Bridges Thriller

Alla vigilia della decisiva sfida con i Knicks a New York, Miles Bridges è ancora in dubbio.

Bonnell, dell’Observer, sostiene che un ragazzo che esce da un caso di COVID-19, difficilmente salverà ciò che gli Hornets sono stati negli ultimi tempi.

L’abbiamo visto tutti: Charlotte è scarica, con poche energie e soluzioni limitate.

Rozier è stato preso in consegna dai migliori difensori quando Hayward (out dal 2 aprile con un piede slogato e difficilmente rientrerà con un allenamento saltato mercoledì) e Ball sono rimasti out e ancora oggi, se i compagni non la mettono mai dentro, le sue difficoltà nelle percentuali e a prendersi tiri con un po’ di spazio, rimangono un problema per i leggeri Calabroni.

Il rientro di Miles però potrebbe dare una spinta energetica agli Hornets e liberare P.J. Washington in attacco.

P.J. si è molto sacrificato in difesa facendo due buone partite ma l’attacco è stato scadente, all’opposto della sua buona defense.

Perse tre partite di fila, la ragione dice che la stagione regolare terminerà con una serie di cinque sconfitte consecutive viste le avversarie ma è probabile che Bridges sia sul punto di essere cancellato dai protocolli di salute e sicurezza, dopo aver saltato le ultime sei partite.

Quanto potrà in termini di contributo un ragazzo ripresosi dal Covid-19 è difficile dirlo.

Il minutaggio potrebbe essere limitato ma ricordando bene una scena con Miles affaticato più del dovuto in panca contro Miami (ultima apparizione) mi era sembrato avesse in circolo già qualcosa quindi personalmente punto molto sul suo fisico e sulla sua testa se sarà liberato.

Anche lui come Ball e Monk non sarà al 100% sicuramente.

Infortuni e malattie sono state devastanti ma la spinta psichica per il gruppo potrebbe essere notevole.

I Pacers hanno perso con Milwaukee la partita che si giocava in contemporanea con quella degli Hornets contro i Clippers mentre nella notte, facile previsione, i Wizards hanno battuto i Cavaliers (Wizards qualificati ai pi e Chicago eliminata) portandosi quasi alla pari a Charlotte e a Indy sul 33-37 (Wizards sul 33-38) n questo momento.

Gli Hornets hanno due speranze fondamentali: che i Lakers battano i Pacers e che loro vincano una partita delle ultime due rimaste poiché con i tie-break a favore su entrambe le avversarie l’ottava piazza e la sfida contro Boston (anche perdendola avremmo una seconda possibilità) sarebbe garantita.

Finale thriller, alla disperata in pieno Hornets style, quest’anno più che mai denso. Bismack Biyombo ha detto di non essere preoccupato che questa squadra – così giovane, così a corto di personale – sia stata sconfitta emotivamente.

“Siamo di buon umore. Non vediamo l’ora di giocare la partita di sabato” a New York, ha detto Biyombo, che ha segnato 13 punti e sette rimbalzi in quella che potrebbe essere una delle sue ultime partite come Hornet.

Con il mistero di Bridges a poche ore dalla partita, più emozionante di un film…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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