Game 23 – Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 111-118

Intro

Entrando nella sfida con i 76ers, gli Hornets devono scrollarsi di dosso ben 13 sconfitte consecutive contro Embiid e soci.

Gli archetipi psicologici negativi devono essere messi da parte.

Nel pensiero dello psichiatra e psicologo Jung (1875-1961) l’archetipo rappresenta l’immagine primordiale contenuta nel nostro inconscio collettivo che riunisce le esperienze della specie umana e della vita animale che la precedette.

Ecco perché nonostante le culture differenti secondo lo psicologo svizzero ogni persona ha comportamenti uguali, ecco perché favole e miti hanno elementi in comune nelle diverse culture in popolazioni pur geograficamente molto lontane tra loro.

Gli archetipi determinano in variabile misura la nostra personalità.

Jung ne costruisce 12: dal mago al sovrano, dal ribelle al creativo passando per l’innocente e il saggio fino ad arrivare all’esploratore o all’angelo custode, ecc..

Ognuno ha probabilmente una piccola parte dentro di noi ma una di queste diventa predominante.

Utilizzeremo queste definizioni per relazionarci con i giocatori di Charlotte nelle pagelle ma ciò che gli Hornets dovranno fare per cercare di battere i 76ers in una difficile sfida è mettere al servizio dei compagni le proprie migliori qualità senza eccedere nelle “ombre negative” che ogni tipo di archetipo porta dentro sé.

Qui li troverete spiegati in maniera schematica e semplice:

Analisi

Charlotte affrontava una partita ad handicap, in primis per le mancanze di Rozier e P.J. Washington, in secundis perché i cm dei 76ers di Embiid, Simmons e soci avrebbero creato sicuramente difficoltà.

Carri armati di grossa “taglia” e corazza contro carri armati più piccoli e armati di cannoni più leggeri in campo aperto: difficile non esser travolti nonostante saltuarie azioni coraggiose dei fanti Hornets.

Va aggiunto che i Sixers sono una squadra profonda capace di colpire bene con almeno dieci giocatori nel loro collettivo ma gli Hornets nel primo tempo si sono fatti troppo influenzare dalla taglia degli avversar e dalla propria testa in negativo.

La squadra del North Carolina viene massacrata nel primo tempo quando Borrego prova anche quintetti fantasiosi (Biz e Cody Martin, due fantasmi che si rivedono sul parquet) ma l’unica gioia arriva dalla panchina che recupera punti, tuttavia quando i Sixers ributtano sul parquet i titolari la partita diventa noiosa per scarto.

Gli Hornets però rifiutano di arrendersi ed entrano nel secondo tempo più convinti cercando maggiormente la tripla e non l’eccessivo gioco sotto che aveva prodotto nefasti risultati nel primo tempo.

Dal -22 si passa al -13 a fine terzo quarto e nell’ultima frazione si va sul -8.

Harris ed Embiid purtroppo riescono a tener botta avvantaggiandosi con i loro cm e tecnica ma gli Hornets, nonostante ormai l’ineluttabile sconfitta, in modalità samurai combattente disperso su un’isola anche dopo la fine della seconda guerra mondiale non ne volevano sapere: tripla di Malik a :18.2 poi, con la palla tranquillamente a centro campo in palleggio Embiid non scorgeva l’”italianissimo” Ball che con lo scippo perfetto andava a realizzare a :07.9 il -5 (109-114).

Gli Hornets dovevano commetter fallo ma per un fallo di Simmons su un tiro di Graham da tre punti i Calabroni rischiavano di tornare in partita: 2/2 del play, terzo tiro sbagliato appositamente per cercare il rimbalzo (sul 111-116) ma la sfera non toccava il ferro e la palla finiva ai Sixers in rimessa laterale Sixers che allungavano con Embiid in lunetta sino al 111-118 finale.

A condannare Charlotte, oltre i fattori già descritti – riverberati in rimbalzi: 45-52, FT: CHA 19/23 (82,6%), PHI 26/32 (81,3%), FG% CHA 44,8%, PHI 51,2% – sono state le palle perse (16-17) in momenti decisivi con un 5-9 nelle steal.

Troppi TO per il rookie del mese a Est, ben 6.

Risibile il 4-6 nelle stoppate come il 25-23 a favore Hornets negli assist.

20-7 pro Hornets nei fast break compensato dal 40-52 nel pitturato…

I Sixers hanno tirato meno di altre squadre da fuori potendo contare di un buon gioco da sotto (10/25 per il 40,0%) mentre la squadra di Borrego chiudeva con un 37,8% frutto di un non eccelso 14/37 anche per la buona difesa sul perimetro degli avversari.

Embiid ha chiuso con 34 pt. e 11 rimbalzi, Harris ne ha aggiunti 26 (9/9 FT), 16 di Danny Green, 15 di Ben Simmons conditi da 9 assist e a chiudere gli uomini in doppia cifra S. Milton con 13 punti.

La recente bestia nera fa meno paura ma rimane ancora un po’ distante: ci avviciniamo ai Sixers ma è la 14ª sconfitta consecutiva rimediata, Charlotte è una squadra fluida ma contro questo tipo di squadre ha bisogno di uno o due giocatori che le diano più solidità in difesa per completarsi, gli sforzi di Zeller e Biz non sono stati malvagi ma spesso sono stati vani.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Palla a due portata giù dai blu che iniziavano con una finta e un tre a vuoto di D. Green mentre gli Hornets facevano scadere i 24 secondo affidando palla a Graham che poteva solo tirare da lontano venendo stoppato da Curry.

Embiid falliva dalla media, Graham lanciava Bridges in alley-oop a 10:51 per il 2-0 e Ball con un passaggio schiacciato nel traffico della transizione trovava Hayward ad arrivare al ferro per il raddoppio.

Phila segnava i primi suoi punti con Embiid da fuori a 9:38Harris a 8:58 firmava il sorpasso con un jumper all’altezza della linea dei liberi (4-5) ma LaMelo a 8:29 infilava dalla diagonale sinistra un deep 3 su Curry per il 7-5.

L’attacco di Charlotte tuttavia da lì in poi era letteralmente soffocato o impreciso, Philadelphia si lanciava segnando con Simmons in appoggio e aggiungendo una dunk di Embiid si issava al comando (7-9) innescando la miccia per un lungo parziale che proseguiva con una tripla dello stesso Embiid a 7:35.

Gli Hornets non trovavano il modo di fermare il fulcro del centro e gli attaccanti che muovevano intorno a lui finendo per giungere a triplicare gli Hornets sul 7-21 (0-16 di parziale)…

Una manata di Green da dietro sulla hand di Hayward lanciato a canestro non era fischiata a 3:35, ci pensava Monk con un fade-away dal colorato a tirar fuori finalmente due punti per Charlotte che tuttavia anche con l’ingresso di Biz per contenere Embiid non aveva fortuna visto il jumper dalla media del centro sul congolese.

Milton in entrata su Caleb e Graham a far lo stesso per costringere al fallo la difesa: 2 FT a segno e 11-25 a 1:23.

Un paio di falli su due azioni differenti su Howard (quarto tentativo di squadra sul seconda azione per Philadelphia) davano all’ex tre punti ai quali rispondeva Monk che chiuso sulla baseline sinistra da Howard cambiava decisione in salto passando per l’accorrente Miles e la sua schiacciata esplosiva.

Chiudeva Korkmaz con due punti in infilata (ben servito) per il 13-30.

I due punti di Korkmaz abile a gelare la difesa di Charlotte.

2° quarto:

Partiva bene Charlotte che dalla top of the key segnava una tripla con Bridges dopo 20 secondi, LaMelo bruciava Milton andando ad appoggiare velocemente in entrata e anche se Milton rispondeva con due punti e Howard abbatteva Caleb nel semicerchio in girata per appoggiare il 18-34, i Calabroni grazie alla panchina in campo cominciavano ad avere la meglio sui dirimpettai.

Bridges correggeva un appoggio laterale corto di LaMelo con una correzione in schiacciata notevole per atletismo anticipando Howard e Caleb in coast to coast recuperava due FT per un punto finale.

Fallo offensivo di Howard (spallata a Caleb fuori dal semicerchio) e tocco fortunato successivo a canestro cercando il rimbalzo (poco più tardi) ma dopo una tripla di Milton su rimbalzo offensivo di Howard arrivavano il jumper dalla media di Hayward, la rottura di Bridges della connessione per l’alley-oop destinato a Dwight e una transizione sulla quale Ball offriva a Miles la possibilità di una dinamitarda windmill…

Charlotte si esaltava, apertura a sinistra di Ball per Hayward e tripla che conduceva al time-out Phila con Charlotte a tagliare il divario sul -11 (28-39).

Provvidenziale time-out di Rivers che con il progressivo ingresso dei titolari tornava a mettere al sicuro l’inerzia della partita:Milton segnava due liberi (7:03) dopo aver lasciato il ginocchio in iperestensione in entrata ma due secondi più tardi era costretto al fallo per uscire dal terreno di gioco.

Charlotte tornava a faticare in attacco e in difesa anche se Simmons nel tentativo artistico di reverse era stoppato da uno Zeller che nulla poteva sulla tripla dall’angolo di D. Green (28-44) ma che si rifaceva con l’eurostep offensivo per costringere al fallo Embiid sorpreso dal cambio direzione.

2/2 a 5:16 (30-44) ma Embiid metteva dentro su Cody e si entrava nei minuti finali con i 76ers abili a recuperare altri rimbalzi offensivi favorendo ad esempio il canestro di Harris da sotto (32-50).

Non serviva nemmeno il rimbalzo ai Sixers quando Embiid si elevava sopra Zeller per colpire da tre, mentre D. Green finiva per terra dopo aver segnato da tre ed esser stato toccato da Bridges.

Mancato il gioco da 4 punti il punteggio rimaneva comunque impietosamente sul 32-56 a 2:44 così per Charlotte i canestri di Hayward e LaMelo erano buoni ad anticipare la dunk in transizione di Zeller a un minuto esatto dall’intervallo (38-60).

Harris aumentava di due unità i punti ospito passando dietro un blocco che fermava Miles ma Graham segnava i suoi primi due punti al tiro.

Zeller finiva giù e a sostituirlo arrivava Miles che respingeva il tiro da sotto ma era solo goaltending.

Chiudeva Zeller prima di rientrare negli spogliatoi per un 42-64 che consegnava ai Sixers 22 punti di vantaggio.

3° quarto:

Graham, rinfrancato, ritentava da due infilando il secondo tiro personale dal campo della propria partita, Bridges era costretto al fallo su Harris che non falliva a gioco fermo ma il nostro numero zero guadagnava tre punti a 11:14 per il 47-66.

Brutto passaggio di LaMelo, Harris in entrata per il due più uno a 8:56 che valeva il +25 Phila (47-72).

Sembrava finita ma i Sixers cominciavano a sbagliare tiri compresi appoggi facili mentre Charlotte segnava dal pitturato con Hayward, da fuori con Ball, Graham aggiungeva un’altra tripla frontale rapida a 7:24 quindi Zeller in transizione faceva segnare un parziale di 10-0 per il 57-72…

Embiid tuttavia riusciva ad andare in jumper oltre Cody un paio di volte (nel mezzo vi era stata una tripla di Graham su Curry) quindi Hayward – recuperando una palla toccata da dietro da Green a Graham in palleggio – caricava e segnava da tre il 64-76,

Simmons in post basso destro aveva gioco facile per via di tempismo e altezza, Zeller mancava il tiro ma catturava il suo rimbalzo offrendo a Caleb la tripla del 67-78.

Embiid e Graham si scambiavano due liberi a segno a testa quindi sull’errore di Graham al terzo tentativo, Caleb toccava palla a Simmons recuperandola a favore di Monk per la bomba del 3:43 (72-80).

Un jumper di Hayward in area ritoccava il punteggio sul -7 (74-81) ma nel momento in cui la panchina avrebbe dovuto dare la spinta insieme a LaMelo e Hayward ci si andava progressivamente perdendo: tripla mancata di Monk, bad pass di Hayward, LaMelo da fuori non funzionava e nemmeno Biz riusciva a fermare la transizione di Simmons per il 74-85.

Tecnico a Borrego per le proteste sull’azione precedente (si chiedeva un fallo su Hayward) ma sul parquet dopo il punticino regalato agli ospiti ecco Simmons produrre un assist orizzontale per la tripla di Thybulle che portava i blu sul +15 (74-89 con parziale di 0-8).

Altra palla persa con passaggio tagliato e forte di Caleb ma Monk con due punti lasciava a fine quarto la situazione su un meno oneroso -13.

4° quarto:

La rincorsa al miracoloso comeback per Charlotte si faceva in salita: Harris calamitava in retina due tiri dalla media mentre gli Hornets commettevano il 16° TO…

LaMelo costringeva però Harris al fallo realizzando due FT.

LaMelo in entrata schiacciava morbidamente al ferro e Bridges dava uno stop alle lancette dell’attacco di Phila fermando Harris con un’ottima stoppata per elevazione e tempismo.

Purtroppo lo stesso Miles commetteva un fallo ingenuo andando a riposizionarsi tardivamente sul cilindro antisfondamento: two and one di Milton compensato parzialmente per il furbo assist corto di Hayward per Biz che galleggiando sulla baseline realizzava l’82-96.

Charlotte si riavvicinava con l’entrata di Ball e la tripla si Monk a 7:01 per l’87-98.

L’alzata di Harris dal pitturato era una garanzia mentre Caleb con l’entrata e palla behind the back faceva perdere il tempo al difensore anche perché l’involontario moonwalk in scivolata non era previsto per arrivare al ferro sconsideratamente ma metter comunque dentro due punti ottimi.

Caleb stoppava Simmons ma la tripla di Graham sbandava fuori dai bordi dell’anello e Harris lanciando un macigno da tre punti oltre Caleb predestinava il finale.

I Calabroni tuttavia non si arrendevano: a 5:31 Martin (sempre Caleb) piazzava la tripla e LaMelo in entrata – al limite dei 3 secondi – dopo una finta e aver incrociato il passo – si attorcigliava su Curry per un two and one.

95-103 a 4:49 ma il centro camerunese portava a casa 4 punti…

Si arrivava al finale con Phila relativamente tranquilla e a distanza di sicurezza ma Charlotte non voleva mollare e cercar così di raggiungere la quarta vittoria di seguito: tripla di Malik a :18.2 ,poi, con la palla tranquillamente a centro campo, il palleggio di Embiid era interrotto poiché non scorgeva l’”italianissimo” Ball che con lo scippo perfetto da dietro andava a realizzare a :07.9 il -5 (109-114).

Gli Hornets dovevano commetter fallo ma per un fallo di Simmons su un tiro di Graham da tre punti i Calabroni rischiavano di tornare in partita: 2/2 del play, terzo tiro sbagliato appositamente per cercare il rimbalzo (sul 111-116) ma la sfera non toccava il ferro e la palla finiva ai Sixers in rimessa laterale Sixers che allungavano con Embiid in lunetta sino al 111-118 finale.

LaMelo Ball: 6

22 pt. (8/16), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, -3 in +/-. 6 TO. Archetipo junghiano: “Creatore”. Dare forma alla visione potendo esprimere qualcosa di unico che realizzi sé stesso. Ball va veramente a corrente alternata, siamo di fronte a un quadro. C’è chi pensa sia un genio alla Dalì o alla Picasso e chi magari lo vede come quell’artista che appiccicò una banana con lo scotch su un muro (mi scuserete non ricordo il nome). Dipinge meraviglie a volte me rischia di rovinare tutto con quell’ultima pennellata, tonalità di colore eccessiva. Va un po’ su e giù nella notte (soprattutto come play perdendo 6 palloni con anche una doppia piuttosto seccante) con brevi fiammate fino a rubare la palla a Embiid nel finale e incamerare un’altra tripla per un barlume di speranza. Lui non si arrende e si diverte. Dipende dall’estro di serata ma quando non gira dovrebbe chiedere aiuto come quel mezzo parente di Bosch che dipingendo affermava di essere posseduto dallo spirito dell’antenato che l’aiutava a realizzare capolavori.

Devonte’ Graham: 5

18 pt. (4/15), 1 rimbalzo, 5 assist, -6 in +/-. 2 TO. “Burlone” Irriverente ed irresponsabile, gioca scherzosamente con il tiro da tre ma è in serata no e fa 2/11… O.K., togliamo il primo, quello che deve prendersi da metà campo perché i compagni gli passano la palla ai quasi 24 ma per il resto è spesso fuori ritmo, manca anche un open in transizione importante. Diventano fondamentali nel gioco di Borrego le sue percentuali ma se non è in serata clutch diventa una pesante zavorra. Meglio come play che come tiratore. Nullo a rimbalzo.

Gordon Hayward: 6,5

22 pt. (9/19), 6 rimbalzi, 8 assist, +8 in +/-. 2 TO. “Saggio”, riflessivo, equilibrato e indipendente. Gordon non esagera, qualche volta si perde sotto le plance avversarie ma cerca sempre la via più intelligente per segnare o far realizzare il compagno. La seconda opzione gli riesce bene, un po’ meno la prima con un inizio più che stentato, poi si riprende e realizza punti importanti anche se non pare il trascinatore ma regala sempre colpi come l’up & under sotto canestro o il passaggio corto per due punti di Biyombo.

Miles Bridges: 6

16 pt. (7/11), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata, -12 in +/-. 3 TO. “Ribelle”. Considerato dalla massa un po’ cattivello (chiude con 5 falli), in realtà la sua opera può essere messa a servizio della giustizia. Rivoluzionario e outsider vola ad alta quota con ben cinque schiacciate tra le quali spiccano una dinamitarda windmill e una dunk dalla linea di fondo dx ma è spesso legato alle condizioni esterne per aver successo. In entrata lo vediamo sbagliare ma il 7/11 è un buon viatico per il futuro. 2/5 da 3 pt.. Distruggere il gioco altrui è la missione principale di serata. Compito difficile che gli riesce solo parzialmente. Harris a inizio ultimo quarto lo batte due volte in jumper poi in area gli prende le misure e lo stoppa.

Cody Zeller: 5,5

9 pt. (3/9), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, -5 in +/-. 5 PF. “Angelo custode”. Dare fiducia, sicurezza e solidità è la sua missione vicino all’anello. Compito ingrato e non semplice. Sembra uno di quegli angeli custodi piuttosto spaesati e impacciati che mandano giù dal paradiso in alcuni film, specialmente americani. Che può fare contro Embiid e soci? Più che altro commetter fallo. La volontà ce la mette ma non basta ed ecco perché se Cody in alcune serate risulta essere utile, per una squadra che vuole progredire, dovrebbe essere il secondo centro. Non ha la dimensione da tre (altra tripla errata) ma in compenso recupera qualche rimbalzo.

Caleb Martin: 6,5

9 pt. (3/5), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -7 in +/-. 1 TO. 3PF. “Eroe”. Dimostrare il proprio valore con azioni difficile e coraggiose. Rischio ossessione della vittoria. In difficoltà inizialmente in difesa, fa un po’ di tutto: va a prendersi però uno sfondamento su Howard che l’aveva buttato giù un minuto prima. Eroica entrata nel finale scivolando con palla passata dietro la schiena e stoppata su Simmons poco più tardi più un 2/3 da fuori. Peccato subisca la tripla di Harris. Attivo in 17:33, meglio nel secondo tempo.

Malik Monk: 5,5

13 pt. (4/10), 2 rimbalzi, 1 assist, -13 in +/-. 2 TO.“Mago”, colui capace di trasformare i sogni in realtà. Il mago questa sera però ha le pile scariche: inizia attaccando il ferro ma le chiusure aggressive della difesa lo portano a forzare non in ritmo e guadagna poco o nulla, meglio nel tiro da fuori con un 3/7. Non è nella versione Heat, probabilmente Borrego avrebbe dovuto farlo entrare prima con l’attacco di Charlotte impastatosi. Suoi i primi due punti sblocco.

Bismack Biyombo: 6

2 pt. (1/2), 4 rimbalzi, 1 rubata , 1 stoppata, +2 in +/-. “Uomo comune”, pragmatico, concreto e utile che desidera essere in contatto con gli altri. In 11:52 riesce a segnar solo due punti facili. Commette un fallo su Embiid finendogli addosso sulla finta e recupera 4 rimbalzi. Tornato sul parquet dopo qualche stop.

Cody Martin: 5

0 pt. (0/0) in 4:02, -11 in +/-. “Esploratore”. Indipendenza e capacità di seguire l’istinto attraversando il parquet imparando a conoscersi. Attraversa il parquet come un fantasma, impalpabile a parte un fallo commesso, gli zero nelle altre caselle si sprecano ma con lui sul parquet arriva un -11 in plus/minus eloquente.

Coach James Borrego: 5,5

Dal mio punto di vista sbaglia strategie: attacca troppo il pitturato variando poco nel primo tempo. Migliora sensibilmente nel secondo ma mezzo danno è fatto. Anche la momentanea operazione small-ball concede troppi rimbalzi agli avversari tanto che si rivede Biz su parquet per contenere Embiid. E’ la prima volta che lo vedo un filo nervoso. Proteste e tecnico a carico per un fallo subito da Hayward che aveva già preso un paio di manate non rilevate. I mezzi che ha sono questi e senza Rozier soprattutto…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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