Game 16 – Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 110-123

Intro

“E questo è solo un gioco in cui non vince nessuno, con un grandissimo tifo diffuso per il globo.”

Più o meno potrebbe essere così, il senso e il tempo l’hanno inventato i mortali tuttavia non dite niente ai fan di Charlotte sul significato della vittoria perché sono rimasti scottati nella penultima partita, quando alcune decisioni arbitrali dubbie (l’ultima sul fallo subito da Rozier che avrebbe potuto portare ai supplementari la partita è stato ammesso come errore anche dalla NBA) hanno decretato la terza sconfitta consecutiva per gli uomini di Borrego che arrivavano da un buon momento (6-5).

Oggi, complice il rientro dei giocatori che avevano riempito la lista infortunati dei Bulls – causa Covid 19 – le parti si nono invertite: Chicago arriva lanciata da due win consecutive riuscendo a portarsi sullo stesso identico record Hornets (6-8 in attesa di recuperare il game con i Wizards) arriva allo Spectrum Center con altra livrea.

La partita quindi diventa uno spartiacque: Chicago (dodicesima) vuol proseguire il suo momento positivo, Charlotte (undicesima) vuole ritrovare il sorriso (dopo un lungo riposo: 4 giorni più altri due extra a causa della partita posticipata con i Wizards) avendo ottenuto un discreto tempo per lavorare su alcuni dettagli e si spera anche nell’aver avuto buon gioco nel correggere alcuni difetti.

Vincere significherebbe anche avvicinarsi all’ottava piazza di una classifica ancora corta a Est dove solo i Sixers sembrano staccarsi e le 4 prossime inseguitrici sono tutte reduci da almeno una sconfitta ma dal sesto al tredicesimo posto la bagarre è aperta.

Forse nessuna delle due compagini potrebbe approdare ai playoff ma una gioia momentanea potrebbe riportare in carreggiata gli Hornets e dargli nuova linfa, nuovo slancio vitale tuttavia la missione non sarà affatto semplice…

Analisi

Charlotte non ce la fa, più che un sorriso ai tifosi verrà una paresi facciale, mentre i Bulls – che stanno attraversando un buon momento – passano con una partita determinata a Charlotte.

Viene da chiedersi quanto peso si possa dare nello specifico della squadra di Donovan, ovvero quanti e quali siano i meriti dei Bulls e quanto siano i demeriti dei guy di Borrego.

Sicuramente il risultato è frutto di un mix tra le due situazioni.

Chicago ha usato le proprie armi sfruttando gli errori degli Hornets giocando con un quintetto spesso più piccolo di quello messo su parquet da Borrego ma mediamente più aggressivo di quello dei color mint.

Gli Hornets hanno commesso troppi TO (20-15) per sperare di vincere inoltre Borrego con il rientro di Zeller ha modificato troppo le rotazioni, poca intesa con Ball in serata non eccelsa e P.J. come terzo centro sono un po’ troppo per ritrovare meccanismi di gioco sicuri.

Alla fine sono saltate fuori le individualità su troppe azioni, nel bene e nel male e a riprova l’abbassamento nella media assist (22 stasera) ha fatto un’ulteriore differenza (33 per i Bulls).

Dal mio punto di vista però la partita è stata persa in difesa poiché se nel primo tempo si era comunque riusciti a controllare o almeno contrastate quasi tutto dal perimetro, nel secondo tempo sono saltate fuori le solite voragini sui lati del campo da dove Temple e soci ne hanno approfittato per colpirci da tre punti e respingere ogni tentativo di rientro (Charlotte nell’ultima frazione è tornata al massimo sul -6).

Sicuramente una delusione e una preoccupazione per il proseguo della stagione: la squadra avrebbe dovuto essere più affamata dopo 3 L consecutive ma dopo un buon inizio con Biyombo a dare più stabilità difensiva, si è persa progressivamente.

A nulla sono serviti i 34 punti di Hayward e i 24 di Graham (buon avvio per lui), dall’altra parte LaVine ha chiuso con 25 punti seguito da Markkanen con 23 e ancora troviamo White con 18 e Temple a 15.

Charlotte ha tirato con il 49,4% contro il 51,6% avversario ma da fuori ha ottenuto solo il 21,9% (un problema se basi buona parte del tuo gioco sul tiro da fuori) contro il 34,9% ospite.

Charlotte ha vinto a rimbalzo 51-46 ma ha lasciato ben 15 rimbalzi offensivi ai Bulls (11 i nostri) che sono stati in grado di sfruttarli meglio (vedere il grafico 2nd chance pts)….

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Charlotte partiva bene vincendo il lancio della palla a due e portandosi subito iv vantaggio con una penetrazione chiusa con classico appoggio al vetro di destra da P.J. bravo ad attaccar in entrata la difesa ospite.

I Bulls sbagliavano due tiri consecutivi e in uscita dai blocchi da destra Hayward compiva un mezzo giro a ricciolo per l’arresto e tiro da due punti.

A 10:49 anche i Bulls trovavano punti con Gafford: ben 3 per un two and one nel pitturato contro Biz.

A 10:38 un close 3 di Graham era annullato – gli arbitri non davano la continuazione sul fallo – ma il nostro numero 4 si rifaceva 8 secondi più tardi con un preciso jumper da due punti che trascinava CHA sul 6-3.

Chiamata contro CHA: tre secondi difensivi contestati da Biz ma LaVine andava comunque in lunetta a realizzare il 6-4, trampolino di lancio per il primo sorpasso di serata: tripla di White a 10:09 e il gioco era fatto e appesantito da un alley-oop in transizione di LaVine che si avvantaggiava di un passaggio volante ad opera di Hayward non agganciato da Biyombo.

Ci pensava ancora Graham – autore di un buon inizio – a pareggiare per effetto di una tripla andando anche a sbloccare nuovamente il risultato con un back to back triple per il 12-9.

Altro alley-oop per i Bulls: questa volta era Williams il beneficiario dell’alzata di White tuttavia anche gli Hornets andavano in fotocopia con l’attacco di P.J. e appoggio di destra per il 14-11.

A 7:16 rientrava Zeller ma il primo a segnare era Hayward con una tripla seguito per i Bulls da Markkanen che si contorceva in mezzo a due difensori per un difficile appoggio.

Zeller tagliando al centro non intendeva il passaggio di Ball che si perdeva sul fondo ma il centro si faceva perdonare con un rimbalzo difensivo e un canestro da sotto (dopo aver mancato sulla stessa azione un alley-oop).

Fase impegnativa per Cody ma la sua tripla andava a vuoto al contrario di quella sganciata da Markkanen per il 19-16 tuttavia LaMelo in entrata otteneva un blando fallo da LaVine per il two and one che ci restituiva 6 punti di margine (22-16).

Williams mancava una tripla ma sul proseguo Chicago recuperando il rimbalzo trovava Markkanen pronto ad accorciare a tre punti.

White in transizione portava gli ospiti alla minima distanza a 4:00 dalla prima sirena, Hayward – servito – tagliava frontalmente la difesa bianca per depositare in fing and roll ma Porter da sotto realizzando un mezzo reverse restituiva il -1 alla squadra di Donovan (24-23).

Young in post basso aveva la meglio su Martin poi un goaltending dubbio per doppia stoppata era dato contro Charlotte che subiva anche il running layup di Temple (24-27) prima di recuperare due punti in lunetta ma Valentine dal corner destro infilava la tripla.

Fortuna voleva che un Graham ispirato fosse lasciato solo a :32.1 quando il suo marcatore si staccava disinteressandosi: tripla da fermo e 29-30 a chiudere i primi 12 minuti.

P.J. Washington marcato da C. White. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

La pressione difensiva di Ball favoriva l’appoggio finale in transizione di Martin ma i fast break continuavano a rimaner favorevoli agli avversari che ne infilavano due di seguito con Temple, abile a sfruttare un paio di defezioni da parte di Hayward.

Martin andava a sfondare su Young e Valentine faceva scendere in retina una tripla lanciata da un altro pianeta: 31-37…

Hornets in difficoltà che si affidavano a 9:58 a Graham in lunetta (spinto da dietro sull’azione) ma l’1/2 non modificava granché la situazione.

23 secondi più tardi la tripla di Hayward portava ad un avvicinamento più consistente tuttavia, nonostante la netta stoppata da dietro di P.J. su Markkanen, i Bulls mantenendo il possesso scovavano nuovamente il finlandese nei pressi del ferro guardato da un Martin impossibilitato a intervenire per salvare due punti facili.

Il finlandese gelava ancora Charlotte per il 35-41 poi arrivava un bel gancio di P.J. in uno contro uno dal post basso destro per rimanere in scia.

Babbo Natale regalava a Markkanen il rimbalzo morbido sul ferro che consentiva all’europeo di portare a casa altri due punti con un tiro oltre Biz che sembrava destinato a uscire.

Ball e Lavine aggiungevano due punti a testa, LaMelo ci riprovava deciso: poster a Gafford mancato per la spiattellata sul ferro ma il recupero e l’assist nel corner destro per Graham consentivano a Charlotte di riportarsi sul -3 (42-45).

Gli Hornets rimanevano attaccati ma il buon momento di LaVine che passando Graham e Biz in corsa realizzava il 46-51 proseguiva.

Graham replicava con uno zig zag mid range da sinistra (48-51) tuttavia la tripla di LaVine (6/6 dal campo) e il 2+1 di Williams consentivano ai Bulls di andare a sbagliare dalla lunetta rimanendo comunque sul +8 (48-56) a 2:13.

Gli Hornets tagliavano di tre punti ma nel finale il disastro era servito: risibile contatto Zeller/White, ½ dalla lunetta per il secondo e appoggio allo scadere di Young oltre P.J. che beffava Charlotte andata a riposo sul nuovo -8 (53-61).

3° quarto:

Inizio ripresa stesso copione: a parte la terna che si accaniva contro Biz chiamandogli altri tre secondi difensivi nel deserto del pitturato a 11:06 Markkanen trovava la tripla del siderale -12.

Hayward aggiungeva 4 punti, il secondo con un turnaround elegante su White dalla baseline sinistra (57-65) ma White recuperava due liberi contro Biz riportando sul +10 la squadra della Wind City.

Hayward, sempre lui, si inventava un giro nel pitturato veloce con appoggio per battere un uomo e il recupero tuttavia Charlotte lasciava troppi spazi in difesa e nel caso Gafford trovava la schiacciata.

Charlotte riusciva ad avere sprazzi offensivi come l’intercetto di Rozier su Temple che in recupero andava a commettere fallo sulla potente schiacciata del numero 3.

Primi tre punti di Rozier da poster per il 63-69 ma Charlotte arrancava in difesa: open 3 di Temple a rispedire nell’ade del gap gli Hornets…

A poco servivano 4 punti di P.J. nel pitturato e due di Biz in appoggio in corsa (assist di Hayward) se Chicago intervallava con altri 4 portandosi sul 69-76 con gli ultimi due punti firmati White in turnaround.

Hayward dava una spinta alla squadra per due punti in coast to coast pur mancando l’aggiuntivo ma Charlotte continuando a commettere troppi TO dava la spinta ai Bulls per l’ennesimo fast break beffa: due layup mancati ma palla ancora agli ospiti che realizzavano con White da tre…

Satoransky acuiva le difficoltà riportando il divario a 12 punti mentre Hayward a 4:53 con altri due FT ci riportava sul -10 ma il divario oscillava intorno alla doppia cifra anche quando i Calabroni con 4 punti consecutivi tornavano sul -7 (steal di Graham e appoggio di Hayward).

Nuovo -7 con uno spin di Zeller e appoggio su uno Young finito a terra a chieder un fallo inesistente ma nel finale i canestri di O. Porter da due e la tripla di Temple da sx, preludio del finale di partita trascinavano Chicago sul +12.

4° quarto:

Difficile pensare di vincere se a ogni quarto si accumulava divario, ancor più difficile se nel terzo quarto si notavano molti più buchi rispetto al primo sul perimetro.

Niente di esaltante nell’ultimo periodo: Rozier metteva insieme qualche punto a inizio quarto (7) portando a 8:38 Charlotte sul -9 (94-103) ma nonostante Hayward aggiungesse 3 punti provenienti da 4 FT per il -6 (97-103) in partita veramente gli uomini di Borrego non riusciranno mai a rientrare veramente.

A 6:28 Markkanen risolveva la partita con la tripla dall’angolo destro (il più grosso problema di Charlotte, controllare i corner).

A 4:01 Hayward provava ancora a vincere una partita (104-110 dopo una partenza con finta e arrivo al ferro depistando tutta la difesa avversaria) che senza i tanti errori finali avremmo potuto giocarci con poco merito ma LaVine realizzava la tripla del 104-115 e nel finale ormai mollata la presa con la testa anche se le gambe andavano, gli Hornets incassavano 2 punti di Porter che ne aggiungeva tre da sinistra imitato da White.

L’appoggio di Hayward valeva solo a ritoccare un finale triste oltre la sconfitta perché aldilà del 110-123 finale e nonostante il lavoro svolto nei giorni di riposo Charlotte sembra mantenere inalterati alcuni suoi gravi problemi.

Devonte’ Graham: 6,5

24 pt. (9/18), 3 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, -10 in +/-. 1 TO. Ottima partenza in attacco di Devonte’ eroe del primo tempo però il secondo tempo è meno performante. Comunque sia sul lato offensivo è un giocatore ritrovato nelle ultime 5 partite con cifre in aumento, peccato che sul perimetro quando c’è la zona non tenga benissimo. Lo si vede anche perdere LaVine che andrà a segnare oltre Biz e ha bisogno i lavorare meglio sui blocchi avversari per difendere in maniera migliore.

Terry Rozier: 5

10 pt. (4/12), 4 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate, -12 in +/-. 1 TO. 1/6 da tre punti. Super slam dunk su Temple dopo la rubata e 7 punti a inizio ultimo quarto, qui stanno tutti i punti di Rozier, giunto a 10 alla fine. Passa il primo tempo a secco offensivamente parlando mente in difesa è il principale indiziato su diverse azioni dei Bulls andare a bersaglio. Serata storta per uno dei giocatori chiave degli Hornets.

Gordon Hayward: 7

34 pt. (12/20), 6 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, -4 in +/-. 4 TO. Parte male nell’arte del passaggio con una “risma” di TO in serie: 3 in fotocopia arrivano in breve tempo e fanno male con Temple che recupera 4 punti veloci e facili sugli ultimi due descritti. Segna comunque discretamente nel primo ma si accende ancor di più nel secondo tempo quando con azioni personali e FT guadagnati con esperienza lascia qualche timida speranza. E’ l’ultimo ad arrendersi ma in serata è rimasto troppo solo in attacco.

P.J. Washington: 6

16 pt. (7/14), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, -7 in +/-. 2 TO. 0/6 da tre punti. Della serie: come perdere una partita. Non tanto per lui che attacca bene il pitturato con svariati movimenti sin dall’inizio. Finisce con 7/8 dal pitturato e una superiorità evidente, mismatch o no. Peccato poi debba prendersi dei tiri da fuori che non mette. 0/6 pesante. La scelta migliore sarebbe stata lasciarlo giocare come ala e cavalcar la tigre nel pitturato ma l’espressione è un po’ apatica e il felino che è in lui a tratti è sonnecchiante.

Bismack Biyombo: 6,5

6 pt. (2/3), 10 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, +6 in +/-. 0 TO. 4 falli. Vessato dalla terna che gli chiama contro ben due volte i tre second difensivi in area e un paio di contatti al limite del dubbio, il congolese offre più stabilità in una partita dove si fa vedere con punti di rottura: un appoggio in corsa e un two and one oltre che con 10 rimbalzi. Il migliore dei centri girati in serata anche se non fa nulla di eccezionale. Lo si vede andare anche a pressare sul perimetro se occorre e chiudere la linea di fondo in aiuto. Non sempre gli va bene ma non c’è altro di meglio in casa.

Miles Bridges: 5,5

2 pt. (0/0), 7 rimbalzi, -12 in +/-. 4 TO. Serata altruista per Miles che cattura ben 7 rimbalzi ma fa poco altro oltre che battere due liberi segnandoli (continua la sua buona serie dalla lunetta). Purtroppo nonostante un buon passaggio volante per Zeller a mostrare ottima visione di gioco (non si trasforma in assist per fallo di Satoransky), perde ben 4 palloni e non incide offensivamente.

LaMelo Ball: 5

7 pt. (3/7), 1 rimbalzo, 2 assist, 2 rubate, -15 in +/-. 5 TO. Gioca 16:34 con Borrego a diminuire drasticamente il minutaggio, un po’ a causa delle nuove rotazioni ma anche perché Ball è in una serata di eccessi con passaggi volanti orizzontali che producono fast break letali. Qualche colpo di genio ma a fare un bilancio gli assist sono 2, i TO ben 5 anche se in un caso non si intende con Zeller. Porta buona pressione difensiva recuperando un paio di palloni ma alla fine aggrava con turni di gioco persi (ad esempio un brutto passaggio per Rozier su un fast break in superiorità numerica) la posizione degli Hornets scendendo a un plus/minus di -15.

Cody Zeller: 5

5 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 1 TO in 10:56. -6 in +/-. Rientra sul parquet dopo gara 1 partendo dalla panchina. L’inizio non è dei migliori con diverse azioni ambigue (alley-oop mancato e poi 2 punti appena appoggiati, tripla mancata) ma alla fine ci si rimette più che guadagnarci. Nel secondo tempo perde una palla oltre la linea di fondo non riuscendo a trattenerla, eppure era facile mentre prova a fermare White staticamente ma il play Bulls gli sbatte addosso e segna cadendo. Anche poco fortunato ma sembra sempre troppo lento e poco esplosivo per giocare in NBA oggi anche quando infila il cesto dopo uno spin che Young aveva tentato di far passare per sfondamento ma anche gli arbitri conoscendo Zeller non ci cascano.

Caleb Martin: 5,5

6 pt. (3/7), 6 rimbalzi, 2 rubate, -5 in +/-. 2 TO. 19:15. Apprezzabile sicuramente l’impegno, preso da fiammate va anche sui tiri che sbaglia provando a recuperar il rimbalzo e qualche volta ci riesce. Capolavoro in pressing su LaVine, una ventosa che alla fine intercetta palla, peccato non riesca a sfruttare quel pallone per segnare. La cosa gli riesce bene un paio di volte nel finale ma al tiro è impreciso e fa tanto fumo in difesa. Diradatosi la squadra salta un po’…

Coach James Borrego: 5

In una partita a scacchi con la morte lui riesce a giocare senza torri a tratti non sfruttando il vantaggio opposto ai Bulls. I pedoni dei Bulls sembrano cavalli rispetto ai nostri. Sei giorni di riposo, rotazioni cambiate, medesimo risultato a fronte degli stessi principali problemi dei quali abbiamo parlato nell’analisi aggravati dai troppi TO di serata. 15/43 da fuori per i Bulls: tutte le squadre sanno che Charlotte fatica sul perimetro e sparano tantissimo contro di noi. Quarta sconfitta consecutiva, nonostante la simpatia, mah…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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