Game 20: Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 110-108

Kai Jones ha chiuso con 12 rimbalzi e 9 punti regalando qualche momento esaltante come la chiusura in alley-oop di una transizione da favola iniziata con una stoppata di Richards su Gobert.

Charlotte cercava di conquistare la seconda vittoria consecutiva dopo aver battuto a sorpresa i 76ers nella partita precedente.

Gli Hornets perdevano anche Gordon Hayward e in un inizio piuttosto complicato in difesa pareva che la squadra di Clifford potesse esser mangiata in un sol boccone da quella di Finch.

Troppe fragilità difensive, così quando gli ospiti non cadevano nella trappola dei TO con palle perse e rubate riuscivano a segnare con regolarità da sotto o anche da fuori con discreta mano.

Gli Hornets beneficiavano in attacco di un’altra serata speciale di Kelly Oubre Jr. che univa visione, potenza, agilità e coordinazione (28 pt. per lui alla fine con 10/21 dal campo) e arrivavano sul -10 all’intervallo.

Charlotte riusciva a trovare finalmente il proprio ritmo in avvio di ripresa mettendo più energia del solito e con un parziale di 39-21 si portava al comando 91-83.

Maledon, Kai Jones e P.J. Washington oltre a Rozier si aggiungevano a Kelly trovando canestri importanti, esaltante l’azione nella quale Richards stoppava Gobert e in transizione su una palla a campanile decollava nell’iperspazio l’uomo dai capelli blu Kai Jones.

Il fratello di Lamù faceva esplodere il The Hive che vedeva allontanar ancor di più a 10:47 dalla sconfitta la propria squadra con Jones a realizzare 2 FT per il 95-83.

Gli uomini di Minneapolis però ritrovavano il bandolo della matassa dopo la parossistica sfuriata dei Calabroni e Gobert metteva due canestri da sotto e si arrivava a 3:33 con la tripla di Russell in transizione su uno scarico forzato ed errato di Plumlee.

103-102, per una volta però la fortuna aiutava gli uomini in divisa nera con bordi oro e menta (inaugurata da Charlotte la City Edition quest’anno) con la difesa dei T.Wolves in scrumble mode colpita da u open 3 di Rozier dall’angolo destro.

Towns in corsa posterizzava Plumlee con una schiacciata cattiva: 106-104.

Un fischio salvava Charlotte dalla possibile disfatta: Rozier in entrata era leggermente spinto dal McDaniels sbagliato e andava a contatto con il corpo di Towns, fallo chiamato tardivamente ma 2/2 e Hornets a distanza di sicurezza anche dopo essersi trovati sul 109-106.

Minnesota con circa 4 secondi rimanenti sul cronometro se avesse deciso di non commetter fallo lasciava fare agli Hornets che arrivavano sino a :04.7 dalla sirena con un passaggio volante (finta di tiro) di Kelly Oubre, palla a P.J. Washington che andava in lunetta.

Brivido sul primo errore, buono il secondo.

Schiacciata di Gobert a 4 decimi dalla fine e risultato finale sul 110-108 Hornets che interrompevano la striscia vincente di Minnesota che durava da ben 5 partite regalando la seconda gioia consecutiva casalinga al proprio pubblico.

A livello statistico una delle chiavi fondamentali della vittoria è stato il ribaltamento numerico a rimbalzo nel secondo tempo, se Richards ne ha catturati solamente 3 è anche perché a volte di fianco è esploso Jones con i suoi mezzi atletici, record in carriera per lui con ben 12 rebound…

Anche le statistiche al tiro sono migliorate e Charlotte ha finito avanti rispetto a Minnesota, soprattutto nel tiro da oltre l’arco.

Rozier ha segnato 22 punti e fornito 8 assist ma con 6 TO, 16 i punti di P.J. Washington (importante nell’ultima frazione), 14 dell’intraprendente Maledon.

Hornets che hanno resistito alla fisicità del poker di uomini di Finch: Edwards 25 punti, Russell 20, Towns 19, Gobert 17 punti ed altrettanti rimbalzi.

Game recap

Partita fisicamente difficile per gli Hornets che l’aprivano con le triple di P.J. Washington e Kelly Oubre Jr. ma intervallate dai canestri ospiti che senza problemi realizzavano ravvicinatamente fino a superare con un two and one di Towns (9:40) che aggiungeva anche due pt. dalla lunetta per il 6-11.

Charlotte si riavvicinava con due ottimi canestri di McDaniels approfittando di alcuni TO del team ospite ma Russell ed Edwards centravano il bersaglio portando sul 10-15 il risultato.

I Lupi tentavano di scappare sul +9 ma Oubre Jr. e un alley-oop di Kai Jones a 4:04 riportavano sul -5 Charlotte.

Alla fine del quarto il divario – dopo l’ultimo canestro da tre di Edwards – tornava a stabilizzarsi a 5 punti, gli stessi mangiati da Charlotte in lunetta che chiudeva con un 3/8 i primi 12 minuti un quarto dalle alte percentuali dal campo per ambo le squadre.

A inizio secondo quarto i Lupi riprovavano ad allungare seguendo la tendenza che vedeva gli Hornets un po’ in difficoltà difensivamente

A provvedere ad un attacco bloccato ci pensava Oubre Jr. che prima in back-door riceveva un passaggio schiacciato di Plumlee (verticale) per sparare una potente schiacciata, poi si avvitava in turnaround a contatto con il fratello del nostro McDaniels realizzando un difficile canestro condito con and one che lo portava a 14 pt. per un 37-44…

Era sempre Kelly a restituire il -7 a 2:15 a mezzo tripla (48-55) ma nel finale Russell si trovava libero da tre sugli sviluppi di un’azione con un paio di tentativi falliti da parte degli uomini in divisa bianca.

Precisa tripla per il 52-62, score che rimaneva tale sino all’intervallo poiché sull’altro fronte Rozier da oltre l’arco andava corto sul primo ferro.

Un primo tempo condizionato dai rimbalzi: 25-31 (4-9 le second chance) e dai FT giacché Minnesota realizzava tutti i propri 13 mentre Charlotte, pur avendone a disposizione lo stesso numero, ne realizzava poco più della metà: 7…

Tabellino del primo tempo.
Confronto del primo tempo.

Bisognava cambiare qualcosa nel secondo tempo evidentemente.

Charlotte riusciva a partire forte costringendo a TO e tiri sbagliati gli avversari così, mettendo la partita sul ritmo (bravo nel primo tempo coach Finch a rompere il ritmo di Charlotte con due time-out) si arrivava a 7:51 con canestro firmato da Oubre che appoggiava al vetro resistendo al fallo di Gobert per il two and one del 66-69.

Parziale di 39-21 si portava al comando 91-83.

Maledon, Kai Jones e P.J. Washington oltre a Rozier si aggiungevano a Kelly trovando canestri importanti, esaltante l’azione nella quale Richards stoppava Gobert e in transizione su una palla a campanile decollava nell’iperspazio l’uomo dai capelli blu Kai Jones.

Il fratello di Lamù faceva esplodere il The Hive che vedeva allontanar ancor di più a 10:47 dalla sconfitta la propria squadra con Jones a realizzare 2 FT per il 95-83.

Gli uomini di Minneapolis però ritrovavano il bandolo della matassa dopo la parossistica sfuriata dei Calabroni e Gobert metteva due canestri da sotto e si arrivava a 3:33 con la tripla di Russell in transizione su uno scarico forzato ed errato di Plumlee.

103-102, per una volta però la fortuna aiutava gli uomini in divisa nera con bordi oro e menta (inaugurata da Charlotte la City Edition quest’anno) con la difesa dei T.Wolves in scrumble mode colpita da u open 3 di Rozier dall’angolo destro.

Towns in corsa posterizzava Plumlee con una schiacciata cattiva: 106-104.

Un fischio salvava Charlotte dalla possibile disfatta: Rozier in entrata era leggermente spinto dal McDaniels sbagliato e andava a contatto con il corpo di Towns, fallo chiamato tardivamente ma 2/2 e Hornets a distanza di sicurezza anche dopo essersi trovati sul 109-106.

Minnesota con circa 4 secondi rimanenti sul cronometro se avesse deciso di non commetter fallo lasciava fare agli Hornets che arrivavano sino a :04.7 dalla sirena con un passaggio volante (finta di tiro) di Kelly Oubre, palla a P.J. Washington che andava in lunetta.

Brivido sul primo errore, buono il secondo.

Schiacciata di Gobert a 4 decimi dalla fine e risultato finale sul 110-108 Hornets che interrompevano la striscia vincente di Minnesota che durava da ben 5 partite regalando la seconda gioia consecutiva casalinga al proprio pubblico.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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