PunzigliHornets 2

Il logo da me disegnato per la rubrica di Giuseppe Punzi.

La rubrica di Giuseppe Punzi al secondo atto.

Terminata la decima partita della stagione, possiamo cominciare a fare i primi bilanci riguardanti i nostri Calabroni che stanno ingranando bene e lasciano sperare in un salto di qualità completo rispetto allo scorso anno.

Il record recita 5 vittorie e 5 sconfitte avendo affrontato per due volte squadre come Chicago e Atlanta, e avendo espugnato Dallas e Minneapolis.

Battendo New York nella prossima sfida ci sarebbe la possibilità di superare il 50% di vittorie, obiettivo che non viene raggiunto dalla prima sfida della scorsa stagione e che, se davvero sarà compiuto, potrebbe accendere ancora di più le speranze dei nostri.

Le note positive ci sono e partono sicuramente dal fatto che Big Al ha cominciato a non isolarsi troppo in attacco permettendo agli altri giocatori di mostrare le proprie doti offensive.

Sta salendo vertiginosamente di colpi Nicolas Batum, al momento leader emotivo della squadra e che è esploso nell’ultima gara contro Portland in una prestazione da 33 punti con 19 tiri.

Al francese, che poco ci sta facendo sentire la mancanza di MKG, si aggiunge un Jeremy Lamb che sembra aver trovato una dimensione alla Time Warner Cable Arena: l’ex OKC nei 23 minuti medi di utilizzo sta mostrando di poter realizzare con percentuali oltre il 50% e di poter all’occorrenza aiutare nella gestione del gioco.

Ci si aspetta sicuramente di più invece da P.J. Hairston, che sta giocando tanto, ma senza dare risultati e sembra estraneo al gioco della squadra.

Si sta invece lentamente adattando alla lega Frank Kaminsky, a cui coach Clifford sta dando un minutaggio limitato e che dovrà salire di colpi nel corso della stagione.

Le premesse sono quindi positive, e se Kemba Walker riuscisse a trovare il ritmo per far girare la squadra potremmo essere pericolosi davvero per tutti.

Una cosa però è certa; quest’anno abbiamo una squadra e ce la giocheremo con chiunque per accaparrarci un posto nei Playoffs.

(Giuseppe Punzi)

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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