Game 28 – Charlotte Hornets Vs San Antonio Spurs 110-122

Intro

Nella serata americana di San Valentino, l’attenzione sportiva dei fan di Charlotte sarà sulla sfida contro San Antonio, una partita difficile sulla carta per gli Hornets viste le caratteristiche delle due squadre.

Se gli Hornets pensano d’utilizzare la propria energia cinetica per spingere il loro corpo alla velocità della luce, sbagliano.

In fisica, lo si può notare negli acceleratori di piccolissime particelle, non si arriva mai esattamente a tale velocità perché più ci si avvicina e più è difficile raggiungerla, così ci disse Einstein con una formula che al netto delle verifiche e degli esperimenti successivi, tiene benissimo a oggi.

Questo rallentamento vale anche per le più piccole e facili particelle da accelerare.

Gli Hornets dovranno tenere ed esser “fotonici” (i fotoni viaggiano alla velocità della luce essendo privi di massa), con il trucco di rimanere attaccati ai propri uomini senza ricorrere a una zona che lascerebbe scoperte parti del tunnel ma coprire anche il ferro al contempo, difficile esperimento scientifico…

Per Charlotte non basterà avvicinarsi, bisognerà esserci e se i Calabroni dovessero riuscire nell’impresa, finalmente si troverebbero nuovamente alla velocità della luce a quota .500 che potrebbero superare nella successiva sfida contro Chicago.

Il traguardo momentaneo è sempre lì ma spesso siamo stati respinti, servirà concentrazione per raggiungerlo in quella che risulterà essere la seconda di cinque partite casalinghe consecutive che bisognerà sfruttare al massimo in vista di un lungo road tour successivo da 6 prima che venga diramata la seconda parte del calendario.

Analisi

Charlotte perde partita e pezzi.

Tre titolari a inizio stagione out finiscono per essere troppi per sperare di vincere una partita rimasta incerta per tre quarti e mezzo.

P.J. Washington rimaneva out, Hayward, in dubbio, dava forfait prima della partita per un dolore alla schiena, Graham usciva per un problema al ginocchio sinistro.

A tenere in piedi la baracca il solito Rozier coadiuvato da Monk e da Ball, troppo pochi però gli sbocchi offensivi per Charlotte che non riusciva a tenere più il passo nell’ultima frazione contro una squadra da crunch time e da trasferta.

Charlotte, oltre a subire qualche punto di troppo in fast break (6-14 le steal e 9-17 i TO che confermano che gli Speroni sono una squadra difficile alla quale sottrar palla) ha concesso un 49,5% dal campo agli avversari contro il proprio 47,9%.

35,3% per Charlotte da oltre l’arco contro un 29,4% per il team del Texas.

22-31 negli assist con gli Spurs a battere 19 liberi contro i nostri 11.

Si vince a rimbalzo 56-48 e nelle stoppate per 6-3 ma non basta: gli Spurs, dopo un brutto primo quarto, sono riusciti ad attaccare il ferro (dopo un buon primo quarto gli Hornets con la bench in campo si sono persi) con costanza per un 38/63, dato troppo alto per sperare di vincere.

Murray finirà con 26 punti e 12 rimbalzi (12 i rimbalzi anche per l’austriaco Poeltl), Derrick White con 25 pt. sarà secondo tra gli Spurs poi Keldon Johnson con 18 pt., Gay 12, Lonnie Walker IV 11, Mills 10.

DeRozan finirà con 8 punti ma 9 assist chiudendo il cerchio per una squadra dall’attacco equilibrato che ha sfruttato le assenze degli Hornets che hanno decretato alla lunga la sconfitta.

La partita

Per Charlotte ancora out i due fratelli Martin e P.J. Washington con Hayward out all’ultimo per un dolore alla bassa schiena e Aldridge out per gli Speroni.

Andiamo a vedere i quintetti:

1° quarto:

Non ce la faceva Hayward, dentro Bridges e come il solito la prima palla a due era vinta dagli avversari ma Ball lestamente s’infiltrava tra le linee nemiche anticipando le maglie bianche quindi Zeller con un tocco dal post basso sinistro andava corto ma anche gli Spurs mancavano l’occasione con Murray da tre punti.

Ball batteva il suo uomo in penetrazione attirando parte della difesa: scarico nell’angolo sinistro per garanzia Rozier che con tre punti in catch n’ shoot firmava il vantaggio.

Gli Hornets si ancoravano ai propri uomini e gli Spurs erano colpiti ancora da Rozier in coast to coast con un appoggio alto a tutta velocità e da Zeller che conquistando un rimbalzo offensivo ricorreva a più finte prima di riuscire a metter dentro il 7-0.

Murray con un jumper dalla media segnava i primi punti per gli ospiti nonostante la buona difesa di Bridges ma la squadra della Queen City riprendeva in mano il pallino segnando con LaMelo in crossover layup e un floater di Graham a 9:09 per un 11-2 che mandava Popovich in time-out.

A 8:34 gli Speroni ottenevano altri due punti dalla lunetta con White (fallo di Zeller) ma un jumper frontale di Rozier valeva il nuovi +9.

White a Murray con due drive riuscivano ad arrivare al ferro per metter dentro i punti del 13-8 quindi Ball sparando da lontano andava a doppiare i texani (16-8) prima che ancora Murray si intromettesse su un passaggio verso l’esterno intercettandolo e trasformandolo nei punti del 16-10.

Altro fallo su White che splittando in lunetta a 6:39 lasciava gli Speroni a 5 punti di distanza mentre Poeltl deviava l’alzata in entrata di Rozier oltre il fondo.

Rozier era sfortunato sulla tripla successiva ma anche Mills non funzionava da fuori così Rozier, rischermatosi con Biyombo andava a metter dentro in floater dalla destra.

Due liberi per Johnson erano compensati da Ball che faceva quello che voleva con palla e difesa avversaria attirandola per servire un comodissimo Biz che affondava la jam.

Dopo il jumper di L. Walker IV gli Hornets si rifugiavano nel time-out a 4:09.

Il layup di Mills pareva dire che la pausa non aveva funzionato, invece, nonostante la seconda stoppata di Poeltl su un Rozier in entrata (anche cambiando lato del ferro), la squadra di Borrego trovava un canestro di McDaniels che batteva il raddoppio di Poeltl facendo partire un tiro dal pitturato che batteva sul plexiglass e si insaccava.

Rozier intercettava un passaggio e segnava da tre a 2:53, Monk aiutava con un layup andando dentro come Alberto Tomba a tutta velocità anche grazie all’ultimo paletto contenitivo Biz in area.

Charge di Poeltl su Graham quindi Rozier si scatenava con due punti, un rimbalzo difensivo e un assist per la dunk di Biz a 1:27 mentre gli Spurs andavano 0/8 da tre…

Rozier tornava a duellare con il centro che tentando di contenerlo si bloccava sulla sua finta in arretramento ma la nuova e rapida partenza di Scary lasciava Poeltl incollato al parquet lasciando via libera a Terry per il 33-17 con un 11-0 di parziale interrotto solo dalla prima luce rossa.

Monk e compagni danno una mano a Graham nel rialzarsi. Charlotte ha tre giorni per recuperare qualche pedina importante e non presentarsi alla difficile rivincita con i Bulls in pena emergenza. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Partiva molto meglio la squadra ospite nel secondo quarto trovando Eubanks a ridurre lo scarto e con Gay a metter dentro il primo tiro dall’arco per la squadra di Popovich.

Niente da fare anche con il time-out, era ancora il veterano Gay a realizzare un two and one per fallo di McDaniels a 10:19 (33-28) per un contro-parziale da 11-0…

Monk a 10:05 ricavava tre punti importanti e una steal di Ball che spuntava dal nulla era valevole per la prosecuzione di un fast break bruciante con scambio volante di Monk con lo stesso LaMelo lestissimo a depositare senza ostacoli grazie al pass del numero 1.

A 9:20 Monk tirava da lontanissimo frontalmente: tripla fortunata a battere sul vero e a entrare per l’8-0 di parziale e il 41-28.

Gli Spurs attaccando il ferro pescavano punti da White, Eubanks, mentre contrariamente al solito DeRozan segnava dalla sinistra con tiro da fuori i suoi primi 3 pt. per il 41-35.

LaMelo rispondeva dalla diagonale destra con il tiro pesante ma i 9 punti di vantaggio (44-35) erano destinati a scendere rapidamente nonostante Graham con la possibilità di scegliere un blocco su entrambi i lati, passasse a sx McDaniels per catapultare il +10 (47-37) con tiro rapido dalla diagonale sinistra da oltre l’arco.

Gay dalla media, White dal corner sinistro e Murray in appoggio tenevano altissime le percentuali degli Spurs nel quarto e anche se Zeller esaltava tutti andando dentro in corsa a schiacciare a due mani in maniera decisa (5:51) il layup di risposta immediato di DeRozan riportava il gap a 5 pt. (51-46).

Rozier al vetro in area dava ossigeno ma White ne metteva tre su McDaniels e a 4:48 Murray con altri due mandava gli Speroni sul -2 (53-51).

Il pari di Murray diceva 94,0% nel quarto per gli Spurs, statistica migliorata con Poeltl che a 3:24 portava gli ospiti per la prima volta in vantaggio (53-55).

LaMelo pareggiava con un deep runner ma i successivi 7 punti erano tutti di marca ospite (Johnson a rimbalzo offensivo era un problema segnando il 55-62).

Gli Hornets riducevano lo scarto con un reverse di Biyombo su Poeltl che producendo un possibile two and one avvantaggiava i viola.

Libero mancato ma palla che rimaneva a Charlotte con un LaMelo bravo a sfruttala con l’entrata nel traffico e il deposito di sinistra per il 59-62.

Nel finale in mischi, Johnson recuperava un passaggio degli Hornets dal fondo per tener viva la palla e segnava il +5 che portava le squadre negli spogliatoi sul 59-64.

3° quarto:

Dopo 15 secondi dall’avvio della ripresa DeRozan beneficiava di un FT per tre secondi difensivi: +6 Spurs.

Terry rispondeva con un FT jumper per il 61-65 mentre sul parquet scendeva Monk per Graham che entrava negli spogliatoi per un problema al ginocchio sinistro senza più rientrare.

Poeltl stoppava Monk mentre Murray prendeva il tempo a LaMelo sulla bsl sinistra per realizzare dalla media.

Sul -6 Monk trovava la tripla rimbalzante tra i ferri per mettere il 64-67 m Johnson attaccando a 10:00 arrivava al two and one senza poi effettivamente realizzare la possibilità al libero così Rozier dall’altra parte spuntava nel gorgo di maglie bianche dopo l’errore di Zeller per un big tap-in, ponte per la tripla del pari di Monk a 8:20.Un contatto tra Zeller e Poeltl sula baseline era a vantaggio di Cody che spingendo il centro avversario di quel tanto che bastava, realizzava da sotto il +2.

Ball dalla sinistra prendeva ritmo e tempo su Poeltl dal palleggio per realizzare la tripla del settantaquattresimo punto.

Infilata di Murray ma altra tripla rimbalzante di Monk a 6:48 per il 77-71.

Gli Hornets però non trovano più canestri e gli Spurs tornavano al pari con L. Walker IV che veniva liberato sotto il ferro per appoggiare oltre una difesa instabile di Charlotte.

Scoop atletico di Rozier perfetto ma buona anche la tripla di Johnson a 4:35 per il 79-80…

Bridges con uno splendido crossover batteva Johnson andando ad appoggiare sul contatto con Poeltl: two and one vincente per il controsorpasso (82-80) 3:58.

Si arrivava al pari con due di Walker IV su McDaniels prima che Charlotte si avvantaggiasse di tre punti con arresto e tiro di Rozier su Vassell e un ½ di Monk dalla lunetta.

Finale convulso nel quale una tripla di L. Walker IV costruiva il sorpasso (85-87) assorbito una prima volta da una schiacciata di Biz su assist di McDaniels abile ad attirare il raddoppio in post e una seconda volta da Rozier (dopo due pt. di Gay) con l’interferenza chiamata allo stesso Rudy per il tocco sul vetro dopo il rilascio del tiro di Terry.

89-89, 12 minuti clutch.

4° quarto:

Partiva male il quarto con una mancata chiamata su un tiro di LaMelo in entrata ma Murray andando a colpire da fuori il primo ferro dava una seconda chance di vantaggio ai purple sfruttata da McDaniels che batteva la difesa ospite con il tocco ravvicinato su invito corto di Monk dalla baseline.

La tripla di Mills rapida a 10:47 riportava sopra gli Speroni che venivano nuovamente superati da una correzione di Biyombo su un errore di Monk.

Bella stoppata di Bridges su Gay ma due punti di Murray e due di Johnson spingevano avanti i texani di 3 punti (93-96) a 8:06.

Ancora recuperabile la partita ma Rozier dando l’assalto al ferro ai 24 non ricavava nulla e nonostante Zeller rientrasse da dietro ammantando l’alzata di White gettando la palla oltre il fondo, la squadra di Popovich colpiva pesantemente con White da tre per il 93-99 sulla seconda possibilità…

Schiacciata di Cody su passaggio di LaMelo ma Gay al vetro realizzava, LaMelo no ma a decider la partita era un’azione convulsa.

Terry toccava palla a Gay in palleggio riuscendo a portarla dal suo lato ma non ad assicurarsela, finiva così per ingaggiare una battaglia a terra sulla quale si lanciavano anche altri giocatori come Bridges che probabilmente subiva fallo ma lì valeva tutto così ne usciva White con la quarta steal per un micidiale two and one (fallo chiamato a Bridges perché valeva quasi tutto).

0/1 al FT ma 95-103…

Il reverse di Monk a 6:06 per il -6, l’appoggio di White a restituire il +8 Spurs… il tempo che scorreva veloce al contrario dell’eurostep rallentato di Zeller per due punti a contato con il ferro.

White ammazzava la partita con un open 3 mentre LaMelo sparacchiava e Poeltl da sotto rifiniva il lavoro di squadra spalancando le porte all’ennesima vittoria in trasferta texana: 99-110.

Partita finita sul -11 ma gli Hornets avevano un sussulto: ½ di Biz a 2:45, prima dunk di Bridges e rubata di LaMelo con assist per Rozier che dalla sua mattonella mandava la gara sul -8: 108-114.

Time-out di Popovich, tripla di DeRozan a vuoto ma il rimbalzo offensivo degli Speroni ammazzava nuovamente la partita se DeRozan andava a mettere il tiro da due oltre Biyombo.

2/2 di un Rozier ancora oltre i 30 punti ma Murray in reverse usava bene il cronometro.

Finiva con lo sfondamento di Rozier su White e l’allungo sul 110-122 Spurs.

LaMelo Ball: 6,5

17 pt. (7/20), 12 rimbalzi, 8 assist, 3 rubate, 1 stoppata, -16 in +/-. 5 TO. Le note positive sono che va quasi in tripla doppia pur non dando nell’occhio, 12 rimbalzi e 8 assist aiutano la squadra più dei suoi punti. Inizia bene ma poi spara nel fiale a casaccio mentre è bella la tripla dal palleggio su Poeltl dalla sinistra. Gli manca un fallo non fischiato in avvio di ultima frazione. Tre rubate agli Spurs sono molte, nel primo tempo va in anticipo e chiude il fast break duettando al volo con Monk, bella anche quella nel finale con l’assist di Rozier per il -6. Ci prova nel finale ma sparando a salve non riesce a far cambiar passo alla squadra come nel primo quarto chiuso con 14 pt..

Terry Rozier: 7

33 pt. (14/29), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata, -5 in +/-. 4 TO. Ottima partenza di Terry che segna 18 punti nel primo tempo mettendo in mostra soluzioni d’ogni genere per mandare in tilt la difesa ospite che poi gli prende un po’ le misure sulle entrate costringendolo a tiri difficili che non vanno a buon fine nonostante l’aggressività rimanga inalterata. Un po’ l’anima della squadra, si spende anche in difesa facendosi a vedere a rimbalzo e sono molte buone le chiusure nel primo tempo poi si stanca e diventa meno lucido cercando di sostenere l’enorme e gravoso peso di portare sulle spalle buona parte dell’attacco dei Calabroni. Va ancora otre i 30 punti per la terza colta consecutiva.

Devonte’ Graham: 6

5 pt. (2/7), 4 rimbalzi, 3 assist, +5 in +/-. Stava sparando male a parte una tripla splendida dalla diagonale sinistra tirata oltre lo schermo con rapidità. Eppure il suo +/-era positivo di 5 pt. grazie a una difesa migliore del solito. Rimbalzi e assist in 19:27 sul parquet sono accettabili, soprattutto i primi, non perde palloni ma esce per un dolore al ginocchio sinistro e non rientra più. Erta appena tornato ma purtroppo dovrà forse star fermo ancora per po’.

Miles Bridges: 5,5

5 pt. (2/5), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -12 in +/-. TO e 5 PF. In 36:50 fa poco anche se si impegna in difesa. In attacco si limita. Murray lo batte per i primi due punti Spurs di serata ma nell’ultimo quarto da una bella stoppata a Gay. 2/2 da dentro l’arco, 0/3 da fuori. Probabilmente subisce fallo su quella mischia che ammazza la partita nell’ultimo quarto ma finisce esso stesso per commetterlo. Non trova il timing giusto, c’è quasi sempre quella frazione di secondo di ritardo che fa la differenza in negativo nonostante lo sforzo profuso. Tiene abbastanza bene DeRozan e da un bel passaggio lampo a Biz ma nel complesso non brilla.

Cody Zeller: 6

10 pt. (5/7), 12 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, -4 in +/-. 1 TO. Buona partenza (primo tocco corto a parte), segna il 7-0 dopo un rimbalzo offensivo e difensivamente tiene bene. Con un paio di dunk aggressive legittima la sua presenza sul parquet che si nota anche a rimbalzo. Gioca 21:51, leggermente in affanno nella ripresa come tutta la squadra, dopo una delle mega dunk, volta le spalle all’entrata di DeRozan che ha vista facile su di lui e il suo marcatore.

Bismack Biyombo: 6

11 pt. (5/6), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate, -8 in +/-. 26:09, gioca più di Zeller cercando di garantire più copertura al ferro. In parte ci riesce ma non in maniera significativa per fermate moltissime iniziative Spurs intimidendole. 2 stoppate e un buon attacco ma troppi rimbalzi concessi con solo 2 catturati. Sufficienza tirata.

Malik Monk: 7

23 pt. (7/13), 4 rimbalzi, 2 assist, -3 in +/-. 3 TO, 3 PF. Secondo violino di serata, parte timidamente dalla panchina poi riesce a trovare il fluido per un tiro da tre punti micidiale: 5/6 da oltre l’arco. Peccato per l’attacco al ferro sul quale Poeltl e gli altri lo influenzano troppe volte. Guadagna 3 liberi nel secondo tempo per close-out falloso con gli avversari preoccupati del suo tiro.

Jalen McDaniels: 5,5

6 pt. (3/7), 2 rimbalzi, 1 assist, -17 in +/-. 1 TO. Rientra dalla bolla di Orlando dove qualcosa di buono l’ha mostrato. In attacco fa vedere che non va male da due punti con un ¾ in FG e un bell’assist schiacciato per la dunk di Biyombo Peccato da fuori faccia 0/3 mancando un open frontale in un momento delicato e soprattutto in difesa non riesca, nonostante l’atletismo e le lunghe leve a bloccare gli avversari. Incerto, finisce per concedere cm essenziali agli avversari. In attacco si fa passare sotto le gambe un pallone di Rozier. Palla bassa, è vero ma elasticità e reattività non pervenute…

Coach James Borrego: 6

Strategia corretta direi anche se qualche volta la difesa salta ma purtroppo senza troppi titolari e con una rotazione quasi obbligata a 7 uomini nel finale si poteva sperare solo nel miracolo. Adesso cerchiamo di recuperare il recuperabile, testa alla prossima partita, convinzione e resilienza per tornare ad avvicinarsi a quota .500.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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