Game 11: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 117-119

Intro

27 gennaio 1994,Saint Michel (Barbados), per la Caribbean Cup (stiamo scrivendo di calcio) la nazionale locale sfida Grenada.

Siamo in girone eliminatorio da tre squadre e siamo giunti all’ultima partita.

Barbados esordisce male perdendo con Porto Rico 1-0.

Nella seconda sfida Grenada al supplementare si impone su Portorico 2-0.

Porto Rico al momento sarebbe out (passa solo la prima) e nella terza sfida a Barbados non basta agganciare le altre due squadre a tre punti ma deve vincere almeno 2-0 per aver la miglior differenza reti.

Barbados effettivamente segna due reti, ma a sette minuti dal novantesimo Grenada trova la rete che eliminerebbe la nazionale gialloblu.

Scoramento totale per la nazionale tridentina, tuttavia passano quattro minuti e arriva un’altra rete segnata da Barbados.

Sarebbe tutto normale se la porta non fosse proprio quella di Barbados e se l’autorete non fosse stata fatta volontariamente.

Eyre Sealy, decide di sparare una mina nella propria porta dopo essersi passato la palla per un po’ con Horace Stoute, il portiere. 2-2…

Come avrete intuito, il regolamento della competizione non prevede il pareggio nei 90 minuti nella fase a gironi ma non avrebbe senso far pareggiare i rivali (qualificatissimi anche con l’1-2) ed essere eliminati piuttosto che tentare di segnare segnare una rete nei minuti restanti.

Il discorso è che chi ha creato il regolamento (vorrei conoscerlo) in realtà è un pazzo criminale, il quale ha pensato che come nel basket attuale (un tempo c’era e anche in qualche andata di coppa) non solo non ci debba essere il pari ma nei supplementari vi dovesse essere un golden goal, in più, siamo alla follia, che valesse anche doppio.

Va da sé che con 30 minuti ipotetici a disposizione Barbados potesse tentare l’arrembaggio per la rete della qualificazione…

Mancano 3 minuti, ma siccome nemmeno dall’altra parte sono fessi, ecco che il capitano di Grenada pensa di imitare i rivali per perder 3-2 e qualificarsi.

A questo punto va in scena il delirio perché i giocatori di Barbados capiscono tutto e si mettono a correre come disperati per difender due porte.

Alle porte del surreale nessuno ci capisce più nulla, altro che 5-5-5 di caniana memoria…

In poco più di tre minuti Grenada non segna e si va al supplementare dove Barbados, riuscendo a segnare il golden goal aggancia la qualificazione trasformando il risultato in 4-2…

Vi ho raccontato questa storia assurda quanto reale perché mi viene da chiedere quanto vogliano vincere due squadre che hanno qualche elemento futuribile ma che devono aggiunger pezzi tramite il prossimo Draft…

Vedremo che andrà a succedere…

Analisi

Estremi

Prima sconfitta che fa male su una partita alla portata in una gara veloce che Charlotte non è riuscita a gestire ma solamente a correre e rincorrere.

La solita gara assurda degli Hornets partita male, volta al meglio a metà terzo quarto quando sul 79 pari i Calabroni con un parziale di 12-0 sembravano poter navigare nel mare della tranquillità invece un parziale di 10-0 pro Grizzlies e l’inconsistenza delle scelte d’attacco per la prima parte dell’ultimo quarto ha prodotto un +10 degli avversari che hanno trovato una gran serata da fuori con Guduric (ennesimo imprevisto “eroe” contro) e hanno sfruttato meglio il pitturato dove Charlotte fatica atavicamente da anni ma Howard non era buono secondo i detrattori…

Il recupero nel finale prodotto dalle guardie Hornets (Rozier, Monk e Graham) è un mezzo miracolo ma a far la differenza arrivava Morant che praticamente segnava un buzzer beater a 7 decimi dalla fine.

Bene gli Hornets nello sfruttare i punti dalle transizioni ma la tendenza a commetter pochi falli (12 vs 21 con un 15/19 per Charlotte dalla lunetta contro il 6/9 avversario) in area legittima gli avversari a trovar facili appoggi e punti che alla fine si rivelano letali.

Un netto fallo di Brooks su Miles nell’ultimo quarto avrebbe potuto darci il -5 prima di incassare dall’altra parte immediatamente il -10, episodi a favore e contro da rivedere ve ne sono stati ma questo francamente è parso così netto che anche tutto il pubblico accortosi del misfatto ha fischiato.

La recriminazione maggiore però è per una squadra che si è dimostrata inconsistente ancora una volta nel crunch time.

Se Miles e Zeller hanno fatto il loro senza brillare, P.J. Washington è apparso molto offuscato sbagliando un facile appoggio nell’ultimo quarto rivelatosi fatale.

Sotto a rimbalzo 35-45 e minimamente negli assist (27-32 compensato dai liberi), bene nei TO con 15 contro 22 ma difficile vincere se nelle aree sensibili lasci alte percentuali agli avversari che dal campo hanno tirato con il 53,3% contro il pur alto 48,9% degli Hornets con un 48,6% da tre per i Grizzlies contro il 43,2% di Charlotte.

Gli estremi insomma sono stati fatali per gli Hornets, il problema è che solitament sono le zone che vengono più usate dagli attacchi avversari e non aver contraerea degna (Biyobo altra stecca) diventa pesante…

Terry Rozier ha trovato finalmente una gran serata oscurando un po’ anche Graham che ha disputato la sua onesta gara agganciano anche il pari prima del canestro finale che ci costa la quarta sconfitta consecutiva con all’orizzonte i Pistons allo Spectrum Center tra due giorni.

La partita

Starting Five

Morant (23 pt.), Dillon Brooks (15 pt.), Crowder (3 pt.), Jaren Jackson Jr. (16 pt.) e Valanciunas (18 pt. e 13 rimbalzi) per Memphis. Dalla panchina Guduric con 17 punti trova il suo career-high e Brandon Clarke chiuderà a 13 davanti ai 9 di S. Hill.

Charlotte soffriva l’assenza di Bacon per un ginocchio dolorante cambiando quintetto: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

1° quarto:

Partita subito dal ritmo velocissimo con i primi due minuti e mezzo tutti di marca Grizzlies: Valanciunas correggeva in tap-in una tripla fallita da Crowder e successivamente su una second chance metteva dentro correggendo sé stesso, in più sulla linea di fondo destra arrivava come un treno Jaren Jackson Jr. per una schiacciata…

P.J. Finalmente riusciva a bloccare Valanciunas ma era lo stesso Washington a mancare una tripla, finiva così per segnare D. Brooks da tre portando su un pesante 0-9 la partita.

Borrego lasciava giocare e a 9:31 Graham passando oltre un blocco centrava il canestro con un pull-up dall’angolo sinistro dell’area.

Graham era bravo a stoppare anche Morant ma su un passaggio sbagliato di Rozier sulla transizione doveva lasciare il passo all’avversario che palleggiando portava la palla dietro la schiena depositando in uno contro uno il 2-11.

A 8:38 un open 3 di Miles dimezzava quasi lo scarto ma dall’altro lato gli Hornets non riuscendo ad arrestare i rivali continuavano a incassare: Valanciunas spingeva dentro una palla lanciata da Morant appena oltre l’orizzonte dell’anello ma di buono c’era che gli Hornets colpendo da tre riuscivano a mangiare un po’ di gap, in questo caso con Graham a 8:03 con un catch n’shoot dalla sinistra (8-13).

Valanciunas era stoppato da P.J. Ma il baltico era magnetico e recuperando la sfera si rifaceva con due punti.

Un semigancio di Cody e un jumper dalla media di Brooks alzavano il punteggio ma era una tripla di Zeller a ridurre lo scarto, così sul 13-17 arrivava il primo time-out per Memphis.

Non serviva la pausa a romper il ritmo degli Hornets che si avvalevano della tripla di Rozier per andare sul -1 a 5:53 e anche se Clarke da sotto restituiva un +3 agli ospiti, Charlotte passava avanti con i canestri di con un classico pullup da campetto al vetro di Rozier e un tre punti dello stesso a 4:13 per il 21-19.

Secondo time-out per Memphis e pari che arrivava a 3:20 per opera di Clarke che arrestandosi sotto faceva saltar via due Hornets in ritardo per depositare il canestro del pareggio.

A 2:48 con una tripla di Hill i Grizzlies scollinavano per il nuovo vantaggio (21-24) ma Marvin con due liberi ci lasciava in scia.

Martin recuperava due sfondamenti consecutivi (Clarke e Anderson) e su due palloni persi da Valanciunas arrivavano due fughe in transizione chiuse entrambe da Monk, la seconda in alley-oop per il 27-24.

Una terza palla persa malamente a centrocampo su Biz consentiva al congolese di esser lanciato in transizione per la schiacciata del 29-24 (i Grizzlies ci superavano qui nei TO: 6-7).

Anderson chiudeva il veloce quarto con i punti del 29-26.

2° quarto:

Era Monk ad aumentare il suo bottino dalla linea, Ja Morant in appoggio e ancora due FT per Monk, questa volta splittati.

S- Hill da tre silurava la difesa di Charlotte per il 32-31 ma Monk con un runner fluttuante faceva il suo mestiere di scorer mentre per imitazione Cody Martin in entrata resistendo all’onesto contatto in chiusura ritardava il tiro ma segnava ugualmente.

A far rientrare i Grizzlies erano un passaggio volante in corsa di Morant per Anderson che spingeva dentro la palla tramite il vetro.

Tecnico per proteste a Monk (il piede era effettivamente sul bordo del semicerchio) e azione da tre punti che faceva da trampolino da lancio per la tripla sorpasso dalla mattonella diagonale sinistra di Hill (36-37).

Time-out Charlotte a 9:36 e quarto che si apprestava ad esser da montagne russe: Martin cambiava la squadra leader recuperando il rimbalzo offensivo e due liberi,Morant in entrata e la tripla di Jackson a 8:40 valevano il 38-42, un tap-in di Zeller sulla drive mancata di Bridges e poi il tiro vincente da fuori di Brooks con i Grizzlies ormai bravi a capire che gli Hornets si stavano chiudendo verso il pitturato.

Due liberi di Cody a 7:31 valevano il -3 ma Morant in entrata combinava un numero facendo sparir palla all’inseguitore Zeller e lasciando lì un paio di avversari per un appoggio in traffico più FT (poi mancato).

Rozier perdeva un pallone incartandosi ma si rifaceva a 6:26 con una tripla dalla diagonale destra e a 5:57 ancora ma questa volta da sinistra per il 48-47 con un 4/4 da 3 punti…

Jackson rispondeva con la bomba ma a 5:13 Monk a destra del ferro, sull’alzata volava per un alley-oop potente a una mano giungendo a quota 100 (50-50).

Era ancora Jackson, dall’angolo destro, a colpire da tre punti con la squadra di Jenkins ormai sul 6/9 da fuori nel quarto, poi Rozier commetteva il primo errore al tiro in entrata ma rifacevacendosi poco dopo in banker.

Gli Hornets si riprendevano il vantaggio sul 55-53 ma una bomba del serbo Guduric, piuttosto tranquillo sino a quel momento invertiva la rotta e dava il là al balcanico per il proseguo.

Bridges invertiva il team leader con due FT a 1:56 ma Valanciunas segnando per i suoi nel pitturato (8-22 nella statistica) restituiva il vantaggio agli ospiti.

A 1:22 per Graham dal corner destro c’era il suono del cotone, tre punti per il 60-58 che consentivano di chiudere avanti il primo tempo, anche perché una put-back dunk di Bridges con le ali di Mercurio oscurava tutti gli altri giocatori…

Due punti per parte e la bomba di Brooks nel finale ed eccoci al divertente, serrato quanto alto 64-63 del primo tempo…

3° quarto:

Tripla di P.J. In avvio con la quale segnava il 60% dei suoi punti in serata e replica di Crowder.

Morant a 10:58 con la tripla trascinava avanti i Grizzlies ma Graham fintando da tre e poi avvicinandosi per un free pull-up dal mid range impattava a quota 69.

Da una transizione nasceva la tripla di Rozier da destra, Brooks andava oltre un piantato P.J. Washington con il floater poi Rozier in appoggio continuava lo show mettendo dentro il 74-71.

Morant riduceva di due ai liberi ma a ):00 esatti il 3 pt. catch n’shoot di Graham ci dava il +4.

Scarto dimezzato per i Grizzlies con Valanciunas da sotto ma Rozier in floater trovava il season high (25 punti) prima del jumper dalla baseline destra in separation di Brooks, l’appoggio di Morant e della penetrazione con scoop più fallo di Graham per tre punti provvidenziali (82-79).

A 5:40 Cody si ritagliava lo spazio per l’appoggio al vetro e a rimorchio in corsa riceveva da Monk per l’appoggio in cambio mano (86-79).

A 4.52 Zeller commetteva fallo su Anderson che si feriva sotto il ginocchio, fasciatura e due liberi mancati così a 4:25 Rozier colpendo da tre su Hill ci portava sul +10 (89-79).

Rozier con l’alzata mandava a bersaglio in alley-oop anche un P.J. Washington piuttosto anonimo sino a quel momento.

12-0 di parziale per il 91-79 ma la spallata non arrivava perché una dunk di Clarke lo arrestava ma soprattutto Guduric non era arrestabile da Monk o da altri giocatori intorno.

Il serbo mettendo due triple in serie a 1.57 riportava sul -4 (91-87) la squadra del Tennessee poi da una persa di Martin era ancora lui a esser lanciato in transizione per depositare il -2.

Monk a 1:14 da tre punti interrompeva il contro-parziale di 10-0, Clark appoggiava facilmente sulla palla servita ma Malik in corsa era troppo lesto per i difensori e appoggiava il 96-91.

Guduric faceva in tempo a scappare a Malik prendendosi anche il libero giungendo a 11 punti in 4 minuti per il 96-94…

4° quarto:

Ja Morant servito in back-door sulla linea di fondo pareggiava con la dunk sparata, marchio di fabbrica ma era ancora l’ispirato Guduric a portar sopra i blu a 11:08 a mezzo tripla.

Gli Hornets farfugliavano un basket offensivo che si mostrava inconsistente mentre dalla parte opposta Valanciunas realizzava sulla baseline sinistra, Morant ne aggiungeva quattro finendo in teardrop per far lacrimare gli Hornets sul 96-105.

Bridges passava oltre il Collina schiacciando a una mano rabbiosamente e a 7:35 Cody nel pitturato aspettando il passaggio dei lunghi europei di fronte a lui (Guduric e Valanciunas9 trovava il modo di schiacciare con il giusto tempismo.

Un floater di Clarke lasciava attardati gli Hornets che dopo un appoggio corto di P.J. subivano pure un canestro di Valanciunas a 6:13 per il -9.

Un fing and roll di Rozier e una stoppata di Monk su Jackson ai 24 provavano a ridestare speranze sopite ma a Bridges non era chiamato un fallo netto così Clarke da tre infilava il +10 (102-112).

Rozier da tre pareggiava il suo career-high a 33 punti, Clarke da tre segnando aveva il tempo per amico, Bridges si rifaceva colpendo anch’esso per il solo cotone da oltre l’arco e Monk in floater a 1:20 tentava di riportare in gara gli Hornets tornati sul -5 (110-115).

Sulla pressione alta di Charlotte Jackson andava in coast to coast trovando il contatto con Zeller e due liberi a segno.

Bridges a 1:02 agguantando un rimbalzo offensivo depositava due punti poi toccava a Malik in penetrazione segnare il -3.

Morant si incaponiva sulla linea di fondo sbattendo su Zeller, per gli arbitri era fuori e Charlotte andando a prendersi la tripla con Graham rischiava ma funzionava…

Pari a :22.7.

Time-out Memphis che non dava poi in realtà grandi idee di gioco di squadra, palla a Morant che se la vedeva da solo e lo faceva bene: passato Martin in salto sotto canestro, stretto da Bridges e Zeller, cambiava mano per depositare oltre i due.

Ja ci metteva 22 secondi lasciando le briciole (7 decimi) sul cronometro.

Sulla rimessa la palla finiva a Rozier sul lato sinistro che voltandosi pescava il ferro sul tentativo di tripla vincente che probabilmente sarebbe stata comunque annullata perché la palla partiva con una frazione di decimo di troppo.

Le pagelle

Terry Rozier: 7,5

33 pt., 5 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. 13/21 al tiro, 7/12 da tre punti, +15. I 5 TO son tanti e un paio evitabili se non fosse così cocciuto almeno ma nel complesso è una gara più che positiva con 33 punti che eguagliano il suo massimo in carriera. Prova a trascinare Charlotte partendo con un 4/4 da tre. Sembra in ritmo, segna e ci riprova, fa bene anche sfornando assist come quelli per gli alley-oop di Monk e Washington, recupera anche 5 rimbalzi, che per un piccolo in proporzione a quelli raccolti, non sono pochi.

Devonte’ Graham: 7

19 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. 7/19 al tiro con 4/10 da fuori. Il plus/minus di -11 però è negativo, un po’ per colpa delle rotazioni, un po’ perché nell’ultimo quarto manda a vuoto un paio di triple e in difesa non è sempre formidabile per usare un eufemismo. Nel complesso non ha le polveri bagnate, si vede che sa come segnare e agguanta anche il pari a mezzo tripla a :22.7 dalla fine. Anche per lui 5 TO lanciato da titolare al posto di Bacon, infortunato.

Miles Bridges: 6,5

14 pt., 4 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/11, nessun TO. Da la carica nel finale ai compagni e gli arbitri commettono lo scempio per una mazzata di Brooks sulle sue braccia non fischiata. Una dunk rabbiosa sfuggendo a Hill e una tripla per 5 punti pesanti. Uno che non si è dissolto nel crunch time. Deve dare di più a rimbalzo difensivo mentre negli assist si distingue.

P.J. Washington: 4,5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 2/7 dal campo con un ¼ da fuori. Inconcludente e poco deciso. Brutta prova per P.J. Washington che il poco più di 26 minuti racimola solo 5 punti e due in alley-oop grazie a Rozier. Rimbalzi questi sconosciuti per uno che lì sotto dovrebbe aiutarci parecchio. Il buon blocco portato sull’esterno sinistro che consente a Rozier di fintar dietro e poi staccarsi per la tripla è ben fatto ma è poca cosa. Da titolare, anche se rookie deve farsi vedere di più ed esser coinvolto ma mi pare che ultimamente prenda troppe iniziative che non hanno ritmo e sbaglia un appoggio nell’ultimo quarto troppo facile per esser mancato.

Cody Zeller: 6

16 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 6/8 dal campo, ¾ ai liberi. L’unico che spende qualche fallo, anche perché lì sotto è solo fondamentalmente. Ha dei brevi buoni momenti offensivi e in avvio aggiunge una tripla alle personali stagionali. Pur non essendo un fenomeno mette su discrete cifre ma nessuna stoppata non avendo il tempismo per trasformare la verticalità in utile blocco. Lo si vede sull’ultima azione quando fa da colonna per Morant che lo beffa appoggiandogli la sfera sotto il braccio.

Malik Monk: 6,5

20 pt., 8 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. L’assenza di Bacon gli regala più di 29 minuti sul parquet, così finisce con un 8/13 al tiro tra entrate in appoggio, floater e triple. Repertorio variegato che serve a disorientare la difesa avversaria. Spesso in ritmo riesce a coordinarsi bene per chiudere a canestro. Sarebbe una seratona se non fosse per il risultato e per il fatto che non riesce a controllare Guduric ma lì la colpa è di Borrego che avrebbe dovuto riequilibrare il quintetto. Riesce a stoppare ai 24 Jackson sulla sinistra aspettandolo…

Marvin Williams: 5

2 pt., 3 rimbalzi, 1 assist in 13:09. 2/4 ai liberi e 0/1 da fuori ma la sensazione è di una lentezza disarmante nel fast pace, tanto che se avessi giocato io in serata avrei fatto probabilmente meglio. Nel suo periodo sul parquet il plus/minus è di -10 anche se almeno qualche rimbalzo lo prende.

Bismack Biyombo: 5

2 pt., 2 rubate. -14 durante la sua permanenza sul parquet e a parte la dunk appesa non si ricorda per altro di positivo in 12:06. Non prende un rimbalzo e a coordinarsi è più lento di Platinette al trucco (vedi air-ball di Martin). In differita difensiva anche in questa partita. Dispiace perché servirebbe tanto la presenza di un difensore costantemente valido nel pitturato…

Cody Martin: 5

6 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 4/4 ai liberi ma l’1/5 dal campo con errori non di misura ma grossolani dimostra che non ha ancora un tiro affidabile, per di più se ci prova anche da fuori (0/4). Meno efficace in difesa, non ce la fa a contener Morant sull’ultima azione ma era dura, tuttavia anche in altre occasioni mi è parso meno brillante.

Coach James Borrego: 5

Interseca un quintetto che nell’ultimo quarto non ci capisce molto. Provare 5 minuti MKG è chieder troppo? Avrebbe avuto più esperienza su Morant nel finale e probabilmente, nella povertà difensiva di Charlotte avrebbe potuto dare una mano ma è scomparso come Hernangomez dalle rotazioni (lo spagnolo ci ha messo del suo). Squadra giovane con saliscendi importanti. Vero è che raggiungiamo il pari grazie a triple ma gli avversari tirano meglio da lì e l’ostinazione di tentar di colpire da fuori è quell’arma a doppio taglio che puoi usare quando hai le capacità e le situazioni per farlo. Oggi si poteva andar più dentro con i Grizzlies…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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