Game 22: Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 104-109

Intro

I Suns sono in città.

Raffaele Riefoli, in arte Raf, negli anni ’80 e ’90 visse il periodo più solare della propria carriera.

Tra i tanti pezzi mitici sfornati, a partire da Self Control (la versione di Laura Branigan è la statunitense ma non l’originale), “Siamo Soli nell’Immenso Vuoto Che C’è” è una delle mie preferite perché oltre a cogliere le umane condizioni, tocca la verità dei rapporti tra persone.

Ironia, Suns come saprete sicuramente significa Soli, al plurale, nel senso del nostro astro, della nostra stella madre, moltiplicato.

Da sempre le varie civiltà hanno adorato questo elemento necessario per vivere qui, dal culto di Ra dell’antico Egitto al Giappone quasi contemporaneo dove fino al 1945 la Dea Amaterasu fosse considerata antica discendente diretta della famiglia imperiale giapponese.

Nel pezzo di Raf invece arrivano domande e risposte e al chiedersi che cosa fosse la vita, la gara senza senso era una delle risposte.

Charlotte non ha velleità di titolo e la stagione potrebbe essere priva di grandi significati e oltretutto i teal & purple si trovano nel limbo oggi… inseguire i playoffs avendo a portata 5 gare casalinghe in serie (a partire dalla notte contro i sorprendenti Suns) più o meno tutte giocabili o abbandonarsi verso i bassifondi della classifica per recuperar un pezzo da novanta al Draft prossimo?

Al momento Charlotte soffre molto il gap da trasferta contro i big team ma regge il passo contro tante altre squadre e l’intenzione sembrerebbe quella di giocarsela.

I fan hanno bisogno di una luce e vorrebbero che Charlotte non li/ci lasciasse nell’ombra (estrapoliamo sempre dal pezzo di Raf).

Analisi

Partita già vista a Charlotte quest’anno sulla falsariga di quella mandata in onda contro Chicago anche se meno assurda, rimane altra sconfitta tremenda con la squadra di Monty Williams a interrompere una serie di 5 sconfitte consecutive.

Gli Hornets si fanno bruciare dai Soli nell’ultimo minuto dopo essere stati in vantaggio 104-97 e senza controversie arbitrali.

Un parziale di 12-0 ha chiuso la gara, ma, procedendo con ordine:

Primo tempo orrendo condito da 12 steal di Phoenix, 15 TO Charlotte, una squadra in balia delle transizioni, incapace di allestire, imbastire un gioco decente offensivo sembrata di categoria inferiore, cedeva di schianto sul 39-59 all’intervallo offrendo un secondo quarto forse peggiore del primo.

Nel terzo quarto suonava la carica per gli Hornets che grazie a un ispirato Williams (altro parallelismo con la L precedentemente accennata) tornavano sul -7 (73-80).

La rimonta si completava nell’ultimo quarto quando Bacon a 8:28 effettuava il sorpasso (86-84), poi sull’onda dell’entusiasmo si andava sul +5 ma i Soli recuperando piazzavano un parziale portandosi avanti sul 90-92.

A 5:22 e a 4:50 le triple di Williams e Rozier rispedivano indietro di 4 la squadra dell’Arizona (96-92) e quando a 1:11 in entrata Graham costringeva al fallo il Tank, ecco arrivare l’allungo sul 104-97.

Da +7 a +5 a 1:00 minuto dalla fine quando Frank con l’arcobaleno dalla baseline sinistra scavalcava Biyombo guadagnando sul contatto un FT.

La beffa arrivava qui, la sliding door consisteva nell’errore dell’ex che favoriva la second chance per i Suns sfruttata da Oubre Jr. a mezzo tripla.

Da +7 a + 2 in poco tempo, Biz era fermato nel pitturato e dalla sinistra il close-out di Graham su Oubre Jr. non bastava per arrestare la tripla del 104-105.

Charlotte provava dopo il time-out a disegnare una rimessa in stile last possession at New York ma il consegnato tra P.J. e Graham non funzionava perché il tocco di Oubre Jr (ancora lui) faceva carambolar palla sulla coscia di Graham.

Palla out e fallo forzato su Rubio per un 2/2 che dava il +3 Phoenix.

Sulla rimessa laterale Charlotte non otteneva nulla di meglio che riuscir dar palla a Graham che sparando da marcato fuori ritmo fendeva solo l’aria sul tiro per il pari.

Dalla lunetta i Suns allungavano con il 12-0 di parziale chiudendo sul 104-109…

I difetti difensivi di Charlotte costano caro nel finale come la gestione approssimativa dei possessi decisivi.

Un vero peccato incassare un’altra botta pesante dopo aver rimontato dal -20 ed essersi portati sul +7 a un minuto e poco più dalla fine.

Non bastano agli Hornets i 53 rimbalzi contro i 37 avversari, battuti negli assist 27-30.

44,7% al tiro con un basso 26,9% per Charlotte da tre contro i più bassi 44,3% e 21,4%.

21/26 per Charlotte ai liberi contro il 22/30 ospite ai liberi, alla fine, anche se quasi tutti commessi nel primo tempo, saranno pesanti i 19 TO finali contro i 7 di Phoenix.

Il duello tra guardie paventato prima del match è quasi pari con la coppia di Phoenix titolare a far leggermente meglio con 32 pt. (10/25), 19 assist e 5 rimbalzi.

Rozier e Graham per gli Hornets invece finiranno con 28 pt. (10/29), 16 assist e 11 rimbalzi.

Prima della partita…

Zero self control di Charlotte durate i finali, bisogna migliorare e usare la testa…

La partita

Starting five

Rubio (9 pt. + 13 assist), Booker (23 pt.), Oubre Jr (23 pt.), Saric (16 pt. + 10 rimbalzi), Kaminsky (12 pt.).

Mikal Bridges dalla panchina è l’unico elemento che chiuderà con 12 punti in doppia cifra.

Hornets con la solita formazione a riproporre i congolese come starter: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

1° quarto:

Biyombo arrivava sulla palla a due favorendo la prima offensiva si Charlotte che su un pallone deviato si trovava a tirar dalla sinistra da tre con Miles senza fortuna, Rubio era contenuto sul tiro e anch’esso falliva la prima occasione per i Suns, Biz mancava il canestro su un contatto e Saric faceva secca la nostra difesa da fuori così come Rubio poco più tardi per lo 0-5.

La risposta di Charlotte arrivava a 9:51 con uno scambio tra Rozier e P.J. Washington che restituendo palla al play, slittante dietro di lui, serviva l’assist per la tripla dell’ex Celtics a 9:51.

Biz a 9:18 in hook raggiungeva il pareggio, poi era sempre Phoenix a tentar la fuga ma a esser ripresa: Saric-Biz (da scarico di Graham, raddoppiato) per il 7-7, Booker-P.J. Washington (hook su Frank) per il 9-9 ma poi i Soli indovinavano un parziale micidiale cdi 0-10 che li portava sul 9-19 iniziando da un fing and roll di Oubre Jr., terminando con il medesimo giocatore che in transizione faceva secchi gli Hornets a 6:07 e per fortuna che l’inizio della squadra di Monty Williams dalla lunetta consisteva in un 2/5…

Time-out Hornets e Zeller in campo subito a perder palla in palleggio, così come sull’azione seguente arrivava l’intercetto sul bound pass altra Rozier e P.J., due TO che gli Hornets pagavano caro con le incursioni pesanti di Mikal Bridges.

A 5:05 quindi Borrego, arrabbiato, era costretto a chiamare un altro time-out per cercare di limitare i TO e dare una forma alla difesa ma altri due punti arrivavano da Rubio in entrata per il -10 (13-23).

Un’altra palla persa su un lob verso il post basso destro per Cody non produceva danno, anzi, erano gli Hornets con Rozier da tre ad accorciare (20 triple sulle ultime 35 tentate a segno) ma dopo la prima recuperata Hornets, Batum si incartava a metà campo perdendo palla e generando una contro-transizione punita da Booker con il tiro pesante.

Monk era stoppato, Marvin si faceva toccar palla perdendola, l’attacco Hornets era pessimo sotto pressione e dopo un bad touch di Cody da sotto dall’altra parte pioveva l’alley-oop di Mikal Bridges alla terza dunk in serata (0-7 pt. da TO).

Una dunk di Zeller era buona per il 18-28 e a :35.9 una tripla di Williams chiudeva i punti del quarto con il mini-parziale di 5-0 per il 21-28.

Biyombo e l’ex Kaminsky se la vedono subito come centri titolari contro. Foto tratta dalla pagina ufficiale dei Charlote Hornets.

2° quarto:

Brutta partenza anche nel secondo quarto con Jevon Carter a colpir da tre punti e nonostante una stoppata di Williams al Tank sull’azione seguente era il più lesto di tutti Johnson (difesa di Charlotte dormiente) a metter dentro da sotto ripristinando il +10 Suns (23-33).

A interromper il parziale era Monk con un dribble jumper medio-lungo.

L’ex Tank in dribbling arrivava al ferro per metterne due poi toccava a Malik compiere una steal sul Tank favorendo, dopo palleggio dietro la schiena, Graham con il pass: bravo a chiudere con sicurezza il nostro secondo play aggiunto.

Malik in entrata era messo fuori equilibrio da un contatto falloso, fade-away involontario in runner ma canestro utile e difficile per il 29-35…

Jevon Carter pescava il secondo jolly di serata da oltre l’arco e dall’ennesimo TO Johnson recuperava due punti semplici per il 29-40.

A 8:05 i primi due FT per Charlotte erano splittati da P.J. ma sul 30-40 da qui alla fine la solfa non cambiava, le linee di passaggio erano ben presidiate dai Suns e la pressione del team di Monty Williams generava ulteriore gap nonostante Batum infilasse un jumper frontale in fade-away dopo un giro sul piede perno.

Il francese tornava negli spogliatoi per un problema al dito ma a 4:58, ben più importante, era la tripla di Mikal Bridges per il 32-45.

Il divario si dilatava dopo un bad pass di Miles per Biz e i due FT di Saric a 4:31 (13 TO a 3) con la stessa ala in back-door poco più tardi a chiuder da sotto.

Un fallo di Cody a 3:27 fermava Oubre Jr. ma concedeva la lunetta.

Il parziale sullo 0-10 per il 32-51 era arrestato con qualche difficoltà da Miles con due punti sotto il canestro.

L’ex Tank andava di spin mentre Graham a 2:47 colpiva da tre per il 37-53 ma da lì alla fine gli Hornets segneranno solo due punti con un pick and roll di Zeller mentre erano 6 i punti per la squadra ospite che chiudeva iconicamente il primo tempo, altro TO Hornets e beffa a pochissimi secondi dalla fine per l’appoggio comodissimo di Booker a sigillare i primi 24 minuti sul +20 (39-59).

Spettacolo artistico nell’intervallo allo Spectrum Center.

3° quarto:

Partiva con l’hammer P.J. indicando l’inversione di rotta a Charlotte che guadagnava altri tre punti dall’altra ala: Bridges che dopo esser stato stoppato da Saric ci riprovava da fuori sull’azione seguente guadagnando il 44-61.

L’assalto selvaggio in uno contro uno chiuso di sinistra alando oltre il centro di Graham anticipava l’hook di P.J. in area e a 8:43 gli Hornets si portavano sul -13 (48-61).

Oubre Jr. in area colpiva P.J. involontariamente segnando due punti ma non arrestava la furia della nostra ala grande che andava subito ad appoggiar si forza sul fronte opposto.

La risalita Hornets si arrestava momentaneamente per mano di Booker che con un lunghissimo tre punti dalla diagonale sinistra lasciava fuori dai giochi un Bridges troppo lontano per contrastarlo.

Biz era stoppato facilmente dal Tank e sull’ennesima azione offensiva di Charlotte, P.J., chiuso il palleggio e in difficoltà, trovava a rimorchio Rozier che si buttava dentro con coraggio per appoggiar bene di sinistro rompendo le difficoltà momentanee.

A 6:29 per la prima volta sui vostri teleschermi si esibiva Biz in un euro-step con cambio direzione e appoggio perfetto nonostante Booker si appendesse al suo corpo modello bandiera al vento.

Panchina incredula a ridersela e completamento del gioco da tre punti per Biz (55-66) prima che Booker in area continuasse a dare segni di risveglio mettendo altri due punti dopo un primo tempo tranquillo.

Steal e assist in transizione di Rozier, dunk appesa di Graham, un paio di punti recuperati che anticipavamo 4 punti di Williams (2 in area su Bridges e due a 4:20 per fallo di Booker sulla finta di tiro) per il 61-68.

Un tecnico a Monk per proteste sull’azione consegnava a Booker un libero gratuito, Oubre Jr. ne aggiungeva due ma Zeller in tap-in ci riportava sullo svantaggio a singola cifra (63-71).

Charlotte rimaneva a distanza per colpa di Booker che con 4 punti contrastava i due di Malik e gli altrettanti di Bacon, poi un /2 del Tank in lunetta e due punti con finta da sotto per Cody valevano il -7 (69-76) prima che Jerome dal pitturato riuscisse a trovare i suoi primi pt. NBA.

Marvin, come schermo, subiva la spinta di Booker.

Buoni i liberi ma sulla sirena il rilascio della palla arancio si connetteva bene con i ferri e la frazione andava in archivio sul 73-80.

Williams conro Saric. Foto tratta dalal pagina ufficiale degli Hornets.

4° quarto:

Primo canestro della frazione con Williams a girarsi verso la linea di fondo in maniera imprevedibile per velocità e appoggio vincente da destra.

A 10:41 gli arbitri chiamavano uno sfondamento a Graham ma anche Borrego, come il collega provava a far cambiare la decisione agli arbitri con il coach’s challenge.

Esito positivo anche in questo caso e luce verde per due FT a favore di Graham.

2/2 e 77-80 prima del two and one di Zeller a 10:10 che rallentando in entrata batteva Frank.

Assistito da Rubio, Frank di sinistro appoggiava al vetro ed era ancora lo spagnolo a fornire materiale per punti con l’assist verticale per il taglio di Mikal Bridges, il quale in un mono-tempo, già in salto, appoggiava delicatamente ma Charlotte piazzava 4 punti di seguito tra intensità difensiva e canestri firmati Bacon (suoi i due punti del pari in esitazione in entrata su Rubio, quelli del sorpasso) per l’86-84 a 8:28 (primo vantaggio di serata).

Williams dal post basso sinistro finiva nel sandwich Booker/Saric ma il banker e il fallo davano a Charlotte tre punti per il +5 (89-86).

Phoenix rientrava sul -1 ma Bridges (il nostro) dalla lunetta potrebbe riportarci sopra di tre ma mancando entrambi i liberi ci lasciava al palo, inoltre il suo fallo sul dirimpettaio Oubre Jr. consentiva il sorpasso a mezzo FT agli ospiti.

A 5:22 e a 4:50 però Charlotte piazzava due triple con Williams e Rozier girando sul 96-92 il match.

A 3:33 una finta si Marvin per un tiro ai 24 era rivista dagli arbitri che alla fine optavano per il fallo di Bridges (Mikal).

3/3 con Charlotte sul +7.

Nonostante Saric pescasse un gioco da tre punti, Graham a 1:11 dalla fine in entrata ripristinava il +7 (fallo di Frank) con gli altri giocatori pronti a dare un’occhiata alla batteria di tiratori Hornets sulla sinistra del perimetro (Rozier/Williams).

104-97.

Una squadra normale la porterebbe a casa, noi no…

A un minuto dalla fine l’arcobaleno dalla linea di fondo di Kaminsky era buono, FT per contatto con Biz: mancato, palla schizzata a sinistra preda dei Suns che sugli sviluppi dell’azione trovavano Oubre con spazio a destra per tre punti.

Giocata da 5 ma +2 Hornets.

Biz era fermato nell’area avversaria e a :19.8 il solito tiro assassino da tre punti uccideva Charlotte caduta sul -1.

Si potrebbe ancora giocarla ma sulla rimessa Graham toccata palla da Oubre Jr. dietro d lui, si vedeva rimbalzar sulla coscia la sfera e uscire…

Liberi concessi a Rubio necessari a :14.1 e poi altra rimessa dopo il time-out… difesa di Phoenix buona, Graham in uno contro uno tirava fuori dal cilindro il coniglio dell’air-ball.

Hornets costretti al fallo e parziale allungato nel finale sino al 12-0 che chiudeva la gara sul 104-109.

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

13 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 5/10 dal campo, 3/6 da tre punti. Anche lui inizia con qualche difficoltà sui TO ma dal campo spreca poco per i suoi standard tornando a difendere in maniera ottimale. Uno dei più positivi per Charlotte per la maniera di giocare. Nel finale ci porta in entrata sul +5 con sicurezza.

Devonte’ Graham: 5,5

15 pt., 4 rimbalzi, 13 assist. 5/19 dal campo, 13 assist. Vero, va in doppia doppia ma perde 4 palloni. Pressato non sempre fa la scelta giusta anche se diversi assist sono più che preziosi liberando l’uomo giusto nel momento giusto e nel posto giusto. Purtroppo va sotto la sufficienza forzando troppo. Non riesce a finalizzare in maniera ottimale spesso e nel finale, dopo la penetrazione presa con fallo di Frank (favorita dalla batteria di tiratori esterni sulla sinistra Williams/Rozier), non riesce a chiudere su Oubre Jr. sulla tripla del sorpasso, perde palla sulla pressione di Oubre Jr. e spara l’air-ball da tre con alcuni secondi ancora buoni per provar a far altro. Il limite di Devonte’ è una certa ingenuità in certi frangenti. I compagni non riescono ad aiutarlo molto sulla tripla con uno schermo ma deve prendersi dei tempi diversi quando la faccenda scotta.

Miles Bridges: 4,5

7 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. Finisce fuori nel finale per raggiunto limite di falli, si fa scavalcare sul rimbalzo del libero del Tank alla fine cerando di chiudere con il tagliafuori l’attaccante senza guardare dove andasse la palla e la sua prima chiusura su Oubre Jr. è in ritardo. Fatica in difesa guardando troppo la palla e in attacco dove fa 3/10 facendosi stoppare 3 volte e commettendo 2 TO. -23 di plus/minus con problemi di falli…

P.J. Washington: 6

11 pt., 1 rimbalzo, 2 assist. 5/7 dal campo, 1 solo TO, peccato per lo 0/2 da fuori e l’1/2 ai liberi. Fa vedere qualche movimento offensivo dei suoi e in difesa tiene meglio, piuttosto ricorre al fallo ma questo lo porta a sedersi in panchina (rientrerà brevemente nel finale) anche perché Williams è on-fire nel secondo tempo. Con un Miles così scarno potrebbe essere n’idea mettere lui come ala piccola per aver un riscontro fisico più favorevole e tener Williams in campo come ala grande. Nulla di eccezionale ma il suo mestiere lo fa discretamente anche se forse l’angolazione sull’ultimo passaggio per Graham, quell’hand-off, non è stato precisissimo, conveniva aspettare una frazione di secondo in più.

Bismack Biyombo: 6

9 pt., 11 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Serata passata con il 3/8 a litigare con il ferro mentre dalla lunetta torna a casa con un 3/5. Un solo TO. Peccato che dopo le due stoppate nel finale commetta quel fallo beffardo su Frank (contatto onesto) e si faccia bloccare nel pitturato opposto. L’ho visto far di meglio ma una sufficienza la prende anche se nel primo tempo segue i compagni alla deriva mentre nel secondo è utile per il rientro con la sua difesa. Un terzo tempo offensivo da urlo con cambio direzione e l’and one fa divertire e meravigliare i compagni di squadra.

Malik Monk: 5

6 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 2/6 cominciando molto bene mettendo anche un tiro fuori equilibrio, poi si perde con il suo solito tiro da fuori poco efficace e anche in difesa risulta smarrito in alcune circostanze. Lui e Miles, per motivazioni differenti faticano. Bacon entra in campo per i problemi di falli di P.J. ma anche perché Monk non da garanzie da questo punto di vista. Il tecnico che si prende per proteste sul contatto con Oubre rientrando in difesa è qualcosa da evitar di ripetere.

Nicolas Batum: 5,5

4 pt. (2/2), 2 rimbalzi in 11:01. Classici i TO (2). Dopo un fade-away con giro su piede perno andato a bersaglio, si fa male al solito dito che lo tormenta (suppongo) e non rientra più in campo. Un po’ molle e in ritardo su certe giocate.

Marvin Williams: 7

22 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 5/8 dal campo e 10/10 da tre. Note negative i 3 TO e un tiro da fuori a rischio rottura plexiglass. In compenso mette punti pesanti nel terzo quarto e nel finale per la conservazione del vantaggio. Usa le sue armi in attacco con sapienza. I suoi movimenti di spalle a canestro e fine sono collaudati e lo portano a prendersi liberi o a segnare spesso. Rivitalizzato.

Dwayne Bacon: 5

6 pt., 4 rimbalzi. In difesa compie alcune buoni stop su Booker e soci ma in attacco, dopo aver segnato il vantaggio, non trova il ritmo per gli appoggi finendo per mancarne un paio in maniera clamorosa, anche in transizione. Un peccato perché era stato prezioso per la rimonta facendo ad esempio perder una palla a Booker sul fondo.

Cody Zeller: 6

11 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. 5/7 dal campo, 2 TO, finisce con u +1 in plus/minus. Dopo aver concesso qualcosa nel primo tempo, si rifà in attacco riuscendo a piazzar punti. Sbaglia uno dei suoi soliti tiri tagliati a una mano in leggero allungo dal pitturato ma mostra anche freddezza con la finta e il tiro da sotto e di saper rollar bene anche partendo da lontano.

Coach James Borrego: 5,5

Credo si sgoli nel primo tempo ma gli Hornets sono nel pallone più assoluto, compie una rimonta straordinaria e poi la si getta al vento per la seconda volta in poco tempo, ancora in casa dove i fan degli Hornets ormai stanno cominciando ad abituarsi a questi pessimi finali.

E dire che eravamo 6-2 mentre Phoenix nelle punto a punto era 1-3. Non mi piace la rimessa finale sulla quale Devonte? Perde palla (già intuita da Williams perché magari vista a New York) e quella per a tripla di Graham.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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