Game 28: Charlotte Hornets @ Chicago Bulls 83-73

Intro

Un treno carico di esplosivo corre sotto il palazzo ma il percorso è ricco di insidie e lui è un uomo solo al comando.

Sì, credo che se vi fosse capitato di vedere V per Vendetta potreste riconoscere questa parte di trama in un finale sospeso…

DeVonte con una V nel nome come terza lettera è una polveriera da tre punti e non solo ma dall’altro lato del parquet c’è un LaVine, anche lui con le stesse caratteristiche…

Graham ha chiuso con 40 punti e un finale spaziale il match vinto a Brooklyn, LaVine ha chiuso la sua ultima prestazione con 7/7 da tre punti.

La serie è sull’1-1 con gli Hornets nella prima gara stagionale ad aver colpito a morte i Tori finiti sotto una pioggia di frecce avvelenate da oltre l’arco.

Sempre a Charlotte LaVine si era preso la rivincita trascinando i suoi a un’improbabile, impossibile quanto assurda rimonta.

Vittorie di un punto per entrambe le squadre in finali tirati, chissà se i due coach avranno programmato qualcosa per bloccare fonti di gioco e soprattutto tiratori avversari per cercare di portare a casa la partita e comandare la serie prima dell’ultima sfida a Chicago.

Per Charlotte sarebbe una V per una vendetta sportiva dopo la beffa patita nella Buzz City.

Analisi

Punteggio basso che non piacerà a chi ama il gioco moderno fatto di triple provenienti sempre più da spazi siderali non visibili ai nostri telescopi ma Charlotte ha voglia di rivalsa e si vede subito dalla palla a due.

Biyombo giganteggia su ambo i fronti all’inizio e Charlotte non perderà mai il vantaggio in tutto il match, venendo al massimo raggiunta, gli Hornets mettono in campo una gran difesa, la migliore dell’anno, cambiando scenario alla partita.

Si tira male da fuori su ambo i fronti con le difese protagoniste, fluiscono i punti in area mentre LaVine e Graham non sono i soliti, ingabbiati dai coach avversari.

Il primo tempo si chiude sul 44-40 per Charlotte, complice uno 0-11 ottenuto dai Bulls nel finale di quarto.

I tori a inizio ripresa riprendono gli Hornets estendendo a 0-15 il parziale ma Charlotte riparte di squadra finendo il quarto sopra di 9 (59-50).

Ultimo quarto con l’elastico fino al rientro dei Bulls sul -2, un pull-up di Lavine potrebbe dare il pareggio ma la palla schizzava via sui ferri grazie alla difesa di Biyombo e gli Hornets, dopo aver tirato male per tutta la gara piazzavano un parziale di 9-2 composto da tre triple micidiali (Rozier, Graham e Bridges) che a 3:02 chiudevano di fatto il match sul 75-66.

Finiva 83-73 grazie a una granitica difesa di una Charlotte in divisa grigia.

La V di Vendetta funzionava perché, nonostante tutti i raddoppi subiti e i 7 TO, Graham finiva con due triple fondamentali nell’ultimo quarto portandolo con 16 punti a essere il top scorer del match in un game dal sapore antico…

Hornets che perdevano nei TO 20-12, nelle steal 9-11, nelle stoppate 5-7 e tiravano peggio da fuori con il 19,4% contro il 20,6% avversario ma che poi dominavano a rimbalzo con un 60-45 netto, vincevano di misura negli assist 21-20 andando più volte in lunetta con un 17/21 contro il 12/14 dei Bulls ma soprattutto dal campo usavano meglio le proprie occasioni gestendo bene i possessi sfruttando meglio il pitturato e le seconde possibilità.

38,0% al tiro (30/79) contro il 30,0% avversario (27/90) sarà il totale…

La partita

Starting five

Gli Hornets si presentavano nella Wind City riconfermando il solito quintetto: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington, Biyombo.

Boylen replicava con: Satoransky (7 pt.), LaVine (12 pt. con 4/19 FG), Dunn (3 pt.), Markkanen (10 pt.), W. Carter Jr (6 pt. + 11 rimbalzi).

Dalla panchina Arcidiacono con 12 punti e T. Young con 10 arrivavano in doppia cifra.

1° quarto:

Buona partenza per Charlotte e per Biyombo che iniziava vincendo la palla a due e correggendo in schiacciata il tiro impreciso sulla girata di Bridges.

Un pull-up di Satoransky era ben contrastato dal congolese così come lo step back da destra di Wendell Carter quindi in attacco toccava ancora dentro per il 4-0.

Si succedevano altre azioni: Markkanen a vuoto da tre, doppia di Graham e una palla intercettata da Rozier che lo guidava in transizione per il coast to coast dell’8-0…

Dunn non segnava, rimbalzo Carter ma niente da fare ancora con un Biz Tower a oscurare i tiratori avversari.

Il primo canestro dei Bulls arrivava a 8:58 per mano di Markkanen che correggeva un suo tiro continuando la corsa in entrata.

Palla pera da Charlotte e transizione facile per il fing and roll di Satoransky a dimezzar lo svantaggio.

LaVine mancava un tiro da sotto dopo essersi liberato di Graham e dopo l’errore di P.J. in entrata (arrivato lungo) era Biz a stoppare l’asso avversario andando a farsi trovar pronto in attacco per la schiacciata del 10-4.

Markkanen proveniente da destra sulla linea di fondo aveva la forza necessaria per sfidare Biyombo e batterlo in schiacciata con fare da pugile ma in attacco il congolese pescato sotto si alzava per essere fermato fallosamente.

Due colpi di fioretto dalla lunetta ed ecco ripristinati i sei di vantaggio con 8 punti di Biyombo, poi arrivava il tap-in di Zeller, aggressivo nel correggere il suo stesso errore.

Cambio mano di LaVine in entrata, appoggio di P.J. in entrata e Satoransky in appoggio in transizione per il 16-10 ottenuto praticamente tutto in area dalle due squadre fino a 3:51 quando, ricevendo da una drive di Rozier, Martin nell’angolo sinistro infilava la tripla del 19-10.

Young da sotto la metteva dentro servito dalla penetrazione di White, out LaVine, su un rimbalzo offensivo di MKG, Zeller la metteva dentro da oltre l’arco per il 22-12…

Su quattro tiri tentati, due per parte, l’unico buono era quello di White che inaugurava la prima tripla a segno dei Bulls (1/5) quindi Zeller subiva fallo a 1:23 segando i liberi per il 24-15.

Si chiudeva così il primo quarto visti gli errori da fuori del finlandese e di Denzel Valentine da oltre l’arco beffato da un in & out.

Biyombo, per lui partenza sprint. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Partiva meglio Chicago con lo spin hook in the paint di Young e in difesa Gafford andando a stoppare P.J. salvava i suoi ma sullo stesso possesso Biz con l’hook da centro area la metteva dentro.

Monk con un brutto passaggio favoriva il 3 vs 1 in transizione chiuso d Valentine ma sulla rimessa, Graham lanciava lunghissimo per il tocco volante di P.J. dietro la difesa di Chicago (28-19).

La difesa di Charlotte continuava a esser buona come quella di P:J. Su Valentine, transizione con due liberi affondati da Graham a 8:55.

I floater di Arcidiacono e Monk alzavano il basso punteggio, Valentine da tre realizzava il 32-24 quindi Monk toccava la sfera a Valentine in entrata favorendo l’ennesima fuga, arrestata a 7:26 da un fallo su Biz che infilava solamente il primo dei due liberi.

Dopo una serie di errori da amo le parti , 72 secondi più tardi, Biz tornava in lunetta (fallo di Carter) per realizzare il secondo FT portando il match sul 34-24.

Jump hook di MKG, blocking foul di Gafford sull’entrata di Bridges: 38-24.

LaVine da tre e Gafford rispondevano accorciando sul -9 ma dopo un time-out Charlotte guadagnava due FT con Devonte’ per aver rotto il raddoppio Dunn/Markkanen.

Big bound pass in diagonale di Devonte’ per la corsa di P.J. nel corridoio centrale e relativa dunk appesa…

Palla persa da LaVine in penetrazione e swooping di Rozier a sinistra per il +12 a 2:46 (44-32).

Un fallo non rilevato di Dunn su Graham e le proteste dalla panchina stimolavano anche Bridges che a contatto con LaVine lo stoppava ma gli arbitri chiamavano un fallo e un tecnico contro il nostro numero 0 per un “C’mon” un po’ troppo energico.

3/3 che faceva partir la rimonta senza Biz sul parquet fermo per un problema all’inguine.

Satoransky dalla lunetta, LaVine in transizione, e un ½ di Satoransky fermato a :01.3 da un blocking foul facevano rimontare la squadra di Boylen grazie a un parziale di 0-11 trascinando all’intervallo i Tori sul -4, 44-40.

Bridges, ottima partita per lui. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

3° quarto:

Partenza ancora nel segno della Wind City che soffiava da tre con Markkanen raggiungendo anche il pari con Dunn (fallo di P.J. in contenimento) dalla lunetta (½).

A quota 44 gli Hornets rompevano lo 0-15 di parziale grazie a un rimbalzo di Biz e l’entrata di Bridges con cambio mano chiusa di sx.

Satoransky sbagliava il tiro comodo in area e alla fine P.J. con un’entrata rallentata alzava la parabola in area contro LaVine per il +4.

A 9:30 finalmente un fischio a favore di Graham che metteva dentro due liberi per fallo di Dunn, Rozier ne aggiungeva due, Bridges dietro contrastava bene un tiro dalla baseline destra di LaVine e intercettava un passaggio di Satoransky sull’extra possesso Bulls per mantenere il +8 Charlotte.

Le squadre provavano a sbloccarsi da tre ma i Calabroni finivano sul 2/19, i Bulls scendevano sul 5/18…

Primi due punti di Carter dopo un rimbalzo offensivo e risposta di Graham in entrata di sinistro a 4:45 per un 34-22 in area complessivo…

Difese aggressive a bloccare gli attacchi fino a quella di Satoransky, eccessivo sull’hand-off per Graham che scivolando induceva al fischio la terna con gli Hornets a entrar in bonus.

2/2 a 3:36 per il +10 (56-46) prima di un banker di Young a 3:10 e una correzione di Cody su errore di Rozier che portava sul 14-6 le second chance.

Buona la difesa di Martin su Valentine e quella di Gafford che in seconda battuta arrestava in stoppata per la seconda volta nel giro di poco tempo, P.L..

Un canestro accidentale di Young chiudeva il quarto sul 59-50.

Zeller, rientrerà nel finale per riscattarsi. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Partiva sganciando una mina siderale P.J. facendo schizzare pezzi di Gafford nello spazio vendicando le due stoppate subite ma anche a lui era affibbiato un tecnico che, unito all’extra possesso Bulls in attacco chiuso bene da Young faceva accorciare di un punto la squadra.

Arcidiacono segnava da due in bello stile e rubava palla sulla rimessa a un P.J. addormentato per andar a esser fermato irregolarmente.

Dalla lunetta il 2/2 valeva il -4 (61-57), rientrava Biz e finalmente tornava Graham a segnare: tripla dalla diagonale destra a 9:29 per dar respiro alla squadra…

TO Chicago Valentine-Arcidiacono con sversamento liquido rossastro sul pallone di gioco e relativa sostituzione.

Gli Hornets trovavano un canestro importante sotto la pressione dei Bulls con uno spin fade-away notevole di Bridges che di solito quei tiri li sbaglia, comunque sia Young recuperava due punti, i raddoppi altri di Chicago su Graham funzionavano perché il passaggio all’interno verticale per il lungo era deviato costringendo il team di Borrego al ventesimo TO.

Sul 3/26 da oltre l’arco di Charlotte e il 5/27 dei Bulls, Arcidiacono da tre dava ancora una spinta ai Tori che con Dunn in area si portavano sul -2 con un parziale di 0-7 che iniziava a far tremare Charlotte sebbene mai fosse stata sotto in partita.

Gli Hornets però trovavano nel momento migliore le realizzazioni decisive da oltre l’arco: a 4:23 la transizione con apertura sulla destra di Rozier valeva i primi tre punti a 3:59 era Graham a prendersi il tiro da fuori portando gli imenotteri sul 72-64.

Chicago accorciava con due FT di Carter Jr. ma la difesa dei Bulls in vacanza lasciava tantissimo tempo e spazio a Bridges che unendoli calava la sconvolgente tripla einsteiniana del 75-66.

Appoggio di LaVine ma dall’altra parte il giro palla di Charlotte creava una crepa diagonale nel mezzo percorsa da Bridges per la dunk lanciatissima a una mano che nessuno osava fermare…

Schiacciata di Carter Jr. poi solito raddoppio su Graham che riusciva a far filtrar palla verso Zeller, alzata al nadir per P.J. che arrivava ugualmente su quel pallone per l’alley-oop morbido.

Arcidiacono da tre esauriva le scorte andando a vuoto e a 1:03 Rozier, prendendo il tempo alla difesa, andava a segnare subendo fallo.

FT mancato ma i due punti per l’81-70 mettevano al riparo da bad news.

Arcidiacono, infatti, controllava bene in magazzino riuscendo a segnare da fuori con l’ultima scorta ma poi ne fallirà un’altra, ai Bulls non era fischiato un fallo per bloccare il cronometro e Graham lanciando lungo per l’isolato Zeller, compiaceva l’amico e compagno per la dunk dell’83-73 finale.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

11 pt., 8 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. 5/15 dal campo, +10 in +/-. Di tutto un po’ nonostante gli attacchi selvaggi alla Rozier non siano sempre le scelte migliori o consigliabili. Nel finale però emerge con 5 preziosi punti mentre in tutto il match fa una buona difesa e prende tanti rimbalzi per i cm che ha…

Devonte’ Graham: 7

16 pt., 5 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate. 4/14 dal campo con 7 TO. 6/6 FT e +9 in +/-. In difesa bene, da fastidio anche quando è battuto come contro Young che va corto da vicino. In attacco il trattamento speciale in raddoppio pensato da Boylen infastidisce Graham più del vento gelido di questi giorni. Su alcuni passaggi i Bulls sono lesti a toccargli palla o a capirne le intenzioni, recuperando o quasi palloni, per un totale di 7 TO. Sembra in difficoltà all’inizio ma dalla distanza, pur con soli 16 punti, rimarrà il top scorer del match. Un Graham mascherato come in V per Vendetta che si sacrifica per il bene della collettività lasciando però le tracce del suo passaggio con due importanti triple nell’ultimo quarto.

Miles Bridges: 7,5

13 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/10 dal campo, +15 in +/-. Grande prestazione di Miles che è attivo in difesa e sembra mostrare più capacità nell’anticipare gli eventi offensivi dei Bulls. Contrasta, contiene, va a rimbalzo i difesa e nel finale piazza uno spin fade-away notevole facendo da solo e realizzando la tripla dall’angolo destro che chiuderà il discorso. Un tecnico preso ma ben speso per caricarsi e caricar la squadra in un momento duro. Nel finale trova una crepa ampia nel muro dei Bulls e arricchisce il suo bottino percorrendola fino a disintegrarla in schiacciata senza che nessuno osi tentare di fermarlo.

P.J. Washington: 7

13 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 stoppate. 6/17 dal campo (0/3 da fuori), +11 in +/-. Negatività: una palla che si fa rubare come un pollo da Arcidiacono e due stoppate prese da Gafford forzando un po’… Bella l’entrata su LaVine con euro-step, l’alley-oop da Zeller e altre entrate anche se non tutte a buon fine… Anche per lui però la difesa è buona e grazie ai rimbalzi finisce in doppia doppia. Un tecnico evitabile dopo la jam sparata su Gafford a inizio ultimo quarto ma era in trance agonistica.

Bismack Biyombo: 7,5

12 pt., 9 rimbalzi, 1 assist. 4/6 dal campo, +11 in +/-. Domina a inizio game contestando tutto ciò che gli passa anche relativamente vicino, in più o schiaccia o va in lunetta, raggiungendo ben presto 10 punti. Deve uscire per un problema all’inguine che lo limita un po’ al rientro ma riesce ancora a combinar qualcosa anche se bene fa Borrego a toglierlo perché in attacco non riesce più a render fluida la manovra o a segnare.

Cody Martin: 6,5

3 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. ½ FG, 2 TO. -1 in +/-. Buona partita di Martin che mette la seconda tripla stagionale e soprattutto ringhia in difesa limitando gli attacchi dei Bulls durante i suoi 15:57 sul parquet.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

2 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. ¼ dal campo. Solo l’hook in entrata con rilascio rapido, molto bello, poi per l’attacco finisce l’ ma in difesa compie davvero tante buone difese in contenimento e in chiusura, anche quando capita su LaVine. Prezioso a rimbalzo, esce nel finale non potendo proporre armi offensive in grado di sbloccare gli Hornets ma alla fine la sua partita sarà buona.

Cody Zeller: 7

11 pt., 10 rimbalzi, 2 assist. 4/8 dal campo, nessun TO. -1 in +/-. Doppia doppia per Cody che parte dalla panca ma rientra come spesso ultimamente Borrego vuole, in un finale dove è più utile a far da perno a una manovra che con Biyombo stagnerebbe troppo. Mezzo voto in meno perché appare sempre poco sicuro su talune penetrazioni, infatti, nel primo tempo LaVine entra e lo sfida subito battendolo in cambio mano. Maluccio nel primo tempo ma si rifà alla grande nel finale. Prezioso nello spuntare sui rimbalzi offensivi per correggerli. Bello il passaggio alley-oop per P.J. nell’ultimo quarto.

Malik Monk: 5,5

2 pt., 2 assist, 1 rubata. 1/3 dal campo. Una bella steal su Valentine e un floater arrivando tranquillo nel cuore dell’area, per il resto non è un giocatore solido e nel secondo tempo sul tentativo di tripla fende la retina esterna. Serve che impari a far la cosa giusta e non ad affidarsi al tiro da tre come mantra (0/2 in serata).

Coach James Borrego: 7,5

Mette in campo tutte le misure giuste per limitare i Bulls ed era davvero hard far più di così.

La squadra si distrae raramente e lui quando capita la richiama lestamente prima di incassare pesanti parziali. Capita uno 0-15, uno 0-7 nel finale ma la squadra non va mai sotto mantenendo la testa per vincere. Determinata, solida e capace alla fine la spunta nonostante la propria punta di diamante sia stata limitata ma è la squadra intera a vincere ed è la collettività di Charlotte e degli Hornets a gioire.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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