Game 17: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 115-116

Intro

Respiro

Dopo quattro trasferte e una striscia aperta di tre sconfitte consecutive gli Hornets tornavano nella notte a casa per affrontare i Chicago Bulls in un calendario senza respiro.

Un back to back per ambo i team che gli Hornets potrebbero cercar di sfruttare per prender respiro dall’affannosa situazione.

Inspirare ed espirare, immagazzinare e rilasciare, il soffio vitale che anima l’essere, la metafora, la vita stessa.

A Charlotte serve ossigeno dopo aver incassato solo L nelle ultime trasferte, la fiamma dell’entusiasmo generata dai colpi di stecca di Monk e Graham contro Detroit e New York si sta spegnendo senza materia a cui attingere.

Il piano alta scelta al Draft deve esser spezzato di tanto in tanto poiché l’alito vivificante di Dio, in campo sportivo, metaforicamente si trasforma in anima, in spirito incorporeo ma ostinatamente pronto a lottare sino allo stremo delle energie.

A una squadra come gli Hornets, oltre a ottimizzare le scelte offensive serve questo per sopperire alle lacune difensive, di certo anche i Bulls, sconfitti a Miami avranno voglia di riscatto ma il piccolo vantaggio della voce dei fan dello Spectrum Center potrebbe dare un aiuto decisivo se i Calabroni sapranno volare sulle ali del vento dell’entusiasmo.

Analisi

Quasi impossibile commentare la partita più assurda mai vista.

Nemmeno il tempo di capire per tramutare una W in una L in sette secondi.

Gara 17 non porta fortuna e Brandon Lee nei panni de Il Corvo asseriva che non può piovere per sempre ma mentre qui, da dove scrivo il sole è solo un pallido ricordo estivo con la piogga a battere da mesi quasi senza tregua, gli Hornets continuano ad accumulare top L.

Sapevamo che questa squadra giovane avrebbe incassato sconfitte ma dopo Washington, gettare al vento anche questa partita è stato qualcosa di terribilmente inaspettato, almeno sul +8 a un minuto dalla fine…

Mi era capitato di vederne una simile persa contro Miami dopo aver gettato una rimessa dal fondo su un simile vantaggio ma tutto ciò che è accaduto nell’ultimo quarto ha dell’episodico ed incredibile.

Un cumulo di episodi che ha finito per premiare la tignosità della squadra di Boylen, anche se Charlotte dopo un primo tempo più che in sordina passato nelle catacombe, era uscita prepotentemente tra il terzo e l’ultimo quarto piazzando un parziale di 19-1 che sembrava far pender l’ago della bilancia dalla parte della squadra di Borrego.

Una partita ormai vinta, sostanzialmente portata a casa da LaVine che ha chiuso con 49 punti e un 13/17 da tre punti (due numeri che non portano bene si dice).

Più che Bulls contro Hornets è stato LaVine contro Hornets e questa volta il singolo ha finito per aver la meglio sugli ingenui ragazzi di Borrego, non perfetto o esente da colpe.

Gli Hornets a inizio match hanno incassato qualche tripla di troppo dall’angolo dalla infervorata SG avversaria, ma nel finale hanno subito anche una tripla da “Gastonia” come dice il nostro commetatore Collins, oltre alla tripla finale su una steal provocata da White con un netto fallo su Graham, triplicato.

Con Arcidiacono e LaVine addosso Graham sulla rimessa prova a restituire a White che sembrerebbe toccar mano e palla, difficile da stabilire ma molto probabile.
Sul prosegimento, la palla deviata da Whiteentra nel cilindro di Arcidiacono ma Graham viene chiuso e si nota nettamente come la PG avversaria trattenga Ghaham con il braccio sinistro impedendo a Devonte’ di prender la sfera che si allontana.

Nel finale diventa chiave articolare modello wrestling, LaVine recupererà apalla e con bravura uscendo sulla sinistra segnarà anche la tripla vincente. Nessuno sul parquet ha protestato, complimenti ai Bulls per l’atteggiamento, meno agli arbitri, i tre addormentati qui sotto…

In una partita che ha avuto la pressione difensiva come protagonista è inevitabile avere falli a favore da una parte e dall’altra e qualcuno non lo si vede o non lo si fischia.

Charlotte può recriminare anche su un goaltending non assegnato a Biyombo che avrebbe procurato un punto in più, di contro non siamo stati sfavoriti se non nell’azione finale ma forse vista da un tifoso neutrale la serata eroica all’americana, super individualista di LaVine, era troppo bella per esser rovinata anche dagli arbitri spettatori.

Charlotte però deve fare mea culpa perché non si possono gettare al vento partite come questa con 8 punti di vantaggio a 1:02 e 5 a :14.7.

La tripla di Satoransky con finta su Miles a 7 secondi dalla fine e quella di LaVine a 8 decimi hanno perfezionato il sorpasso (quasi) impossibile.

Credo che la unicità degli Hornets, in negativo nel caso, si veda anche da questi dettagli, spesso se qualcosa può andar male lo farà ma la squadra di MJ deve avere la “cattiveria agonistica” mostrata da Chicago in serata, non si possono regalare partite già vinte…

Partiamo dal 15/22 ai liberi per un 68,2%… Charlotte ha bisogno di migliorarsi perché si portano a casa partite punto a punto e questi errori, anche nel finale, costano carissimo. I Bulls hanno fatto 8/12, 66,7% anche peggio ma questo è un loro problema.

Gli Hornets hanno vinto 43-39 a rimbalzo e tirato dal campo meglio con il 55,0% contro il 45,3% avversario solo che i Bulls sono andati più spesso a segno da tre tirando con il 46,8% contro il 42,9% di Charlotte.

Assist 26-27 pro Bulls e altro fattore chiave sono stati i TO, eliminati per un po’ sulla rimonta Hornets ma con due decisivi nell’ultima frazione (Zeller e quello di Graham descritto) per un 19-13 a fine gara.

Charlotte quindi porta a 4 la striscia di sconfitte con due L (le ultime) pessime per le modalità con le quali sono avvenute mentre i Bulls artigliano la W di un punto dopo che gli Hornets in game 1 avevano fatto la stessa cosa.

La partita

Starting five

Bulls con: Satoransky (10 pt.), LaVine (49 pt.), S. Harrison (0 pt.), Markkanen (3 pt.), Carter Jr. (17 pt. + 11 rimb.) e White dalla panchina finirà con 28 punti, Hornets con: Rozier, Graham, Miles Bridges, P.J. Washington e Cody Zeller per Charlotte.

1° quarto:

Partenza molto aggressiva delle due squadre che condizionava i rispettivi attacchi facendo perder qualche pallone ma sulla prima azione la pressione dei Bulls faceva sviluppare una triangolazione verticale partita da Graham e chiusa da Zeller in jam rollata.

Più nulla fino a 10:09 quando i Bulls muovendo palla favorivano la tripla sorpasso di Satoransky e da una persa di Graham arrivava per gli ospiti anche la schiacciata di Carter Jr..

A 9:57 Charlotte segnava il quarto punto con Bridges e il fing and roll in entrata ma d’improvviso la difesa degli Hornets cedeva sotto le triple di Lavine: a 7:54 la prima, Rozier replicava in entrata acrobatica con la forza ma la SG avversaria a 7:29 da fuori batteva ancora gli Hornets che andavano dentro ancora con l’ex Celtics che recuperava due punti e un FT (fallito) per l’8-13.

Carter Jr. dall’angolo sinistro trovava la zona franca per caricare e colpire con la tripla, Zeller splittava dalla lunetta e i due punti di Carter Jr. dalla lunetta a 6:36 consentivano ai Tori di doppiarci.

A 6:21 Batum segnava tranquillamente tre punti dalla diagonale sinistra con spazio, poi dettava il passaggio a P.J. che scattava dentro ma perdeva palla, raccolta tuttavia da Biz che appoggiava lestamente il 14-18 (10-2 i punti nel pitturato).

Gafford affondava due FT, LaVine perdeva palla in transizione sul corpo di P.J. ma si rifaceva dall’angolo sinistro con la bomba del 14-23 mentre Gafford, agganciato un rimbalzo offensivo tornava in lunetta ma con uno 0/2 a 4:16.

Monk in entrata segnava alzando la parabola da sinistra ma erano i Bulls dopo qualche azione a vuoto sui due fronti a realizzare in pull-up con White in second chance.

Graham segnava in layup sbloccandosi dopo un inizio molto lento ma White da tre cadendo indietro segnava dalla top of the key la sesta tripla su dieci tentate dagli ospiti e un bad pass di Batum innescava la transizione della PG avversaria che faceva 18-30 costringendo Borrego al time-out a 1:29.

A 1:08 Graham realizzava una tripla, Dunn replicava in alzata da pochi passi su Batum e Williams usava il corpo in avvicinamento spalle a canestro su White per batterlo in area grazie al mismatch ma la rollata di Carter Jr. con aggancio in traffico era buona per l’appoggio del 23-34.

Charlotte non riusciva ad arrestare l’attacco ospite chiudendo sotto di 11 (23-34) il primo quarto.

Graham in entrata.

2° quarto:

Graham ripartiva bene nel secondo periodo mettendo dentro subito una tripla difficile ma poi commetteva un TO così come Williams e Chicago andava a segno con White.

Graham si ripeteva da tre su White ma il sesto rimbalzo offensivo Bulls consentiva loro di lanciarsi sul 29-38.

Young con un open 3 a 8:17 distanziava di una dozzina di punti i bianchi che mandavano in campo Cody Martin per tenere in difesa ma la guardia perdendo subito palla in attacco non favoriva l’attacco che era guidato per un breve spazio da Rozier bravo a trovar due volte sulla destra prima P.J. e poi Miles che bombardando con due triple riportavano la squadra a -6 (35-41) tagliando il divario.

Charlotte però sembrava eternamente rincorrere anche perché la zona proposta da Borrego era subito battuta da Markkanen che dalla diagonale sinistra centrava il bersaglio oltre il più piccolo Rozier.

A 5:34 Rozier infilava due FT ma una dunk easy di Carter Jr. e il dodicesimo TO di Charlotte consentivano ai Bulls con White di riappropriarsi del cuscinetto perso.

Gli Hornets a 4:23 segnavano con Zeller che sbattendo in area su Carter segnava ottenendo un libero (fallito), ci pensava Rozier (fermato sul coast to coast) a non sprecare i suoi per il 41-48.

Rozier con l’arresto e tiro in transizione colpiva il ferro ma Zeller staccando altissimo raggiungeva la sfera per la put-back dunk, il tocco involontario di Carter Jr. era considerato falloso e i due FT fluivano per Cody che riusciva a metter un punticino.

Purtroppo sul riavvicinamento (-6) i Bulls trovavano le fiammate rapide e vincenti: tripla di LaVine (4/4, ancora comodissimo dall’angolo, zona troppo trascurata da Charlotte), Satoransky con la dunk aggressiva a una mano in transizione e tripla di White su palla persa da P.J. che costringeva dopo lo 0-8 di parziale Borrego al time-out a 2:59.

42-56 disastroso ma Graham da tre (4/5) supportava l’attacco degli Hornets a 2:46, poi Charlotte pasticciava troppo in attacco ma reggeva con Miles su Gafford ed era ancora Bridges ad annullare due appoggi di Lavine nel giro di due secondi (la second chance su rimessa dal fondo).

A 1:13 Devonte’ in transizione segnava, Rozier senza ritmo mancava la tripla ma LaVine fuggito al lungo mancava l’appoggio e così finiva per riprovarci Rozier, questa volta in caduta sull’avvicinamento in corsa; palla appoggiata al vetro, due punti e tutti negli spogliatoi sul 49-56.

3° quarto:

Charlotte partiva attaccando troppo lentamente con il tiro da casa sua di Graham, impossibile… poi finalmente il passaggio semplice verticale dentro per Zeller consentiva al centro di appoggiar di destra facilmente e un fade-away di Rozier dalla linea di fondo destra valeva l’11-0 run tra i due quarti con gli Hornets tornati sul -3 (53-56).

Satoransky con l’arresto e tiro dal bordo destro del pitturato e la tripla sullo stesso lato di Lavine (cambio angolo) valevano per i Bulls il nuovo rilancio sul 53-61 finché al parziale di 5-0 non rispondeva Charlotte con uno uguale composto dalla freccia avvelenata di Rozier dalla sinistra (solo cotone) e da un’entrata da sinistra di Miles che dopo il crossover andava sulla linea di fondo per uno spettacolare appoggio rovesciato proteggendosi con il ferro (58-61).

LaVine purtroppo metteva la sesta delle sette conclusioni tentate da fuori con predisposizione dagli angoli e ne aggiungeva due da sotto trascinando i neri al +8 (58-66).

Cody a 7:08 si correggeva da sotto dopo aver rischiato di perder palla e passi, LaVine freddava con una finta e un tocco reverse Bridges e sulla girata di Williams spalle a canestro White provava a farsi fischiare lo sfondamento ma non arrivava nulla e il n°2 segnava agilmente dal mid-range il 62-66.

White e Biyombo non modificavano il divario poi il congolese appoggiava al vetro, Gafford respingeva mentre il nostro centro subiva anche fallo.

Sarebbe goaltending più tiro libero ma la terna incredibilmente non si avvedeva della situazione e consegnava due palloni al n°8 che finiva per realizzare solamente il secondo.

Il pubblico intuiva che però sul nuovo -3 sarebbe potuto essere il momento buono per l’aggancio e chiamava la difesa così la pressione degli Hornets e la zona fermavano l’attacco Bulls.

A 3:17 la passeggiata di Williams con floater valeva il -1, Young da tre scagliava un air-ball, Batum era ricoperto da improperi dopo un catch n’shoot in girata dall’angolo impossibile e il lento incedere fino al centro dell’area di Williams contro White portava a due comodi punti in floater per il sorpasso desiderato.

Un gioco a due tra Graham e Biz portava il play sul raddoppio a trovar lo spazio per il passaggio smarcante del congolese che segnava in jam nel momento topico degli Hornets.

Un rimbalzo del nostro centro di riserva consentiva a Williams di provare una conclusione da fuori dalla sinistra: bucket e Hornets sul 74-68 a :49.3.

Una rimessa data agli Hornets era giustamente invertita e su questa arrivava il contatto Biz/Carter Jr. (per gli arbitri era fallo, per me stoppata buona ma dato che comandano gli arbitri…) che generava due FT, splittati.

74-69 era anche il risultato finale dopo la terza frazione.

Rozier in entrata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Dunn commetteva subito fallo andando verso canestro e un taglio back-door consentiva a Monk di andare in alley-oop, Bridges appoggiava al vetro di destra tagliando l’area e su una transizione un lob di Rozier consentiva a Monk di esibirsi in una fantastica plastica schiacciata di destro in alley-oop.

Boylen si beccava anche un tecnico e il parziale degli Hornets saliva sul 19-1 (81-69) ma l’unico veramente a non arrendersi era LaVine che segnava ancora da tre (7/9), Rozier contrastava il rientro con il rimbalzo amico sul ferro dal pitturato e sul +11 Borrego a 10:03 mandava dentro Zeller.

Una dunk di LaVine e un pull-up 3 di White riavvicinavano sul -8 la squadra dell’Illinois che era colpita da Bridges nel traffico.

White segnava ancora arrivando a 21 punti, Cody segnava di destro facendosi perdonare l’azione precedente ma LaVine con la tripla, l’ottava di serata, a 7:48 segnava l’87-82.

A 7:24 un passaggio scellerato di Bridges no look schiena a canestro per Cody era deviato verso Williams che al volo segnava l’assurda tripla e dopo due punti Bulls, un bound pass di Cody era buono per Williams per resistere al contatto con Carter Jr., segnare due punti e libero addizionale (93-84) a 6:49.

Se Zeller mostrava qualcosa di buono in attacco a rimbalzo difensivo spesso non c’era e così White da second chance segnava la tripla.

9-11 nei rimbalzi offensivi, 8-15 nelle seconde possibilità…

Graham mancava la tripla ma Cody sul lato offensivo dava di più catturando il pallone e segnando sebbene a 5:41 LaVine segnasse da sotto il 95-89.

Marvin replicava alla guardia avversaria battendolo nel pitturato destro con tocco al vetro, si accendeva dunque il duello e a $:47 LaVine calando un’altra tripla sembrava quasi disumano. Marvin però con un baby hook dal tocco magico nel pitturato sinistro lasciava la scia vincente sulla testa della guardia solo che ormai LaVine, lanciatissimo procurava 5 punti consecutivi per i suoi; prima con l’euro-step in entrata e poi approfittando di uno Zeller imbolsito a palleggiarsi palla sul piede per andare in transizione a segnar da tre punti a 3:49 per l’irreale 99-97.

Sembrava che Charlotte finalmente potesse approdare a un finale tranquillo quando Rozier affondava la tripla dalla diagonale sinistra a 2:54 e a 2:22 lo stesso numero 3, aggiungendo un FT ci portava sul +8 (105-97).

A 1:21 anche Carter Jr. splittava ma Rozier sul raddoppio di White su Graham trovava il passaggio del compagno per dare la rotazione giusta alla sfera: 3 punti a 1:02, 108-100, qualsiasi squadra sarebbe tranquilla ma non gli Hornets che dopo aver incassato due punti uscivano bene dalla pressione a tutto campo dei Bulls con l’assist di Graham per la dunk di Biz.

LaVine era quasi comico su Rozier, fintando l’entrata vistosamente con il ginocchio alto; la tripla sparata con codesta finta da fermo su Rozier beneficiava del Dio del basket evidentemente, poi fallo di LaVine su Rozier a :32.1 (2/2) e 112-105.

Ancor più tragicomico era LaVine che superando il logo di centrocampo lasciava andare un tiro per non perder tempo che sbatteva contro la tabella e s’infilava per il 112-108.

Rozier a :22.8 in lunetta mancava un libero e a :17.2 White in layup recuperava un punto.

Charlotte rischiava di perder palla sulla rimessa dal fondo (Hornets senza time-out) ma Graham ne usciva con due liberi che realizzava sbloccandosi nel secondo tempo.

Cronometro a :14.7, risultato 115-110.

Nulla da perder per i Bulls e tiro da tre di Satoransky a :07.1 dalla diagonale sinistra, ancora una volta centrato.

-2…

Il disastro visti gli accadimenti precedenti era nell’aria, viziato da un fallo netto di White: rimessa dal fondo di Rozier fuori equilibrio, Graham subito triplicato, White è il più aggressivo e commette fallo cercando di toglier palla a Graham che prova a uscire dalla mischia restituendo a Rozier: tocco sulla mano sinistra e trattenuta successiva mentre Lavine uscendo con la sfera arretrava per andare a compiere il destino della partita con la tripla dalla sinistra che a 8 decimi non lasciava scampo a Charlotte superata 115-116.

Una clamorosa sconfitta firmata LaVine giunto a 49 punti finali…

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

28 pt., 1 rimbalzo, 5 assist, 1 rubata. 8/12 dal campo, 9/12 FT. -7 in +/-. Scelte di passaggio quando penetra non sempre buone, anzi, spesso i passaggi sono per gli avversari ma nel finale centra due triple che avrebbero potuto regalarci gioia in una serata normale ma la partita è stregata e il libero fallito a :22.8 diventa mortale. Certo… nel complesso in attacco da tanto e in difesa ci prova. Sul passaggio finale è fuori equilibrio ma senza time-out è costretto per non rischiare a ceder palla all’uomo più vicino e teoricamente più veloce a uscir dal raddoppio.

Devonte’ Graham: 6,5

18 pt., 2 rimbalzi, 10 assist. 6/13 dal campo. 6 TO. 4/9 da 3. 2/2 FT. Come punti praticamente tutto nel primo tempo eccetto i liberi finali. Pressato, si dedica all’arte dell’assist arrivando in doppia doppia. Punti sui suoi standard, nel primo tempo si riprende nel finale di primo quarto per continuare a tenere a galla gli Hornets. L’ultimo pallone non glielo deve portare via nemmeno una piovra gigante, è fallo ma non conta, nessuno protesta e sull’azione decisiva diventa immeritato protagonista in negativo.

Miles Bridges: 6,5

11 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. 5/11 dal campo. +2 in +/-. Compie alcune ottime difese e gli capita di stoppare LaVine due volte nel giro di un secondo. Salta sulla penultima tripla di Satoransky, lo rallenta ma non lo ferma. Non ha il passaggio nel sangue e rischia di perder un pallone nel finale ma da una buona spinta con alcune entrate che mette in qualche maniera. Aiuta a rimbalzo difensivo.

P.J. Washington: 5,5

3 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1stoppata in 22:11. 1/7 dal campo, -5. Minutaggio limitato ma non lo vedo come starter o fake starter. Segna una tripla e sbaglia tutto il resto. Va un po’ meglio, si fa per dire, rispetto al solito in difesa dove pianta anche due rubate e una stoppata ma deve ancora crescere molto, io metterei Williams in campo e P.J. lo parificherei alle bench avversarie, o lo farei slittare tra un turno e l’altro. Continuare così sembra controproducente e rischia di bruciarlo, lo trovo spento in certi frangenti…

Cody Zeller: 5

14 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 6/10 dal campo. 2 TO, -24… Sul lato offensivo riesce a metter dentro qualche canestro ma si fa stoppare anche 2 volte e perde un pallone sanguinoso nell’ultimo quarto. Pende più rimbalzi offensivi che difensivi (5 vs 4) e non va bene così perché sarebbe bastato arrivare su un rimbalzo in più e non concede una second chance per guadagnare la vittoria. Troppo pochi in 24:47 per quelli che gli capitano in difesa. Nel complesso, tra attacco e difesa andiamo a perderci e il -24 non è bugiardo.

Malik Monk: 6

6 pt. (3/6) in 18:39. Due alley-oop notevoli per i fotografi ma anche uno 0/2 da fuori. Gioca poco e prende i tiri che può nel minutaggio concessogli. Non sfigura finendo con un +3 in +/-.

Nicolas Batum: 5

3 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 2 TO, +11. 16:13, strano caso che sia +11 il plus/minus. A parte l’alley-oop per Monk trovo poco dinamica Charlotte con lui in campo e anche lo sfizio di prendersi una tripla volante in angolo è da mah… Sta togliendo minuti a Bacon, Martin o ad altri e non migliora dal mio punto di vista realmente il gioco dinamico della squadra. Un paio di perse evitabili.

Marvin Williams: 7,5

21 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 9/10 dal campo, 2/3 da fuori, 2 TO. Avrebbe meritato la vittoria. Gioca semplicemente pompando palleggi spalle a canestro e sfruttando i mismatch contro White o LaVine battuti nel pitturato, esplodendo nel secondo tempo con 19 punti, lui che era stato definito da un fan. Mr. First Time dopo essersi spento in una L precedente nel secondo tempo. Infila anche un teardrop su un gioco a due con Graham e due bombe. Manca solo un tiro. Il veterano in una partita tattica c’è. Non riesce a fermare LaVine sul tiro finale ma non credo vi sarebbero riusciti nemmeno gli altri Hornets.

Bismack Biyombo: 7

11 pt., 12 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. +23, 5/9 FG. Parte male sbagliando qualche tocco ma come protector rim vale una volta e mezza o forse due Zeller anche in seconda battuta quando influenza alcuni tiri, anche a LaVine facendolo sbagliare nettamente. Ottimo a rimbalzo, in serata, trovato come terminale offensivo può dedicarsi alla schiacciata. Sarebbe da lanciare in quintetto al posto di Zeller.

Cody Martin: s.v.

0 pt., 1 rimbalzo in 5:02. Entra e perde subito palla. Cerca di portar pressione unendosi ai compagni senza lode o infamia.

Coach James Borrego: 5

Consuma tutti i time-out troppo presto e infila in campo quel disastro di Zeller, troppo soft a rimbalzo difensivo e che lascia sul campo qualche rimbalzo in attacco. Non può orchestrate un time-out per le rimesse finali e se va bene prima a Graham che rischia la palla persa, sul finale va male, anche se viziato.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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