Game 2: Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 123-112

Intro

Fondali distorti, piano olandese, inquietanti e soffocanti sono le inquadrature di quello che viene definito il massimo capolavoro del cinema tedesco: “Il gabinetto del Dottor Caligari”.

Film muto uscito nel 1920 in Germania che ha una trama surreale – come molte partite degli Hornets – e usa una tecnica di analessi (flashback) per raccontare una storia che avrà un finale incerto aperto alle ipotesi di allucinazione e realtà riguardo una storia narrata da un paziente di un ospedale psichiatrico.

Charlotte ci ha abituato a picchi horror come sul -23 contro i Pacers ma la sorpresa di un cambio di rotta così mutevole può paragonarsi a ciò che accade nel film che segue le sue contingenze ma sorprende lasciando alla fine in sospeso lo spettatore.

Cosa si inventerà Borrego per limitare le soffocanti torri di Cleveland e lo zigzagante Sexton è difficile a dirsi ma Charlotte ha bisogno di una seconda vittoria per dare credito alle proprie chance di playoff.

Se nel film, ciò che ferma il killer (il reale assassino però è il mandante che sfrutta un sonnambulo) è la sfolgorante e stordente bellezza della protagonista, con il recupero di Rozier, la speranza è di vedere migliori aiuti difensivi, un bel gioco più variegato, fluido ed efficacie in grado di abbacinare i Cavalieri di Cleveland.

Andamento della partita

Charlotte partiva bene con mani veloci in difesa che portavano ai canestri di Ball in transizione e a quello di Plumlee in alley-oop morbido dopo una buona difesa al ferro dello stesso.

La partita rimaneva equilibrata e i Cavs passavano avanti con un parzialino di 0-5.

Trovato il pari a 8:59 ai liberi con Rozier, però, la squadra dell’Ohio tentava di strappare con un allungo culminato dalla tripla di Rubio (10-18) alla quale rispondeva con un deep 3 dalla perfetta rotazione Ball.

Charlotte si affidava alle seconde linee con un quintetto super corto (Smith, Martin, Rozier, Oubre Jr. e P.J.) ed era l’ex Warriors a fare il diavolo a quattro con due bombe, un assist, un mid range e una penetrazione che riportava a 2:18 il risultato in parità a quota 23.

Cleveland chiudeva comunque il primo quarto avanti sul 27-30.

La tendenza si palesava anche in avvio di seconda frazione con i Cavs a scappare sul 29-37 e – nonostante un paio di circus shot a segno da parte di Ball – si arrivava sul 35-44 dopo una iper dunk di Allen sul malcapitato Plumlee.

I Cavs si dimenticavano di rientrare velocemente e Miles rispondeva con una reverse dunk ma la squadra in bordeaux giungeva sino al +11 benché Oubre Jr. con uno stop & Pop dimezzasse lo svantaggio momentaneamente sul 43-49.

Borrego chiamava un time-out dopo una transizione finalizzata da Sexton (43-51) e la squadra rimontava con un gancetto di un Bridges (50-53) partito in sordina che cominciava a fare la differenza in questa fase.

Si andava a riposo però con un -5 (54-59) dovuto a due interpretazioni dubbie (fallo chiamato in difesa a H con due FT di Okoro) e un possibile fallo mancante su P.J. Che portava a una transizione capitalizzata dall’angolo sx da Markkanen per 3 punti pesanti.

Chiudeva a un decimo Oubre Jr. in alley-oop su assist di Smith che dopo aver rischiato di perder palla la lanciava al compagno appena in tempo.

Il flop del primo tempo era Rozier, che, rientrante dall’infortunio alla caviglia sx andava un po’ in difficoltà offensivamente chiudendo con 2 pt. E uno 0/3 dal campo mentre Oubre Jr. con 17 punti partiva benissimo.

Ball, costretto a metà secondo quarto al terzo fallo, era limitato a 11:05 ma con 9 pt. (4/4) e 4 assist.

Bene comunque Smith con 7 assist e Bridges con 11 pt. (5/11).

In avvio ripresa i calabroni sembravano prendere il ritmo giocando più convinti delle proprie possibilità così un possibile assist di ball per Rozier era convertito dallo stesso (un po’ nervoso con una spinta alle gambe di Mobley dopo essere finito a terra per un fallo del lungo dei Cavs) con due liberi per il 64-65, trampolino per il vantaggio Hornets dopo lungo tempo con l’uscita dal blocco di Ball per arrivare all’alzata frontale scevra da difensori.

Sul 70-67 (putback dunk di Miles), tornavano a farsi sentire i Cavs, complice una panchina nel tratto non performante in difesa e un Rozier che, nonostante il suo primo canestro dal campo a 5:16, rimaneva distante dalle sue massime possibilità e veniva anche vessato con un fallo fantasma.

Borrego chiamava un time-out sul 72-76 per cercare di far riprendere ai suoi in mano le briglie psicologiche della partita e la cosa funzionava poiché Oubre Jr. a 3:13 infilava la tripla mentre un rimbalzo offensivo di Martin più fallo faceva risalire sul +1 i ragazzi di Borrego che mantenevano il vantaggio sino a fine quarto (90-89).

Gli Hornets srotolavano il precedente DNA felino giocando come il gatto con il topo in avvio di ultimo periodo quando una steal con fing and roll di Martin, un secondo fing and roll di Miles, una tripla dello stesso (10:47) e una bomba di Hayward a 10:03 su drive & kick di Ball sganciavano i Calabroni sul 100-91.

Parziale che tagliava le gambe a Cleveland così Charlotte giocava piuttosto sul velluto gli ultimi minuti e quando Plumlee cementava un rimbalzo dopo qualche punto mangiato dai Cavs, la partita andava in ghiaccio con la vittoria degli Hornets che porta sul 2-0 il team prima della dura trasferta a BKN.

Ball scarica all’esterno un pallone.

Analisi

Nonostante i Cavaliers ci abbiano spesso fatto soffrire in questi anni, questi Hornets hanno qualcosa in più della squadra allenata da Bickerstaff.

Gioca sorniona Charlotte nel primo tempo non intensificando la difesa e giocando meno veloce delle proprie possibilità.

Nella ripresa la solfa cambia e a un Oubre Jr. già performante offensivamente nel primo tempo si aggiungevano i tasselli Ball e Hayward oltre a un fondamentale (in primis difensivamente) Cody Martin.

Il gioco difesa/attacco rapido di Charlotte schianta in avvio di ultimo quarto i Cavs che a livello statistico, nonostante i team abbiano superato entrambi il 50,0% al tiro, la differenza l’ha fatta la percentuale da tre punti con il 40,6% di Charlotte contro il 29,0% di Cleveland che ha cominciato a stentare nel terzo periodo quando si è affidata spessissimo a jumper da ontano che hanno smesso di entrare.

Questo ha generato una supremazia a rimbalzo (46-36) mentre altri fattori sono state le panchine che in termini di punti hanno fatto registrare un 45-27 in favore degli Hornets.

32-26 negli assist e 13-9 nelle steal.

Per i Cavs 33 punti di Sexton, doppia doppia di Rubio con 15 punti e 10 assist mentre la coppia di ali Markkanen/Mobley ha terminato con 13 punti a testa.

Lo spauracchio Allen si è fermato a 11 punti e 4 rimbalzi giocando meno del previsto.

LaMelo Ball: 7,5

Perfetto nel primo tempo con un 4/4 dal campo e 4 assist anche se è costretto a giocare 5 minuti in meno a causa del terzo fallo speso in chiusura su una penetrazione di Sexton. Termina con 17 punti sprecando poco (8/12), 6 assist, 5 rubate. Ancora fondamentale per aprire la scatola sei Cavaliers. Parte in maniera perfetta e non più limitato dai falli, nel secondo tempo sciorina un paio di drive and kick che valgono 6 punti.

Terry Rozier: 5

Il rientrante Rozier nel suo Stato, dove ha sempre giocato bene, appare fantasmatico nel primo tempo chiuso con uno 0/3 al tiro. Molto timido, frenato dalla precaria salute, a 4:23 dalla fine, su un passaggio saltato, mostra come la parte dolorante (caviglia sx) non sia ancora a posto e deve uscire. Chiude con 6 punti (4/4 ai liberi), 1/5 al tiro e 3 TO. Meglio si riposi e rientri quando potrà dare un reale contributo alla causa se non è ancora in condizione, specialmente se il vero Oubre Jr. è questo.

Gordon Hayward: 7,5

Indispensabile ingranaggio di Charlotte, termina con un 2/7 (4 pt.) e 3 assist i primi 24 minuti ma termina con 18 punti, 9 assist e un +21 in +/- oltre a 4 TO. Indovina un paio di tiri fondamentali nell’ultimo quarto per dare a Charlotte quel quid che serve al team per scappare via e non farsi più riprendere.

Miles Bridges: 8

Lavoro impegnativo per lui in serata. Parte maluccio, poi, come un diesel si scalda e non lo ferma più nessuno tra triple, putback dunk e anche entrate rifinite di fino da un buon tocco, cosa che non sapeva fare agli esordi. 30 punti (13/24), 7 rimbalzi e anche 3 rubate. Una forza per Charlotte contro le tower dei Cavs.

Mason Plumlee: 6,5

Possibile martire contro Allen, nel primo tempo, al contrario di quanto visto con Indy, non soffre particolarmente nonostante un paio di sparate in testa da parte di Allen. 5 pt. E 7 rimbalzi nella prima parte, certo… pare che l’entourage degli Hornets vada a scegliere con il lanternino centri dalla più che discutibile mano ai liberi con una tendenza a faticare con palla in mano sotto canestro, tuttavia fa buona guardia a rimbalzo (importantissimo) cogliendone uno importante a metà ultimo quarto con fallo di Sexton annesso. 7 punti, 14 rimbalzi, 3 TO.

Kelly Oubre Jr.: 8

Kelly torna sé stesso con una partenza laser dalla panchina mettendo dentro 17 punti nella prima parte del match. Chiude con 25 (9/13) e 3 rimbalzi. Non forza nel secondo tempo ma nel complesso mostra che può avere una buona mano anche da fuori (4/7) ed essere intraprendente come quando dalla linea di fondo destra va ad appoggiare convertendo anche un and one. Buona prestazione dopo la prima uscita un po’ così.

Ish Smith: 6,5

Lo speedy corriere degli Hornets recapita assist nel primo tempo terminando con soli 2 punti (1/5) e 0/2 dalla lunetta ma 8 assist finali con 0 TO e una bella alzata per l’alley-oop di Oubre Jr. sulla sirena del secondo quarto. Nel secondo tempo rompe un raddoppio, si fionda a canestro, manca il tiro ma la sfera è preda di P.J. che converte. Se fa girare anche la squadra è affidabile.

Cody Martin: 8

“Soldatino” ordinato nel primo tempo, cambia la partita nel secondo con anticipi, steal, transizioni, rimbalzi (un paio di offensivi che generano 5 punti) e anche il lusso di una mega-dunk su Allen in stile Rozier Vs Durant lo scorso anno che fa interrompere da Collins con un urlo che erompe dal nulla la povera bordocampista Shahammadi che brillantemente può solo affermare che va tutto bene. Fattore fondamentale, gli Hornets hanno fatto bene a tenerlo. 10 punti, 8 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate.

P.J. Washington: 6

Dopo la prestazione nel finale con Indiana non deve compiere miracoli. Parte al tiro come il solito poi chiude con un 3/8 che gli vale 8 punti in casella più 5 rimbalzi e 3 assist. Mano da correggere da fuori ma aiuta in contenimento.

Jalen McDaniels: s.v.

1:10 in campo nel garbage time, nulla da segnalare di particolare.

James Bouknight: s.v.

Esordio da un minuto e dieci secondi che non porta a nulla. La squadra prende un parziale di 0-5 cercando di far girare la palla, far scorrere il tempo e chiudere la partita.

Kai Jones: s.v.

Vedi Bouknight ma con due TO.

J.T. Thor: s.v.

Vedi Bouknight.

Nick Richards: s.v.

Non è un esordiente ma per il resto, come Bouknight.

Coach James Borrego: 6,5

Ero curioso di vedere cosa si sarebbe inventato contro le poderose torri di Cleveland. La squadra per un tempo gioca al di sotto delle proprie possibilità preservando un po’ di freschezza, poi spunta come contro Indiana fatalmente nell’ultimo quarto non lasciando scampo a Cleveland grazie all’intensificazione difensiva, trappola per i lunghi di Cleveland con gli anticipi rapidi di Ball, Oubre Jr. e Ball oltre all’abbagliante e rapido gioco offensivo che porta in brevissimo tempo alla fuga il team. Si arrabbia a ragione prima di rientrare negli spogliatoi per un paio di situazioni dubbie con Cleveland un po’ favorita dalla terna (nulla di trascendentale ma vantaggi da fattore campo) nei FT in avvio. La squadra c’è.

L’intervista a fine partita di Bridges.
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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