Game 27: Charlotte Hornets @ Brooklyn Nets 113-108

Intro

Da poco tempo sono state scoperte altre lune intorno a Saturno.

Non è che questi satelliti siano giunti intorno al pianeta con l’anello improvvisamente, sono state sempre lì…

L’uomo non si era mai accorto prima della loro presenza, un po’ per la macro-presenza di altri elementi e a dimostrazione di conoscere poco anche ciò che viene ritenuto “vicino”…

Dopo due sconfitte contro Brooklyn, Borrego dovrebbe paragonarsi ai ricercatori di pianeti che devono individuare nuovi elementi, ognuno con una storia diversa, con caratteristiche differenti per capire se si può invertire la tendenza e individuare nuovi elementi che teoricamente siano sempre stati alla portata per avere un risultato differente dalle prime due uscite.

Analisi

Out Batum e Williams, Monk non giocherà, con la squadra in back to back, Borrego dava più spazio alle seconde linee facendo giocare minuti importanti a MKG e Cody Martin.

La squadra prendeva un orientamento più difensivo anche se l’imbarcata era dietro l’angolo tanto che nel secondo quarto la tentazione di andare a dormire si faceva diabolica sul -20 ma Charlotte sul finire del tempo riusciva quasi a dimezzare lo svantaggio tornando sul -11 (53-64) nonostante chiudesse i primi 24 minuti con 23 rimbalzi a 29 e con percentuali al tiro peggiori avendo poca risposta per fermare Allen.

Brooklyn, un po’ distratta, tergiversava un po’ sbagliando troppi tiri dalla lunetta così nel finale di terzo periodo Charlotte, complice la zona messa in campo da Borrego (contro alcuni team funziona bene, con altri è deleteria) e tre triple (Graham, e Bridges) tornava insperatamente in partita sull’84-86.

L’ultima frazione si apriva con i Nets a tener il vantaggio fino a 6:53 quando Graham fiutava l’odor di vittoria come quello della pioggia che sta per arrivare; tripla sorpasso ma non avevamo ancora visto nulla.

Se alla difesa ci pensavano gli altri, all’attacco provvedeva lui facendo tutto da solo: tripla, FT, lunghi due e ancora una tripla arcobaleno su Harris che disegnava la vittoria a :21.9 dalla fine.

111-106, Charlotte teneva questa volta nei secondi finali guadagnando un’insperata prima vittoria stagionale a Brooklyn.

Charlotte si avvantaggia dai pochi TO commessi (8-12), tirando meglio da tre con un 42,9% contro il 26,3% avversario e ai liberi con un 26/32 contro il 22/33 avversario… Assist 20 pari, ai Nets non bastava guadagnar 5 rimbalzi in più (47-50, 15-17 gli offensivi) e tirar meglio complessivamente (CHA: 40,9%, BKN 43,2%) finendo per pagar caro soprattutto i numerosi errori dalla lunetta e il massimo in carriera di un Graham giunto a 40 punti…

La partita

Starting Five

Hornets con il classico recente starting five: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

L’altra squadra della Grande Mela schierava: Dinwiddie (24 pt.), Temple (9 pt.), J. Harris (11 pt.), T. Prince (6 pt.) e J. Allen (21 pt. e 10 rimbalzi).

Dalla panchina i migliori per gli avversari erano Pinson con 12 punti e Jordan con 9 pt. e 14 rimbalzi mentre Nwaba si fermerà a 8.

1° quarto:

Charlotte partiva nel triplice segno con la bomba di P.J. Washington assistito nell’angolo destro a 11:42.

Harris rispondeva con bravura in entrata poi a 10:53 da casa sua Graham tirava fuori un mega tiro a ciuffo che si infilava nella retina ma Allen aveva vita facile in area per arrivare a canestro e un flebile fallo di Bridges aggravava la situazione con il two and one.

6-5 a tener botta, sorpasso di Harris da sotto ma dopo l’errore di Miles da tre arrivava il rimbalzo di Biz in due tempi e la seconda tripla con confidenza del nostro play che a 9:48 riportava avanti, 9-7, Charlotte.

Dopo un altro canestro dei Nets, Biyombo, servito dentro da Graham, usava i cm in più contro Dinwiddie per l’hook dell’11-9.

Temple però pareggiava in entrata, Allen stoppava quella di Bridges e sull’altro fronte ricevendo sulla linea di fondo schiacciava a 7:45 l’11-13.

Rozier allungando il palleggio batteva tutta la difesa fino ad arrivare all’appoggio.

Si procedeva spesso nel segnare punti grazie ai tiri liberi e si passava metà quarto a 5:43 sul 17-18 dopo una tripla di MKG.

Un alley-oop di Allen a 5:33 valeva il +3 Nets ma a 4:53 Rozier in coast to coast di sinistro metteva dentro su Harris dopo il crossover veloce che lasciava indietro la guardia avversaria.

Martin si catapultava sotto il nostro canestro per andare in aiuto a stoppare Allen ma il centro riprendeva segnando…

Allen e Zeller ancora a gioco fermo, 2/2 per entrambi i centri,1/2 di Shumpert ma poi tripla di Musa su un Cody in difficoltà nel trovare la giusta misura per contrastare i tiro e non conceder la penetrazione dava il +7 alla squadra di Atkinson.

A 2:40 Rozier da sinistra su assist di Bridges catapultava tre punti a canestro ma Charlotte da comodo rimbalzo difensivo trasformava in auto-canestro l’azione con Zeller che interveniva mentre Martin cercava di abbrancare la sfera (comodamente visto il non pericolo).

Cody da sotto rimediava sull’errore offensivo di Bridges ma Pinson in corsa infilava il 26-32, finale di quarto.

Nwaba dovrebbe essere un fan di Hokuto no Ken. Eccolo impegnato a cercare il punto per dar esplodere Miles Bridges, ottenendo però uno zero, come i numeri sulle divise dei due giocatori. Photo: Kathy Willens, AP

2° quarto:

Era sempre Pinson, in modalità offensiva a continuar a portar a casa punti per i Nets aprendo la seconda frazione con una tripla vs Martin e un rimbalzo offensivo di Jordan con fallo di Graham dava il 26-39 per la squadra newyorchese.

P.J. con gli autoscontri in area decideva di far smetter la dieta a Charlotte ma Nwaba tirava da tre oltre Bacon realizzando il 28-42.

Charlotte provava a reagire e dopo un tecnico battuto da Graham (3 secondi) infilava con P.J. la tripla da fuori (bel passaggio laterale di Graham a batter il proprio difensore) del 32-42.

La decina di punti di distacco tuttavia era destinata a salire dopo il two and one di Jordan e l’entrata con tocco al plexiglass di Pinson.

A 8:48 i Nets giravano sul +15 (32-47) ma arriveranno ben presto sul +20 dopo un coast to coast di Nwaba senza resistenze e grazie alla tripla schermata di Pinson a 7:41 (32-52).

Gli Hornets sembravano deragliare senza troppe energie nonostante Borrego proponesse giocatori più freschi come Martin e MKG.

A 4:35 Rozier usava il blocco di Biz per sfuggire alla marcatura e infilare il pullup frontale dalla media ma Temple dalla sinistra batteva proprio il nostro play per tre punti (39-57) che ritardavano la rimonta nei minuti finale di Charlotte.

A 3:14 Cody Martin segnava da tre e successivamente su un coast to coast mancato da Bridges era l’altro Cody, Zeller, a rimorchio a portar punti ((46-59).

Nei secondi finali, complice una steal di Zeller a Harris e il bonus si riduceva lo scarto di altri due punti fino ad arrivare a :03.3 sul 53-64, un -11 con il quale si chiudevano i primi 24 minuti.

3° quarto:

Dopo un paio di turnover Dinwiddie riapriva le ostilità con due punti in fast break, Graham dalla media (spesso gli Hornets si affidavano a questa soluzione) andava a caccia di punti trovandone due e a 10:25, dopo lo 0/8 del primo tempo Miles in entrata, spinto da Graham, segnava i primi due punti su azione della sua partita per il -9 (57-66).

Brooklyn però respingeva il tentativo di rientro con Temple e Allen, Prince a 7:40 poi segnava anche da tre e la gara girava sul 59-75…

Charlotte non riusciva a riavvicinarsi nemmeno dopo il two and one di Martin a 5:07.
La bella drive valeva solamente il 65-78 e dopo la tripla mancata di MKG, Shumpert sull’altro lato aveva più confidenza da fuori per realizzare il 67-82…

I Nets comunque continuavano a fallire qualche libero di troppo, specialmente con Dinwiddie e dopo due FT di Graham, Bridges grazie a una seconda possibilità metteva dentro da tre la spicchiata per il 72-82.

A 2:48 Nwaba segnava due FT per fallo fischiato contro MKG ma Charlotte con la zona in difesa e con le triple in attacco si dedicava al rapido rientro, complice una Brooklyn un po’ troppo rilassata…

Jordan prendeva in faccia la tripla frontale di Graham a 2:30 e quella da destra di Bridges, inoltre da uno scambio a due sorgeva la bomba di Graham, open, dalla diagonale sinistra per l’81-84…

Il forcing difensivo degli Hornets portava i Nets a non avere spazio e quando il canestro sembrava già fatto, ecco spuntare Zeller in stoppata su Pinson; palla a due sul proseguo tra Graham e il n° 1 avversario, Nets che con cinque secondi rimasti però riuscivano a portar a casa i due punti con l’entrata floater di Temple.

Charlotte tuttavia diceva la sua mettendo dentro dalla diagonale destra con Bridges, bravo con il palleggio a elastico a liberarsi del passaggio del difensore per sparare la tripla convincente che chiudeva il quarto sull’84-86.

Bridges assalta DeAndre Jordan modello Raffaello, affresco sofferente a chieder la grazia alla trinità arbitrale. Photo: Kathy Willens, AP

4° quarto:

Elastico in avvio anche di ultimo periodo quando i due punti si estendevano a quattro per scemare a due, succedeva due volte, poi due tiri liberi di Nwaba (½) a 8:40 davano il +3 a 8:40 alla squadra di Atkinson così il cambio mano rapido di P.J. in area contro Jordan valeva lo scoop de -1.

Prince falliva contro Biz e a 7:06 Borrego voleva il time-out.

A 6:53 quasi non si credeva alla tripla del sorpasso firmata Graham quindi toccava a Dinwiddie riportare sopra i Nets ma a 6:11 Devonte’ sui raddoppi innescava una triangolazione rapida verticale con passaggio per Biz che dava dentro a MKG, spinto.

Il numero 14 dalla lunetta infilava i tiri per il 95-94.

Teneva su Prince il centro congolese e su un wild shot dopo lo spin, Rozier era fortunato perché era assegnato il fallo a Dinwiddie.

5:41, altri due punti guadagnati subito riassorbiti da Dinwiddie in fuga sulla linea di fondo a freddare con il reverse layup, Biz.

Un hook al vetro di MKG toglieva la pressione di dosso agli attaccanti Hornets ma a 4:46 l’entrata di un veloce Dinwiddie era premiata con un fallo (l’ennesimo dubbio su ambo i fronti) per il two and one del 99 pari.

Graham si faceva perdonare la persa con corsa sul fondo a 4:13 con l’arresto e tiro fulminante da tre punti per il 6/11 da fuori.

Harris a 3:40 replicava in entrata ma dopo azioni andate a vuoto, Rozier in penetrazione scappava dall’avversario e batteva al vetro evitando la stoppata di Allen.

Prince dall’angolo da tre non era la risposta per batter la zona di Charlotte che guadagnava altri due punti con Graham in solitaria, cambio passo, attacco frontale e contatto fluttuante sul tiro con Harris.

2/2, 106-101.

Purtroppo Charlotte spesso si dimostrava incapace di gestire questi vantaggi e dopo aver subito la prima tripla di Harris non riusciva a contenere con Zeller l’appoggio di Dinwiddie per il 106 pari a 1:10.

Graham, piccolo grande uomo, si caricava sulle spalle la squadra andando in uno contro uno, incredibile il lungo due messo a segno con poco spazio a :51.6, errore di Dinwiddie, rimbalzo sicuro di P.J. che offriva l’ancor di più assurda palla a Graham che in isolamento andava per la deep 3 disegnando un meraviglioso arcobaleno sopra Harris che conduceva alla vittoria.

:21.9, 111-106, 40 punti, record in carriera con un tiro velocissimo dal palleggio, incredibile…

Brooklyn provava a reagire e Miles commettendo un fallo su Dinwiddie quasi combinava la frittata ma i Nets continuando a litigar dalla lunetta fallivano il primo FT per mietere gli altri due.

111-108.

Charlotte riusciva a rimettere in gioco bene dopo l’ultimo time-out guadagnando qualche secondo sul giro palla.

Alla fine era fermato in angolo Bridges che splittando portava oltre il possesso Charlotte.

:14.4 rimanenti, Brooklyn a testa bassa provava la non miglior soluzione (non per il giocatore ma per la forzatura) con Harris, rimbalzo grigio e tentativo di Prince a vuoto… Charlotte ormai in salvo andava a battere due FT con Bridges che ritoccava il tabellino aggiungendo un punto per il 113-108 finale…

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

13 pt., 7 rimbalzi, 4 assist. 5/15 dal campo prendendo i suoi tiri anche se oscurato da Graham. Sbaglia troppo al tiro e nel finale un paio di iniziative sono chiuse con una canestro e un errore. Su un’entrata precedente contro Dinwiddie gli arbitri gli regalano due FT poi non gli fischiano un fallo a favore su un’altra entrata, lui protesta e si becca il tecnico. Un solo TO.

Devonte’ Graham: 9,5

40 pt., 5 rimbalzi, 5 assist. Tira benino all’inizio, poi si scatena (12/21 FG totale, 7/12 da 3 pt., 9/11 FT) dimostrando non soltanto buona propensione e visione negli assist, ball-handling sopra la media, cambio passo letale, ma quella pazzia chiamata fiducia illimitata (conoscendo le proprie possibilità e non campata in aria) necessaria per bruciare gli avversari in un finale tirato. Alla fine la vince lui in attacco con canestri assurdi. Non sono sempre le soluzioni più razionali quelle che sceglie ma lui sente di poter fare ciò che poi realizza effettivamente e non lo fermano più nell’ultimo quarto quando è on-fire… Massimo i carriera con 40 punti, incredibile cosa ha pescato in casa Charlotte e ci auguriamo di vederlo costantemente ad alti livelli.

Miles Bridges: 6,5

14 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1rubata, 1 stoppata. 4/16 dal campo con 3/7 da fuori. Seguendo solo i numeri sarebbe da 5 ma in alcuni momenti topici è utilissimo. Chiude con uno 0/8 da brividi nel primo tempo dimostrando che le sue entrate sono troppo selvagge e soprattutto non ha il tocco in uno contro uno per metter quel tipo di soluzione. Ci riprova altre 8 volte nel secondo tempo e gli va meglio mettendo il 50% dei tiri con soluzioni importanti. La tripla a elastico dell’84-86 a fine terzo quarto anticipa i 4 liberi finali splittati ma è importante il secondo della prima serie, quello che ci da la tranquillità del +4. La combina quasi grossa prima con un fallo evitabile (troppa foga) su Dinwiddie per tre punti. La PG del Colorado manca il primo e si resiste. In difesa non mi dispiace anche se l’avvio è frustrante su ambo i lati.

P.J. Washington: 6,5

13 pt., 6 rimbalzi, 1 stoppata. 4/6 dal campo. Poco appariscente ma efficace in attacco (gran canestro con cambio mano contro il lungo di turno), riesce a metter in sicurezza qualche rimbalzo difensivo anche se non sempre ha le possibilità per difender al meglio. Come tutti rende meglio nel fortino del secondo tempo. Apre con una tripla la gara e chiuderà con un 2/4 da fuori.

Bismack Biyombo: 6

4 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 2/4 dal campo. Viaggia tra avversari che lo gelano anche se potrebbe far di più e buone difese, alla fine, tenuto conto del suo limitato potenziale offensivo si guadagna la sufficienza ma deve strappare più rimbalzi difensivi mentre in attacco offre un bell’assist verticale veloce a MKG (rovinato da un fallo) e mostra tempismo andando a schiacciare dopo aver evitato la sventagliata criminale dietro di lui rimanendo abbassato sulla ricezione per salir dopo l’aggressione a vuoto.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

11 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 4/9 FG. L’uomo sbagliato sugli scarichi da fuori (1/3 da 3, dopo aver segnato il primo) ma toglie le castagne dal fuoco in attacco a Charlotte in un paio di momenti decisivi come il tocco in hook laterale dal pitturato che sbattendo forte al vetro finiva dentro. Se un paio di volte soffre le entrate di Dinwiddie, la sua presenza difensiva risulta un fastidio per l’attacco avversario nel secondo tempo tanto che chiuderà con il secondo miglior plus/minus, +14. Solido.

Cody Zeller: 6,5

10 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Sembra avere più occhio di Biz in difesa. Più scafato anche se l’auto-canestro andando a toccar la palla già nelle mani di Martin è da radiazione dall’albo… bella invece la steal a Harris a fine primo tempo. Non tiene Dinwiddie a 1:10 dalla fine ma il suo rientro sul parquet a poco dalla fine è positivo. Riesce a prender qualche rimbalzo offensivo e a convertire in punti anche sul rimorchio in transizione quando Miles sbaglia e lui pulisce. Non è dominante ma si fa sentire: chiude con 4/4 dalla lunetta e 0 TO sebbene non sia l’uomo giusto sugli scarichi da tre (0/2). Miglior plus/minus, +16, anche perché questo tipo di rotazione, uscendo dalla panchina, sembra giovargli.

Cody Martin: 6,5

6 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. 2/7 dal campo. Sapevamo che l’affidabilità offensiva non era il suo forte, ma nonostante tutto non si può dire che non si impegni in difesa anche se non sempre gli va bene. Incassa una tripla, subisce l’auto-canestro di Zeller, stoppa Allen che poi va a riprendere e segnare ma lui continua a combattere e finalmente mette anche una tripla. Crea insieme agli altri quattro in campo, le condizioni per irretire la manovra avversaria finendo sul +8 in plus/minus. 4 assist da non sottovalutare in 23:40. Minuti importanti sperando diventi più consistente anche in attacco prendendosi qualche punto di rottura.

Dwayne Bacon: 5

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 0/3 dal campo con 2/2 dalla lunetta in 6:54. Unica insufficienza. Sempre fuori ritmo. Se giocassi io avrei una media migliore del recente Bacon che continua a sbagliar tiri in serie finendo sul -9 in plus/minus una breve fase di partita. Non mi sembra che abbia le capacità difensive dello scorso anno.

Coach James Borrego: 7

Il suo piano inizialmente di sparigliare le carte sembra interessante ma sul -20 sembra, come avrebbe setto Fantozzi: “Una cagata pazzesca” ma alla fine sono 92 minuti di applausi con il focus sulla difesa e la zona. Il resto lo fanno gli errori di BKN dal campo (specialmente da fuori) e dalla lunetta e Super Graham… Martin/MKG in difesa danno più di Batum/Monk…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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