 45-51 ma sono stati limitati a un 8-11 negli offensivi (8 di Robinson che in difesa ha catturato pochi palloni).

New York ha trovato in Fournier il protagonista di serata con 30 punti ma nel finale è uscito dai giochi ed anche i 25 punti di RJ Barrett o i 21 di Randle non sono bastati a coach Thibodeau.

16 punti per Quickley, 12 punti e 12 rimbalzi per Burks, 6 punti e 10 rimbalzi per Robinson.

LaMelo Ball: 8,5

20 pt. (8/18), 5 rimbalzi, 15 assist, 3 rubate, 6 TO in 36:40. Comincia la partita in modalità altruista commettendo qualche imprecisione ma poi la continua con le stesse modalità aggiungendo iniziative personali in entrata e al tiro da fuori (lì pecca qualche volta di troppo con almeno 3 tiri assurdi deep). A parte qualche eccesso fa una partita di spessore liberando tanti compagni, vedere nel finale l’assist sopra la testa per la jam di Plumlee o il passaggio nell’angolo sinistro a una mano per Bridges. Gli annullano una tripla che… forse ma lui se ne prende una poco dopo segnandola quasi dalla medesima posizione. Palla in mano fa girar la squadra e – prendetela con beneficio d’inventario – al volo, dovrebbe essere record personale d’assist in carriera ma comunque sia i 15 assist sono decisivi.

Terry Rozier: 5,5

15 pt. (5/16), 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate in 33:20. Terry ha una serata non prolifica per quanto riguarda il rapporto tiro/punti ma riesce con qualche incursione (bello l’anticipo sulla linea di passaggio per RJ Barrett con due punti in fast break) a portare a casa una quindicina di punti. In difesa tra il flottare sulla zona e qualche colpa propria (anche il fallo in taglio su Quickley che poi andrà per il -2 nel finale) non mi piace granché. Compensa un po’ con altri aspetti ma mi aspettavo qualcosa di più anche nell’ultima frazione quando manca un tiro dall’angolo pensandoci troppo, fortuna arrivi una second chance trasformata da P.J. Washington.

Miles Bridges: 8,5

31 pt. (11/15), 6 rimbalzi, 3 assist. Serata magica soprattutto nel finale con due triple (4/4 con quel suo tiro dalla minima rotazione) ma anche schiacciate (non si fa mancare nulla, anche una windmill) o un taglio sulla baseline per certificare la vittoria degli Hornets dopo aver disputato una buona gara dal punto di vista dell’impegno. Partita fisica che lui interpreta già nel primo tempo con un autoscontro chiuso in floater e qualche drive creativa per dare profondità alla squadra. Ci riesce, supera i 30 punti ed è un fattore chiave.

P.J. Washington: 8

11 pt. (5/8), 6 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Big Ball ma anche grandi attributi per P.J. Washington nella notte che nei momenti decisivi nelle ultime partite si sta facendo trovare pronto. Da ala non forza più tutte quelle triple anche se mette per necessità e con concentrazione quella più importante della notte per il 107-102. Segna arrivando dalle parti del ferro con alzate e fornisce un paio di passaggi (pocket per Plumlee e flash per Miles) che liberano i compagni facendoli brillare il e a canestro. Le due stoppate arrivano sulla stessa azione nell’ultimo quarto, vittime illustri RJ Barrett e Robinson. Anche un bel box out nell’ultimo periodo.

Mason Plumlee: 6

6 pt. (3/6), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Cerca d andare a contrastare i tiri con esiti differenti, a volte viene battuto come con Randle su un jumper frontale dopo 5/6 finte sul posto, altre volte riesce a influenzare il tiro come contro lo stesso avversario da tre dalla destra nell’ultimo quarto. Segna solo se imbeccato (buono però l’inserimento con running jam su assist di Ball), l’unica volta che va in uno contro uno deciso inventa in area un tiro in mezza girata con scarne possibilità di successo. Buona la partenza in attacco con l’assist in back-door per Rozier, rimbalzi pochi però.

Kelly Oubre Jr.: 8

21 pt. (8/11), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Kelly torna dei nostri con una partita dove sì, lascia qualche vuoto sulla zona e gli avversari ne approfittano, ma realizza un 4/7 da fuori finendo con ben 21 punti sbagliando poco. Ottimo passaggio schiacciato verticale per il back-door di Martin, buona mano, punti dalla panchina e un po’ di impegno difensivo in più. Trovasse un po’ di continuità nel finale…

Montrezl Harrell: 7

8 pt. (3/4), 2 rimbalzi, 4 assist in 19:28. Si picchia i pugni in testa segnando prima di un and one, cosa che gli capita spesso sebbene non sempre li converta dovendo sistemare ancora un pochino la meccanica di tiro ai FT ma di fisico battaglia contro una squadra che cercando di metterla su quel piano trovava pane per i suoi denti. Sui close-out come i compagni per l’effetto zona ma ha l’in più di riuscire anche a innescare i compagni.

Cody Martin: 7

8 pt. (4/6), 5 rimbalzi, 5 assist in 25:31. 0/2 da fuori ma come altri la filosofia del trovare il compagno è recepita. Rimbalzi a parte, segna tutti i tiri da due punti, sia il jumper dal mid range sx su una gamba che rotea sul ferro prima di entrare, sia l’appoggio in back-door con il passaggio bound di Kelly ma anche la convinzione commista a pazzia per l’hook in corsa su Randle. La solita difesa che funziona a tratti. Prende uno sfondamento a inizio ultima frazione da Quickley aspettandolo come aiuto.

Isaiah Thomas: 5,5

2 pt. (1/4), 1 rimbalzo in 4:11. Gioca poco e dopo il cambio mano con appoggio (notevole) su Robinson, forza dei tiri che a Borrego non devono essere piaciuti troppo perché se l’idea è di giocar veloce e di passaggi sulla prima ci siamo, sulla seconda l’interpretazione del piccolo in serata è stata un po’ compromessa. Comunque anche dalla panchina incita sempre i compagni, è già dentro il gruppo.

Jalen McDaniels: 6

3 pt. (1/2), 1 rimbalzo, 1 assist in 5:47. Perfetta la tripla sull’assist orizzontale di Ball, tirata con spazio e senza paura però qualche volta in difesa con lui si soffre e su un rimbalzo lasciato a Robinson veniamo colpiti dall’angolo da una tripla su un suo close-out non efficace.

Coach James Borrego: 7

Contrappone la velocità e la condivisione della spicchiata alla forza. New York schiera Randle spesso fuori e lui è facilitato nel gestire il pitturato schierando una zona che talvolta balla ma alla fine sortisce il suo effetto nel finale quando New York spara a salve qualche colpo finendo per scivolare via dopo essersi riportata in partita per un paio di cattive gestioni di possesso. Non che lui chiami i giusti time-out. Ci prova con un challenge in un momento delicato, gli va male ma non poteva esser altrimenti. I cambi sono corretti dal mio punto di vista.

Gli highlight.

Matchup key 77 (2): Charlotte Hornets @ New York Knicks

A cura di Filippo Barresi

Miles Bridges Vs RJ Barrett

Come per lo scorso incontro (vinto dai NYK) i due protagonisti della serata saranno RJ Barrett e Miles Bridges.

Lo scontro vedrà impegnati due tra i più promettenti esterni della Eastern Conference. Barrett sta trascinando letteralmente i Knicks in maniera totale nell’ultimo periodo, con più di 100 punti complessivi nelle 4 vittorie ottenute di recente.

Bridges arriva da un periodo positivo dopo la pausa per l’All-Star Game, ma deve rifarsi dopo una prestazione poco brillante in difesa contro Aaron Gordon.

Sarà proprio la sua fase difensiva a spostare l’equilibrio della gara.

Possibili svantaggi:

Come sappiamo, incontrare New York non è mai facile vista la natura difensiva della sua organizzazione.

Sarà della gara Mitchell Robinson, assente nell’ultimo incontro ma sempre impattante quando impiegato contro gli Hornets.

Attenzione anche alla panchina dei Knicks, sempre in grado di ribaltare le partite con un gioco in transizione molto spinto.

Possibili vantaggi:

I Knicks sono una squadra che spesso fatica a trovare continuità offensiva.

Il loro sistema si basa su un pesante uso del tiro da tre punti, con una monotonia di soluzione molto accentuata e – spesso – una lenta circolazione della palla.

La prevedibilità di questo sistema può agevolare gli Hornets nel mettere in piedi una prestazione difensiva di livello.

Matchup Key 77: Charlotte Hornets @ New York Knicks

A cura di Igor F.

Terry Rozier Vs Evan Fournier

Partita chiave per raggiungere i play-in anticipatamente per Charlotte mentre per New York, reduce da quattro vittorie consecutive, sarà l’ennesimo disperato e convinto tentativo di rientrare in extremis tra le squadre partecipanti ai play-in.

Anche vincendo tutte le partite agli arancioblù non rimarrebbero molte speranze perché dovrebbero cedere di schianto sia Charlotte che Atalanta.

Nello scontro diretto comunque New York proverà comunque ad accorciare avendo diverse armi a propria disposizione, per questo Terry Rozier potrebbe essere un match up key favorevole contro Fournier se trovasse una delle sue serate da scorer giocando con convinzione.

Possibili svantaggi:

Nella recente sfida giocata a Charlotte, New York ha sorpreso i nostri con una partita che ha mostrato il buon stato di forma (nonostante la classifica NYK da non sottovalutare) di una squadra alla quale in serata è entrato tutto, specialmente tiri da tre punti a pioggia, per questo Charlotte dovrà attuare una difesa accorta sui close-out cercando di limitare gli esterni come Burks, Fournier e RJ Barrett.

New York però può contare anche su un buon Randle nei pressi del ferro (sarà compito di P.J. Washington allontanarlo e non fargli prendere buoni tiri giacché le percentuali dell’ala dei Knicks si abbassano poco più lontano) e di un M. Robinson che potrebbe impensierire Plumlee vista la maggior fisicità.

Per bloccare New York servirà intensità ed avere buoni ricambi chiave come Harrell che dopo l’espulsione contro Denver avrà il suo da fare per riscattarsi contro i lunghi newyorchesi che interpretano in difesa e rimbalzi gli insegnamenti di coach Thibodeau, il quale ha detto di non volersi arrendere e che non si è eliminati fino a quando non si è eliminati.

Possibili vantaggi:

Charlotte cercherà probabilmente a giocare la partita sul ritmo e sul tiro da tre punti per scardinare la difesa avversaria ma dovrà attuare anche varianti perché i giochi risultino efficaci.

8,9 steal contro le 6,9 avversarie ed un 27,6 contro un 21,6 negli assist sono una buona base di partenza per cercare di far saltare i piani di un ritmo dettato dal team di Thibodeau.

Sarà importante bilanciare l’attacco cercando di innescare di più Rozier (sarà importante nel duello con Fournier su ambo i lati del parquet) rispetto alle ultime due uscite e limitare i TO da transizione ma gli Hornets sotto l’aspetto mentale sembrerebbero essere pronti come dice Miles Bridges: “Siamo una squadra giovane ed è il momento di spingere i playoff quindi non abbiamo davvero tempo per la fatica.”

Game 76: Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 109-113

Intro

Countdown giunto al numero 7.

Questo numero è ricorrente e presenta una vasta casistica in simbologia che trascende il numero stesso.

Sette sono i giorni nei quali Dio creò l’Universo riposando in quel giorno (beato lui, oggi c’è chi lavora 12 giorni consecutivi obbligato)…

Sette sono, appunto, i giorni della settimana, i vizi capitali, le meraviglie del mondo, i Re di Roma, le note musicali e i colori dell’arcobaleno come i 7 chakra…

Associato alla ricerca di una verità universale oggettive che vada oltre all’apparenza e non sia influenzata dal proprio io, la saggezza guida le persone legate a questo numero.

Per gli Hornets si tratterà di non prendere riposo al secondo giorno di sfide (essendo in back to back di ritorno da New York) per non farsi giocare un tiro mancino da Jokic e dai Nuggets.

Charlotte avrà bisogno di dosare le forze e prendere i giusti tiri con saggezza senza abbandonare il ritmo Praticamente analizzare il match (altro significato associato al 7), per questo potrebbe essere importante per ossimoro una panchina scriteriata al punto giusto perché il saggio per definizione non combatterà per voi.

Per vincere gli Hornets dovranno buttare giù anche la barriera empatica aiutandosi nei reali momenti di bisogno difensivi cercando di limitare con l’intuizione la giostra intorno al pignone Jokic e controllare più rimbalzi possibili.

Andamento della partita

I quintetti.

Dopo la palla a due vinta da Plumlee, Ball andava corto con il suo floater mentre – servito da Jokic – sotto canestro Gordon batteva tre difensori in maglia banca con la schiacciata.

Dalla diagonale destra Bridges a 11.14 sorpassava con la tripla perfetta ma era sempre l’ala ex orlando a mettere in difficoltà i nostri con due liberi, subendo un altro fallo e segnando in transizione prima che Miles rispondesse nel duello a distanza con Gordon battendo Morris in entrata per un two and one: 6-6.

J. Green dal corner destro riportava in vantaggio i blu che subivano da Plumlee un classico alley-oop in rollata da alzata in corsa di Ball prima di rispondere con un fade-away di Gordon dalla FT line: 8-11.

Ball da tre punti otteneva dal corner destro il pareggio ma Green a 8:23 con due liberi rispettava il trend che voleva gli ospiti lanciati verso una fuga che Ball ritardava con la tripla da transizione del contro-sorpasso: 14-13.

Un tap-in di Barton e un tocco da sotto di Gordon che andava correggendo se stesso valevano il +3 ospite con Charlotte in time-out a 7:21 che incassava al rientro però anche una tripla di Morris (finta e 3 con Martin che si allontanava verso l’angolo concedendo l’open) e un altro open per mano di Gordon accumulando un ritardo di 9 punti (14-23) con uno 0-10 di parziale interrotto dall’alzata soft di Harrell dalla destra.

Gordon con una drive dunk chiusa in reverse batteva la nostra difesa come faceva Miles su Gordon alzando a contatto con il giocatore on-fire avversario un piccolo lob dall’area che si infilava per il 18-25.

Gordon mancava due tiri da sotto e Jokic sue liberi dopo una possibile mancata chiamata per ponte su martin a rimbalzo offensivo ma Terry usciva bene dal raddoppio che costringeva al TO di Jokic per un coast o coast vincente: 20-25.

Gordon riusciva ancora a mettere due tiri riportando al massimo vantaggio la squadra del Colorado ma lentamente i cambi dei Nuggets prendevano il parquet funzionando meno dei titolari e così Rozier segnava due punti in jumper dal mid range sinistro, Thomas ripeteva dalla destra e dopo un ½ di Hyland dalla lunetta a 1:59 (24-30) P.J. in area con cambio mano trascinava sul -4 Charlotte che incassava a 1:18 altri due FT di Hyland prima di splittarne due 10 secondi più tardi con Thomas, metterne due con Ball e uno con Harrell a 6 secondi dalla chiusura del primo quarto ritoccando sul 30-32 il punteggio.

L’inizio del secondo quarto era tinteggiato da Charlotte con l’appoggio di Ball, la tripla di Oubre Jr. dall’angolo sinistro (ottimo assist di Ball raddoppiato sul lungo linea) che mancava l’and one e da Harrell in tap-in per il 37-32.

Jokic con uno skip pass pescava Rivers nel corner sinistro che portava a -2 le Pepite picconate però da Harrell che raccoglieva in corsa un pocket bound pass di Ball per alzarsi in schiacciona.

Oubre Jr. era sfortunato da tre punti, Jokic non riusciva ad assicurarsi il rimbalzo strappato basso da Ball che andando in angolo mandava anch’esso la tripla sul ferro ma Kelly chiudeva il ciclo in tap-in: 41-35.

Floater di Morris e transizione di Thomas, il +6 spariva però a 5:45 riducendosi a un +2 dopo due FT per il Joker a segno.

L’elastico era garantito da Harrell e da una big drive che lasciava sul posto la difesa dei Nuggets sorpresa da una cut power jam di sinistra del nostro numero zero.

Floater di Jokic, transizione con schiacciata di Gordon e Thomas che da fermo trovava lo spazio per segnare dal mid range sul passaggio delle ombre blu difensive: 49-45.

La tripla aperta di Barton valeva il -1 ma Thomas resisteva con un floater tuttavia Green con un aggressivo alley-oop da transizione issava la squadra di Malone al comando (51-52) prima di vedere gli ospiti rrivare sul +5 con un jumper di Barton su P.J. Washington: 51-56.

Plumlee scontrandosi con Green (piede anche nel semicerchio) otteneva canestro ed and one per blocking realizzando perfettamente il FT a 38 secondi dall’intervallo.

Quando ball passava orizzontalmente la palla sopra le teste dei due difensori in raddoppio, P.J. Washington, appostatosi, mandava a segno al tripla aperta del sorpasso a :06.8.

Denver non riusciva a tirare e si imboccava il tunnel degli spogliatoi con Charlotte sul +1: 57-56.

Si riprendeva con un sorpasso easy firmato Jokic da sotto mentre Ball prendeva il tempo al difensore in uscita fintando la tripla e partendo frontalmente per arrivare all’appoggio semplice: 59-58.

Palla persa da Jokic sul raddoppio e un paio di mani finite addosso, per la terna andava tutto bene e Miles ringraziava in transizione sull’invito di Terry per l’alley-oop.

La tripla di Barton ristabiliva la parità rotta poco più avanti da una granata di Rozier: 63-66 con l’hook di Jokic a riportare al -1 Denver.

Ball lanciava Bridges ma Plumlee collideva in area su un doppio tentativo di schiacciata ma non essendo i gemelli Derrick finiva male, tuttavia Ball riprendeva la sfera tornata sul lato sinistro dell’anello e depositava l’involontario contropassaggio.

Alley-oop di Gordon, tripla da catch n’shoot di P.J. Washington, tap-in di Jokic e tripla di Morris dopo un paio di giocate di ball non ordinate.

Borrego riparava in time-out a 6:34 sul 71-72 ma la squadra di Malone allungava sino al 71-76 con un floater di Jokic per poi minacciare la fuga con la tripla di Barton sul close-out di Rozier e un tecnico affidato ai Nuggets che andavano sul +9 vedendo espellere anche Harrell per doppio tecnico su un accenno di rizza con Gordon (un tecnico) che dava una spintarella al nostro centro in seconda dopo uno scontro normalissimo a rimbalzo offensivo con Rivers rimasto giù.

Rivers si riprendeva, Oubre Jr. non al tiro da fuori ma Ball da second chance mandava a bersaglio la tripla dopo aver sottratto il rimbalzo a 3:45.

Deep 3 inaspettato di Hyland e un paio di canestri di Oubre Jr. da due che mancava ancora un addizionale, Charlotte rimaneva però lontana nonostante un’entrata in allungo di Bridges di sinistra e un alzata oltre Cousins (mancava nettamente il fallo addizionale).

Cousins e Hyland (il secondo con un’altra tripla) mandavano la partita sull’84-93 e su Ball non arrivava la chiamata per il allo sulla sirena.

Due falli di Green in 12 secondi aprivano il quarto ma la tripla di Bridges dall’angolo destro colpiva solo il lato tabella.

Rivers sgomitava con Ball sul palleggio verso l’entrata ottenendo due FT generosi mandati a segno poi il jumper di Green spediva Charlotte sul -13 (84-97) prima che Bridges in palleggio cambiasse improvvisamente direzione tagliando verso il centro per l’appoggio vincente e la rollata di P.J. Washington si concludesse in jam: 88-97.

Cousins catturava un rimbalzo offensivo e segnava due liberi a 9:12 e nonostante Kelly tornasse a segnare con ottima meccanica di tiro da tre punti, Green smontava il castello della rimonta battendo Charlotte dall’angolo destro con una contro-tripla: 91-102…

Non si arrendeva Bridges che segnava con uno scoop da incursione e stoppava Green cominciando l’azione da transizione che portava Thomas a segnare dall’angolo destro con la tripla del 96-102 a 7:05.

A Morris era annullato un two and one sul fallo di Thomas dato prima del tiro (molto opinabile) e con il possesso rimasto a Denver ci provava Barton che spediva la palla sul ferro sull’assalto di Oubre Jr. in close-out mentre dall’assist di Rozier sortiva la tripla di Bridges dall’angolo destro per il 99-102 a 6:14.

A Rozier saltava via il jumper del -1 mentre Jokic riprendeva da un suo errore portando a 5 il vantaggio ospite.

Un Miles zigzagante con fantasia arrivava all’appoggio mentre Jokic a 4:28 splittava due FT prima che Ball a 4:07 mandasse a bersaglio una freccia per il -1: 104-105.

Charlotte aveva problemi contenere Jokic e Gordon, il primo mancava l’and one, il secondo i liberi sul fallo preventivo di ball e così la partita restava sul 104-107, gli Hornets, un po’ appannati dopo il time-out bloccavano bene gli avversari in difesa ma mancavano occasioni in serie con Rozier, ball, Bridges e alla fine Jokic portava a casa il fallo di Plumlee segnando il 104-109 dalla lunetta.

Ball rubava un pallone e segnava restituendo speranze ma un avambraccio in spinta di P.J. Washington sull’entrata di Morris consentiva (challenge fallito) alle Pepite di riportarsi sul +5 a 38.8 dal termine.

Thomas volava dall’altra parte, passava in orizzontale dove usciva Rozier dalla diagonale destra per un catch n’shoot 3 vincente con un fallo non assegnato di Barton.

109-111…

Jokic mancava il tiro contro plumlee che si arrangiava come poteva (mezzo fallo) ma il serbo sul tap-out di Gordon prendeva l’abbraccio di Bridges convertendo i due liberi e andando oltre il singolo possesso: 109-113.

Sulla rimessa a :08.6 non c’era molto tempo ma Ball prendeva una tripla completamente fuori equilibrio che finiva distante dal ferro e Denver portava a casa la partita.

Denver Nuggets center Nikola Jokic (15) goes to the basket against Charlotte Hornets center Mason Plumlee, right, during the first half of an NBA basketball game on Monday, March 28, 2022, in Charlotte, N.C.

Analisi

Ci sono tutti gli ingredienti in una partita dove le squadre hanno sparato le loro cartucce per cercare di migliorare la loro traballante posizione in classifica.

Chi aveva più bisogno di vincere era Charlotte che ha finito per pagare l’espulsione di Harrell (doppio tecnico) e l’appannamento da stanchezza da back to back nel finale con azioni sprecate al tiro malamente anche se non gestite male.

A prescindere da errori vistosi o meno su entrambi i fronti con scelte opinabili e bizzarre della terna di tanto in tanto, nella battaglia allo Spectrum Center sono risultati fondamentali i rimbalzi: 47-59, specialmente quelli offensivi (8-17) per un 13-32 da 2nd chance.

E’ così che nel finale Jokic (26 punti, 19 rimbalzi e 11 assist ) in tripla doppia ha portato a casa punti fondamentali per la vittoria ospite finendo con un 8/12 dalla lunetta.

Tutto il quintetto di Malone è risultato essere in doppia cifra con Gordon (partito con 17 punti) arrestatosi a 21, 18 quelli di Barton, 14 a testa per Jeff Green e Monte Morris con 9 assist per l’ultimo in aggiunta.

Tanti i TO (14-16) e vantaggio netto dalla lunetta per le Pepite con un 8/12 per CHA contro il 21/28 ospite che ha sfruttato la scarsa capacità di contenimento di Plumlee e di P.J. Washington unita ai pochi rimbalzi garantiti dai due e con Harrell out, l’inseguimento nel finale non si è materializzato che in un fall short.

Charlotte torna quindi in nona piazza dovendo sperare solamente in una caduta di Brooklyn per gestire nuovamente le chiavi del proprio destino ma dietro preme anche Atlanta in una parte di classifica cortissima.

LaMelo Ball: 6,5

22 pt. (8/21), 6 rimbalzi, 11 assist, 2 rubate. Un po’ meno brillante del recente periodo però riesce a innescare la squadra come quando con un bound pocket pass manda Harrell a schiacciare o passa alto sopra il raddoppio per la tripla aperta di P.J. Washington. Peccato gli balzi di tanto in tanto nel cervello di provare la giocata sconsigliabile che in genere è un tiro non consono come quello finale che si poteva cercar di prendere in maniera migliore usando un paio di secondi in più almeno ma forse lì cercando un fallo impossibile tira malamente. Per avere un fallo a favore (ne mancano almeno tre come quello sulla drive sulla sirena del terzo quarto) deve pagare forse…

Terry Rozier: 6

12 pt. (5/14), 2 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Gira ancora senza forzare sbagliando qualche tiro di troppo nei momenti decisivi come un jumper dal mid range con spazio dopo essersi liberato bene del difensore. Segna la tripla della speranza con un catch n’shoot ma non serve. Ottimo il passaggio in angolo per la tripla di Bridges, uno dei suoi 8 assist.

Miles Bridges: 6,5

27 pt. (12/22), 11 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata, 5 TO. Tante entrate, fantasia nel trovarsi gli spazi tra virate, zig zag, cambi di direzione… Il solito alley-oop in transizione e punti a parte, una bella stoppata su Green e almeno lui garantisce qualche rimbalzo. Peccato per il 2/10 da oltre l’arco, lì ha esagerato, anche nel finale mancando una tripla che poteva essere un pallone gestito meglio.

P.J. Washington: 5

10 pt. (4/7), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Non mi piace in serata. In difficoltà da subito non sembra avere energie fisiche e mentali adatte allo scontro. Gioca 29:23. Il fallo nel finale su Morris con l’allungo dell’avambraccio non è furbo ma ci prova e gli va male.

Mason Plumlee: 4,5

5 pt. (2/2), 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata, 5 PF, -16 in +/-. Soffre a rimbalzo, si arrabatta come può con dei falli per contenere ma è spessissimo sovrastato. Nel finale cattura un rimbalzo a una mano ma se in 24:56 ne catturi solamente un paio…

Kelly Oubre Jr.: 6,5

12 pt. (5/9), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Un po’ meglio del solito anche se spreca qualche tiro da fuori, sfortunato… Mette però punti con una buona percentuale rimanendo tutta via un’incompleta giacché manca punti pesanti per due volte. Gli and one sulle belle azioni da tre e d due punti che aveva messo a segno lasciando un po’ di amarezza.

Montrezl Harrell: 5

9 pt. (3/3), 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Stava andando abbastanza bene dopo aver sparato una dunk in corsa e riuscendo a garantire rimbalzi lottando ma la sua partita finisce dopo 14:30 personali di gioco per una reazione e un accenno di rissa con Gordon che gli dava una spintarella. C’è di tutto in mezzo e probabilmente bastano la veemenza e le parole per l’espulsione. Perso lui gli Hornets si diradano un po’ a rimbalzo. Il voto è perché deve riuscire a controllarsi maggiormente.

Cody Martin: 5

0 pt. (0/3), 1 assist, 1 rubata, 2 TO, -16 in +/- in 16:37. Anonimo se non mezzo travolto non riesce nemmeno a metter dentro un punto. Irriconoscibile rispetto alle serate migliori.

Isaiah Thomas: 6,5

12 pt. (5/12), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Partita di qualità dalla panchina tra luci ed ombre offrendo sempre un discreto attacco compreso l’assist nel finale per Terry .

Jalen McDaniels: 5,5

0 pt. (0/1), 1 rimbalzo in 10:25. Ectoplasmatico non da molto al team.

Coach James Borrego: 6

Prova a far rifiatare i suoi migliori elementi ma l’espulsione di Harrell e la serata al tiro storta nel finale dovuta a un po’ di stanchezza condannano la squadra. Peccato per il calendario e il tessuto con dei buchi nel roster degli Hornets che hanno gravato a rimbalzo.

Matchup Key 76: Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets

A cura di Filippo Barresi.

Mason Plumlee vs Nikola Jokic

A Charlotte nella notte arriva l’MVP della scorsa stagione che sta continuando a giocare una pallacanestro di livello magistrale.

Jokic è una stella atipica, la quale bilancia in modo perfetto il gioco per la squadra e per se stesso.

Fermarlo non sarà affatto facile, soprattutto considerando lo scheletro del roster degli Hornets.

Plumlee sarà il marcatore principale e per questo motivo una sua solida prestazione potrebbe agevolare il compito di Charlotte.

Nel precedente scontro, Plumlee fece molta fatica nel contenere il serbo senza fare fallo e per questo il suo impatto fu quasi nullo: in questa uscita potremmo aspettarci un uso più pesante di Harrell e di P.J. Washington nei pressi del canestro.

Possibili svantaggi:

La vittoria ottenuta nella notte in casa dei Nets ha consumato molte energie degli Hornets che potrebbero pagare questo aspetto nell’arco dei 48 minuti.

Denver è una delle migliori squadre per net rating nella prima frazione di gioco e per questo cercherà di colpire subito i padroni di casa per poi sfruttare il vantaggio energetico nel secondo tempo.

Possibili vantaggi:

Nonostante le già citate qualità di Jokic nell’orchestrare un sistema offensivo di tutto rispetto, i Nuggets sono una squadra che ha poca cura della palla e spesso lascia la possibilità agli avversari di conquistarne il possesso correndo in transizione.

In questo fondamentale, gli Hornets sono tra i migliori della lega e per questo motivo dovranno fare leva su questo aspetto.

Game 75: Charlotte Hornets @ Brooklyn Nets 119-110

Intro

Il nostro conto alla rovescia è arrivato al numero 8.

Questa cifra è considerata come il “difensore” dell’equilibrio cosmico anche se dall’entropia dell’Universo alla pittura nera di Goya che simboleggia Crono intento a mangiare uno dei suoi figli (un oracolo gli aveva predetto che sarebbe stato spodestato da uno di essi), il tempo che inghiotte tutti gli eventi e fa scomparire vite e pianeti, direi che si tratta di un equilibrio naturale piuttosto bizzarro.

Questi due cerchi che si intersecano rappresentano anche il piatto della giustizia ed il potere.

Gli Hornets saranno giudicati dal severo tribunale di Brooklyn sul fatto di riuscire a fare il salto di qualità per comprendere se è già tempo di sognare o servirà ancora un’annata per vedere se questa squadra è destinata davvero ad un futuro radioso nella NBA come diversi tifosi e accreditati sostengono.

Fiducia quindi, un’esigenza imprescindibile in ogni rapporto e gli Hornets dovranno averne per non essere battuti in partenza da una squadra al momento con un tasso tecnico superiore e attraversare il ponte per l’ottavo posto.

Andamento della partita

I quintetti

Dopo la palla a due vinta da Brooklyn con relativo primo errore, Charlotte passava in vantaggio con due FT di Ball a 11:32 ma Curry dalla diagonale sinistra sparava da tre per il primo sorpasso.

Controsorpasso di P.J. Washington che spalle a canestro in palleggio si girava in area per battere Curry in mismatch con una precisa alzata.

Pareggio di Drummond con due FT splittati e nuovo sorpasso ospite con Bridges al secondo tentativo personale in correzione da rimbalzo.

Dopo un lob intercettato in uscita da Ball, un pallone deviato verso Plumlee portava Rozier in angolo sinistro a infilare la tripla del 9-4 a 9:34.

Drummond da sotto e Brown in schiacciata da transizione portavano al -1 i neri ma un po’ rilassati vedevano Ball uscire dall’area e sparare da tre senza troppa convinzione nell’andare in chiusura: 12-8.

Floater di Rozier e +6 tuttavia l’hook di Drummond e 6 punti consecutivi ottenuti da Durant (tripla e 3 FT per fallo di Bridges) facevano prendere il comando ai Nets a 6:27.

Mason spiattellava sul ferro una decisa schiacciata e Brown risolveva da un rimbalzo offensivo sull’errore di Irving: 14-18.

Ball dalla destra riusciva a tenere in scia Charlotte con una tripla contestata ma Charlotte continuava a soffrire a rimbalzo nonostante il paio di errori da fuori dei locali che si vedevano superare da Martin, abile a correggere a rimbalzo da un errore di Harrell: 19-18.

A 3:47 i locali riprendevano il comando con una rollata e schiacciata di Claxton rimanendoci perché un dubbio blocking di Martin valeva un two and one e anche se il libero era mancato i Nets dopo il bad pass di Harrell (TO) andavano a segno dalla baseline dalla destra con Durant su P.J. Washington grazie a un tiro non semplice.

I rimbalzi multipli offensivi permettevano a Edwards di segnare da tre dall’angolo sinistro prima di trovare da una transizione altri due punti facili.

Harrell segnava de FT a :33.1 ma valevano solamente per il -8 (23-31) con Dragic a splittare due liberi a :19.9 prima che a :02.8 P.J. Washington riuscendo a segnare una tripla ritoccasse pesantemente il divario sul -6: 26-32.

Il secondo quarto vedeva segnare per primi gli Hornets con un floater di Ball che mancava poi un tecnico contro Drummond così il -4sfumava sul doppio possesso a 10:15 con due FT splittati da Irving.

Floater di Ball per il divario a un possesso ma Drummond segnava 4 punti pur mancando un aggiuntivo e Irving da transizione era aiutato dal primo ferro sulla tripla che ricadeva dentro dopo un balzello disarmonico: 30-40 a 9:00 dall’intervallo.

Bridges sbatteva su Mills e per la terna erano fallo da and one (opinabile ma coerente con il fischiato contro martin in precedenza) che veniva mancato.

Il floater di Thomas accorciava sul -6 (34-40) ma Drummond continuava a dar problemi segnando in entrata contro Plumlee mancando fortunatamente ancora un libero addizionale.

Mills e Drummond realizzavano altri due punti a testa per il 34-46 ma lo stesso Jalen, dopo diversi errori da sotto con correzioni non valide, otteneva due liberi mandandoli a buon fine.

Gli esterni dei Nets tornavano a rivedersi con due punti a testa di Irving e poi di Curry facendo ottenere il massimo vantaggio ai locali, un +14 (36-50) che gli Hornets cercavano di recuperare iniziando con un back-door di Rozier su passaggio di Plumlee con l’avambraccio di Terry afferrato da Curry prima che potesse depositare tutto solo.

I due punti di Rozier si alternavano con i liberi splittati da Drummond a 4:40, la sequenza si ripeteva con due punti di Miles e un ½ dl centro locale quindi P.J. In floater da terzo tempo e Brown con un turnaround vincente davano una variazione sul tema prima che Bridges sparasse da tre su Drummond e conquistasse a 2:58 due FT (splittati).

L’alley-oop di Claxton non fermava il game plan offensivo di Borrego che tornava da Miles per l’entrata cavalcata con appoggio largo al plexiglass di sx e fallo di Brown: two and one per il 49-56.

P.J. alzava magicamente sopra Durante dopo aver costretto Brown a una jump Ball, Rozier portava a casa la palla a due con Martin a passar bene lungo linea per Bridges che schiacciava di destra potentemente il 53-56.

Alley-oop di Claxton in transizione ma sul gioco a due tra Rozier e Ball il back-door del secondo valeva la dunk con aggiuntivo dopo la ventiduesima schiacciata stagionale del nostro numero 2.

56-58 ma c’era tempo per la corsa di Durant instoppabile nel suo fing and roll: 56-60 all’intervallo.

Il secondo tempo cominciava con la tripla di Ball, ricollocatosi con finta più verso il centro del campo con passetto per evitare Curry in salto ma Drummond otteneva il two and one per ripristinare la situazione: 59-63…

P.J. segnava con un dolce turnaround su Brown ma Durant puniva con un open 3 dall’angolo destro: 61-66.

Ball dalla destra imitava Kevin e dopo l’in & out di Brown la tripla di P.J. sullo stesso a 9:27 valeva il sorpasso: 67-66.

Dopo due errori ravvicinati di Brown sul fronte opposto LaMelo prendeva la mira per un deep 3 su un Irving piantato: 70-66.

Curry faceva un torto alla squadra della sua città tagliando il divario ma Charlotte trovava verticalità con una triangolazione che smarcava sul lato destro del ferro Mason pronto alla schiacciata (brillante touch pass di P.J. Washington) del 72-68.

Classico jumper dal mid range per Durant e Brown questa volta non mancava la transizione con il 72-72 ottenuto nonostante la resistenza di Ball.

Drummond stoppava Washington che non demordeva riprendendo e segnando in reverse il 74-72.

Dopo il pari arrivava l’errore dei Nets che lasciavano tutto solo (senza giri di passaggi) Bridges sulla linea che mirava e segnava il +3 dilatato da Plumlee a 5.39 che grazie a un contatto con Plumlee finiva l’azione con un perfetto two and one: 82-74.

Irving mancava due tiri ma a 5:04 il coast to coast di Durant segnava l’82-77.

Ball in caduta dal corner sinistro tirava al volo su assist di Martin: canestro difficile per l’85-77 preludio al 2/2 realizzato sempre del nostro play a 3:41, +10 Hornets nonostante la palla appiccicosa fatta ripulire prima dei liberi.

Ball in palleggio contro Irving. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Violenta dunk di Durant con gli Hornets a zona per cercare di scuotere i suoi ma LaMelo con uno step back 3 sorprendeva Claxton infilando il 90-79 prima del reverse di Johnson.

Nel finale i locali accorciavano pescando anche una tripla di Durant (6/28 i Nets da fuori fino al momento)chiudendo con il running reverse layup di Dragic per il 93-89.

Il +4 rendeva più insicura la partita, il tesoretto degli Hornets si assottigliava come i ghiacci nell’antropocene dopo il jumper di Durant su Oubre Jr.: 93-91.

Charlotte sbagliava due tiri e McDaniels a rimbalzo prendeva una manata da Claxton che deviava anche la palla ma sulla transizione sfuggiva la palla del pari a Durant.

Rozier al secondo tentativo segnava e nonostante il challenge voluto da Steve Nash, rimanevano anche 2 FT per McDaniels che valevano il 97-91.

Tripla corta di Irving ma fade-away buono dall’area di Dragic su Plumlee.

Plumlee su una rimessa vedeva Thomas marcato e andava da solo oltre il mezzo blocco del play sfidando Drummond in schiacciata avendo ragione.

Pull-up 3 di Thomas, mumbo vincente oltre Drummond per il 102-93 ma il rientro di Curry e la sua tripla restituivano il -6 ai Nets.

Thomas con un cambio mano nel traffico evitava le stoppate di Drummond ed Irving ma non era finita perché dal 2/17 dal campo del play delle Retine emergeva dall’exuvia il campione che segnava per tre volte consecutive riportando in equilibrio il match a quota 104.

L’incertezza regnava sovrana dopo l’1/2 di Bridges dalla lunetta anche perché il 2/2 di Irving dalla lunetta a 3.37 non era buon presagio ma il rescreen di P.J. Washington che si allargava e partiva sul passaggio di Ball battendo Drummond per arrivare all’appoggio valeva tanto perché Durant non segnava e dall’altra parte gli Hornets usavano i 24 tirando alla disperata con Martin su una gamba dalla diagonale destra con un canestro pesante come una stella di neutroni: 110-106.

Curry arrivava al ferro in appoggio ma Martin faceva implodere tutte le stelle della galassia Nets tirando fuori dal cilindro un altro missile dalla sinistra (gli unici missili che ci piacciono) per mandare K.O. La squadra di Nash: 113-108 prima che un blocco flare di Martin consentisse a Rozier di uscire e sparare un catch n’shoot contestato ma vincente.

Il layup di Irving contava poco, BKN non commetteva fallo e nell’apoteosi da tripla finale anche Bridges accarezzava soltanto la retina a :22.6 per lo scioccante 119-110 finale.

Cody Martin al tiro. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Charlotte sciocca Brooklyn nel giorno del rientro di un Kyrie Irving che dopo esser stato contenuto molto bene (2/17 dal campo), esplodeva nel finale restituendo incertezza alla partita.

Un match che ha risolto il protagonista della domenica, l’inaspettato Cody Martin che con il suo tiro della gru su una gamba ha infilato il +4 disperato ai 24 secondi con tre punti miracolosi e replicando per un two in a row dalla sinistra con stile più convenzionale ha praticamente chiuso il match sigillato dalla strale astrale di Rozier.

Tutti si aggrappano a qualcosa e a volte le soluzioni più bizzarre sono quelle più inaspettate e adatte, è stato il caso, la contingenza che ha voluto far rispuntare Charlotte dalle nebbie del comeback Nets parsi lanciati verso la vittoria dopo il momento di Irving.

Gli Hornets a zona hanno confuso però per tutta la gara i Nets che hanno provato a sparacchiare da fuori non trovando la serata giusta dei propri protagonisti abituali e così, nonostante si sia sofferto Drummond per la partenza non idilliaca di Plumlee ma anche Harrell, quando Charlotte è riuscita ad avere meno problemi a rimbalzo difensivo senza concedere troppe seconde possibilità, la partita è girata.

Brooklyn forse paga un pizzico di stanchezza in back to back ma la prestazione ordinata di Charlotte con un attacco che ha sfruttato le giuste qualità dei nostri più un Ball in splendida forma da oltre l’arco, finisce per legittimare una vittoria sul filo ma importantissima perché gli Hornets agguantano i Nets all’ottavo posto in classifica avendo vinto la serie stagionale per 2-1 (le due vittorie proprio ottenute a Brooklyn) e adesso si giocheranno a loro volta i back to back il mantenimento della posizione contro Denver.

Durant ha chiuso con 27 punti ma con 9/24 al tiro, 20 punti e 16 rimbalzi per Drummond, 16 pt. E 11 assist per Irving (6/22), 12 i punti per Seth Curry più i 10 di Brown a completare gli uomini di Nash in doppia cifra.

Le cifre dei Nets si sono abbassate al tiro nel secondo tempo e sebbene complessivamente il 42,9% di Charlotte contro il 44,3% dei Nets costituisca un leggero minus, il 53,1% contro il 20,6% da tre punti rende molto di più a Charlotte (17-7 nelle triple a bersaglio).

Dopo esser stati sotto di 6 rimbalzi nel primo tempo (30-36) Charlotte ha chiuso sopra (64-60) finendo sotto negli assist 26-30 ma per il team di Borrego erano stati soltanto 11 nei primi 24 minuti.

Il 2-11 nelle stoppate e un 15-37 nel mondo alla rovescia dei fast break non salva Brooklyn che inverte il trend da second chance nel secondo tempo concedendo a Charlotte un 16-13 nella tabella.

LaMelo Ball: 8

33 pt. (10/21), 7 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate in 37:08. LaMelo impressiona vincendo il duello con Irving. Trova 21 punti con fiducia segnando 7 triple, epiche quella deep su Irving, lo step back su Drummond e quella dall’angolo sinistro in caduta ma pesca anche i compagni sfiorando la doppia doppia. Decisivi i suoi punti per la vittoria e in difesa rimane in pressione riuscendo a volte anche agevolmente ad anticipare come nel caso di un lob verticale nel primo tempo facendo ripartire l’azione. Bella la combinazione con Rozier, taglio back-door sul fondo e jam con fallo di Claxton, ventiduesima schiacciata stagionale per il ragazzo di Chino Hills.

Terry Rozier: 7

14 pt. (5/12), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Segna una tripla quasi casuale dalla sinistra nel primo tempo e anche se non si dedica a queste in serata (2/5) sigilla il match con l’altra mandata a bersaglio. Altra dunk poster con un uomo che cerca di recuperare stoppandolo, questa volta Drummond. Si applica bene in difesa sin dall’inizio, non può far molto su un jumper di Durant mentre nel finale patisce qualche entrata di Irving in compenso aiuta la squadra.

Miles Bridges: 7,5

24 pt. (9/24), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. La partita cambia quando il game plan di Borrego prevede di andare da lui per le sue entrate verticali. Ne mette una di sinistra selvaggia con fallo di Brown mentre la sfera batteva al vetro prima di infilarsi. 3/6 da fuori con una tripla che gli lasciano aperta e anche per lui sfioramento da doppia doppia grazie ai rimbalzi. A parte un paio di forzature al tiro, non male.

P.J. Washington: 7,5

18 pt. (8/12), 11 rimbalzi, 5 assist. Sbaglia una tripla aperta nel finale in un momento delicato e qualche volta ha la peggio con Drummond prima di prendere un po’ le misure ma battaglia bene in difesa e l’attacco è di livello: 2/3 da fuori e ottimi morbidi tocchi in floater, alzata e hook, uno scavalca persino Durant a lui appiccicato. Le iniziative dalle parti del canestro sfruttano anche qualche mismatch in cm e ha l’intelligenza ed abilità per realizzare l’idea anche nel passaggio, vedi quello touch a triangolo per Mason liberato per la schiacciata.

Mason Plumlee: 6

7 pt. (3/7), 8 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata in 27:25. Partenza balorda con difficoltà grosse su Drummond inoltre in attacco non gira tra TO, palleggio frammentario e passaggi non sempre top (bello il back-door per Rozier, invece, sta diventando un’opzione), alla fine gratta una sufficienza anche grazie al two and one ottenuto in autoscontro (libero perfetto) e alla bimane in corsa che posterizza Drummond.

Kelly Oubre Jr.: 5,5

2 pt. (1/6), 4 rimbalzi, 1 rubata in 16:37. Il -13 in plus/minus è ancora veritiero. In attacco segna solo su una transizione cambiando direzione per giungere al ferro, per il resto sbaglia tutto e in difesa a volte tiene un po’ meglio perché gli altri si accontentano spesso di tirar da fuori o passar palla.

Montrezl Harrell: 5,5

2 pt. (0/3), 1 rimbalzo, 1 assist in 6:52. Non gira molto bene nella battaglia sotto le plance. Manca i suoi tiri anche se mete due FT. In difesa non rende e Borrego non lo schiera per la seconda rotazione. Una serata di stop può starci, alla prossima.

Cody Martin: 8,5

8 pt. (3/3), 4 rimbalzi, 2 assist in 21:16. Non spreca le poche cartucce a disposizione partendo dal passaggio bsln in per la jam di Bridges e quello out per la tripla di Ball sempre lungo linea poi va decidendo la partita con due triple di fila nel finale, la prima ai 24 e su una gamba. Commette un dubbio blocking su Brown nel primo tempo con and one omaggio ma prende una bella rivincita rispetto all’ultima uscita contro i Nets risultando decisivo e fiducioso.

Isaiah Thomas: 6,5

7 pt. (3/6), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata, 2 TO in 12:06. Una tripla mumbo e un entrata nella quale con cambio mano fa fuori i tentativi di stoppata di Drummond e Irving alle spalle. Un paio di palloni persi ma la solita buona personalità. Non ha paura di andare a chiudere Durant in partenza nonostante i cm di differenza anche se con il bump in avanti commette fallo.

Jalen McDaniels: 5,5

4 pt. (0/4), 2 rimbalzi, 1 assist in 13:01. Litiga con il canestro sbagliando da sotto consecutivamente alcuni tiri ma dalla lunetta li mette tutti. La qualità è quella che è però e qualcosa manca alla squadra con interpreti secondari.

Coach James Borrego: 7,5

Un piano partita buono per contenere Irving e le stelle avversarie. Concede qualcosa a Drummond ma il nostro quintetto mediamente ha più cm ed è più agile e lo sforzo sui close-out e per contestare i tiri è decisivo. Mentalmente la squadra ha pochissimi black-out e non sono lunghi. La squadra cerca di giocare anche all’interno pur contando poco su Harrell in serata. Partita quasi perfetta e vittoria importante. Una squadra in buon momento che sta emergendo senza regali o calendario in discesa.

Versione 1.

Totopaolo: 24ª settimana

A cura di Paolo Motta.

Il programma della ventiquattresima settimana vede subito partire Charlotte contro Brooklyn in un’altra settimana impegnativa in arrivo per gli Hornets (38-36), che già da stanotte, appunto, saranno in campo per una sfida fondamentale per il finale di stagione.

Ecco nel dettaglio le partite che ci attendono:

Game 75: lunedì 28/03/2022 ore 01:30 AM italiane @ Brooklyn Nets (39-35):

Ultima possibilità per Charlotte di agguantare l’ottavo posto nella difficile trasferta di New York.

I padroni di casa dovrebbero recuperare Irving che fino ad ora non ha potuto giocare le partite casalinghe per le restrizioni anti-Covid-19 per i non vaccinati.

Durant e Drummond gli altri ostacoli da superare.

Simmons ancora out.

Serve mezzo miracolo sportivo che potrebbe non arrivare.

Sconfitta in arrivo.

1.

Game 76: martedì 29/03/2022 ore 01:00 AM italiane Vs Denver Nuggets (44-31):

Back to back tosto per gli Hornets che all’andata sorpresero i Nuggets 115-107 recuperando uno svantaggio di 19 punti.

Jokic (26.2 ppp), pericolo numero uno, supportato dal duo Barton – Gordon (14.5 ppp a testa).

Sempre out Murray e Porter Jr..

Altra partita difficile quindi contro il Jocker e soci ma la vittoria non è poi così proibitiva.

1 di misura.

Game 75: giovedì 31/03/2022 ore 01:30 AM italiane @ New York Knicks (32-42):

I Knicks, in un ottimo stato di forma, stanno ottenendo vittorie sorprendenti (vedi quella contro gli Hornets di settimana scorsa e quella contro Miami) nel tentativo disperato di agguantare il decimo posto in extremis.

Randle e Fournier i più pericolosi.

Partita da vincere assolutamente.

2 fisso.

Game 78: sabato 02/04/2022 ore 06:30 PM italiane @ Philadelphia 76ers (46-27):

Con l’innesto del “Barba” (23 ppp) i 76ers hanno ritrovato continuità e risultati.

L’asse Harden-Embiid risulta essere uno dei più difficili da marcare in tutta la lega.

Nella città dell’amore fraterno non sarà facile limitare questo duo dinamico, supportato inoltre da un cast di tutto rispetto (Harris ad esempio).

Partita da giocare a viso aperto, sconfitta preventivabile.

1.

Il pronostico della settimana: 2-2

Matchup Key 75 (2): Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets

A cura di Filippo Barresi

Secondo matchup key della giornata, questa volta a cura di Filippo Barresi, per l’occasione.

P.J. Washington Vs Kevin Durant

Per giocare contro una squadra costruita come quella dei Nets è sempre importante partire dalla necessità di contrastare le stelle che compongono il loro roster.

Su tutti, l’uomo che sembra essere più decisivo è Kevin Durant che con le sue incredibili doti offensive riesce sempre a incidere sulla partita.

Sarà quindi nuovamente richiesto a P.J. Washington di giocare una gara prettamente difensiva per contenere le avanzate dello scorer avversario.

Ormai stabilmente nel quintetto iniziale, l’ala grande è sempre più centrale negli schemi difensivi degli Hornets e le sue capacità stanno emergendo con decisione.

Possibili svantaggi:

Le capacità offensive messe in mostra dai Nets in queste ultime stagioni sono innegabili. Ciò che contraddistingue la loro efficienza è la capacità di trovare con continuità canestri facilmente realizzabili nei pressi dell’area senza fare troppo affidamento al tiro dalla lunga distanza.

La possibilità di Irving e Durant su tutti nello scardinare qualsiasi schema difensivo sono infinite e metteranno a dura prova il sistema degli Hornets.

Possibili vantaggi:

Gli Horntes arrivano a questa gara con un giorno di riposo in più dei Nets.

I nostri avversari saranno in back to back dopo la trasferta di ieri notte a Miami.

Nel rush finale le energie sono sempre più importanti, rimanere in partita per 48 minuti potrà garantire agli Hornets un vantaggio negli istanti finali di gara.