Game 25 – Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 119-94

Intro

Ricostruire è la parola d’ordine per gli Charlotte Hornets e gli Houston Rockets.

La perdita delle ex stelle delle due squadre ha dipinto un nuovo cielo nelle costellazioni “Hornets” e “Rockets”.

Uno stellato differente perché il piccolo pianeta Charlotte a lungo vagabondante nel buio, sta cercando una stella a cui ancorarsi e pare l’abbia trovata orbitando intorno a LaMelo Ball.

Charlotte è un pianeta giovane ed eccitante, pronto per tentare di fare un piccolo balzo in quella fascia abitabile dei playoff che garantirebbe vita ai fan.

Houston ha subito uno scossone recente.

Due grossi impatti di meteoriti non hanno cancellato totalmente la vita in casa Rockets ma il pianeta è colpito e invecchiato, tuttavia l’esperienza dei nuovi arrivi Wall e Oladipo, garantisce quell’atmosfera necessaria per sopravvivere e sperare.

L’aria di casa e la freschezza di Charlotte, coadiuvata dall’esperta guida di Hayward sfidano l’esperienza e il talento del backcourt dei Razzi.

Una partita che potrebbe rivelarsi infida ma gli Hornets hanno bisogno di vincere se vogliono continuare a sognare.

Analisi

Charlotte vince una partita difficile e appassionante per tre quarti con i Rockets a mangiare 6 punti ai Calabroni ritrovando il pareggio a quota 87 sul finire del penultimo periodo.

Gli Hornets segnano con Monk, difendono con Martin, impostano con Ball e segnano ancora a raffica con Bridges, il tutto in un giro rapido di secondi ed è +10.

I Rockets non riescono più a segnare dal campo, Biz pianta un paio di stoppate e i parziale arriva sul 20-1.

Il cedimento strutturale dei texani lancia Charlotte che può mantenere il sogno vivo grazie a una vittoria partita ancora dalla difesa con fast break letali (25-13 i punti tra i due team).

Charlotte tira meglio soprattutto da tre (46,3% contro il 28,3%) e cattura più rimbalzi sulla squadra di Silas che a tratti ha provato la small ball di recente memoria houstoniana.

Ecco le statistiche di squadra complete:

L’asse Ball/Rozier funziona con il primo a innescare il secondo ma l’entusiasmo del primo è contagioso e la connessione è ottimale anche con Bridges e altri giocatori.

Altra partita da squadra vera con attacco equilibrato e mentalità clutch nel momento decisivo.

Per i Rockets 21 i punti di Oladipo, 15 per McLemore, il quale, dopo aver realizzato una raffica di triple si è spento (terminando da fuori con comunque un buon 5/8), 13 per la coppia Tate e House Jr., mentre Cousins si è fermato a 9 punti e 9 rimbalzi.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Solita palla a due lasciata agli avversari e 0-2 firmato Tate con un bel semigancio dal pitturato.

Cousins iniziava su Hayward riuscendo a fermarlo mentre dall’altra parte i Rockets costruivano un’altra bella azione ma sprecavano al tiro da fuori.

Servivano altre tre azioni offensive agli Hornets per pareggiare con Rozier che con un’esitazione si lanciava a canestro per appoggiare atleticamente oltre le mani dei difensori.

A 9:22 un fallo di Ball su Oladipo consentiva all’ex Pacers il 2-4 dalla lunetta ma gli Hornets con una tripla di Hayward (nascostosi dietro il blocco di Zeller) si portavano sopra consolidando la leadership con l’entrata di Zeller per il 7-4.

Entrata vincente di Oladipo da una parte, tripla di Ball dalla diagonale di sinistra dall’altra (10-6), errore di Oladipo da fuori che apriva il campo per il lungo baseball pass di Ball, abile a scovare Zeller in transizione per il 12-6.

Tripla di Cousins solitaria dalla diagonale sinistra ma la risposta di Charlotte arrivava con la drive di Ball, passaggio lungo linea toccato verso il corner sinistro per P.J, che riusciva comunque a trasformare in tre il passaggio indirizzato – e deviato – verso di lui.

I Rockets si avvicinavano con una dunk aggressiva di Oladipo e con una tripla di House (18-16) ma Zeller, in corsa, batteva Cousins di sx per il suo 3/3 personale e Monk con un’altra drive indicava a Hayward la via della tripla per il 23-16.

Brown rompeva il digiuno degli ospiti ma Rozier con un off-balance clamoroso nel pitturato recuperava i punti “tolti” da Brown a 3:03 per il nuovo +7 (25-18).

Oladipo e Cousins davano la spinta alla squadra di Silas con un canestro a testa e Tate dalla lunetta – splittando – portava a -2 la squadra texana.

Gli Hornets ripartivano con una tripla in ritmo del neoentrato Caleb Martin per portarsi a pochi secondi dalla fine sul 30-25 con due FT di LaMelo.

Difficile segnare con :08.7 sul cronometro ma l’appoggio di Tate al vetro era buono, lo era ancor di più il lancio lunghissimo verso Ball che toccando al volo la palla lungo la linea di fondo sinistra innescava il tiro volante di Caleb Martin che batteva il cronometro per il 32-27, finale di quarto.

Caleb Martin in azione. Per lui solita serata altalenane ma alla fine con punte positive decisive. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Buona partenza per Monk che di sinistro allontanava i viola di altri due punti ma un fallo in close-out di Caleb Martin su Brown portava 4 punti sulla stessa azione per Houston che si ritrovava così a un possesso (34-31).

Il quarto si faceva interessante e serrato: Bridges da due, McLemore da tre, replica immediata di Ball da oltre l’arco e 2/2 di Tate a 9:52 (39-36) per riportare al -3 gli ospiti.

Sul rimbalzo offensivo Tate firmava anche il -1 e dopo un mancato layup di Ball arrivava il sorpasso con lo scatenato McLemore che da sinistra (8:14) infilava il siluro pesante per il 39-41.

A 7:57 replica di Ball dal corner sinistro per farsi perdonare qualche imprecisione al tiro e in impostazione e nuovo sorpasso (42-41) ma era ancora McLemore ad avere buona mano da oltre l’arco nonostante la doppia chiusura (troppo ritardata) dei difensori Hornets.

La partita viveva di arcieri: tripla di Hayward aperta a 7:25 e rapida replica di Ball a 7:07 per il 48-44.

Su una seconda opportunità Jones rimandava il gap sul -1 e McLemore chiuso con il fallo da Rozier sulla tripla andava in lunetta per il sorpasso ma il suo 1/3 portava la squadra della città NASA solo sul pari (quota 48).

Zeller trovando un’autostrada libera centrale vi si infilava e affondava la schiacciata ma McLemore colpiva da fuori ancora una volta e un passaggio di Monk diretto verso Bridges in angolo era intercettato facilmente da House che in transizione colpiva lo scafo degli Hornets per il 50-53.

A 4:11 Charlotte si affidava all’esperienza di Hayward che da sotto recuperava due liberi per un microscopico ma furbo fallo di Brown.

2/2 e -1 prima dell’1/2 di House sull’altro fronte (spinta da dietro di Rozier).

A 3:38 l’arma preferita di Bridges era l’entrata in appoggio sulla quale trovava anche l’and one per riportare i purple sopra (55-54).

Sorpasso Rockets ma catch n’shoot di Bridges per il controsorpasso e un 2/2 in lunetta di Hayward che dopo aver superato Nwaba lo aspettava per farsi franare addosso.

60-56 prima di un altro layup mancato di LaMelo ma corretto da Bridges in qualche maniera.

Houston affidava ai suoi talenti le repliche: una dunk di Cousins era buona ma Oladipo, cercando il fallo di Miles, faceva scadere i 24 secondi palla in mano… Finiva con due liberi a segno del solito Hayward e altri due punti di McLemore agganciando un lungo passaggio.

64-60, un margine non dalle certezza immense ma foriero di buoni presagi.

3° quarto:

Apriva bene il quarto Ball con un’altra tripla che faceva allargare le braccia a Oladipo.

Oladipo muoveva il punteggio dalla linea della carità per i Rockets ma poi mancava il tiro, palla a Cousins ma Hayward riusciva a portargliela via così la tripla di Rozier ampliava il divario.

L’ex uomo franchigia dei Kings tuttavia ne metteva due seguito dal teammate House con tre per il 70-67…

Hayward si rifugiava in una finta, partenza e tiro cercando il contatto: tutto perfetto compreso i liberi a segno.

Fade-away di Oladipo nel pitturato molto elastico e tripla di LaMelo a 8:14 in transizione pur in superiorità numerica (4 vs 3) per il 6/9 personale da fuori e il 75-69 sul parquet.

L’appoggio di Rozier di sinistro oltre PJ Tucker valeva il 77-69 a 7:47 ma dopo il time-out voluto da Silas i Rockets tornavano in partita prepotentemente: Cousins bloccava facilmente l’entrata fuori ritmo di Gordon e LaMelo commetteva istintivamente il quarto fallo per non far ripartire gli avversari.

Dentro Monk a7:47 sul 77-69 ma Nwaba spostava Rozier appoggiando in entrata, Oladipo segnava la sua prima bomba dalla sinistra e andava bene che Zeller dopo l’errore offensivo catturasse il rimbalzo e segnasse in mischia dando ossigeno alla squadra del North Carolina (79-74).

Gli Hornets erano micidiali in transizione: a 4:19 un passaggio liftato in diagonale (cambio lato) di Monk per Rozier era manna per il numero 3 che in catch n’shoot portava a casa tre comodi punti (82-74).

House ne realizzava due, Oladipo 3, i Rockets potrebbero pareggiare sul -3 ma fallivano le loro occasioni così finiva per segnare su una gamba Monk nel pitturato dopo uno spin e lo step-back.

Nwaba con un gancetto laterale al vetro batteva Zeller ma Monk con la tripla frontale realizzava l’87-81, ultimo sussulto prima di un breve periodo di difficoltà che portava i Razzi a pareggiare a :23.7 grazie a una seconda chance di Tate.

Gli Hornets però chiudevano il quarto in bellezza sfruttando ancora con Monk che di tripla feriva Houston portando la partita sul 90-87.

Monk mette la mano sulla palla a Nwaba. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Per scrollarsi di dosso i resistenti Rockets sarebbe servita una partenza sprint che arrivava ma oltre le mie più rosee aspettative.

Caleb Martin partiva forte toccando due volte la palla agli attaccanti dei Rockets garantendosi la steal con la seconda che faceva ripartire il rientrante Ball per l’alley-oop di Bridges.

Ancora Caleb dava un secondo stop al giro di lancette ai Razzi: sfondamento di Jones che sbatteva su di lui.

Altro lancio via aerea di ball per Bridges che superava la resistenza ad alta quota di due difensori per il secondo alley-oop del quarto a 10:49.

La propulsione di Bridges era forte e si identificava anche con la spinta da tre punti a 10:15 con la quale gli Hornets abbandonavano la single digit per arrivare sul +10 (97-87).

Il parziale si estendeva perché Oladipo si fermava sul più bello sbagliando tiri e Monk, invece, dopo aver palleggiato dietro la schiena, ricavava un altro di quei suoi tiri fuori equilibrio con la palla tirata su dal palleggio non in maniera eccelsa ma il fade-away concentrato funzionava a 9:39.

Poco da fare se Biz fermava l’appoggio di Oladipo con precisione svizzera.

Il parziale si arrestava quando Biz stoppava illegalmente Nwaba.

“Demolition man” andava in lunetta realizzando solamente un punto.

La settima tripla di LaMelo a 7:21, la bomba di Rozier a 5:32 (ottimo scambio con Ball) mandavano in orbita i Calabroni sul 105-88.

Hayward a 4:54 recuperando un rimbalzo d’attacco convertiva in due punti per il 20-1 di parziale.

LaMelo offriva un alley-oop anche a Biyombo e finiva in gloria nonostante Oladipo a 4:17 trovasse il primo canestro dal campo dei Rockets nell’ultimo quarto.

Jam rovesciata di Biz, alley-oop del neoentrato Richards, reverse layup di Caleb Martin, tutti gli Hornets andavano a segno sugli ormai demotivati Rockets.

C’era anche un challenge chiamato da Borrego per un inesistente fallo chiamato contro Bridges che passava larghissimo sul close-out.

Finiva con una fantasiosa palla a due al centro del campo.

Nwaba, piroettando, finiva con la faccia per terra cercando di appendersi al ferro in schiacciata (probabilmente un tocco precedente di Monk c’era stato) ma si riprendeva.

Terminava 119-94.

LaMelo Ball: 8

24 pt. (7/18), 7 rimbalzi, 10 assist, rubate, +29 in +/-. 4 TO. 4 falli. Partiamo dalle cose negative: partendo titolare ha ben presto problemi di falli, qualcuno è veniale come la spinta sul blocco di Cousins o il fallo istintivo sullo stesso in ripartenza dopo aver capito subito che gli avversari sarebbero scappati in fast break. Qualche imprecisione in appoggio (0/6 da due) ma il 7/12 da tre con ottima rotazione della palla nonostante un tiraccio air-ball e il record personale di triple gli consentono di regalare preziosi punti a Charlotte. Assist a profusione: nell’ultimo periodo regala due alley-oop a Bridges e uno a Biyombo. Va in doppia doppia catturando anche rimbalzi e in difesa è migliorato rispetto a inizio stagione. In 3D.

Terry Rozier: 7

15 pt. (6/14), 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, +9 in +/-. 3 PF. Beneficia dell’intesa con Ball sparando da tre ma anche Monk gli offre una bella palla ricambiata a fine terzo quarto. Va 3/8 da fuori ma 3/6 da due punti con un paio di off-balance notevoli. Porta buona pressione facendo stancare e talvolta sbagliare gli attaccanti avversari come Oladipo.

Gordon Hayward: 7

19 pt. (4/11), 6 rimbalzi, 4 assist, +12 in +/-. 2 TO. 8/8 dalla linea del tiro libero. Parte contro Cousinss un po’ in difficoltà ma quando si scherma segna due triple e “Zito zitto” costruisce quasi un ventello grazie all’esperienza. Dalla lunetta porta a casa punti importanti per gli Hornets in momenti bui. Non sempre preciso al tiro da due o da sotto ma un 3/5 da fuori impatta come con l’entrata, la finta e il bound pass spiazzante per Biz che va in schiacciata…

P.J. Washington: 6

3 pt. (1/4), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata, +11 in +/-. 2 TO in 25:00. Tre assist, magari elementari, qualche rimbalzo ma al tiro ha le medie di Batum ormai. Sbagliata e poi realizzata una tripla, manca anche un tiro al post basso destro che sembrava semplice.

Cody Zeller: 7

10 pt. (5/6), 7 rimbalzi, 1 assist, +8 in +/-. 1 TO in 26:13. Ancora in doppia cifra, cattura 7 rimbalzi. Altro buon inizio sfidando senza paura il più mastodontico Cousins ma lui non sfigura e anche quando viene fermato prende il rimbalzo e la mette dentro. Ottima partita con personalità giocando con saggezza e arguzia.

Miles Bridges: 8,5

19 pt. (8/12), 10 rimbalzi, +11 in +/-. Beh, difesa e rimbalzi a parte aggiunge anche un micidiale inizio di ultimo quarto con 7 punti consecutivi che cominceranno a far la differenza (due alley-oop e una tripla). Sbaglia poco e mette due triple rapide. Altra gara micidiale.

Caleb Martin: 7,5

7 pt. (3/8), 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +14 in +/-. 1 TO in 26:35. Fa cose inenarrabili come il close-out che ci costa 4 punti e saltare tornando giù con la palla sull’uomo che gli saltava davanti. Poi parte con una tripla e un canestro sulla sirena del primo quarto notevole, a inizio ultimo quarto recupera due palloni consecutivi (steal e sfondamento subito)

Bismack Biyombo: 7

4 pt. (2/2), 3 rimbalzi, 2 stoppate, +16 in +/-. 1 TO. Si toglie due sfizi: reverse dunk e un alley-oop, in più mette a referto due stoppate, quella netta su Oladipo in appoggio è splendida. Gioca bene anche lui e garantisce protezione al ferro ma non solo, in uscita sul perimetro fa il suo.

Malik Monk: 7

14 pt. (6/11), 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 2 stoppate, +7 in +/-. 2 TO in 25:59. Altra scheggia impazzita. Rapido, gioca con uno stile suo ma coinvolge anche i compagni offendo ad esempio un paio di alley-oop. Ogni tanto però fa il cavaliere solitario. Finché tirerà fuori dal cilindro risolutivi colpi con tiri difficili all’indietro possiamo dire che va bene ma sarebbe meglio vederlo meno in difficoltà su finali solitari di azioni che comunque ha la capacità di trasformare in punti. Due triple a segno, ottima quella del 90-87 per spareggiar la gara.

Cody Martin: 6

2 pt. (1/2), 4 rimbalzi, +3 in +/-. 1 TO in 3:27. Gioca poco, guadagna rimbalzi e infila due punti costruendoseli con un buon palleggio e un bel pull-up ma sul secondo tentativo si fa stoppare da sotto.

Nick Richards: 6

2 pt. (1/2), +5 in +/-. TO in 3:23. Trova spazio per giocare uno sprazzo di partita a fine gara. Un alley-oop poi si fa notare per la rudezza a centro area avversaria. Un arbitro ha già il fischietto in bocca ma lascia correre. Niente rimbalzi.

Coach James Borrego: 7

La squadra trova il ritmo e una coppia in backourt notevole con un quintetto più equilibrato e delle rotazioni più interconnesse. Equilibrio offensivo, gran mentalità difensiva nell’ultimo quarto gestendo bene prima la grana falli di Ball. Clutch. Peccato gli diano solo parzialmente ragione sul challenge.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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