Game 24: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 104-111

Intro

Grey vs Grey.

Per la prima volta gli Charlotte Hornets utilizzeranno nella loro storia la divisa grigia, fino a ora colore alieno alla franchigia e a proposito di alieni, pare che la razza più famosa di esseri non originari di questo pianeta siano appunto i grigi.

Ovviamente stiamo parlando di fantasia anche se ci sarà chi sarà pronto a giurare e spergiurare d’averli incontrato e magari esser stato rapito da essi.

Personalmente non credo a una parola da chi sostiene di averli incontrati.

Probabilmente nello sterminato universo o in questa galassia esisteranno altre forme di vita intelligenti simili, anche tenuto conto di tutte le condizioni necessarie perché possa accadere ma spesso a fomentare le fantasie di amici/nemici immaginari sono stati film, serie tv e libri come dimostrato da alcune ricerche…

Comunque i grigi dicevamo… già perché a loro e alle loro altre principali due variabili vengono attribuiti comportamenti freddamente ostili nei confronti della specie umana.

Si passa dal classico voler conquistare il mondo a esperimenti su cavie per colpa del fatto che essi siano asessuati e bisognosi dell’uomo per perpetuare la specie, insomma, una vasta gamma di comportamenti negativi che mette in pratica la specie umana rivolgendoli contro se stessa.

Per lo più provenienti dal pianeta Zeta Reticuli, questi esseri dai grandi occhi assomiglianti a Hugo (già, chissà perché diverse specie di alieni convenzionali assomigliano agli insetti fino a generare gli insettoidi) avrebbero il loro colore caratteristico della pelle per via dei silicati presenti sul loro pianeta.

In quella zona grigia di spazio che non conosciamo nasce un colore che fa da tramite tra il bianco e il nero, tra il bene e il male, un non colore associato alla monotonia talvolta ma che se ben accompagnato può rendere splendida una pittura o un paesaggio.

E in un controverso anno in chiaroscuro per Charlotte, i ragazzi di Borrego, nella sfida più difficile delle attuali cinque casalinghe, proveranno a colorare con una w l’annata per lasciare un segno sull’asfalto…

Bisognerà difender bene il pitturato in primis fondendosi in difesa come un muro di cemento contro le probabili picconate avversarie.

Analisi

Charlotte dimostra in questa partita di non avere una squadra completa.

I problemi sono diversi e partono da buone spaziature difensive sul campo.

Dopo un buon avvio per contenere nel pitturato i Nets, questi trovavano spazio sulla lnea dal tiro da tre punti, specialmente con Harris ma gli Hornets a fine primo tempo arriveranno a concedere il 50,0% esatto agli avversari da oltre l’arco sebbene chiuderanno con la medesima percentuale i primi 24 minuti.

Altro problema: appena finiti sotto nel terzo quarto i Calabroni hanno accusato il colpo subendo un primo parziale poi recuperato nel finale da un Graham in splendida forma a livello offensivo e da una difesa che sembrerebbe aver recuperato Batum per l’occasione.

Charlotte però entra nell’ultimo quarto senza il principale costruttore di gioco, Graham spremutosi nel finale di terzo e non trova più il bandolo della matassa offensivamente tanto che il primo canestro arriverà dal nostro play, rientrato da qualche minuto in campo ma solo a 6:31 dopo esser stati estromessi dalla partita con un parziale di 0-14 tra i due quarti (84-98 prima del descritto canestro di Graham).

Prima i lunghi e poi i piccoli nel finale non riuscivano a controllare Jordan sotto le plance, anche la small-ball voluta nel finale da Borrego mostrava le proprie vergogne e il tutto era condito da una panchina che offensivamente non produceva nulla o quasi se non per meriti dell’ex starter Zeller che chiuderà con 17 punti sfruttando gli spazi concessi, le giocate in pick and roll, infilando anche una tripla.

La squadra si è sgretolata nel finale continuando a mostrar limiti difensivi anche con vari tentativi di aggiustamento.

Panchina corta quindi che non fa rifiatare i top player (26-38 il risultato tra bench).

Rozier sopra i 35 minuti, P.J. sopra i 34 e Graham sopra i 33 hanno un minutaggio normale ma son costretti a maggior intensità e i 33 concessi a Batum sono stati molto buoni sul lato difensivo a non su quello offensivo.

34-49 a rimbalzo, 23-35 negli assist, 19-16 nei TO… basterebbero queste cifre che tuttavia si accompagnano al 43,4% di FG per CHA contro il 47,7% avversario.

Hornets migliori dalla lunetta (88,2% contro l’80,0%) e da tre (42,5% contro il 39,5%) ma non basta…

La partita

Starting five

Brooklyn mandava sul parquet il seguente starting five: Dinwiddie (13 pt. + 12 assist), Temple (8 pt.), J. Harris (22 pt.), Prince (16 pt.), Allen (14 pt. +10 rimbalzi).

Dalla panchina DeAndre Jordan chiuderà con 16 pt. e 13 rimbalzi mentre Nwaba raggiungerà la doppia cifra a quota 13 pt. anticipando Pinson a 5 e Shumpert a 4.

Hornets con il riconfermato quintetto: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

1° quarto:

Charlotte usava subito fisicità impedendo ad Allen di segnare con il tiro dal bordo dell’area destra con la perfetta chiusura stoppata di P.J. all’incrocio con la linea di fondo, in attacco Graham di spalla assorbiva male in contatto con Temple cercando l’entrata e dopo un altro tiro (Harris da tre) ben contrastato da P.J:, Graham era costretto a uscir dal campo rimpiazzato da Batum.

Era proprio il francese ai 10:20 a sfogar l’azione ai 24 per i primi tre punti della partita.

Harris replicava da tre dall’angolo sinistro ma Bridges restituiva subito a colpi di dardo per il 6-3.

Un lancio verticale in transizione era toccato da Biyombo in arretramento, la palla era recuperata da Charlotte che sulla contro-transizione appoggiava con Rozier il quale sull’azione successiva d’attacco alzava morbido per P.J. Washington che altrettanto sofficemente nel pitturato appoggiava il 10-3 a 8:37 costringendo Brooklyn al primo time-out.

La pausa faceva bene ai Nets che indovinavano due triple consecutive (Harris e Dinwiddie) portandosi a 7:55 sul -1.

La gara andava avanti come tra corazzate a bordate dalla distanza: confidente cannonata di Bridges e risposta silurante di Prince a 6:33 e dal corner destro per la prima volta Harris portava in vantaggio i neri (13-15).

Gli Hornets trovavano il pari facendo girar palla bene nonostante rischiassero la steal ma i Nets con un tempo di ritardo soffrivano il passaggio finale sotto per Cody che andava a schiacciare.

Harris finalmente mancava una tripla con Rozier addosso e lo stesso numero tre segnando a 4:59 dalla diagonale destra realizzava il 18-15.

Musa mancava un paio di tiri e Rozier subendo fallo dallo stesso “sganciava” gli Hornets dagli avversari affondando 3 FT a 4:29 per il 21-15 favorito dall’8-0 di parziale.

Un fallo evitabile di Cody sotto canestro serviva a Prince per metter due liberi a 4:18 e Shumpert in transizione ne aggiungeva altri due anticipando la tripla di Dinwiddie con spazio che portava al controsorpasso prima che il rientro in campo di Graham servisse a 2:32 a riportarci sopra grazie a un tiro dalla media(buono schermo di Zeller).

Le rapide finte di Williams su Nwaba portavano in lunetta l’esperta ala di Charlotte che non tradiva a gioco fermo.

Nwaba si rifaceva segnando la tripla del 25 pari poi a 1:24 Cody Zeller entrava nel suo momento d’oro segnando con un fing and roll dopo aver giocato un pick and roll.

Blocking foul e FT addizionale mancato ma dopo due punti di Nwaba per taglio back-door il nostro centro , sfruttando l’arretramento di Jordan, pescava il jolly con la tripla frontale con spazio per poi in difesa intercettar sulla linea di passaggio orizzontale una sfera preziosa per catapultarsi in transizione e schiacciare la dunk del drago a una mano a un minuto dalla fine (32-27).

Pinson con due FT chiudeva il quarto (fallo di Cody probabilmente inutile) sul 32-29.

Batum contrstato da Musa. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Una dunk di Jordan facile apriva il secondo periodo, Graham al quinto tentativo Hornets faceva centro tirando corto ma il primo ferro assorbiva il contatto con la sfera e aiutava, grazie alla buona rotazione a far entrar la spicchiata.

Un jab step di P.J. sulla diagonale sinistra bastava a 8:36 a far segnar P.J. Washington il 38-31 ma dopo un air-ball di Dinwiddie da tre contro Batum, la tripla di Harris entrava riducendo lo scarto a 7:30.

P.J. in fing and roll andava per il +6 ma Prince rispondeva in entrata dopo un tap-out di Jordan.

A 6:28 close-out falloso di Temple sul tiro di Bridges che andato corto recuperava i tre punti dalla lunetta ma sull’altro fronte, sempre dal corner destro, Prince la metteva dentro nonostante il tentativo atletico in chiusura (tardivo) di Miles.

Allen da sotto, nel traffico, colpiva, ma sul fronte opposto una dribble penetration con scarico fuori per P.J. era ben sfruttata dal rookie per i punti del 46-41.

Prince con una dunk in entrata e Harris di tripla provavano a mettere in dubbio il vantaggio dei Calabroni portando la gara sul 46 pari prima che a 4:33 P.J. sfruttasse l’alzata di Graham per l’alley-oop.

Una coreografia delle Honey Bees dopo il pari, durante il time-out uno stacchetto colorato e artistico.

Cody cadeva malamente sul parquet da solo scivolando sul primo passo per cercar di battere Allen ma era proprio il centro a commetter sfondamento sul terzo tentativo Nets in transizione chiudendo altrettanto pessimamente il contropiede.

Charlotte trovava spazio solo con l’hand-off e Graham utilizzava i tempi di giocata a proprio favore riconsegnando a Zeller la palla da spinger dentro in pick and roll.

Nwaba faceva testo a sé segnando da tre punti il 50-49 ma a 2:27 Rozier con un big crossover quasi mandava a terra Harris con un ankle breaker dovuto a un back reverse dribble seguito dalla precisa tripla.

Batum subiva sfondamento da Dinwiddie in entrata e Cody appoggiava di destro contro Allen il 55-49.

Da una steal di Batum nascevano le possibilità mancate di Graham e Rozier così a 1:42 Allen puniva in schiacciata e l’hook nel pitturato di Nwaba su Williams valeva il 55-53.

Chiudevano il primo tempo due FT a bersaglio di Graham e l’ennesima schiacciata di Allen per il 57-55 a favore degli Hornets.

Alcune statistiche all’intervallo.

3° quarto:

Brutta partenza per Charlotte a inizio ripresa e dopo circa un minuto Temple con la tripla trovava il sorpasso.

Biz da sotto segnava il nuovo vantaggio e uno skip pass sul raddoppio di Allen, da Graham per Rozier valeva un lungo due del nostro numero 3 a 9:56.

Un goaltending di Bridges su Harris e l’appoggio in entrata di Dinwiddie oltre Biyombo e i Nets tornavano avanti 61-62 a 8:55 ,ma a 8:39 una finta con spostamento laterale di Rozier sulla sinistra con frecciata da tre punti e il team leader si modificava ancora con gli Hornets avanti 64-62.

Due dunk di Allen con gli Hornets per le terre ed ecco a 8:08 il controsorpasso con gli Hornets a entrare nel momento peggiore del quarto, infatti, dopo un layup mancato clamorosamente da Bridges, Temple in contropiede chiudeva su assist di Dinwiddie.

Un alley-oop di Allen ed era 64-70 a 7:06, a 6:46 il mid range dalla destra di Prince estendeva il parziale sullo 0-10…

Cody sfruttava un perfetto entry-pass di Graham e con due buone difese limitava l’attacco di Atkinson così nonostante un punto per i Nets con un fallo offensivo di Prince su un attivo Batum a 5:15 gli Hornets tornavano a battagliare convulsamente recuperando una rimessa d’attacco per l’affossamento in area del transalpino.

L’air-ball di Williams e la transizione di Prince da due punti chiudevano lo show dei Nets con Graham che saliva in cattedra modello one man show per catapultare la seconda tripla di serata.

Allen segnava un easy dunk con Cody in uscita forzata sulla penetrazione con scarico ma a 3:53 Devonte’ rispondeva con la tripla del 72-77.

Scaduti i 24 secondi ai Nets, Batum con una drive aggressiva e passaggio breve per Cody favoriva l’appoggio del centro avvantaggiato da Allen in panca.

A 2:57 Dinwiddie rallentava la rimonta con la tripla da step back ma Graham dalla diagonale, dietro lo screen di Cody, replicava da fuori e Monk usando uno shuffle pass verticale di Cody usava il corpo per appoggiare da sotto il -1 (79-80).

Una second chance era finalizzata da Shumpert, Jordan stoppava oltre il fondo Graham ma a 1:25 Monk trovava lo spazio in separation dopo la drive per un floater dal pitturato e gli Hornets che potrebbero sopravvivere alla conclusione mancata al tiro dai Nets subivano l’offensive rebound e la dunk di Jordan…

Ad agganciare finalmente gli ospiti ci pensava un ondeggiante Graham che fronte a canestro era toccato da Pinson.

3/3, 84 pari prima che a :26.8 Jordan, non più un pessimo tiratore di liberi, infilasse due FT per fallo di Graham costretto a ricorrere ad esso per evitar la dunk.

84-86 e si entrava nell’ultimo quarto.

Rozier controllato da Temple. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Apriva Temple con la tripla dalla diagonale destra, gli Hornets con Graham in panchina non trovavano assolutamente il ritmo offensivo sparacchiando malamente, inoltre un bad pass di Monk era preda di Shumpert, la rincorsa del numero 1 lo portava alla stoppata imprevista ma a rimorchio Nwaba era libero di appoggiare l’84-91 a 9:33.

Batum mancava la tripla, P.J. perdeva palla, Rozier commetteva fallo mentre Batum respingeva un pallone prima che arrivasse il two and one.

Nwaba andava comunque in lunetta ama splittata, Bridges e Rozier sulla stessa azione andavano a vuoto , Nwaba da tre contrastato da Batum non segnava ma ancora una palla persa da P.J. consentiva ai Nets di guadagnarsi l’occasione con il two and one con un passaggio verticale liftato per Pinson che a 7:36 estendeva il parziale di Brooklyn sullo 0-11…

84-95, altro tentativo di Rozier a vuoto (0/7 per gli Hornets nel quarto) e il richiamo lesto di Graham in campo portava solo all’ennesimo TO, proprio per mano del play che a 6:39 vedeva Harris infilar la tripla dell’84-98.

Graham a 6:31 infilava incredibilmente i primi due punti per Charlotte del quarto a mezzo lungo jumper dopo il time-out d Atkinson Jordan metteva dentro.

Hornets che si affidavano alle mani di Graham, buone per l’ennesima bordata da fuori che a 5:49 valeva l’89-100.

Ce ne vorrebbe per rientrare ancora ma se dopo i due punti a testa Jordan/Rozier era solo il tempo a scendere e non il divario, si faceva dura, benché un ½ di Dinwiddie (BKN in bonus) e una tripla di Graham a 4:05 fossero due azioni atte ad assottigliare il gap.

Un lancio lungo con alley-oop di Jordan (inarrestabile per Charlotte) era valido per il 94-105 poi un furbo pump fake da tre di Graham e Jordan in salto girandosi di schiena entrava nel cilindro del play che forzava il tiro per ottenere i liberi.

2/3 a 3:24 ma Hornets ancora distanti anche dopo la strepitosa dunk appesa di P.J. che inarcandosi posterizzava seppia Harris.

Sul 98-105 (-7) però su un tiro da tre da fuori l’unico vero lungo (P.J: andava a contrastare) la palla rimbalzava sul ferro e tra Batum e Jordan il secondo arrivava facilmente a correggere per un perfetto 6/6 dal campo.

Il piano Hornets saltava via sul ferro con la tripla di Graham respinta mentre dall’altra parte il layup facile di Harris anticipava una stoppata di Jordan su Graham che a 1:36 si vedeva conceder due FT per togliere ogni eventuale dubbio sulla squadra vincente.

98-111 e un paio di triple di Rozier nel finale addolcivano solo la pillola con la gara chiusa sul 104-111.

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

24 pt., 6 rimbalzi, 4 assist. 8/14 al tiro, 5/7 da fuori ma 5 TO. -20 in +/-. Qualche palla persa di troppo e qualche spazio concesso in difesa ma parte benissimo martellando finché può. Nell’ultimo quarto i suoi tentativi in entrata non trovano ritmo nel traffico e al tiro è impreciso. La squadra slitta via e lui con due triple nel finale si porta a quota 24.

Devonte’ Graham: 7,5

29 pt., 3 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. 8/19 dal campo con 4 TO. Difficile comprendere se e quanto possa aver influito la botta alla spalla in avvio, certamente per Borrego è come Fabri Fibra quando dice di avere la soluzione. Se si fatica a trovare sbocchi ci pensa lui da tre o con qualche penetrazione con variabile scarico. In difesa si trova speso in area dove non dovrebbe stare ma lì c’è qualcosa che non funziona a livello di squadra. A parte una pessima palla persa in palleggio chiedergli molto di più è difficile. Chiude con 7/8 al tiro dai liberi e un +6 in +/-.

Miles Bridges: 5,5

9 pt., 3 rimbalzi. 2/7 dal campo. Sbaglia tutti e tre i tentativi da due punti recuperando dl tiro da tre tutti i punti compresi i liberi per un fallo subito sul tir dall’angolo. Se non diventa concreto anche in fase offensiva, non solo da fuori, limita la squadra, eppure se usasse meglio le proprie doti atletiche per arrivare sino al ferro potrebbe regalare poster ma ultimamente è più timido di uno scoiattolo in inverno e non aiuta.

P.J. Washington: 6

14 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. 6/16 dal campo. 2/6 da fuori con un paio di tiri che rimbalzano troppo forte su bordi dell’anello e schizzano via più sì che o… Bella partenza fermando Allen e Harris, poi si prende due stoppate ravvicinate di Allen ma continua a esser utile infilando un paio di triple benché a arte la dunk nel finale non sia più quello del primo tempo. Perde nell’ultimo quarto due palloni sanguinosi.

Bismack Biyombo: 5

2 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Non funziona come difensore dell’anello, non commette falli in 14:18 ma prende un -7 di parziale. ½ dal campo con un appoggio free da sotto. Poco coinvolto, ectoplasmatico in serata ma con lui i Nets tendono a giocar più perimetralmente all’inizio.

Malik Monk: 5,5

4 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Brutto passaggio nell’ultimo quarto, rimedia andando a stoppare ma Nwaba segnerà a rimorchio. 2/4 al tiro con lo 0/2, storto, da fuori. Meglio se attacca il ferro.

Nicolas Batum: 6,5

3 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 1/5 dal campo. Tanti recuperi. Almeno tre sfondamenti su di lui e una palla vagante recuperata dalle parti della panchina di Atkinson subendo fallo. Contrasta tiri in maniera efficace ma si deve arrendere a Jordan un paio di volte per questione di peso e cm. Di certo è uno dei più attivi e in attacco fornisce anche un assist altruista a Zeller ma tira male.

Cody Zeller: 6,5

17 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 8/12 dal campo. 3 TO. Cody chiude a +3, unico in forma dalla panchina riesce a giocare i suoi pick and roll o a fornire in attacco altre buone cose, schermi (bello quello per Graham a inizio gara) , pick and rolla, anche una tripla… 3 TO e un posizionamento difensivo non consono a contrastare i centri avversari. Nets che con lui ci provano di più ad avvicinarsi.

Marvin Williams: 5

2 pt., 1 rimbalzo, stoppata. Ultimamente è stato spesso un fattore uscendo dalla panchina ma questa sera soffre e non solo a livello metaforico. In chiusura sulla line da tre punti va a colpire con il ginocchio sul ginocchio dell’avversario avendo la peggio.

Deve uscire senza aver lasciato quasi tracce se non un paio di duelli con Nwaba finiti in parità con la vittoria dell’attaccante di turno.

Dwayne Bacon: 5

In 11:31: 0 pt., 1 assist, 1 rimbalzo, 1 rubata. Poca cosa l’attuale Dwayne che manca anche un tiro da tre nel finale chiudendo con lo 0/3 dal campo per Charlotte. Fargli giocare questi pochi minuti sembra che lo danneggi più che aiutarlo. Ancora fuori ritmo è più peso che nella selva oscura della Divina Commedia.

Coach James Borrego: 5,5

I problemi sono quelli descritti in alto e non sono tutte sue le colpe. Se la squadra non ce la fa a giocare in certi frangenti con la testa. Si va avanti sperando che la prossima vada meglio.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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