Varie ed eventuali

Passato l’All-Star Game in cui Super Hugo (l’alter ego di Hugo la mascotte) ha vinto la gara delle schiacciate per la categoria mascotte,

Super Hugo con il nuovo costume. Con un salto mortale dal trampolino e schiacciata ha mantenuto vive le ottime tradizioni acrobatico/circensi dei suoi predecessori.

Super Hugo con il nuovo costume. Con un salto mortale dal trampolino e schiacciata ha mantenuto vive le ottime tradizioni acrobatico/circensi dei suoi predecessori.

archiviata la prestazione del Team Curry composto dal mitico ex giocatore nonché attuale commentatore tecnico per Fox durate le gare degli Hornets Stephen Wardell (Dell) Curry, dal figlio Stephen Curry (dei Warriors) e da Sue Bird, giocatrice di Seattle che non andava oltre il terzo posto nonostante Dell (dopo una partenza fredda) mettesse la bomba da centrocampo al secondo tentativo, registrata la vittoria di Stephen nella gara del tiro da tre punti e vista la prova di Zeller e passato da un giorno il compleanno del proprietario degli Hornets Michael Jordan (52 anni), si avvicina a grandi passi la deadline del mercato NBA.

Il team Curry.

Il team Curry.

Domani, 19 febbraio, ore 21,00 italiane si chiude…

A oggi gli Hornets hanno scambiato Gary Neal per Troy Daniels e Mo Williams, quest’ultimo passa grazie ad un bonus nello scambio da 3,7 milioni a 3,97.

Il problema è… basteranno questi due a far spiccare il salto di qualità agli Hornets?

Secondo la mia modestissima opinione è un po’ poco, forse anche secondo la società, che ha cercato di scambiare Lance Stephenson per dei tasselli mancanti.

I Clippers, che ritengono d’aver bisogno di un’ala, hanno mandato per due partite un osservatore per monitorare le prestazioni di Lance Stephenson, purtroppo le performances dell’ex Pacers non sono state esaltanti, così i Velieri si sono tirati indietro senza intavolare discussioni serie. Il mese scorso, i Nets e gli Hornets hanno discusso su una trade che avrebbe inviato Brook Lopez da Brooklyn agli Hornets per Cody Zeller e Lance Stephenson, ma la trattativa che pareva potesse giungere alla conclusione, non si è concretizzata. Non è ben chiara la motivazione per la quale l’affare Stephenson/Cody Zeller-Lopez sia saltato. Lopez, quando è sano, fornisce prestazioni vicine alle stelle NBA ma ha problemi e lo stipendio non è basso, anche Lance, però sta facendo male a Charlotte ed è ben pagato rispetto a quello che riesce a dare alla squadra. Il problema forse è semplicemente che lui e Zeller sono più giovani. Lance Stephenson a Charlotte è ancora sul mercato ma le ore passano e nonostante Brooklyn si sia mossa in maniera aggressiva per liberarsi del centro che non vuole più e le due società abbiano parlato anche di Joe Johnson sembra sempre più improbabile uno scambio sebbene ci siano dei “pezzi” che da ambo le parti le due franchigie gradirebbero avere.

Inoltre Stephenson ha riempito le pagine di Instagram con riferimenti al fatto che gli piacerebbe giocare a Brooklyn, ad esempio ha detto; “Sarebbe una benedizione (giocare a Brooklyn)”, proseguendo… “ma in questo momento, Charlotte, è la squadra per la quale sto giocando in questo momento.”

Il ventiquattrenne nativo di Coney Island la scorsa stagione ha guidato la NBA con cinque triple doppie, ma quest’anno a Charlotte fino ad ora è stato una delusione, tanto che lui e l’allenatore Steve Clifford (riferiscono i meglio informati) pare si siano scontrati. Coach Clifford ha detto che lui ha bisogno di ritrovare la sua “fame”…

Clifford cerca di spiegare qualcosa a Lance in una partita contro i Bucks. Lance rimarrà?

Clifford cerca di spiegare qualcosa a Lance in una partita contro i Bucks. Aldilà della colorazione aposematica di Stephenson, servita più per difendersi che per offendere, come Calabrone ha usato poco veleno ed è stato poco aggressivo. Alla fine… Lance rimarrà?

Se Lance rimarrà a Charlotte alla chiusura del mercato e vorrà andare a Brooklyn, dovrà elevare la sua mente (sembra più un problema mentale che tecnico) per fornire prestazioni che lo facciano riconsiderare come valido giocatore agli occhi delle altre squadre, attualmente, Adrian Wojnarowski, infatti, dice che non c’è mercato per Stephenson.

Mancano poche ore alla verità, vedremo…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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