Game 11: Charlotte Hornets Vs Washington Wizards 100-108

Richards tenta di fermare Kuzma ma Charlotte cade ancora in casa.

Altra nuova e rovinosa caduta per Charlotte che dopo una partita giocata punto a punto, seppur con molta fatica, cede di schianto nel finale – dove l’attacco si impasta – un’altra volta come capitato contro Brooklyn.

Non bastano agli Hornets il 70-58 ottenuto nel pitturato o il 24-14 da second chance, con una partita di “borreghiana memoria”, il 5/32 da fuori (15,6%) da brividi condiziona pesantemente una squadra che pare aver perso automatismi e fiducia in assenza di Gordon Hayward.

Nonostante Beal non ci sia per Washington, oltre a trovare punti nelle mani di Kuzma (20) e Porzingis (19), i capitolini trovano un Goodwin da 7/7 dal campo per un totale di 17 punti e un Hachimura di supporto a 16…

Non bastano i 25 punti di P.J. Washington Jr. (curioso il passivo da -27 in plus/minus) ed i 20 di Oubre Jr., Rozier ne mette 19 ma con un 1/9 da tre, Smith Jr. dal campo fa un disastroso 1/11 anche se 10 assist, 6 rimbalzi e 3 stoppate per un piccolo non sono di poco conto.

La difesa individuale ha sicuramente pecche di esperienza (52,5% per Washington dal campo anche se con un povero 19/30 dalla lunetta che non ci è bastato per sopravvivere) – vedi Bouknight che commette inutili e disastrosi falli in situazioni nelle quali sarebbe meglio lasciar correre o Rozier sul quale nell’ultimo quarto sparano un paio di volte dal mid range per una semplice questione di cm a sfavore – e talvolta non ottimizza palloni recuperati perdendoli e perdendosi banalmente ed ecco fiorire ottime cose per vedere subito dopo, magari, lo stesso giocatore commettere un TO o un facile errore (vedi Richards).

La soluzione Smith Jr./Maledon non ha prodotto nulla, il francese, sul parquet per poco più di 5 minuti, intervallati, per dare respiro alle brevi pause di Rozier, è rimasto avulso dal gioco.

Tra i lunghi Richards (deciso con buoni inserimenti ma anche a volte troppo facile da fermare da sotto quando è fermo) ha piazzato un paio di stoppate ed è stato molto attivo come Plumlee che ha catturato 10 rimbalzi, ben 7 offensivi ma in attacco e in difesa ha evidenti limiti per una squadra che cerca di giocare in transizione, avere un centro che influenzi tiri e apra il contropiede sarebbe più letale ma al momento questo passa il convento.

Riassunto partita

Alla disperata ricerca di una vittoria che restituisse un minimo di morale (specialmente se ottenibile in casa), dopo aver incassato 4 sconfitte consecutive, i Calabroni trovavano i Wizards contro i quali hanno ottenuto 9 vittorie di fila casalinghe ma si capiva immediatamente che rispettare i pronostici non sarebbe stato facile.

In una partenza da 4/4 per gli ospiti intervallata dai canestri in post alto dx di P.J. Washington (bel turnaround) e di Rozier (floater), la prima pezza la metteva Dennis Smith Jr. che stoppava M. Morris prima che gli Hornets raggiungessero il pari con una palla strappata da Plumlee – da ninja – a rimbalzo ad Avdija e il two and one di Oubre Jr. (9-9).

Charlotte prendeva il primo vantaggio con lo stesso Tsunami Papi (11-10) ma tornava presto a soffrire nonostante l’entrata di Richards che con due rapide azioni ravvicinate riportava sul 15-16 la partita.

Nel finale la panchina di Charlotte – impreziosita da Rozier – produceva solamente tre punti contro i 10 avversari ed il primo quarto si chiudeva sul -8 (18-26)…

L’avvio seconda frazione era disastroso: passi di Bouknight che passeggiava con palla in mano, fallo dello stesso James su Kispert per un two and one e la situazione non peggiorava di molto solo perché in lunetta Kuzma infilava un 1/3 dopo esser stato toccato da uno sciagurato close-out di Thor ben dopo l’errore al tiro.

18-30 ritoccato dal lob di Thor per McDaniels che in transizione a 10:04 realizzava il 20-30.

Il sottomarino Hornets rialzava il periscopio nel finale quando gli ospiti, non trovando più il bandolo della matassa offensivamente parlando, concedevano a Charlotte il vantaggio a 3:29 (schiacciata di Kelly con manata in faccia di Gill) sul 37-36 e con una tripla frontale di McDaniels (40-38) arrotondata dai ferri.

Il nuovo pari Wizards era rotto prima da Rozier a 2:23 con veloce pull-up (42-40) e poi da un paio di giocate di Oubre Jr. (baseline drive assistita con potente reverse dunk + reverse layup) così, in un primo tempo dal basso punteggio, gli Hornets si tenevano in linea di galleggiamento chiudendo avanti 48-46.

Iniziava battagliando anche il secondo tempo; Washington riprendeva il vantaggio ma Oubre Jr. prima e P.J. Washington poi, separavano leggermente la partita grazie ad una tripla scagliata a testa (60-56) ritoccando il pessimo 1/13 di squadra da oltre l’arco del primo tempo.

La partita rimaneva lì però, tra sorpassi e contro-sorpassi si vedeva Richards stoppare Hachimura in seconda battuta e McDaniels segnare in transizione andando a battere anche un libero (mancato insieme all’auto-correzione) per fallo di Porzingis (68-67) e Gafford subire una manata di McDaniels che facendo rimbalzare la palla sul parquet la vedeva inabissarsi beffardamente nel proprio canestro.

Affondato anche il libero, la squadra di Clifford tornava sotto di due punti.

Gli ultimi 5 punti dei Wizards erano a firma Hachimura e i capitolini staccavano a 12 minuti dalla fine sul 72-76.

Hachimura, sempre lui, segnava dalla linea di fondo sx su McDaniels portando gli ospiti sul 79-86 prima dell’escape dribble con dardo da oltre l’arco di Rozier, la correzione a rimbalzo di Richards sull’errore di Smith Jr. e la stoppata dello stesso centro giamaicano su Kuzma per congelare il -2 (84-86) prima che McDaniels mancasse il sorpasso da tripla.

Si capiva che non era serata quando dal mid range i Wizards infilavano due canestri su Rozier, Charlotte si incartava in attacco nel finale e Washington volava via sull’89-102 prima che P.J. Washington Jr. convertisse un two and one e ritoccasse un po’ i suoi numeri in un finale che alla disperata Charlotte cercava di rendere inutilmente diverso con un game foul.

Troppo distanti i Maghi per essere ripresi e gli Hornets, in attesa di affrontare i Trail Blazers e recuperare gli altri infortunati, incassavano la quinta L consecutiva in una stagione maledetta sin da inizio estate.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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