Game 27: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 106-110

Intro

Nella giornata dell’Immacolata Concezione (in Lombardia, dove abito) è caduta la neve, divenuta ormai rara qui ma meno di una vittoria vittoria degli Hornets sui Sixers.

Di sicuro Charlotte, a un passo dalla vittoria contro Philadelphia nell’ultima partita deve fare mea culpa per una gestione di alcuni palloni non ideali che hanno finito per dare la vittoria ai più solidi avversari.

Per vincere oggi ci vorrebbe una partita esente dal peccato originale di Adamo ed Eva, quello dal quale secondo la chiesa sarebbe esente Maria, spesso confuso per via della parola “immacolata” con la verginità della madre di Gesù.

Chi è senza peccato però scagli la prima pietra e agli Hornets i piccoli peccatucci quest’annata sono già costati carissimi.

L’uomo che vuole decidere da sé senza l’aiuto di Dio si potrebbe tradurre sul parquet con scelte irrazionali di giocatori che presi dall’agatodemone del basket hanno finito per eccesso per scadere negli errori di un cacodemone (un genio maligno).

Dettagli che hanno finito per pregiudicare vittorie che sarebbero state meritatissime come nell’ultima partita nella quale Rivers ha quasi solo dato palla dentro a Embiid sapendo che P.J. Washington non avrebbe tenuto.

La parola d’ordine nella notte sarà in primis ammantare e refrigerare Embiid aggiustando qualcosa rispetto all’ultima partita.

Durissima forse stare dietro a una squadra così concreta come i Sixers ma i crazy Hornets – dopo aver sorpassato Boston causa sconfitta a LAL – cercano di pensare in grande nonostante le assenze e cercano un ulteriore sorpasso sui 76ers in uno scontro diretto per uscire da una frustrante situazione in partite perse punto a punto con il poco invidiabile record di 0-4 agli OT ma questa è una squadra che non è disposta a cedere mai anche se il risultato fosse ancora negativo.

Con l’aiuto del pubblico tornato bollente gli Hornets però proveranno a superarsi ancora una volta senza mezza squadra…

Andamento della partita

Gli Hornets vincevano la palla a due con Richards ma Philadelphia otteneva il primo possesso con l’inserimento/steal di Green che mancava anche la prima conclusione.

Oubre Jr. copiava il collega mandando sul ferro da fuori e cosi^ Embiid in avanzata alzava un veloce pull-up per lo 0-2.

Charlotte pareggiava con un lunghissimo due punti di Hayward dall’angolo sinistro mentre lo scambio Harris/Hayward da fuori questa volta andava a segno (5-5) così come Curry infilava la sua tripla riportando avanti gli ospiti.

Oubre sbagliava ancora da fuori ma Martin balzava sulla palla vagante generando due FT a segno per Richards.

Dopo due errori consecutivi da fuori di Maxey finalmente Oubre Jr., affilate le armi, realizzava la sua tripla per portare avanti Charlotte che ritoccava il proprio punteggio con due punti da sotto di Richards in layup con cambio lato del ferro.

Sul 12-8 i Sixers pescavano due volte la difesa di Charlotte in transizione così Embiid schiacciava e da sotto Harris pareggiava a 6.17.

Charlotte da una rimessa dal fondo con 3.1 ai 24 trovava il jolly con la runner two and one di Hayward per il 15-12.

A 5:40 una zona di Charlotte era punita per 3 secondi difensivi da un tecnico battuto da curry e dopo un alley-oop sul ferro di Richards in angolazione difficile arrivava la beffa con la tripla di Harris perso nell’angolo destro.

Un bound pass fast di Oubre. Jr. per il taglio back-door in diagonale di Martin valeva aggancio, canestro e sorpasso (17-16) anche se il contro-sorpasso firmato Thybulle da sotto era facile con gli Hornets sulle tracce di Embiid.

A 4:10 Embiid schiacciava sul ferro, il fallo era chiamato a Oubre Jr. ma una netta manata con la sinistra di Joel ad anticipare il tentativo di stoppata, pur rivista al replay, non era punita.

Fallo confermato e ½ per il centro.

Charlotte catturava un rimbalzo offensivo con Thor, palla spedita sul ferro da fuori da parte di Hayward ma il secondo rimbalzo offensivo dell’azione era convertito da Oubre Jr. direttamente in put-back dunk per il pari (19-19).

Thor con finta e appoggio segnava da sotto mancando il libero addizionale ed Embiid dall’altra parte dalla lunetta segnava 2 FT assegnati per un fallo sul raddoppio.

Milton abbandonato in angolo era letale da tre ma Hayward replicava shakerando Korkmaz finendolo con uno spin per superarlo e batterlo.

Un fallo contro P.J. Costava un 2/2 di Drummond ma a 47.0 dalla prima sirena di forza Bridges spingeva via Niang appoggiando il 2 and 1 del 26-26.

Niang mancava una tripla pressato dai lunghi arti di Thor che a rimbalzo lottava su un errore di Bouknight toccando palla 4 volte prima di finir fuori.

Provvidenziale perché con 4 decimi il tiro da tre di Milton che finiva dentro da tre quarti campo era annullato per un paio di decimi di troppo.

Nonostante l’appoggio di Cody Martin al plexiglass la panchina di Charlotte non era all’altezza di quella di Phila.

Il pareggio di Niang in gancetto dalla baseline destra era ancora respinto da Thor che a rimbalzo rubava palla a Drummond convertendo subendo fallo: 31-28 ma un alley-oop del centro di riserva di Phila e una palla persa malamente da P.J. con un passaggio sconsigliato segnavano il sorpasso (31-32).

Niang con una tripla veloce dall’angolo destro segnava un parziale da 0-7 aumentato sino allo 0-11 a 8:01 dopo due FT di Drummond ancora a segno per il 31-39.

Charlotte però ripartiva e dopo due liberi annullati a Thybulle solo grazie all’intervento in challenge di Borrego, dopo una palla a due vinta da Richards che andava anche a schiacciare su invito di Hayward, non ci si fermava nonostante la tripla incassata da Maxey per il 35-44; un fade-away in corsa di Hayward finiva dentro (mancava il fallo), Richards rimaneva giù con una caviglia giratasi toccando terra ma Miles andava dentro con una finta e Martin commetteva fallo per bloccare il 5 Vs 4 di Phila.

Charlotte comunque guadagnava e segnava due FT a 4:16 (fallo di Maxey su Hayward, mismatch sotto canestro) e una palla intercettata da Martin sul lato destro con spedizione dall’altro lato del parquet per il sigillo di Oubre Jr. con una dunk pompata che caricava il pubblico valeva il -1 843-44).

Un reverse circus di Miles passato sotto il canestro dalla baseline sinistra valeva un two and one dopo il contatto-spinta con il corpaccione di Embiid.

Hayward, raddoppiato sotto canestro era bravo in salto a fornire nell’angolo destro la sfera per l’open catch n’shoot di Oubre che portava il parziale a 14-0 e il risultato sul 49-44…

Un recupero con spinta di Drummond non era sanzionata e Curry infilava da tre mentre anche sull’altro fronte volava giù Drummond.

Contatto sorvolato mentre l’apertura veloce per Martin non dava il tempo di rientrare alla difesa degli ospiti che incassavano una schiacciata mentre dall’altra parte si accendeva un possibile parapiglia con Drummond che aveva qualcosa da dire a Miles, subito divisi.

Doppio tecnico e successivo fallo offensivo contro Drummond mentre Oubre Jr. portava al massimo vantaggio Charlotte con un’alzata contro Curry (di sinistra) nel pitturato per il 53-47.

Peccato che due triple di P.J. Continuassero a produrre zero, così Harris e Curry, sulla sirena, fossero più concreti nel realizzare un canestro a testa da due punti portando il risultato sul 53-51.

9 punti e 3 rimbalzi per Embiid nel primo tempo contro i 14 di Hayward e i 4 assist.

Peccato che gli Hornets, miglior squadra della lega nel tiro da fuori ma senza pezzi importanti per questo, avessero solo il 17,6% da oltre l’arco compensando con un 24-21 a rimbalzo.

Rientrava Richards nel secondo tempo ma sul pallone dato in post ad Embiid era già fischiato il primo fallo al giamaicano per contatto con il braccio a spingere il centro avversario.

Finiva per pareggiare Curry dalla diagonale sinistra mentre Hayward continuava la buona serata con la tripla per il 56-53.

Green da tre e Curry da due con altro jumper più un 2+1 di Maxey (fallo di Richards in rientro) portavano uno 0-8 di parziale che vedeva Philadelphia avvantaggiarsi a 8:35 di 5 punti (56-61) sino al taglio di Bridges che schiacciava da sotto sul perfetto passaggio schiacciato di P.J.

Un elastico tra i tre e i cinque punti che continuava perché gli Hornets cominciavano a essere vessati da falli su Embiid tra reali e pompatissimi dagli arbitri; 2/2 di Embiid, risposta di Hayward dal mid range, tripla di Curry con finta su Martin, tripla di Bridges a 7:05, altro fallo contro Charlotte a 6:48 (Embiid 2/2), Hayward in appoggio subiva fallo a 6.39 andando in lunetta per un 2/2e a 5.21 il fallo di Gordon per un possibile two and one di Embiid era sprecato dal centro con l’errore al FT prima che Hayward in fade-away dalla linea di fondo infilasse il mid range del 67-70.

Altro fallo contro P.J., la storia si ripeteva con l’aggravante del tecnico per le lamentele ma anche se Curry mancava l’occasione, Embiid portava a casa i due punti mentre un fallo successivo lontano dalla palla dato contro Richards pareva assumere i contorni della vessazione benché nel giro in lunetta Embiid splittasse mentre Oubre jr. a 4:16 infilava i suoi due liberi sul netto fallo di Harris (69-73).

L’allungo di Phila con un FT jumper di Embiid arrivava sul 69-77 prima di uno scoop nel traffico ma Curry dava un +9 ai rossi con un’altra tripla che pareva affossare definitivamente Charlotte.

Una tripla di martin notevole su Curry però ravvivava gli Hornets che sul 74-80 smaltavano il punteggio con un up& under corto da sotto di Bouknight bravo a recuperare sull’errore e a correggere sul proprio difensore e con un taglio verticale di Hayward (passaggio di Bridges) e floater per il 78-80.

Un tiro di Embiid ravvicinato interrompeva il parziale di Charlotte ma Hayward a :32.8segnava su invito di Miles un circus dal pitturato toccato da Milton e Thybulle.

Libero aggiuntivo a segno per l’81-82, out Embiid a pochi sec. dalla fine e mancato floater del sorpasso di Miles ma Hornets a un passo ormai.

Milton partiva bene con 5 punti nell’ultima frazione spingendo il punteggio sull’83-87 ma Charlotte effettuava il sorpasso con una bomba di Martin (88-87), mentre Harris al vetro sorpassava.

Oubre mancava una tripla ma aveva subito una seconda occasione grazie a un recupero del team e l’open 3 frontale valeva il 91-89.

I 76ers tornavano avanti sul 93-95 grazie a un pull-up in ritmo di Harris su Hayward ma Oubre jr. si buttava dentro superando Curry e scostando la palla a Embiid per l’appoggio al vetro del nuovo pari.

Manata di Embiid sulla pressione di P.J. Washington non vista, vista invece la spinta dello stesso P.J. Poco dopo e altri due FT contro a 4:28.

Per riportarsi avanti serviva una tripla ignorante e fortunosa di P.J. Washington che a 3.24 dalla fine baciava il tabellone inabissandosi nella retina per il 98-97.

Purtroppo si decideva proprio da oltre l’arco a nostro sfavore la partita perché Green ed Embiid riuscivano a mettere i loro tiri da fuori consegnando a Rivers un vantaggio di 5 punti che divenivano 7 dopo l’errore da fuori di Hayward e la schiacciata a una mano di potenza di Embiid sfuggito con primo passo veloce a P.J. Washington.

L’1/2 di Hayward in lunetta e la palla a due inventata dagli arbitri a un minuto dalla fine (tocco sulla palla di P.J. che continuando al più avrebbe commesso fallo sulle braccia del centro avversario) davano a Philadelphia un pallone poi finalizzato da Curry in lunetta per due volte: 99-107 a :44.0 dalla fine.

Sembrava finita ma una tripla di P.J. Washington su Green a :33.7 e una steal di Martin su Maxey finalizzata da Oubre in schiacciata facevano tornare Charlotte a un possesso (104-107).

Il tempo però era tiranno e sulla rimessa, Bridges cercando palla dava una manata a Harris a :29.1.

2/2 ed errore di Charlotte che guadagnavano un tecnico beffa dato contro Embiid quando ormai non serviva più anche perché dall’altra parte, pur splittando, Joel manteneva il vantaggio dei suoi a 5 punti (105-110).

Un fallo di Embiid sulla penetrazione di Oubre Jr. e due FT splittati davano il 106-110 finale senza che Charlotte negli ultimi secondi riuscisse a commetter fallo.

Gordon Hayward e i suoi 31 punti non sono bastati per Charlotte. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Probabilmente si parlerà ancora molto della prestazione di Embiid, molto inferiore alla precedente, si dirà che Philadelphia ha vinto la partita grazie ai 32 punti del suo centro con tripla finale (dopo quella di Green) che ha fatto da spartiacque decisivo al match e anche ai 23 di un redivivo Seth Curry ma la realtà è che gli Hornets, oltre ad avere pesanti assenze che li hanno costretti a cambiare un po’ la natura del loro gioco penalizzandoli dal punto di vista dei TO (18-15) ma preparandoli per alternative più consistenti al solo tiro da tre punti, hanno pagato molto anche la condizione di povertà dello status del team che pare più una comparsa NBA che un team rispettato.

Charlotte fa spesso da sparring partner per i big NBA, occorrerebbe che MJ alzasse un attimo al cornetta e si facesse rispettare visto il ripetitivo trend andato in scena diverse volte questo anno.

Vorrei scrivere meno sui fischietti ma in questo caso gli arbitri hanno elargito a piene mani in favore della star dei Sixers che ha terminato la sua partita con un 15/19 dalla lunetta e nel finale una palla toccata visibilmente dal centrone avversario viene data a favore della squadra di Rivers finché tutta la panchina Hornets a un passo, Borrego e il pubblico si alzano lamentandosi vistosamente, a quel punto la palla è tornata a Charlotte che si è vista assegnare anche un tecnico beffardo contro Embiid quando non contava più nulla.

La terna, oltre a spezzare il ritmo offensivo degli Hornets con chiamate ad personam (Charlotte difende meglio ma non trova lo sprint per i fast break in transizione), riesce a pasticciare anche quando dovrebbe arrivare in favore dei Sixers con decisioni strambe.

Non siamo qui per piangere, Philadelphia si è portata a casa l’ennesima vittoria, Charlotte ci ha provato ma la forza indubbia dell’avversario unita alla terna – in particolare il Sig. Bill Kennedy il quale non ha il problema di aver fatto outing dichiarandosi omosessuale ma di essere o totalmente incompetente o viziosamente pendente per Philadelphia con quel sorriso furbo – hanno finito per affossare Charlotte con piccolezze da goccia a goccia evidenziando disparità di trattamento sui due fronti che non potevano essere rette dagli Hornets aggrappati con i denti sino all’ultimo alla partita.

Niente miracolo quindi, la neve si scioglie come Hayward nel finale dopo una prestazione notevole da regista condita da 31 punti.

Con numeri molto simili il 25/30 in lunetta di Phila contro il 18/21 di Charlotte ha pesato enormemente nonostante la vittoria nel pitturato.

Cody Martin: 6

12 pt. (5/8), 5 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Non è il suo ruolo e fatica sui close-out anche perché a volte deve flottare, è bravo Seth Curry in serata a trovare il tiro con regolarità. Si fa valere anche lui con una bella schiacciata prendendo alla sprovvista gli avversari e due triple su tre tentativi con l’ultima nel finale corta da destra ma era marcato e doveva provarci… Meno performante in difesa anche se la rubata nel finale è ottima.

Kelly Oubre Jr.: 6

22 pt. (8/22), 10 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Senza i talenti del team Kelly diventa uno dei go to guy. Parte un po’ a rilento sbagliando tanto da tre punti poi riesce un po’ a metter qualche tiro ma finisce con un 3/12 da oltre l’arco lontano dalle sue migliori prestazioni. Una bella entrata passando Curry e appoggiando oltre Embiid, un’azione intelligente chiusa nel pitturato con l’alzata su Curry, non gli va bene, invece, con la stoppata presa da Drummond… Nel finale perfeziona una steal e schiaccia poi mette un libero su due lasciandoci a -4 ma non ci sarebbe stata comunque possibilità di pareggiare.

Gordon Hayward: 7,5

31 pt. (10/18), 5 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata, 4 TO. Torna ad alti livelli e sorregge la squadra fino al finale quando sbaglia qualcosa ormai stanco. Prestazione in regia ottima anche quando commette qualche TO che per la verità sono passaggi spesso interessanti che i compagni non riescono ad afferrare per la velocità o per pochi cm di posizionamento Incomprensioni che saranno lenite con una miglior intesa futura. Una shakerata al difensore con spin e chiusura al vetro nel primo tempo, infilate, un circus shot con and one e un 2/5 da fuori. Peccato per la tripla nel finale non a segno ma miracoli non ne fa nemmeno lui. L’unico degli Hornets che riesce ad andare spesso in lunetta con un 9/10 ma mancano dei falli come sul suo bel fade-away dalla baseline con contatto nel primo tempo.

Miles Bridges: 7

20 pt. (8/13), 5 rimbalzi, 5 assist, 5 TO, 5 PF. Sembra il bimbo povero a cui veniva offerto il panettone della Carter & Carter avvelenato da Car Carlo Pravettoni in un old sketch di Mai Dire Goal. Gli arbitri ignorano i contatti su di lui in penetrazione mentre vedono anche quelli che in genere non si chiamano mai su Embiid… Deve essere più coinvolto in situazioni dinamiche e andare ad attaccare il ferro perché Charlotte ha bisogno di lui anche se Mr. 5 (in serata) perde, appunto, 5 palloni ma consegna un paio di assist in a row a Hayward per punti importanti. Un circus shot in reverse layup con two and one per fallo di Embiid e un appoggio nel traffico nel secondo tempo molto belli.

Nick Richards: 6,5

8 pt. (3/5), 3 rimbalzi, 1 assist, 4 PF. Buoni canestri da sotto rollando dentro, manca un alley-oop leggermente complicato e si fa male a una caviglia catturando un rimbalzo difensivo rientrando nel secondo tempo dove probabilmente la cosa incide un po’ poiché nel primo tempo, dopo aver concesso un canestro a Embiid nei primi minuti aveva funzionato benissimo limitandolo sui jumper, tanto che Charlotte era stata raggiunta da due solo dopo aver preso due canestri in transizione mancando la sua presenza.

P.J. Washington: 5,5

6 pt. (2/7), 3 rimbalzi, 3 assist, 3 stoppate, 5 PF. Meglio di lui non lo sa nessuno. Embiid in realtà è uno degli “Untouchables”, altro che Al Capone… Il capone ce lo mette ma Embiid alza il gomito (per rimanere in tema film sul proibizionismo) però la terna vede la sua successiva spinta in risposta. Sorride a larghi tratti del match dopo ogni fallo conto, dopo ogni decisione contro che se arriva qualcosa a favore è solo per sbaglio un po’ come la sua tripla di tabella nel finale che segna il sorpasso pi replicata poco più tardi. Un 2/4 da fuori che costituisce il suo bottino di serata dopo due bombe mancate sul finire del primo tempo. Non era nemmeno partito poi male su Embiid dando il cambio a Richards ma nel complesso a parte le stoppate e un bell’assist schiacciato per Bridges è sempre un handicap al tiro.

James Bouknight: 5

2 pt. (¼), 2 rimbalzi, 2 TO. Passo indietro per James che parte male sui due fronti e chiude con 11.31 sul parquet senza incidere se non in negativo con un -5 in plus/minus. Manca la sua propulsione offensiva. Trova il suo unico canestro da un suo errore in up & under per “scartare” il difensore allungandosi sotto il corpo per riprendere velocemente il rimbalzo.

J.T. Thor: 6

5 pt. (2/3), 2 rimbalzi, 1 rubata in 14:41. Una rubata che poi genererà 3 punti e due rimbalzi offensivi nel primo tempo con due possibilità di and one delle quali soltanto una viene trasformata. Si fa rispettare in attacco con il capolavoro su Drummond da sotto mentre in difesa deve cercare di tenere di più la posizione corretta mentre altre volte non può molto come contro l’alley-oop di Drummond dovendo fronteggiare il passatore. Prestazione più che sufficiente anche se meno importante della scorsa.

Coach James Borrego: 6,5

La squadra mette quello che può giocando anche a tratti molto bene con tagli che portano a canestri dinamici ravvicinati, un spettacolo per gli occhi. La difesa ha abbassato la media di Embiid nel primo tempo a soli 9 punti ma con tanti FT contro assegnati (non che Charlotte non abbia giocato fisicamente per limitarlo ma vi è stato un’eccessiva protezione della terna WWF sull’animale centro dei 76ers) l’impresa è rimandata a un’altra volta. Proviamo a continuare a giocar così e a battere almeno i Kings nella prossima uscita per cercare di risalire in classifica.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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