Flash News – Operazione MKG

Gli Charlotte Hornets hanno fatto sapere che Michael Kidd-Gilchrist ha subito un intervento chirurgico andato a buon fine alla zona inguinale dove il giocatore accusava uno stiramento cronico.

Michael Kidd-Gilchrist #14.
Copyright 2017 NBAE (Photo by Barry Gossage/NBAE via Getty Images)

Kidd-Gilchrist dovrebbe riprendersi completamente ed essere disponibile per l’inizio del training camp della squadra a settembre.

Un giocatore sfortunato che il 3 ottobre 2015 aveva già subito un grave infortunio alla spalla durante una partita di preseason a Orlando.

Il rientro a metà annata fu caratterizzato da un fuore agonistico che esaltava un paio delle sue caratteristiche primarie, l’energia e l’esplosività ma dopo sette partite un altro infortunio lo tolse di mezzo.

A oggi MKG (seconda scelta al Draft dietro Anthony Davis) è un giocatore che non disdegna di gettarsi su palloni impossibili e ha iniziato a provare con discreti risultati anche il tiro da fuori (completamente assente in passato) ma ha perso un po’ di quello smalto difensivo che gli era dato dall’esplosività.

Tornando a oggi… la procedura è stata eseguita dal Dr. William C. Meyers del Vincentian Institute di Philadelphia.


“Il Re Leone” (un soprannome che ha per via di quando era solito guardare con il padre da piccolissimo il cartoon prima che il genitore fosse purtroppo ucciso in una sparatoria per strada quando Michael aveva solamente 3 anni) non ha ancora fatto sapere se intende esercitare la propria player option per rimanere a Charlotte ma indicativamente, analizzando i fattori di mercato, tutto fa pensare che il numero 14 firmerà per Charlotte come d’altro canto avevano già fatto sapere Marvin Williams e Bismack Biyombo, due giocatori dai contratti superiori al valore qualità/prezzo che per questo motivo (ed altri) fanno fatica ad avere mercato.

MKG ha giocato 64 partite durante la stagione 2018719 con tre da starter e ha avuto una media di 6,7 punti e 3,8 rimbalzi in 18,4 minuti a partita.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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