Game 13: Charlotte Hornets @ New York Knicks 103-102

Intro

High Hopes è una canzone dei Pink Floyd che ha un testo grandioso dal mio punto di vista.

Great Expectations (Grandi Speranze) invece è il secondo romanzo (dopo David Copperfield) di Charles Dickens, uno scrittore probabilmente fuori dallo spirito di questo tempo per i suoi romanzi sociali avendo vissuto in infanzia periodi tra prigione (debiti della famiglia) e a lavorare per 10 ore al giorno in una fabbrica di lucidi per scarpe…

Sarà così che ci metterà un po’ del suo nei romanzi e in Grandi Speranze sono racchiuse le aspettative di un ragazzo povero, storie e intrecci particolari con personaggi simbolo, alcuni iconici, altri stereotipati o surreali.

Di certo ciò che accomuna la speranza all’uomo è la prospettiva.

Il bello sta nel viaggio e visto che chi è giovane dispone volendo di utopia, più immaginazione e forza, avrà più entusiasmo di chi ha sperimentato nel suo percorso troppe emozioni deludenti.

I ragazzi lanciati da Borrego, orfani di Kemba, Jeremy e Tony, nel loro piccolo stanno impressionando, migliorandosi in fretta, specialmente Graham, Martin (Cody) e direi anche Rozier (quello visto negli ultimi match) con Bridges, Bacon e P.J. Che possono trovar la serata giusta così quella a New York potrebbe esse la partita per lanciarsi oltre la Nube di Ort ed entrare più in profondità in zona playoffs.

Mai sottovalutare nessuno però e cercar di rimaner concentrati per evitare tipici saliscendi da young team saranno le priorità, augurandosi che la stanchezza non incida troppo.

Diamo fiducia a questi ragazzi che magari caleranno un giorno anche in classifica in ottica Draft ma per ora andiamo a veder che accadrà nella notte.

In un Est che sembrerebbe aver 6/7 squadre che potrebbero arrivare al 50% almeno a fine regular season, gli Hornets potrebbero ottener qualche W in più di quelle previste.

Analisi

Partita che ricalca molto come schema quella contro i Pistons giocata la precedente nottata.

Charlotte chiude male il primo tempo e recupera nel finale di terzo quarto.

La gara presenta alcune differenze come i parziali che le squadre si scambiano diverse volte e le difficoltà evidenti a rimbalzo degli Hornets ma anche al tiro, specialmente nel trovar spazio in penetrazione o per tirare dalla media ma la squadra di Borrego non si fa problemi e prova a sparar da tre finché non riesce a recuperare.

La difesa a zona di New York risulta esser fastidiosa per Charlotte che poi la sfrutterà e colpirà portandola a proprio vantaggio, la stessa cosa farà New York dopo l’imitazione della squadra di Borrego.

Nel finale gli Hornets non riescono a fermare gli attacchi dei Knicks ma Graham e Rozier mantengono il passo degli avversari riuscendo a rimaner agganciati al -2.

Sul possesso decisivo P.J. Washington è bravo a contener Randle e sull’altro fronte è altrettanto utile nel servire il passaggio rimbalzante per Graham che a :02.1 mandava dentro il quasi buzzer beater per due vittorie al cardiopalma in due giorni.

Il rocambolesco sogno di Charlotte porta principalmente il nome di Devonte’ Graham che chiuderà con 9 bombe e 29 punti aiutando Charlotte a tirar da tre punti ad andare sul 35,4% contro il 30,0% dei Knicks che tireranno meglio nel complesso (41,4% CHA, 45,3% NYK) tirando di più dalla lunetta (14/19 CHA, 18/23 NYK).

Charlotte “paga” il finale tiratissimo perché a rimbalzo consente troppo (42-48) mentre assist e steal sono pari, rispettivamente 22 e 5 mentre le stoppate son state pochissime ma Charlotte ha “vinto” 3-1.

TO quasi pari (10 CHA, 11 NYK), falli commessi: 18 CHA, 21 NYK.

La partita

Starting Five

Hornets con: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e C. Zeller.

La squadra della Grande Mela schierava: Ntilikina (6 pt.), RJ Barrett (22 pt.), Marcus Morris Sr. (14 pt.), Randle (12 pt.) e Gibson (9 pt.). Dalla panchina per New York Mitchell Robinson andava in doppia doppia con 17 punti e 12 rimbalzi mentre Bobby Portis andava in doppia cifra con 14 mentre Knox chiuderà solamente con 2 pt. (1/6).

1° quarto:

Partenza forte dei locali che passavano in vantaggio con un jumper di Marcus Morris sulla destra, poi il veloce giro palla di Charlotte produceva un vantaggio per far arrivare ai quasi 24 Zeller a tirar da tre, non la soluzione migliore ma Randle assestava una randellata a Cody sul tiro e il 2/3 del nostro centro a 11:17 pareggiava la situazione.

Gibson riportava in vantaggio i Knicks, poi, dopo azioni a vuoto da ambo le parti, un altro rimbalzo offensivo dello stesso Gibson consentiva al centro avversario di far allungare i suoi che grazie alla pressione difensiva non facevano segare Charlotte e al contempo recuperavano un pallone che spingevano dentro con Barrett in transizione per il 2-8 a 9:04 quando Borrego propendeva per un time-out.

Gli Hornets a 8:31 tornavano in lunetta per un fallo di Gibson su una strong drive di Cody che aggiungeva due punti e la pressione difensiva a tutto campo costringeva i Knicks a buttar via la sfera in attacco.

A 7:56 un lunghissimo 3 punti frontale di Graham ci riportava a un solo punto di distanza, poi il nostro sophemore lasciando il campo a Monk vedeva il compagno ricominciare da dove aveva lasciato contro i Pistons, ovvero con una tripla in fiducia (6:34) per il vantaggio di Charlotte (10-8).

Ntilikina con un gioco a due sulla destra segnava in pull-up e Randle dalla lunetta riportava sopra i Knicks di due ma gli Hornets con P.J. Dalla sinistra su assist di un Batum appena rientrato in campo, colpivano da tre per il 13-12.

P.J. Faceva buona guardia su Barrett ma successivamente Robinson a rimbalzo aveva facilità nel convertir due punti e i Knicks aggiungendo due punti portavano il bilancio nel pitturato a 10-0…

Finalmente Devonte’ con un altissimo floater pescava i primi due punti Hornets in area, quindi toccava a Portis andare in gancio per il 15-18 imitato da Biz che spinto si svitava per necessità lasciando partite l’hook vincente dai polpastrelli.

Peccato mancasse il FT del pari e Robinson andasse a schiacciare dopo un rimbalzo offensivo.

Monk tagliava in floater segnava il secondo personale canestro di serata ma un ¾ dalla lunetta per i Knicks nel minuto finale li portava sul 19-23 prima che Zeller a sua volta riuscisse a procurarsi altri due liberi.

L’1/2 di Cody fermava il punteggio sul 20-23 anche perché nonostante la spinta sulla rimessa (per liberarsi) di D. Smith Jr su Batum e inversione della stessa, Charlotte andava a vuoto.

I due protagonisti della sfida: Graham e Robinson.

2° quarto:

Hornets che in avvio di secondo quarto vedevano Batum stoppare da dietro Portis Jr. ma un jumper di Dotson su Martin costringeva gli Hornets a inseguir di 5 lunghezze.

Knox in transizione e Portis Jr. da tre a 10:36 raddoppiavano il divario a 10 punti (20-30) con time-out di Borrego che tuttavia al rientro incassando ancora due punti da Portis Jr. vedeva i suoi ragazzi andar sotto una dozzina di punti subendo un parziale di 0-9 interrotto da un fing and roll di P.J. Su assist di Graham a batter la zona.

Dotson dalla destra infilava un lungo due punti, non semplice ma a 8:35 Graham realizzava da tre e a 8:08 concedendo il bis faceva risalir Charlotte sul -6 (28-34).

Portis Jr. da tre su P.J. Washington ci ricacciava indietro poi era Miles a fermare lo stesso contenendolo bene e infine a 7:09 si arrestava l’azione con il fallo di Morris Sr. Su P.J., che, mandando a bersaglio i liberi, riportava la squadra di MJ a -7 (30-37).

Randle mettendosi in ritmo batteva la buona difesa di Cody ma in attacco il problema di Charlotte erano le basse percentuali e anche se la zona era attaccata bene, la tripla di Bridges dall’angolo destro rimbalzando solamente sul ferro faceva saltar il turno ai Calabroni che erano colpiti da due FT di Morris Sr. (fallo di Miles) per un 30-41 che ricacciava fastidiosamente indietro la squadra in viola.

P.J., grazie al lob di Batum che sorvolava tutta la difesa di New York, segnava in schiacciata, Rozier al vetro per il -7 e Monk in penetrazione con appoggio soft al vetro costituivano una nuova fiammata per i purple guy che giungendo sul -5 incassavano la tripla di Morris dall’angolo sinistro venendo raffreddati.

Charlotte tornava prepotentemente sotto affidandosi alle triple: quelle di Rozier da sx (3:549 e di Graham (3:13) valevano il 42-44 ma a 2:55 Gibson, dopo aver passato il ferro sulla linea di fondo ed esser stato toccato da Zeller, metteva dentro il reverse layup e anche il FT…

Ntilikina batteva due liberi segnandoli e anche se Williams a 2:24 infilava l’ennesima bomba per Charlotte, il finale di quarto era di marca arancio-blu con Robinson a segnar due punti fallendo l’addizionale, poi toccava a Barrett colpir dalla linea di fondo per poi andar dentro a segnare in mezzo al traffico.

L’unico canestro di Charlotte era firmato Rozier che catturando un big rebound rimaneva fluido nel movimento ghiacciando la difesa con un plastico appoggio in allungo.

Il canestro del nostro play chiudeva il quarto a livello di marcature e gli Hornets finivano negli spogliatoi sotto di 8, 47-55.

Fizdale, che fu assistente allenatore a San Diego di Borrego sembra aver la meglio nel primo tempo.

3° quarto:

Ci si immaginava un inizio in stile Pistons in avvio ripresa ma nonostante uno scoop di Rozier dopo un salvataggio nell’angolo sinistro di Graham, ortodosso quanto utile, si materializzava il disastro con Barrett a portar 5 punti per la squadra di Fizdale prima che Morris di fisico battesse Cody spingendolo sulla corsa nel pitturato e a 9:01 Gibson in schiacciata aggravava la situazione con una 0-9 run che mandava Charlotte lontanissima, su un -15 pazzesco (49-64).

Dopo aver visto Miles fallire alcuni tentativi dall’angolo, era Batum questa volta a spinger la palla dentro per il primo canestro stagionale con tiro pesante per di più, la conclusione vincente di Randle teneva a bada Charlotte che non doma comunque metteva dentro con Devonte’ a 8:07 la decima tripla di squadra su 29 tentativi da fuori.

Sembrava serata out quando P.J. Mancava due FT e M. Morris da tre mandava il mega-schermo del Madison sul 55-69, ma da 5:23 cambiava tutto perché gli Hornets con la zona mandavano in panico i Knicks che incassavano la tripla di Graham e nonostante un floater di Portis portasse ossigeno ai newyorchesi, un alley-oop plastico e morbido di P.J. Su rimessa diretta da parte di Batum era la prima avvisaglia della rimonte.

Marvin con un corner open 3 da destra ci restituiva un -8 e Monk, schermandosi con il nostro numero 2 era lesto dalla diagonale destra a infilare un’altra saetta a 3:26.

Biz recuperando un rimbalzo non era eccessivamente contrastato potendo segnare in semi-gancio, tuttavia i Knicks tornavano a segnare con Barrett, il quale ricevendo sul taglio in corsa trovava un contatto con Monk per un gioco da tre punti in entrata.

Una drive and kick di Batum con scarico per Williams nell’angolo sinistro e si tornava a -3 per effetto del tiro pesante.

Charlotte in bonus affondava due liberi con Williams e passava avanti con un goaltending di Robinson su Monk a :33.4.

Troppa grazia e New York chiudeva avanti 75-76 con il contentino di Robinson in schiacciata.

Il terzo tempo nel finale di Randle…

4° quarto:

Graham apriva alla grande con la tripla in coordinazione pazzesca giungendo a 23 punti, Marvin resisteva con il fallo opponendosi alla dunk di Robinson che andando in lunetta recuperava i due punti persi.

Zeller in girata allungandosi sotto il corpo di Robinson metteva lo scoop con la sinistra ma questi si vendicava in alley-oop.

Robinson in realtà sotto le tabelle continuava a magnetizzar palloni e a 9:33 Charlotte ricorreva a un altro fallo per non farlo schiacciare.

Ancora 2/2 che dava il vantaggio ai locali, esteso pericolosamente e paurosamente sino all’80-88 con una corsa di 10-0 chiusa proprio da Robinson che era rimasto sì giù nella propria metà campo ma zoppicando stoicamente si era portato nella nostra area, ignorato da tutti per esser servito per la dunk.

Gli Hornets incassavano quindi l’ennesimo parziale ma andavano a segno con P.J. servito da un corto assist volante e illuminante di Rozier, il quale in punta andava a rubare nella nostra metà campo una sfera che trasformerà in due tiri del Drag…, no, questa è un’altra storia, in due liberi vincenti.

Forse la sfera del Drago l’aveva veramente Terry che continuava a esser Scary, penetrazione con cambio passo, Portis Jr. era come il Colosseo e Gibson non arrivava sullo scoop al plexiglass, altissimo…

Due punti più fallo.

Hornets a -1 (87-88) a 4:45…

A 4:20 però si entrava in una strana fase, New York, uno dei peggiori attacchi della lega, cominciava a segnar con regolarità, Barrett infilava il jumper dopo una finta e a 3:44 P.J. era costretto a ricorrer fallo sempre sul rookie che splittava.

3:29, Graham for 3, what else?

3:10 Barrett in lunetta, 2/2, lob di Batum per il post up di Washington bravo a schiacciare ma ancora Barrett da 3 infilava la tripla, una mazzata visto che i Knicks ora giravano oltre il singolo vantaggio (92-96)…

Gli Hornets non perdevano la testa e P.J. Segnava in hook dal post basso destro con bravura.

Randle mostrava ottima mira segnando in jumper oltre P.J. che guardava l’iniziativa di Rozier scappato sulla baseline sinistra: scoop all-around the world schermandosi con il ferro e canestro splendido.

Quando Randle affondava a una mano l’imperiosa schiacciata sembrava che gli Hornets non riuscissero a fermare l’alta marea arancio-blu ma Marvin restituiva alla stessa maniera la jam per far tornare i Calabroni sul -2 (98-100).

Randle si inventava a :48.2 un fade-away che dava buone prospettive di vittoria a New York.

P.J. faceva il possibile ma non riusciva a stoppare, tuttavia forzando andava a recuperare due liberi…

Washington affrontava la lunetta con il sorriso e metteva i liberi del 100-102.

New York andava per il possesso decisivo rinnovando il duello Randle/Washington, terzo tempo del numero 30 ma questa volta il nostro rookie era meno timido e salendo per la stoppata lo mandava lungo.

Time-out di Borrego (l’ultimo disponibile, gelosamente conservato) e la sabbia del tempo che scorre nella clessidra è alle calcagna: rimessa in campo di Batum che schiacciando palla serve P.J. In uscita classica in punta, Devonte’ partendo da dietro in corsa finta il movimento per schermarsi con P.J. Ma sterza verso il centro mentre Ntilikina che dovrebbe marcarlo va su P.J., altro passaggio schiacciato e preciso mentre Devonte’ sale per la tripla disperata frontale, Ntilikina torna su di lui cercando di stopparlo ma la palla parte mentre il mio cardiologo è già sul posto, attimi di secondo in sospensione infinita e la spicchiata che ricade dentro per un altro assurdo e incredibile tiro (quasi) allo scadere per il sorpasso sul 103-102…

Graham e Monk…

In :02.1 i Knicks orchestrano una rimessa con palla a Randle che a fil d sirena va corto su P.J. che usando tutto il fisico con la palla ancora fuori rischiava un po’ ma conteneva bene consegnando la W a Charlotte.

Le pagelle

Terry Rozier: 7,5

16 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 6/16 dal campo. Nel finale è importante quando i Knicks segnano sempre tranne nel momento più importante. Supporta Charlotte alla grande tenendo dietro e compiendo almeno due miracoli con un two and one e un reverse all around the world dimostrando di non aver paura nel prendersi certe responsabilità… Bello anche l’assist volante nell’ultimo quarto per P.J..

Devonte’ Graham: 9

29 pt., 2 rimbalzi, 4 assist. 10/19 dal campo, 9/16 da tre. Massimo di triple in carriera. Bombarda il parquet del Madison lasciando schegge ovunque. Incredibile la tripla finale per la vittoria. Di ghiaccio. Un po’ meno bravo negli assist, solo 4 a fronte di 5 TO con passaggi buoni come idea ma troppo rischiosi o nel traffico e qualche difesa non buona nel finale (tripla di Barrett sulla zona di Charlotte e cede il passo al rookie che andrà in lunetta ancor prima della bomba) però quando non c’è lui in campo gli Hornets vanno sotto nettamente. Dopo aver sfiorato i 30 punti dico che ha ragione lui. “I’m real confident in my shot. Worked on it a lot this summer,” Graham said.

Miles Bridges: 4

0 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 14:47 sul parquet, poi Borrego lo toglie perché non è assolutamente in ritmo. In difesa potrebbe anche starci ma in attacco fa 0/8 con uno 0/5 da fuori mancando anche piazzati open dagli angoli e la squadra fatica a rientrare con scelte di tiro e tiri errati. Un po’ preoccupante perché il vero Miles non è questo. Mi auguro ritrovi il flow.

P.J. Washington: 8,5

19 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 36:58. Appena mezzo gradino sotto l’eroe della partita. Qualcosa in più a rimbalzo potrebbe fare e a volte è un po’ troppo contemplante i fatti circostanti ma fa un finale da urlo modello ice-man: giochi i post basso per lui che ricambia con due canestri ottimi, forzatura e due liberi realizzati sorridendo lasciandosi alle spalle un precedente 0/2 dalla lunetta. Se Randle un paio di volte sembrerebbe decapitarlo segnandogli in faccia due canestri pesanti, lo contiene benissimo sulle due ultime azioni. Ah… nel mezzo c’è anche il bound pass preciso per la tripla vincente di Graham ma lui l’aveva detto a Devonte’ nel time-out… In generale è una buona partita, fin subito dall’inizio dove mostra di poter difender contro questi Knicks.

Cody Zeller: 6

7 pt. 6 rimbalzi, 1 assist. Maniscalco, fabbro, fate voi… Se Cody fosse nato nel medioevo farebbe il mestierante, almeno in serata non è un fattore nonostante l’avvio migliore dei compagni. 1/5 dal campo, 5/7 dalla linea con un 4/5 iniziale. In 25:24 fa da spalla e guadagna una sufficienza stiracchiata perché a livello di rimbalzo non è strong ma nel finale con uno scoop batte Robinson, anche quello stirato…

Marvin Williams: 7

13 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Ha il merito di non perder palloni e di concretizzare le azioni degli Hornets in una gara dove i compagni per lungo tempo e a tratti, hanno faticato a segnare. In 24:27 in campo va sul +12. Non è arrendevole e se deve spender falli per tentare di far perder punti ai Knicks ci prova.

Nicolas Batum: 6,5

3 pt., 9 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Si rivede in campo dopo 12 partite dall’infortunio giocando ben 29:08… Aldilà dell’1/4 dal campo aiuta molto in difesa e a rimbalzo sul lato difensivo mentre fa girar la palla su quello offensivo. Primo e unico canestro della stagione per ora con una tripla dall’angolo non banale perché si sostituisce bene a Bridges veramente giù in serata e indica la via per un paio di triple dei compagni (Marvin) dalla stessa zona. Va a perder un pallone nella metà campo avversaria ma è abile in ripiegamento a intercettar subito il pass per la transizione.

Malik Monk: 6

12 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 5/13 dal campo. Ancora alcune triple letali sparate con velocità. Non sempre preciso al tiro, anche in entrata, concede a Barrett un two and one nel finale. Comunque sia riesce a fornire qualche assist per i compagni e piazza anche una stoppata n 26:06, un discreto minutaggio considerando il rientro di Batum.

Bismack Biyombo: 6

4 pt. (2/3), 1 rimbalzo in 9:03. Meglio in attacco che in difesa dove non compie niente di che. Bello il gancio in svitamento e anche l’altro suo canestro è stato ottenuto in maniera simile.

Cody Martin: s.v.

0 pt. (0/1). In 1:46, entrando solamente magari per l’azione difensiva, non è che possa far molto.

Coach James Borrego: 6,5

Sempre al solito. L’attacco dipende dalla vena di Graham e Rozier, oltre che dalla percentuale delle triple. In difesa soffriamo nel fermare gli attacchi avversari e a rimbalzo. Sceglie di dar fiducia a Batum disinserendo Miles troppo abulico. Conserva gelosamente l’ultimo time-out fondamentale per disegnar uno schema dopo esser stato costretto a giocarsene troppi per fermare i parziali degli avversari.

“It’s a play we have executed before,” Hornets coach James Borrego said. “You know, it’s a type of play we executed in practice, we talk about and draw up and give our guys a lot of credit. In the heat of the battle they executed.”

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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