ConfusianesimHornets

Prendo spunto per il titolo da una canzone contenuta dal nuovo album di Caparezza chiamata confusianesimo.
Il succo del testo tratta d’altro (di fede e relazioni terrene con essa) ma il trait d’union tra Hornets e la canzone è la confusione che è anche una delle due condensate nel titolo di Caparezza (l’altra è evidentemente Confucianesimo).
Che siate credenti o meno non importa, lascia pensare…
Lascia pensare anche la confusione della quale scrivevo….
Già, perché questi ultimi convulsi giorni di mercato (deadline l’otto febbraio) stanno diventando infuocati, roventi, incandescenti e soprattutto confusionari… incertezza e transitorietà si spostano molto più profanamente in ambito mercato NBA.
Su vari siti (grazie anche a chi mi ha segnalato le varie possibilità di trade) si è letto di tutto.
 
La paventata messa in vendita di Walker ha scatenato speculatori cartacei e virtuali così come GM di altre squadre pronte a volteggiare come avvoltoi sulla carcassa di Charlotte dovesse decidere di morire nel deserto invece che continuare l’impervia via.
Il deserto che sembra essere intorno alla squadra è evidente, anche se basterebbe qualche vittoria per cancellare il miraggio dell’acqua e abbeverarsi all’oasi dei playoffs.
Con un calendario in discesa e una squadra che se avesse più concentrazione e voglia, il miracolo potrebbe anche accadere…
Troppi se forse, per questo la dirigenza sta sondando in giro sul mercato.
 
Tra le trade più gettonate c’è quella che ha aperto la pista ai vari rumors.
Lanciata dal guru del mercato NBA Wojnarowski:
Walker ai Knicks per una prima scelta e Frank Ntilikina.
Walker finirebbe a tornare a giocare per la sua città di nascita, anche se come ha ricordato lo stesso Kemba, Charlotte è casa sua.
 
Nelle ultime ore altre trade possibili sono uscite allo scoperto; Kevin Pelton di ESPN è uscito con l’idea di uno scambio possibile di tutt’altra pasta che porterebbe Isaiah Thomas agli Hornets insieme a Frye e la scelta dei Brooklyn Nets in cambio di Johnny O’Bryant e Kemba Walker.
Cavs con qualche mal di pancia di spogliatoio che vorrebbero far uscire qualche giocatore e cercare una nuova alchimia più redditizia.
 
Rodney Hood, Dante Exum, Derrick Favors e una futura first-round draft pick da Utah agli Hornets per Walker e Marvin Williams sembra già far parte del Fantabasket, proposto da hoopshabit.com, che propone anche quella tra Calabroni e Tracciatori di Sentieri con questi ultimi che vorrebbero vedere in teal & purple Shabazz Napier and Maurice Harkless, sempre per (il solo) Walker.
Con Lillard sul piede di partenza potrebbe avere un senso solo in quest’ottica, sebbene Shabazz Napier sia passato dai 4,1 punti dello scorso anno, ai 10,0 attuali (più che raddoppiando però il minutaggio) con 21,3 minuti in campo a partita (9,7 lo scorso anno).
Scelto da Charlotte in ventiquattresima posizione al Draft 2014 e immediatamente scambiato con Miami, sarebbe un inopportuno cavallo di ritorno, ma anche qui siamo nel più puro fantabasket.
 
Dalla bomba di Woj, si sono espanse alla velocità della luce le voci…
 
Il proprietario degli Hornets, tal Michael Jordan, è intervenuto come un pompiere per raffreddare le voci di mercato che vedrebbero Walker partire per offerte che definire inezie sarebbe riduttivo.
 

Jordan e Cho. Il primo sta facendo da pompiere, il secondo pare essere più un piromane travestito da fireman.

Michael però non ha completamente chiuso la porta in faccia ad eventuali scambi ma ha detto che Walker potrebbe esser scambiato solamente per un’altra All-Star.
A prescindere dal fatto che una trattativa così composta, specialmente nella finestra invernale diverrebbe più difficoltosa, viene da chiedersi se qualcuno sia dispoto a effettuare uno scambio alla pari e se la cosa abbia senso.
Personalmente credo fermamente di no, perché Kemba guadagna solamente 12 milioni ed è a Charlotte da sempre.
Immagino che le parti, a un tavolo, potrebbero trovare un comune accodo sul prossimo contratto, la base per parlare c’è.
Portarsi a casa qualche altra All-Star, magari dal contratto in scadenza o breve, equivarrebbe al rischio di perderla in breve tempo o esser costretti a pareggiare un’offerta che gli Hornets, con un salary cap intasato, probabilmente non potrebbero permettersi.
Naturalmente tutto può succedere e gli Hornets devono liberarsi di qualche contrattone per aver spazio di manovra. Il principale indiziato è Batum, che al momento però non è al centro di nessun rumor abbinato a Walker per rendere un eventuale scambio delle guardie più appetibile.
MJ ha proseguito dicendo che:
“Ovviamente, la stagione è stata una delusione fino ad ora, ci sono state squadre che hanno chiesto dei giocatori così come noi l’abbiamo fatto, chiediamo alle altre franchigie cosa amano del nostro roster e ci viene risposto sempre Kemba.
Non è che lo stiamo acquistando.
Non lo abbandoneremmo.
Amo Kemba Walker.
Non lo scambierei per nulla se non un giocatore All-Star. ”
 
Un messaggio lanciato forse per far recedere o alzare la posta anche a San Antonio, della quale si parlava qualche giorno fa sempre inerentemente a un possibile scambio. Dan Favale di Bleacher Report ipotizzava gli Speroni esser disposti a ceder pedine multiple minori come Rudy Gay, ecc., ma Jordan punterebbe più in alto, su Leonard, come i Knicks probabilmente dovrebbero mettere sul piatto l’Unicorno Porzingis.
La trattativa con i Knicks a questo punto potrebbe coinvolgere Lamb, il quale sta disputando dalla panchina di Charlotte un’ottima stagione, ma anche per esso vedo difficile controbilanciare la predita di Jeremy, il quale, entrato nel sesto anno NBA, sta viaggiando a 14,1 punti e 4,7 rimbalzi partita partendo solitamente dalla panchina.
Tutto ciò che scrivo potrebbe rivelarsi solo fumo, per questo non amo molto i rumors, ma… le condizioni condizioneranno indubbiamente il mercato e la sua bilancia, quindi il “Vae Victis” di Brenno dovrebbe rimanere in mente a Jordan e Cho per non farsi tirare il collo come oche…
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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