Discovery Charlotte: 3ª puntata

Nelle puntate precedenti abbiamo introdotto l’argomento della grande trasformazione di questa città in rapida espansione.

La scena sportiva della Queen City si è adeguata ed è mutata di conseguenza acquisendo importanza grazie al fiorire della città.

In questa particolare puntata puntiamo l’indice sullo Sport in generale che respira la Queen City oltre agli Hornets.

Fino al 1987 Charlotte non era rappresentata in nessuna delle quattro maggiori leghe professionistiche americane (MLB, NFL, NBA e NHL) e gli unici eventi importanti erano rappresentati dalle gare automobilistiche della NASCAR (stock car simili a berline) e gli incontri di “rasslin”, ossia una sorta di wrestling.

Una serie di locandine anni ’80 per la promozione del rasslin

La mancanza di opzioni sportive in città costringeva gli appassionati a spostarsi verso Raleigh, Durham o Chapel Hill per vedere importanti partite di basket e football a livello collegiale, ecco un buon motivo per il quale il basket collegiale in North Carolina è anche più amato di quello professionistico che non si è stratificato storicizzandosi.

Oggi quei giorni sono un lontano ricordo.

Furono proprio i Calabroni a far da traino a tutto ciò che poi mise piede “giù in città”.

Nel 1988 la nascita degli Charlotte Hornets della National Basketball Association e relativo successo di pubblico nonché il netto miglioramento in risultati portò nel 1995 anche i Carolina Panthers nella Queen City, ovviamente nella mischia della National Football League.

La prima pagina del 1993 del quotidiano Charlotte Observer che celebra la scelta di Charlotte come expansion team per la NFL.

Di seguito proveremo a stilare un elenco in dieci punti che ripercorrerà la storia recente e i tratti principali della scena sportiva a Charlotte.

1-NASCAR

Partenza sprint con i motori…

Insieme a Indianapolis, Charlotte è considerato una degli hub principali per quanto riguarda gli sport a motore, infatti, molti piloti e scuderie automobilistiche di varie categorie (dalle open wheel alle sport car) risiedono in città o in zone limitrofe.

Come abbiamo già scritto, la città, oltre ad ospitare il “NASCAR Hall of Fame” è sede del Charlotte Motor Speedway.

L’impianto, aperto nel 1960, è capace di accogliere fino a 171.000 persone e ospita diverse gare automobilistiche durante l’anno tra cui la Spint Cup e le Premier Series (dal 1960).

Una vista dall’alto del Charlotte Motor Speedway a Concord, 21 km. a nord-est di Charlotte.

Nel settembre 2020 Michael Jordan ha annunciato di aver creato un nuovo team per le gare di Stock Car insieme al socio Denny Hamlin (ex driver).

La squadra avrà come pilota Bubba Wallace, unico driver afroamericano del campionato.

L’esordio della scuderia nel campionato NASCAR è previsto per la stagione 2021.

23XI sarà il nome della Scuderia di MJ & Co., in partnership con Toyota


2-CHARLOTTE HORNETS (PALLACANESTRO)

Beh, qui giochiamo in casa e probabilmente sarete piuttosto informati se state leggendo queste pagine.

Fondati nel 1998, gli Charlotte Hornets sono stati la prima franchigia della città a prendere parte ad una delle principali leghe professionistiche americane (NFL, NBA, NHL e MLB).

Quello che possiamo riportare se anagraficamente siete giovani e non potete ricordare nulla prima del 2000 è che la passione del pubblico per la squadra era qualcosa di travolgente, più di nove anni per 364 sell-out nell’arena concepita specificatamente per il basket più ampia nella NBA (al 100 Hive Drive) situata fuori dalla città, lo testimoniano.

“L’Alveare” per i fan, immerso nella natura, fu fatato fino al 1997. Un’immagine del vecchio Charlotte Coliseum palazzetto degli originali Charlotte Hornets e degli Charlotte Bobcats per la stagione 2004-2005. L’impianto è stato demolito nel 2007 e attualmente l’area giace inutilizzata.

Le cose iniziarono a cambiare però a fine anni ’90, quando problemi legati alla volontà della proprietà per la costruzione di un nuovo palazzo e uno scandalo a sfondo sessuale che travolse il fondatore e proprietario George Shinn, inclinarono i rapporti tra i fan e la proprietà.

Tale situazione compromise l’ambiente e portò i Calabroni a trasferirsi dalla stagione 2002/2003 a New Orleans.

La squadra attuale, invece, nasce dalla promessa della NBA di restituire un team alla Queen City.

“Rifondati” nel 2004, fino al 2014 sono stati i Charlotte Bobcats.

Dal 2014 in poi – con l’abbandono di NOLA del brand – la squadra è ritornata a chiamarsi Hornets, recuperando tutti i record e le statistiche originali sino al 2002 (qui potremmo discorrere lungamente sul pasticcio di entità e di valori dei record), anche se quella attuale è tutta un’altra squadra.

Michel Jordan, proprietario di maggioranza dal 2010, oltre ad aver riportato l’identità originale, sta cercando insieme al GM M. Kupchak, di instaurare una cultura vincente sul campo.

Visto il passato perdente di questi giovani Charlotte Hornets 2.0 il lavoro non è stato facile.

Proprio quando spiragli di luce incominciavano a intravedersi all’orizzonte però è arrivato l’infortunio fatale per la stagione di Ball.

Tra i giocatori più rappresentativi dei primi Calabroni citiamo Larry Johnson (ROY nel 1992), Dell Curry (miglior sesto uomo nell’anno 1994 e padre di Steph), Tyrone “Muggsy” Bogues (primo per numero di assist e secondo per minuti giocati) e potremmo andare avanti lungamente con Kendall Gill, Alonzo Mourning, Anthony Mason, Jamal Mashburn, Eddie Jones, Bobby Phills, David Wesley, ecc. mentre per quelli attuali Gerald Wallace (NBA All-defensive First Team nel 2010, ritirato) e Kemba Walker (leader per punti e minuti giocati) rappresentano le figure più iconiche sebbene non siano mancate altre figure di riferimento come Al Jefferson o Jeremy Lamb (chi non si ricorsa a Charlotte del suo buzzer beater game winner da oltre metà campo a Toronto?).

Diciamo che nemmeno la fantasia mancava ai primi Charlotte Hornets. Speriamo di avere presto anche una squadra spaziale…

Curiosità… Gli Hornets furono inseriti nell’Atlantic Division ma il secondo anno migrarono nella Midwest (con l’entrata di Orlando nel 1989) per passare poi alla Central, insomma, i Calabroni hanno girato varie divisioni e mi fermo qui per non sconfinare a NOLA.

A oggi sono inseriti nella Southeast Division.

Lega: National Basketball Association, Eastern Conference, Southeast Division

Arena: Spectrum Center

Capacità: 19.077 per il basket

Stagione regolare: da ottobre ad aprile

Mascotte: Hugo the Hornet

Prezzo biglietto: da $10 in su

Sul campo: per il campionato 2011-12 hanno stabilito un record negativo come Bobcats di 7-59 (stagione ridotta causa lock-out), ottenendo la peggior percentuale di vittorie nella storia della NBA (.106 %)

3-CAROLINA PANTHERS (FOOTBALL AMERICANO)

Fondati nel 1993 da J. Richardson e militanti dal 1995 nel campionato NFL sono la squadra con più seguito in città.

Dal 2018 hanno un nuovo proprietario in David Tepper che per quasi 2,3 miliardi di dollari ha comprato la squadra dal fondatore.

Il motto della squadra è “keep pounding”, tradotto in “continuare a martellare”, che è ispirato al discorso tenuto dell’ex giocatore Sam Mills prima della partita di playoff del 2004 contro i Dallas Cowboys.

Dopo ogni vittoria casalinga, allo stadio viene suonata la canzone di Neil Diamond “Sweet Caroline”.

La statua di Sam Mills fuori dal Bank of America stadium

La squadra vanta due apparizioni al Super Bowl durante le stagioni 2003-2004 e 2015-2016, ambo le finali però purtroppo non sono state felici, le L subite rispettivamente contro i New England Patriots (29-32) e i Denver Broncos (10-24) hanno privato le Pantere di un titolo a oggi soltanto sfiorato.

Attualmente il loro giocatore di punta è il running back C. McCaffrey, mentre tra ex si annoverano S. Smith (all-time receivingreceiving leader, ritirato), L. Kuechly (ritirato), G. Olsen (ritirato) e Cam Newton (all-time passing leader).

Lega: National Football League, NFC South

Arena: Bank of America Stadium

Capacità: 75.523

Stagione regolare: da settembre a dicembre

Mascotte: Sir Purr

Prezzo biglietto: da $50 in su

Sul campo: Dall’anno della loro fondazione (1995), i Panthers hanno disputato i playoff 8 volte.

4-CHARLOTTE KNIGHTS (BASEBALL)

Fondati nel 1976 a Baltimora e trasferitisi a Charlotte nel 1988, i Knights sono la squadra di baseball della Minor League della città “stranamente” affiliata ai Chicago White Sox della MLB.

Dal 2014 giocano le partite casalinghe al Truist Field in Uptown Charlotte (dal 1990 al 2013 la squadra giocava al Knights Stadium a Fort Mill nella Carolina del Sud, a poche miglia da Charlotte).

Dal 2021 parteciperanno al campionato di “Triple-A East”, che è il livello più alto della lega di MiLB.

Il logo utilizzato dai Charlotte Knights per la loro stagione inaugurale in Uptown Charlotte.

Lega: Minor League Baseball, Triple A East, Southeast Divison

Arena: Truist Field

Capacità: 10.200 spettatori

Stagione regolare: da maggio a settembre

Mascotte: Homer the dragon

Prezzo biglietto: da $15 in su

Sul campo: da quando è a Charlotte la squadra ha vinto 2 titoli (1993 e 1999)

5-CHARLOTTE CHECKERS (HOCKEY SU GHIACCIO)

Dal 2010 sono la squadra di hockey su ghiaccio dell’American Hockey League della città (dal 1990 al 1993 Capital District Islanders, dal 1993 al 2010 Albany River Rats).

Sono affiliati ai Florida Panthers, squadra della NHL.

Disputano i loro match casalinghi presso il ‘Bojangles Coliseum’, appena fuori città, ma fino al 2014 giocavano allo Spectrum Center (allora Time Warner Cable Arena).

Nella stagione 2018-2019, hanno vinto il loro primo titolo, la Calder Cup, battendo in finale i Chicago Wolves in cinque gare.

Non partecipano alla stagione 2020-2021 per problemi di sicurezza legati al COVID-19.

Il logo dei Charlotte Checkers

Lega: American Hockey League

Arena: Bojangles Coliseum

Capacità: 8.600

Stagione: da ottobre ad aprile
Mascotte: Chubby the bear

Prezzo biglietto: da$22 in su

Sul campo: la squadra ha segnato 22 punti in cinque partite in finale di Calder Cup contro i Chicago Wolves

6-SOCCER

Charlotte sin dal passato ha avuto una tradizione calcistica legata a squadre di leghe minori, come ad esempio i Carolina Lightnin’ fondati nei primi anni ’80 o gli Charlotte Eagle fondati nel 1991.

A partire dal 1994 la città si è candidata come frontrunner per ospitare una squadra di massima divisione, ma sempre senza successo.

Negli ultimi anni però, grazie allo sviluppo economico e demografico della città e con l’arrivo di nuovi investitori, Charlotte è stata finalmente selezionata per ospitare una squadra di calcio di MLS.

CHARLOTTE FC

David Tepper, già proprietario dei Carolina Panthers, nel 2019, con una spesa di quasi 325 milioni di dollari si è assicurato un expansion team di MLS.

La squadra si chiamerà Charlotte Football Club e prenderà parte al massimo campionato di calcio americano a partire dalla stagione 2022.

Il team, che a livello di settore giovanile ha un’organizzazione simile ad un club europeo, per la prima squadra al momento ha sotto contratto solo quattro giocatori e non ha ancora un head coach.

Lega: Major League Soccer

Arena: Bank of America Stadium

Capacità: 44.000 per il calcio espandibile fino a 75.523

Stagione: da febbraio a dicembre
Mascotte:

Prezzo biglietto:

Sul campo: tra i quattro giocatori sotto contratto, spicca il centrocampista spagnolo Sergio Ruiz, temporaneamente militante al Las Palmas in seconda divisione in Spagna.

CHARLOTTE INDIPENDENCE

Dal 2014 è la squadra di calcio che partecipa al campionato della United Soccer League, una categoria inferiore rispetto alle MLS.

Disputano le proprie partite casalinghe presso l’American Legion Memorial Stadium nel quartiere Elizabeth a Charlotte.

Sullo stemma del club compare il numero 1775, anno nel quale è stata firmata la dichiarazione d’indipendenza di Mecklenburg e, sul dorso di un cavallo, è rappresentato il capitano James Jack, colui che avrebbe trasportato il documento a Philadelphia.

Il logo dei Charlotte Independence

In suo onore, il soprannome della squadra è proprio “the Jacks”…

Una vista dell’American Legion Memorial Stadium


Lega:
United Soccer League

Arena: American Legion Memorial Stadium

Stagione: da febbraio ad ottobre
Mascotte: Captain James Jack

Media spettatori: 1,659

Prezzo biglietto: da$15 in su

Stat: dal 2014 la squadra ha partecipato tre volte ai playoff (2016, 2017, 2020)

7-UNC CHARLOTTE 49ERS E DAVIDSON WILDCATS

Tra le università vicine a Charlotte o in essa – oltre alle famose Duke, North Carolina a Chapel Hill e North Carolina State a Raleigh -, due quelle più conosciute a livello sportivo sono la University of North Carolina a Charlotte e il Davidson College nell’omonima cittadina.

Entrambe hanno squadre sportive di diverse discipline che militano in tornei di Divison I della NCAA.

Per i primi la squadra più famosa sono i Charlotte 49ers di football.

Per i secondi invece, la squadra di punta è quella di basket dei Wildcats.

Tra le fila dei “Gatti Selvatici” militò un certo atleta che diede risalto al college, probabilmente conoscerete un certo Stephen Curry…

Un giovanissimo Steph Curry in maglia Davidson

8-LACROSSE, RUGBY E TENNIS

La pratica del Lacrosse a Charlotte ha una breve storia, ma è in forte crescita grazie alla formazione di due squadre professionistiche nel 2012.

Una sono gli Charlotte Hounds, che partecipano al campionato di Major League Lacrosse.

I “Segugi”, però, non hanno disputato le ultime due stagioni a causa della riqualifica dello stadio e del cambio di proprietà.

Il loro rientro è previsto per la stagione 2021.

La seconda sono gli Charlotte Copperheads che militano nella Professional Lacrosse League e giocano una versione indoor di questo sport.

Il logo degli Charlotte Hounds

Ora, se vi state chiedendo cosa sia il Lacrosse, sport poco diffuso in Italia, possiamo dire che quello attuale è una modifica francese di metà ottocento sulla base di uno sport antico degli amerindi chiamato “Baggataway”.

A guardarlo oggi sembra uno sport che fonde football americano (per via delle protezioni, specie nel maschile), hockey per via di alcuni disegni sul campo e per il fatto che si possa girare dietro la porta, il tennis per via dello strumento di gioco e calcio per il campo, la porta e le dinamiche e la porta anche se quadrata.

In origine questa pratica era anche utilizzata dai nativi americani per risolvere eventuali dispute.

Gli “indiani” moderni sono ancora molto legati a questa pratica che unisce sport e tradizione tanto che la federazione internazionale ha autorizzato che essi possano partecipare alle competizioni internazionali unendosi sotto un’unica bandiera.

La nazionale irochese non ha ancora vinto un titolo ma rimane tra le più forti nel panorama internazionale.

Nella NCAA nel maschile i titoli vinti da North Carolina sono 5, quelli di Duke 3.

Un’immagine solare di questo sport che, pur modificato, si perde nel mistero culturale ancestrale dei nativi americani.

Nella NCAA Division I Woman’s Lacrosse (Championship), invece, Maryland è squadra di antiche tradizioni e vanta 14 titoli compreso l’ultimo nel 2019 che la pone come campione in carica ma nelle ultime annate si è affacciata North Carolina capace di raggiungere per tre volte la finale (trovando sempre Maryland) e di imporsi per ben due volte con la vittoria mitica del 2013 dopo 3OT.

L’Università di North Carolina ha ricostruito l’emozionante giornata che ha dato il primo titolo a una squadra del N.C. in ambito femminile.

Charlotte è anche la casa di una delle più vecchie associazioni rugbistiche della Carolina del Nord, il Charlotte Rugby Club, fondato nel 1971 con sede nello Skillbeck Athletic Grounds a Coulwood, un quartiere a nord-ovest della città.

Nella parte sud della stessa, invece, all’interno del Renaissance Park, è situato il più grande impianto sportivo pensato per il tennis nella Queen City, il Jeff Adams Tennis Center che vanta ben 13 campi da gioco.

9-EVENTI SPORTIVI

Come in tutta la Carolina del Nord, anche la zona di Charlotte è piena di campi da golf.

Il PGA Tour si ferma in città una volta l’anno a maggio per il Wells Fargo Championship al Quail Hollow Club (tra i vincitori si annoverano Rory McIlroy e il famoso Tiger Woods).

Nell’agosto del 2017 il club ha ospitato il PGA Championship, uno dei quattro eventi del grande slam di golf.

Un momento del Wells Fargo Championship al Quail Hollow Club nel 2019

Il Duke’s Mayo Bowl invece è una sfida molto sentita di football a livello collegiale disputata tra una squadra della ACC e una della SEC o Big Ten.

Si gioca dal 2002 a dicembre al Bank of America Stadium è attrae in città decine di migliaia di tifosi.

Nel corso degli anni ha cambiato nome in base all’azienda che sponsorizzava l’evento. Originariamente era conosciuto come Queen City Bowl.

Fino al 2020, Charlotte ha ospitato presso lo Spectrum Center le finali di basket del torneo collegiale CIAA (una seconda divisone della NCAA).

Per il triennio 2021-2023, dopo 15 anni, le fasi finali del campionato si trasferiranno presso la città di Baltimora, causando alla Queen City una perdita economica non indifferente (nel 2018 si è calcolato che l’impatto economico del torneo per la città è stato di 50 milioni di dollari).


10-MENZIONI SPECIALI

Spostandoci dalla città di Charlotte ma rimanendo tra i confini della Carolina del Nord, impossibile non citare la grande tradizione cestistica che lo Stato ha a livello collegiale (Duke, North Carolina e North Carolina State ne sono solo alcuni principali esempi già accennati in precedenza).

Per ampliare questo panorama, rimando al blog Rotazihornets nel quale, attraverso vicende personali, Riccardo Pratesi, giornalista della Gazzetta dello Sport, parla a ruota libera in maniera più dettagliata sull’argomento:

http://hornets.playitusa.com/uncategorized/north-carolina-basketball-more/

Altra citazione va fatta per i Carolina Hurricanes, franchigia della NHL con sede a Raleigh (dal 1972 al 1979 New England Whalers, dal 1979 al 1997 Hartford Whalers).

Nel 2006 vinsero la loro prima ed unica Stanley Cup battendo in finale gli Edmonton Oilers in sette gare.

Questo fa di loro l’unica squadra della Carolina del Nord ad aver conquistato un trofeo tra le quattro leghe principali americane.

Un fotogramma dei festeggiamenti per la vittoria della Stanley Cup nel 2006 immortala i Carolina Hurricanes.

Concludendo possiamo affermare che il panorama sportivo a Charlotte negli ultimi trent’anni è cresciuto sia in termini di offerta, che di fruibilità.

Impensabile ovviamente raggiungere i numeri dei “big market”, ma la fan base delle diverse squadre pare piuttosto solida, come dimostrato dall’immagine sottostante.

L’aspetto fondamentale sarà quello di mantenere una certa competitività dei team, sia per rafforzare ancora di più il rapporto tifoseria/città, sia per evitare un calo di pubblico che potrebbe portare a quelle ricollocazioni micidiali negli States che snaturano e disintegrano la sostanza della squadra originale come già successo in passato, non solo a Charlotte.

Altro obiettivo è quello di portare il primo titolo nazionale in città.

L’impresa spetta a Hornets e Panthers e se per ora l’impresa appare lontana: “Sognare fortunatamente, non costa niente.”

La media spettatori delle principali squadre professionistiche della città per la stagione 2019

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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