Classifica, infortuni e formazioni…

Alla vigilia della sfida tra Charlotte e Miami questa è la situazione a Est:

Inutile ricordare l’importanza cruciale della partita mentre come si può notare Milwaukee è già qualificata così come i Knicks sono già out, sperando magari di pescare il tanto chiaccherato Zion, Phoenix e sorte permettendo…

Per gli Hornets ci sarà anche un piccolo vantaggio perché se numericamente gli infortunati sono uno per parte, quello di Charlotte è J.P. Macura, giocatore da two way contract sceso sul parquet solo in occasione della larga sconfitta casalinga subita contro Dallas.

L’assenza degli Heat è più pesante.

Si tratta di Goran Dragic che non sarà con la squadra secondo Ira Winderman del “Sun Sentinel”.

Lo sloveno perderà la sua terza partita consecutiva a causa di un problema al polpaccio sinistro.

Dopo la sconfitta di Orlando a Philadelphia e relativo scivolone al decimo posto, nella notte andranno in scena anche i Wizards contro i Mavericks, i Pistons contro i Timberwolves e i Nets contro i Cavaliers, tre partite casalinghe per le rivali di Charlotte che sulla carta dovrebbero vincere, dovrebbero…

A margine, interrogati su quale possa essere il miglior quintetto iniziale per Charlotte (scelto tra alcune possibilità indicate), vediamo come si è espresso un gruppo di tifosi di Charlotte (11 i voti):

C’è da segnalare un’altra preferenza inoltre per il seguente quintetto che non avevo inserito tra le varie possibilità, ovvero: Walker, Lamb, Bridges, Williams e Zeller.

Larga fiducia quindi alla formazione proposta da coach Borrego dopo l’All-Star Game con Bridges titolare e Lamb a portar punti dalla panchina, sebbene Jeremy finisca per giocare come un titolare nel minutaggio e Bridges dopo 8/9 minuti lasci spazio agli altri, nel primo e nel terzo quarto.

L’ora della verità del dentro o fuori si avvicina e allora, Let’s go Hornets!

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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