Game 2 Preseason – Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors 109-112

Dopo la prima “controversa” uscita la squadra di Borrego cercava riscatto contro la stessa avversaria.

Oltre che sperimentare rotazioni, giochi e giocatori, urgeva prendere le misure difensive sui Raptors per mostrare progressi in preseason.

Calibrare una difesa migliore sull’arco e risolvere i problemi visibili prima che inizi la stagione sono le priorità.

Vediamo com’è andata in questa seconda uscita.

Punti Positivi

Delle rotazioni più veritiere hanno permesso di vedere una squadra più centrata e migliore di quella vista alla prima uscita.

Il team regge bene il confronto tra i quintetti titolari e lo chiude in sostanziale parità tenendo conto di esser qualche punto avanti ma ai canadesi mancava Lowry.

Sforzo difensivo maggiore sulla linea dei tre punti e più aiuti rispetto la prima partita con un’intensità difensiva che a tratti mete in difficoltà i canadesi.

Il nucleo composto da titolari e primi cambi se la cava bene.

Buona mano di Zeller dalla lunetta.

Un LaMelo molto più sul pezzo rispetto a quello della prima partita.

Hayward conferma di essere il pezzo mancante con un vasto repertorio di soluzioni.

Buona partita di Rozier a conferma che il finale dello scorso anno non fu una fiammata.

Riguardandola, bellissima l’area pitturata “futurista” con gli esagoni che ricordano il portale di un’astronave aliena…

Punti Negativi

Troppo acerbi alcuni giocatori.

Ancora molti turnover.

Troppo facile sparare in faccia alla nostra difesa a volte, per motivi di cm o di rotazioni.

Zeller sempre un po’ in difficoltà sugli avversari in entrata.

LaMelo nel finale, inserito insieme alla panchina profonda non illumina.

Malik Monk getta via la rimonta nel finale con un paio di tiri discutibili.

Risultato negativo determinato dalla panchina profonda, un peccato sia sfumata la prima vittoria dopo esser stati in vantaggio a lungo ma Borrego ha voluto giustamente provare anche giocatori che meriterebbero una chance.

Sneed, che aveva mostrato un buon tiro nella prima partita, non coinvolto dalla squadra al tiro nel finale.

Rumore finto del pubblico (inesistente) insopportabile.

La partita

Toronto schierava inizialmente: Powell, VanVleet, Anunoby, Siakam e Baynes.

Charlotte rispondeva con:

1° quarto

La prima palla giocabile è appannaggio di Toronto ma i primi a passare in vantaggio sono gli Hornets che segnano con un taglio frontale di Graham ben servito da Zeller.

Dopo il pari immediato di Baynes era Hayward a colpire da fuori a 10:34 ma Siakam con due canestri di ottima fattura creava il 5-6.

A 8:10 la finta, lo spostamento e la tripla di Graham riportavano sopra i Calabroni che guadagnavano anche due tiri liberi allo scadere dei 24 secondi sempre grazie a Devonte’ che disegnava il fallo su un VanVleet troppo aggressivo in chiusura.

Uno su due per ritoccare poi seconda stoppata di serata di P.J. (Anunoby la vittima questa volta) a metà esatta del quarto l’allungo: jumper appena dentro la linea dei 3 punti di Gordon, tripla frontale di P.J (5:27) e dentro Bridges, Cody Martin e LaMelo.

Proprio quest’ultimo con un escape dribble dalla linea laterale a destra infilava i suoi primi – tre – punti in maglia Hornets per il 19-11.

Gli Hornets riuscivano quindi a mantenere quasi inalterato il vantaggio a fine quarto cedendo solamente un punto (30-22) con una transizione da segnalare: elegante alzata di LaMelo a una mano per lo stacco di McDaniels che si trovava nella mesosfera per l’alley-oop.

2° quarto

Inizio promettente per Charlotte con Cody Martin a rubare un pallone, McDaniels a metter dentro da sotto dopo aver ricevuto da un Graham (depistando mezza difesa) che chiudeva con un bound pass, ancora McDaniels che dalle due diagonali aggiungeva sei punti…

Toronto cercava nel mezzo di tener botta con 5 punti di Flynn ma un altro assist assassino di LaMelo, questa volta per Bridges, creavano il mandante e l’assassino per un attacco dinamitardo in alley-oop all’anello.

Un tecnico battuto da Rozier allungava il brodo sul 43-29 ma cominciava l’assidua sagra del tiro da fuori: VanVleet colpiva tre volte (l’ultima dopo aver rubato palla a P.J.) così il divario scemava solamente a tre punti (50-48).

A far riallungare i Calabroni ci pensava Rozier che chiamando palla sull’esterno destro era visto da P.J. che con abilità, dopo un dribbling, lo serviva per vedere il compagno infilare la tripla poi, su una second Chance Hayward caricava il jumper dal cuore del pitturato e faceva +7 (55-48).

Toronto organizzava le operazioni di rimonta tornando sul 57-52 ma un inarrestabile corsa di Graham si chiudeva con l’appoggio in mezzo alle divise rosse.

Fallo, two and one realizzato per il 60-52.

Peccato gli Hornets rovinassero a metà il vantaggio concedendo negli ultimi secondi un rimbalzo offensivo ai Raptors che si tramutava in due punti e rimettessero male sull’ultima azione di gioco con P.J. che forniva quello che sarà l’involontario assist per la tripla di un quasi infallibile VanVleet da fuori l’arco.

60-57 a fine primo quarto, a dispetto del primo match, con meno rotazioni, dal -7 al +3 mostrando un gioco migliore e più solidità.

3° quarto

Graham batteva l’iniziale disposizione a zona di Toronto con un floater soft poi era P.J. con un gancetto da sotto ad allungare, Zeller aggiungeva 4 punti consecutivi e gli Hornets si sganciavano nuovamente (68-59).

Come da copione Toronto non mollava: l’inseguimento era guidato da Siakam che colpendo da tre punti preoccupava un po’ Borrego.

Dopo una chiamata di verifica di coach Nurse su un tiro di Rozier, ecco i due punti di Powell che consentivano ai canadesi di arrivare a un possesso (69-66).

Una caparbia azione di P.J. da sotto da solo contro due avversari lo vedeva aver la meglio al secondo tentativo, Rozier dalla diagonale sinistra aggiungeva con semplicità tre punti come Hayward a 6:39 dal alto destro (79-70).

Thomas e Flynn riducevano lo scarto a 4 punti, Bembry e Watanabe lo portavano a -1 (81-80), una tripla di LaMelo dal corner sinistro respingeva il primo assalto ma i Predatori tornando alla carica sorpassavano con Len a 1:04 dalla terza sirena (84-85).

Toccava a Biyombo pareggiare dalla lunetta splittando i liberi e riportare in vantaggio l’home team grazie a una decisa schiacciata appesa che chiudeva i conti nel terzo periodo sull’87-85.

L’errata grafica a fine terzo quarto ci racconta di un Rozier due volte marcatore. Terry chiuderà a 15 punti.

4° quarto

Si apriva ancora all’insegna di Graham la frazione: uno step-back con rim/glass/net portava in vantaggio gli Hornets che tuttavia erano raggiunti sul 91 pari da Len, il quale, sbagliando il libero addizionale, salvava gli Hornets dal sorpasso.

La fase era piuttosto confusionaria, tanti TO da parte di ambo le squadre con palloni persi banalmente, a spezzare l’equilibrio momentaneamente era McDaniels con una tabellata da tre punti che infrangeva la zona di Toronto.

I canadesi però avevano la meglio poiché Davis pareggiava con un più preciso tiro da fuori, poi gli ingressi di Carey Jr. e Darling non davano benefici come l’acquisizione recente di Toronto: Flynn in entrata prima e con una tripla uno contro uno oltre McDaniels poi, portava al massimo vantaggio la squadra di Nurse (94-99).

La panchina di Charlotte era troppo acerba: anche l’innesto di Richards era nullo, Toronto volava sul +8 a 6:50 conservando sette punti.

Toronto raggiunge anche il +10 poi a 2:24 Cody Martin, affondando in corsa una schiacciata a una mano suona la carica.

Il fratello lo imita in forma minore ed è 107-111.

Monk getta via le residue speranze con un tiro non molto consigliabile e nel finale arriva sulla sirena un tap-in di Richards che fissa il punteggio sul 109-112.

Toronto vince grazie a migliori tiratori e a un finale rovinato dall’ingresso della panchina.

Vero è che Toronto ha dovuto rinunciare a Lowry e VanVleet si è seduto in panca prima ma Flynn è un più che valido sostituto.

Peccato sprecare un 57-46 a rimbalzo e un 33-23 negli assist oltre a maggiori tiri liberi presi ma il 25-22 nei TO e al tiro, il complessivo – pur buon – 45,7% contro il 47,6% avversario, hanno determinato il risultato.

Peccato per il risultato con gli Hornets a caccia della prima W stagionale per avere un po’ di entusiasmo in più.

Scenderemo a Orlando per una doppia sfida augurandosi di trovare lì almeno una vittoria prima che le cose si facciano serie.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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