Game 27 – Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 120-114

Intro

“Quando da lassù soffia il vento del nord”…

Non solo è una strofa di una bella canzone dei Nomadi ma anche la realtà dei fatti a Est.

Le prime sei squadre collocate in alto alla classifica attualmente sono tutte squadre del nord degli States e Toronto (ok, gioca a Tampa ma la franchigia è fisicamente ancorata più a nord delle altre).

Classifica prima delle partite giocate nella notte…

In questo contesto, Charlotte, un po’ a sorpresa, prova a inserirsi tra le squadre che dominano a Est e per farlo cercherà di battere la più iconicamente polare: i Minnesota Timberwolves.

Mentre Burian soffia sulla nostra penisola promettendo neve e gelo, il Lupo che guarda la stella polare.

Il grande freddo è anche il titolo di un film scritto dal regista Lawrence Kasdan e Barbara Benedek.

Esce nel 1983 e si parte dalla colonna sonora splendida di Marvin Gaye – “Heard It Through the Grapevine” – a introdurre un funerale nel quale amici, ex compagni si trovano a fare il punto della situazione sulle loro vite.

Persi di vista, ognuno per la propria strada, avranno modo di intersecarsi, cambiare direzione e prendere nuove vie, i sogni del passato e le insoddisfazioni saranno messi alle spalle?

Gli Hornets, dopo aver perso piuttosto malamente con Memphis (nessuno sforzo reale collettivo difensivo nei close-out sul perimetro) si chiedono cosa faranno da grandi ma il futuro è nelle loro mani.

Sta a loro, tornati allo Spectrum Center, convincere i fan che qualcosa sta cambiando negli ultimi anni.

I pur simpatici e rispettati Timberwolves devono essere superati se i vuol continuare la corsa ai PO, Toronto e Miami sono in rimonta, agli Hornets non rimane che correre, difendere e stupire se vogliono tornare ai PO dopo 5 anni…

Analisi

Gli Charlotte Hornets escono vittoriosi da una battaglia (13 cambi di squadra leader) che avrebbero dovuto necessariamente vincere per sperare nei playoffs.

Atlanta cade pesantemente in casa con San Antonio (nostra prossima avversaria) e i Calabroni consolidano il primato nella Division portandosi a una partita dai .500.

I ragazzi di Borrego hanno sofferto l’atletismo di Edwards, le triple (non solo) di Towns e la velocità di McLaughlin ma sul fronte opposto sono stati guidati da un Terry Rozier formato “scary” per gli avversari.

41 punti, due frecce intinte nel curaro nel finale che hanno spaccato una partita rimasta sino a quel momento più incerta del futuro sull’attuale pandemia salvando Borrego da un finale denso d’incognite…

A supporto le buone prove di Ball, Bridges e Zeller (solo 8 gli Hornets scesi sul parquet) mentre per i T.Wolves Beasley ha finito con 31 pt. (7/13 dall’arco), Towns con 25, Edwards con 21.

Nessun altro Lupo ha fatto registrare doppie cifre nei loro tabellini anche se McDaniels (Jaden) ha realizzato 9 punti.

Charlotte esce indenne da un 20-8 nei TO con un 4-10 nelle rubate…

Il 20-28 negli assist è spiegabile in parte con qualche FT in più, ma solamente marginalmente…

Vinciamo a rimbalzo 59-47 e al tiro con un 48,9% contro il 45,5% avversario che si è fermato al 39,0% da tre, fattore determinante per la vittoria il fatto che non abbiano superato il 40,0%…

Importantissimo il fattore FT: Minnesota ha chiuso con 8/14 mentre gli Hornets sono rimasti perfetti dalla linea con un 19/19 strepitoso.

Il prossimo sarà un importante test match contro gli Speroni che in serata hanno largheggiato contro i Falchi.

La partita

I quintetti:

Out per i Lupi Russell, fuori il protocollo di sicurezza i due gemelli Martin e P.J. Washington, così Charlotte si presentava nella nuova formazione tipo:

Minnesota schierava:

1° quarto:

Partenza velocissima dei T.Wolves che dopo aver vinto la palla a due scovavano Edwards sotto non contenuto da Graham sull’appoggio mentre su un fast break arrivava lo 0-4 firmato Beasley con una dunk.

Gli Hornets segnavano a 11:20 il primo canestro con un jumper dalla media (frontale) di Graham ma l’open 3 di Beasley portava sul +5 gli ospiti.

Un turnaround dalla media di Hayward riduceva uno scarto recuperato a 9:32 dopo diversi errori da parte delle due squadre: palla intercettata in anticipo da Ball un istante prima che arrivasse a Towns sotto, ripartenza, passaggio di Hayward per LaMelo che spinto sotto il ferro non aveva difficoltà a trovare il two and one in continuazione con il reverse.

Rozier in transizione passava il velo di Zeller per depositare in scoop mentre sull’altro fronte Zeller stoppava Towns ma il centro avversario riprendeva e pareggiava.

A riportare in vantaggio i Calabroni era un’altra incursione di Rozier mentre a portarci sopra il singolo possesso era Ball che – dopo 3 inusuali errori ravvicinati di Hayward sulla stessa azione – strappando una palla a Beasley segnava da due da sotto.

Altra incursione di Rozier che eludeva anche l’intervento di Towns e a 6:27 i Lupi si trovavano intorno al fuoco per un time-out sotto 15-9.

Edwards indovinava la tripla frontale quindi un altro errore di Hayward al tiro favoriva questa volta Zeller in tap-in ma i lupi della foresta stoppavano Zeller con Towns (goaltending probabilmente) segnando con Beasley da 3 il -2.

Hayward era stoppato da McDaniels ma la palla vagante in area era deviata con sapienza da Biz verso lo stesso Gordon che trovava via libera per due facili punti (19-15).

Il reverse layup di Bridges ci portava sul +6 con un 18-6 nel pitturato ma Beasley da fuori con un’altra tripla tagliava il vantaggio a metà.

Hayward in jumper segnava direttamente sul tiro dopo qualche errore ma la squadra, complici gli innesti poco performanti dalla panchina, si bloccava in attacco ed il finale era tutto Timberwolves che passando in vantaggio con Beasley in infilata su passaggio di Reid (23-24) trovavano anche una tripla di Jaden McDaniels per lo 0-9 di parziale e il 23-27.

Una jam di Biz su assist corto di Rozier ci avvicinava ma a chiudere il quarto a un secondo e quattro decimi era la tripla di Beasley per il 25-30.

Ball ha portato in dote 20 punti, Miles 11 più energia e rimbalzi. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Rozier ripartiva forte anche nel secondo quarto colpendo il bersaglio con una freccia da tre punti da sinistra ma McDaniels cambiando corner non cambiava il risultato (28-33).

Little floater di Ball ma a 9:51 l’ennesimo assist di Reid costruiva il reverse layup di Vanderbilt…

Errore lasciare libero Zeller con km di spazio poiché il centro – un po’ indeciso – prendeva comunque il tiro realizzando il 33-35.

Dunk di Reid ma Rozier, passando lo schermo, cercava una tripla frontale sbilanciandosi in avanti: primo ferro, palla più fuori che dentro ma un paio di rimbalzi con le manine aiutavano la sfera ad entrare nel cesto.

A 8:06 era Zeller a riportarci sopra grazie a un two and one per fallo di Reid sulla rollata con appoggio del nostro centro (39-37).

Fing and roll layup per J. Nowell e il nuovo pari ma si vedeva ancora Cody attaccare, questa volta la vittima sul contatto era Towns che subiva anche l’and one per il 42-39.

Nowell mancava due FT per riportare sopra i biancoblu, Biz stoppava Edwards ma la terna decideva per il fallo: dopo un tecnico affibbiato a Biz che mandando a quel paese gli arbitri rischiava di più, Borrego chiamava il challenge vincendolo per la sesta volta in stagione (6-0) ma rimaneva il tecnico, via i due liberi ma sulla palla a due scodellata al centro Towns aveva la meglio sul congolese.

Air-ball da tre dalla destra di Nowell portato dal vento come nei migliori campetti mentre nell’altra metà campo vi era una tripla mancata da Graham, rimbalzone di Bridges e tripla di Hayward.

Hayward a vuoto non era un problema con un Bridges in formato big a rimbalzo offensivo a guadagnare e a realizzare il 47-42.

Una bella atletica entrata con appoggio mulinato per evitare due difensori (al ferro) da parte di Edwards cominciava il duello tra rookie: a 3:37 deep 3 di Ball, bel dime di Edwards per Towns (50-46) ma LaMelo lanciava precisamente per Biz che si allungava in alley-oop estendendo il vantaggio con esaltante lena.

Towns, dopo aver mancato diverse triple, purtroppo accorciava quindi LaMelo batteva Rubio in entrata ma lo spagnolo faceva lo stesso con il nostro rookie in stile Nash dopo aver conquistato la baseline.

Towns con due liberi portava a -1 gli ospiti poi una gran difesa a distanza di Rozier che sul lato debole controllava due uomini venendo incontro in aiuto anche sull’entrata di Edwards con tocco errato, funzionava bene: la sua lotta a rimbalzo con Towns alla fine era vinta con palla sparata sul centro che andando oltre al fondo era riconsegnata a Charlotte.

Hayward a 3:21 si iscriveva al club dei triplisti (57-53) ma Minnesota rimaneva in scia sino alla fine: tripla di Beasley, pullup di Rozier da sinistra contro Towns di notevole fattura e bomba dello stesso Towns per il 60-59 all’intervallo.

3° quarto:

Partenza in salita per Charlotte nella ripresa scavalcata da una tripla di Beasley dopo 50 secondi.

Graham a 10:47 pareggiava con un lungo due ma Edwards in entrata faceva la voce grossa.

A 10:16 altro micidiale catch n’ shoot di Rozier(65-66) prima del controsorpasso di Edwards in entrata lasciato un po’ troppo libero d’agire.

Rozier era più veloce anche di Beasley e lo dimostrava in entrata per il 67-66 mentre Hayward con l’entrata a tutta velocità passava sotto il ferro palla a Biz che da solo per il raddoppio di Towns su Gordon, metteva dentro facilmente.

Towns da tre era tiro ormai rodato (69 pari) quindi Graham e Okogie aggiungevano due punti a testa prima che Rozier con uno scivolamento laterale aprisse il movimento per il tiro da tre sul quale, preoccupato, Towns andava a commetter fallo.

3/3 di uno scatenato “Scary” e 74-71 a 7:36.

I T.Wolves però segnavano 4 punti veloci con Rubio a battere un lento Biz (74-75) così Borrego andava in time-out.

Miles a 6:35 realizzava da fuori incontrando solo il cotone (77-75), Edwards batteva ancora Biz e LaMelo skippava oltre Rubio per l’appoggio con ottimo blocco di Biz nel mezzo su Towns.

80-77 dopo l’and one e 82-77 dopo il rimbalzo del nostro numero due e la correzione sull’errore di un compagno.

Edwards ignorando tutti i compagni larghi prendeva il suo tempo dal palleggio per battere un martoriato Biyombo anche da tre ma gli Hornets senza Towns in campo riuscivano con due tap-out di Biz e un rimbalzo di Bridges a tener viva la stessa azione d’attacco convertita in due punti dal nostro numero zero alla fine.

Edwards puntava gli spilli sul congolese con un two and one (84-83) e la partita si avviava a un finale di quarto combattuto.

Sull’86-83 Vanderbilt sprecava due liberi mentre Rozier a :16.8 li metteva sull’altro fronte.

C’era tempo per un circus shot dalla baseline per McLaughlin oltre Rozier in arcobaleno e per Graham in floater a un decimo per fissare il 90-85 con il quale iniziavano gli ultimi 12 minuti.

Rozier esulta dopo aver realizzato un tiro importante. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Avvio veemente degli ospiti: Reid, McLaughlin e Beasley in reverse su assist del veloce play di riserva dei T.Wolves portavano 6 punti alla squadra del Minnesota che saliva sul +1 (90-91).

Monk a 10:45 finalmente in entrata trovava i suoi primi due punti della partita, uno swooping di Rozier dopo una finta di passaggio filava il bordo destro del ferro per entrare nella retina.

Charlotte resisteva su un paio d’attacchi ospiti ma non mettendo dentro con Zeller era sorpassata Beasley con la granata esplosiva dalla destra (94-95).

Un floater di Rozier nell’esagonale pitturato valeva il controsorpasso, il suo crossover con cambio mano dopo aver lasciato di sale tre avversari il 98-95.

Una dunk di Zeller lanciata valeva il 100-95 prima che Biz perdesse l’equilibrio sul post basso destro di Towns in spin e hook vincente.

Monk a 5.38 metteva un big 3 per il +5 ma gli Hornets dovevano far uscire Ball al quinto fallo: dentro Graham che non teneva fisicamente Edwards a spinger sotto Devonte’ e a batterlo.

Fallo offensivo di Graham, mancate triple del pari da parte di Okogie ed Edwards mentre sull’altro fronte qualcosa cambiava se anche Hayward a 4:28 tornava a realizzare da tre.

106-100, buon divario ma non sufficiente per esser tranquilli, infatti, Okogie in transizione tre contro Rozier mancava il tiro ma riprendendo il rimbalzo segnava anticipando Towns in versione 3D che mandava sul 106-105 il match.

Gli errori di LaMelo ed Edwards lasciavano la situazione inalterata, ci voleva Rozier per sbloccare la situazione a 1:51; la sua tripla dal corner sinistro era ossigeno puro solo che Towns in caduta era incredibile…

Tripla su Biyombo e nuovo -1.

I Timberwolves però non avevano la risposta per Rozier che caricando un fearless 3 dalla diagonale sinistra andava oltre Beasley segnando il 112-108 a 1:26 dal termine.

Gli ospiti mancavano le loro occasioni e andavano a commettere un paio di falli nel finale per stoppare il cronometro.

Rozier aggiungeva quattro punti dalla lunetta per il 118-110 a :10.1 dal termine.

I Lupi segnavano 4 punti veloci rubando palla su rimessa dal fondo ma erano solamente tre i secondi rimasti così il fallo di Beasley su Hayward serviva solamente ad aumentare di due unità il divario per il 120-114 Hornets sui tenaci ospiti.

LaMelo Ball: 7

20 pt. (8/15), 11 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate, +15 in +/-. 4 TO, 5 PF. Buona spinta e impatto sulla partita quando accelera. Meno assist pareggiati dai TO ma è bravo quando decide di attaccare il ferro. Veloce e coordinato approfitta della sua velocità per battere giocatori più lenti e portare a casa and one. Doppia doppia composta da 11 rimbalzi, clamoroso… Deve uscire nel finale per problemi di falli lasciando il posto a Graham sino al rientro nel finale. Manca una tripla nel finale e magari avrebbe potuto creare qualcosa di meglio comunque sia è una buona prestazione con tre rubate aggiunte.

Terry Rozier: 9

41 pt. (13/20), 7 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata, +10 in +/-. 4 TO. Serata magica con un 6/10 da tre punti. Dai catch n’shoot 3 è oltre il 50,0% in stagione e ne mette uno nel finale, poi si aggiusta e spara quello spartiacque su Beasley dopo una partita fatta di brucianti incursioni in mezzo alle divise biancoblu e a triple paurose. Se aggiungiamo anche il 9/9 ai liberi e le tante buone difese a segno (quella su Towns spedendogli la palla sui piedi per recuperarla) o eroiche (3 contro uno con Okogie a realizzare al secondo tiro), bisogna dire che trascina la squadra di peso come un novello Glen Rice, verso la vittoria. Più che “Chi l’ha visto”… “Chi lo ferma?”, in serata i T.Wolves non hanno mai trovato la risposta.

Devonte’ Graham: 5,5

8 pt. (4/10), 2 rimbalzi, 4 assist, +1 in +/-. 3 TO. Rientra un po’ in sordina e chiude con uno 0/5 da fuori. Per fortuna sistema un po’ il tiro con jumper dalla media o entrata. Fatica a contenere Edwards nel finale dove commette anche un fallo offensivo con un leggero balzello laterale sul quale il difensore si schianta. Meno clutch del solito ma è al rientro.

Gordon Hayward: 5,5

14 pt. (5/21), 7 rimbalzi, 5 assist, 1 rubate, +6 in +/-. 3 TO. Discreto a rimbalzo e buon creatore d’assist come il passaggio sulla drive – attirando il raddoppio – finito nelle mani di Biz per facili punti ma il 5/21 al tiro è dato inusuale e si vede non esser serata quando manca tre tiri ravvicinati sulla stessa azione. Per fortuna che dopo la prima tripla ne aggiunge una importante nel finale.

Cody Zeller: 7,5

17 pt. (7/8), 8 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, +17 in +/-. 3 TO. La nota negativa è il non agganciare palloni per lentezza e scarsa flessibilità o comprensione del gioco (vedi assist di LaMelo con Zeller non scattato sulla linea di fondo) che invece mostra rollando o infilandosi centralmente per andare a schiacciare violentemente con una mano (anche questa sera ce ne regala un’altra). Quasi perfetto dal campo, perfetto inizialmente, guadagna due two and one contro Reid e Towns. Qualche volta non ottimale nelle posizioni difensive ma stoppa Towns rientrando da uno show anche se poi si eclissa sullo slancio e viene battuto in “seconda seduta”. Bene a rimbalzo, gioca poco più di 25 minuti dividendo lo spazio con Biz ma lui fa meglio…

Miles Bridges: 7

11 pt. (3/6), 10 rimbalzi, 0 in +/-. 1 TO in 30:52. Gioca di più in serata per le assenze di P.J. e dei gemelli, altre ali della squadra. Ben 4 rimbalzi offensivi sui quali Charlotte guadagna punti. Una tripla ma soprattutto energia in campo per portare a situazioni positive che arrivano. 4/4 dalla linea, continua a dimostrare di non essere un bluff dalla lunetta.

Malik Monk: 5,5

5 pt. (2/7), 4 rimbalzi, 2 assist, -6 in +/-. 1 TO in 20:39. Non trova il ritmo in serata producendosi in tiri errati compreso un open 3 dall’angolo destro in un momento delicato. Rincuorato dallo staff in panchina nell’intervallo tra il terzo e l’ultimo quarto va a metter dentro in appoggio trovando spazio e tempo, poi nel finale aggiunge un’importante tiro da tre prima che si scateni Rozier. Difesa accettabile.

Bismack Biyombo: 5

4 pt. (2/3), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, -13 in +/-. 1 TO. Bella stoppata su Edwards seguita da tecnico per proteste perché ritenuta fallosa… Manda al diavolo la terna con eloquente gesto che forse fanno finta di non vedere o non conoscono. Nervoso viene trapassato più del quadro di San Sebastiano: triple ed entrate. Garantisce raramente protezione al ferro. Nel finale da un paio di stop agli avversari e prende un buon rimbalzo. Un paio di buoni blocchi molto fisici su Towns sul fronte offensivo ma in generale prestazione insufficiente. L’idea di mandarlo dentro dalla panca per tenere il lungo di turno superstar era buona, la prestazione no alley-oop offerto da LaMelo a parte.

Coach James Borrego: 6,5

Va bene che non sparino in testa con precisione, la squadra è priva di alcuni elementi che tuttavia in genere ultimamente non stavano rendendo molto. Gioca con tre guardie in partenza e nessun vero intimidatore ma la squadra tiene. Si rischia sempre di gettare al vento del nord il buon lavoro offensivo con una difesa troppo scoperta anche se i singoli spesso producono quel minimo di differenza che alla fine farà il risultato.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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