PunzigliHornets 5

C’eravamo dati appuntamento con Giuseppe per la sua rubrica a inizio febbraio, quale miglior occasione temporale dopo la fantastica vittoria su Cleveland per poter esprimere le sue idee…

 

Terza uscita della rubrica sul punto della situazione scritta da Giuseppe Punzi.

Quinta uscita della rubrica sul punto della situazione scritta da Giuseppe Punzi.

Ci siamo.

Dopo un momento difficilissimo che aveva rischiato di compromettere i nostri sogni Playoffs, la squadra è tornata a giocare a pallacanestro ed è adesso a una partita (24-25) da quota .500 nel record.

Nel nostro ultimo appuntamento avevamo lasciato i ragazzi dopo sette sconfitte consecutive ma qualcosa è cambiato e lo dimostrano le sette vittorie nelle ultime dodici partite.

La chiave?

Il ritorno, finalmente, di Micheal Kidd-Gilchrist, il quale ha riportato esplosività e difesa a una squadra spenta oltre che martoriata dagli infortuni.

Nonostante i problemi offensivi siano rimasti e aggravati da una condizione che non è ancora al top, il nostro numero 14 è quello di sempre e i 13 rimbalzi di stanotte oltre ad alcune ottime difese su Lebron James non fanno che dimostrarlo.
La strada è ancora lunga però, 33 partite sono tante e la corsa all’oro per la post-season a Est quest’anno è più agguerrita che mai.

Risulta chiaro però che la squadra c’è e il ritorno degli infortunati potrebbe davvero renderci competitivi quanto serve.

Le prossime tre partite consecutive in casa, contro Miami, Washington e Chicago, seguite da un giro di sei partite in trasferta sui campi dell’Est (delle quali cinque si disputeranno dopo la pausa per l’All-Star Game), saranno decisive per il nostro cammino, che adesso senza più scuse, è tutto nelle nostre mani.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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