11ª Intervista – Iacopo DP

Per l’intervista odierna andiamo a conoscere un altro fan di Charlotte, al secolo Iacopo di Pancrazio che saltuariamente “infesta” simpaticamente con battute di spirito (il più amato da Batum) il gruppo FB Charlotte Hornets Italia, a volte contribuendo a rialzare il molar…, no, il morale quando i risultati o gli eventi sono negativi.

Iacopo a bordo della vespa (no, non è esattamente quella della Piaggio) indica la strada per i playoff.

La prima parte dell’intervista sarà quindi sviluppata un po’ in chiave ironica ma prima andiamo a conoscerlo meglio.

1ª domanda:

Scontatissima… ci direbbe di dov’è, dove vive, età, cosa fa nella vita, hobby (la password PayPal non la chiedo in pubblico) e perché anche lei si è stranamente risulta “affezionato” ai teal & purple?

1ª risposta:

“Ciao!

Mi chiamo Iacopo.

Ho 27 anni e vivo in un paese nella provincia di Teramo, Abruzzo.

Laureato in Mediazione Linguistica poco prima del lockdown.

Giusto sulla sirena.

Amo lo sport, in particolare calcio e NBA.

Ovviamente preferisco guardarlo più che giocarlo (come molti d’altronde ).

La passione per i Calabroni è nata in maniera del tutto casuale.

Ve la racconto…. da bambino mio padre (non appassionato di pallacanestro) portò a casa due palloni da mini basket.

Uno dei Raptors e l’altro degli Hornets.

Scelsi il secondo visto che era più piccolo (ho un fratello maggiore, quindi andava rispettata la gerarchia).

Dopo molti anni mi sono imbattuto in un gioco NBA e ho ricollegato la palla alla squadra.

Peccato che all’epoca fosse sponda New Orleans ma con un po’ più di ricerche ho ritrovato gli originali.

Gli Charlotte Bobcats di Gerald Wallace & Co.

Gli underdog per eccellenza.

È grazie all’atleticità e “spericolatezza” difensiva e offensiva di Crash specialmente che sono affezionato ai teal & purple (in quell’era Bobcats).

Non solo mi sono appassionato alla squadra ma anche a questo sport.

La password la trovi in fondo all’intervista.”

(Ringrazio Iacopo ma era a zero il conto ^_°)

2ª & 3ª domanda

La recente cronaca offre frequentemente spunti da epic fail.

Per rimanere all’attualità abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini della portacontainer Evergreen che era riuscita a bloccare il canale di Suez.

Si è scoperto poi che Evergreen è anche il nome di una compagnia taiwanese di trasporti (nulla ha a che fare con l’azienda che gestisce la nave) quando un camion ha urtato un guardrail dopo aver perso i controllo finendo di traverso sulla carreggiata bloccandone il traffico di Nanchino.

Qui le domande (offerte da Maxibon “Du gust is megl’che uan”) sono due in una:

Chi è il giocatore che in questi anni ha maggiormente intasato il cap degli Hornets causando perdite a MJ e ritardato la possibilità di un progetto vincente?

La seconda è a traino ma bisogna vedere tutto questo video per capirlo:

Ecco, diciamo che la protagonista, Charlotte (io l’ho visto tutto da piccolo e si finisce inevitabilmente per tifare per la protagonista attorniata da parenti serpenti, manigoldi, farabutti e gente che più che marachelle nel DNA ha una sete di sangue che Gengis Khan levati) che si affida a una stella, forse però, come si evince nel video quella stella non funziona oppure la “sfortuna” sta nel nome della protagonista e anche quindi della franchigia.

Non che a New Orleans le cose siano andate molto meglio ma se dovessimo scegliere un nome da abbinare a Hornets per tentare di eliminare la sfortuna baskettara nella Queen City, quale nome sceglierebbe?

2ª & 3ª risposta:

“Seconda domanda troppo facile.

Ovviamente Batum.

Quel contratto è stata la Morte Nera.

Purtroppo per lui e soprattutto per la squadra.

Contratto troppo oneroso per quel tipo di giocatore.

Ha bloccato la crescita e il mercato del team.

Detto ciò preferirei paragonare il portacontainer a Rich Cho più che a un giocatore (scusate per i troppi ciò/cho).

Per quanto concerne la terza domanda mi sento di dire che sia l’imprenditore che i dipendenti concorrono alle fortune dell’azienda quindi secondo me la sfortuna non sta nel nome della franchigia.

Anche se non è accattivante come nome e città mi terrei gli Charlotte Hornets.

C’è storia americana.

Al massimo sfrutterei il nome della squadra satellite.”

4ª domanda:

Spiando un po’ nel profilo a fin di bene (don’t try this at home) ho notato che si è iscritto a una pagina che spoilerebbe le informazioni a metà quindi adesso pensavo di metterla in difficoltà chiedendole come finirà la stagione degli Hornets confidando nella sue preveggenza ereditata da Paolo Fox potrei regalarle imperitura gloria o improperi vari (saranno censurati).

Le chiedo quindi in stile Mike Bongiorno:

Ce la faranno gli Hornets a qualificarsi per i playoff e se sì, in che posizione e contro chi andranno ai play-in o al primo turno?

LaMelo Ball rientrerà prima di fine stagione?

Chi sarà il top scorer del team alla fine?

L’anno prossimo vedremo ancora Cody Zeller a Charlotte e indipendentemente da ciò, sfoggerà un nuovo look all’Antonio conte con il suo gatto (di Pancrazio)?

4ª risposta:

“Sono più famoso per le gufate che per le previsioni.

A inizio anno in un sondaggio avevo messo gli Hornets al 7º posto (se non erro).

Mi hanno sorpreso ancora di più.

Ero un po’ scettico su LaMelo soprattutto per il contesto famigliare.

Quindi direi playoff e ti dico di più: se trovassimo i Celtics al primo turno ci sarebbe la possibilità di passare anche il turno .

Riguardo LaMelo, spero che torni in campo il prima possibile.

C’è molta qualità quando è in campo e si vede però aspetterei.

I PO si giocano con un intensità diversa e non vorrei che peggiorasse l’infortunio.

Aspetto di sapere cosa diranno i medici.

Zeller ci sarà e firmerà un contratto 1+1 per 5 milioni circa.

Fare completamente a meno di Cody è dura.

Soprattutto voglio ancora assistere alla sfida con Hayward, tra chi ha il ciuffo più croccante.”

(Scusate l’intrusione ma volevo segnalare a Iacopo il “fresh ciuffhornets” di McDaniels, suo punto di forza. Se fosse un omino Lego avrebbe impiantato in testa evidentemente un cavolo romanesco tinto di nero ma niente di serio…)

5ª domanda:

Passando a domande più serie, andiamo a rivangare il passato.

Qual è secondo la sua opinione il giocatore simbolo degli Hornets per antonomasia e perché?

5ª risposta:

“Secondo me non può non essere Kemba Walker.

Un grandissimo giocatore, silente, ma non Albus Percival Wulfric Brian Silente.

Mai una parola fuori posto.

Giocatore che è migliorato tantissimo negli anni dando tutto per la franchigia (mi immagino un suo ritorno per chiudere la carriera).

Charlotte è come Kemba.

Mai troppo considerata.

Mai nella lente d’ingrandimento.

Una squadra di underdog.”

6ª domanda:

Roster giovane, sulla carta con tante possibilità e margini importanti, ma… come terminerebbe la frase? Finisca la frase…

6ª risposta:

“Ci riprovo ma… pur sempre Charlotte.

Ci mancano ancora giocatori che facciano entrambi le fasi in maniera discreta.

Ci mancano solidi role player.

Siamo comunque sulla buona strada.”

7ª domanda:

Abbiamo più e più volte parlato del need, di ciò che avrebbe bisogno questa squadra, al contrario cos’ha invece invece è funzionato bene in questo team e su chi o cosa questi Hornets dovrebbero costruire il loro futuro?

7ª risposta:

“Con gli arrivi di Kup e Borrego ci stiamo disintossicando di contratti e giocatori non adeguati. Abbiamo fatto delle belle “prese” al Draft da qualche anno, cosa non da poco per Charlotte. Abbiamo acquisito anche Rozier e Hayward.

Stiamo alzando l’asticella di parecchio in tempi record.

Per il futuro bisogna puntare e costruire attorno a LaMelo, senza dubbio.”

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Grazie a Iacopo Di Pancrazio per la misurata e simpatica intervista.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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