Bad news in casa Hornets

Nonostante la vittoria in casa di Chicago, allo United Center, l’andamento migliore del previsto che li porta a una classifica dignitosa, gli Hornets hanno poco da festeggiare, purtroppo.

Primo perché P.J. Washington, nonostante il dolore a un dito per l’infortunio occorsogli nella partita contro i Bulls (riuscendo a terminare il match) si è dovuto fermare poiché si è scoperto che il mignolo della mano destra si sia fratturato nell’occasione.

Ora viene dato chiaramente out per la partita di stasera contro Indy e sicuramente salterà tutte le partite prenatalizie.

Probabilmente con l’incertezza sulla “salute” di Marvin Williams, MKG otterrà più minuti in campo nel ruolo di PF e qualche altro giocatore potrebbe aprofittarne per subentrare in altri ruoli in quintetti intercambiabili.

https://www.nba.com/hornets/press-releases/pj-washington-fractures-finger

Altra brutta notizia, peggiore di quella su P.J., è la scomparsa del primo presidente (non proprietario, ex Denver Nuggets e Los Angeles Clippers sulla sua strada prima degli Hornets) ed ex GM di Charlotte, Carl Scheer, il quale si è spento a quasi 83 anni (avrebbe dovuto essere oggi il suo compleanno ha detto il figlio Bob).

Carl Scheer (a Sx) con il proprietario originario George Shinn che gli riconosce tutti i meriti successivi delle brillanti idee avute per gli Hornets.

Scheer scelse Dell Curry per gli Hornets nell’expansion draft 1988 ma anche Tripucka, Rambis, Rowsom e Gattison successivamente…

“Sarò per sempre in debito con Carl per avermi portato qui”, ha dichiarato Dell Curry di recente. “Ovviamente, mi ha cambiato la vita.”

Scheer ha cambiato molte vite dicono.

Avvocato, era noto per la sua natura da gentiluomo, per il suo amore verso le barrette di cioccolato e le capacità di ascolto che affinava ogni giorno dice un articolo di WBTV.

“Chiunque parlava con Carl pensava di essere la persona più importante del mondo”, ha dichiarato nei primi anni Harold Kaufman, direttore delle pubbliche relazioni degli Hornets. “‘Ti ha fatto sentire bene con te stesso, ti ha motivato positivamente. Non volevi deluderlo.”

Durante le partite in casa, che guardava dal tunnel dei giocatori perché era troppo ansioso di sedersi, Scheer era costantemente in movimento.

A volte si avvolgeva così stretto in una tenda che separava il tunnel dal campo che aveva bisogno di assistenza per farsi tirar fuori…

Scheer nel 1976, con l’aiuto di pochi altri membi e i Nuggets in ABA, inventò il primo concorso per schiacciate.

Durante l’All-Star Game fece concorrere i migliori giocatori di quella lega per un montepremi di 1.200 dollari.

La gara delle schiacciate poi divenne popolare e migrò nella NBA.

Negli ultimi anni i problemi di perdita doi memoria legati alla malattia portarono Scheer all’interno della struttura del Sardis Oaks a Charlotte dove convocava altri pazienti per discutere su altri potenziali improbabili scambi come ricordato dal figlio Bob in una tenera e drammatica nota.

Scheer sorridente (a sinistra), sempre con l’ex proprietario Shinn.

Scheer era solito alzare a piacimento il numero di presenze all’Alveare, per questo il figlio avrebbe detto che il numero di presenze inferiore al suo funerle sarebbe stato annunciato da Scheer alzandolo a 17,423 persone (battuta condivisa da Carl stesso quando era ancora in grado, sino al 2010 di comprendere bene, infatti gli Hornets lo impiegarono sino a quell’anno)…

Purtroppo non potrò esserci al tuo ultimo saluto ma grazie per la gentilezza, con essa hai reso il tuo piccolo mondo un posto migliore.

Ciao Carl.

https://www.nba.com/hornets/hornets-statement-passing-carl-scheer?fbclid=IwAR0uqu5GZsGeh5jL8EZL775MQHQ7sOThdRb2DMVlA1EhyDxA6QX-B_EK01I

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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