Game 29: Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 96-120

Intro

Elon Musk, imprenditore dalla tripla cittadinanza (sudafricana, canadese e americana), nonché uomo più ricco del mondo avendo ruoli da amministratore delegato e direttore tecnico in alcune aziende, di Pr. Architect in Tesla, presidente in altre (Solar City), cofondatore di Paypal e Neuralink, ecc., ha detto di essere preoccupato perché non ci sarebbero abbastanza persone al mondo andando controcorrente.

Pur essendo indubbiamente una mente curiosa e intelligente, nessuno è perfetto come ha dimostrato lui stesso abbastanza recentemente con le sue affermazioni (interessate) sulla pandemia.

Anche questa affermazione sul numero di persone sulla Terra sembra discutibile oltre che andare controcorrente poiché esistono i problemi del riscaldamento globale e una povertà sempre più diffusa che pesa sulla maggior parte della popolazione terrestre che in mancanza della possibilità di un’istruzione seria deve arrangiarsi come può senza poter fornire un reale contributo al progresso della società visto che di “sviluppo irrazionale casuale e serendipico” ne abbiamo quanto ne volete.

In un’era iper tecnologica, robotizzata e futuristica moderna il pianeta sembra andare a due velocità: c’è chi va nello spazio e chi ancora sembra dover vivere nelle difficoltà di un ambiente preistorico ostile per procacciarsi il cibo (entrando in conflitto con altri essere umani che li sfruttano in maniera disumana, basti pensare agli immigrati pescatori in Thailandia “scomparsi”) e se il principe Harry ha detto di lasciare il vostro lavoro se non vi rende felici perché la salute e il benessere mentale valgono prima di tutto – ovviamente rivolgendosi a un target di persone che possono permetterselo evidentemente – forse, a parte promuovere i suoi servizi di coaching – benché l’idea sia ottima nonché la scoperta dell’acqua calda, forse no ha capito che per la legge dei grandi numeri tra domanda e offerta, sia da lavoratore dipendente che da futuro imprenditore, non molti potranno permettersi questo “lusso”…

“C’è qualcuno che non sa più cosa è un uomo” cantava Vasco troppi anni fa per vedere una situazione globalmente peggiorata con oasi di platino come nella NBA dove a giocatori talentuosi viene offerta una possibilità “più facile” di riscatto sociale e per migliorare le proprie condizioni di vita.

Nella NBA se penso alla Chicago di oggi (13 dicembre, S. Lucia) che ha una lista di infortunati (in realtà quasi tutti out per Covid-19) lunghissima, sarebbe però improponibile pescasse a casaccio dei sostituti, non credo che in mancanza di allenamento, talento e conoscenze tattiche e tecniche da loro avrebbero una resa altissima (perché poi il problema è quello caro Musk, riuscire a istruire e a dare un lavoro utile se la vediamo con l’ottica della società di oggi, non troppo visionaria).

Tra l’altro a Chicago è stata rimandata la partita con Detroit visto il numero altissimo di giocatori out per Covid-19 che tra l’altro probabilmente stiamo pagando anche noi per l’incrocio con i Bulls nella Wind City…

Entrando nel vivo del nostro match poi penso a Dallas senza Doncic (anche contro di noi mancherà per l’infortunio recente alla caviglia) che ha battuto senza troppi problemi OKC e a noi alle prese con una lunga lista di infortunati ma con R & R (Rozier e Richards) pronti al rientro per riequilibrare la trasferta texana.

Si tratta di dare qualità e non quantità, per sostenere qualcosa è fondamentale e imprescindibile il primo aspetto dopo di che il secondo potrebbe – in determinate condizioni – accompagnare.

Gli Hornets nella lunga serie di (sei) trasferte a Ovest saranno impegnati a mostrare la loro qualità di uomini per far progredire lo sbarco ai playoff che in proporzione sarebbe come per Elon Musk colonizzare Marte, un sogno…

Chi rientra, chi sta per farlo e chi è ancora out.
Miles Bridges si presenta bene alla partita ma…

Andamento della partita

I quintetti. Charlotte riabbraccia Rozier.

Nonostante la (seconda, perché sulla prima Porzingis saltava troppo presto) palla a due fosse vinta dagli Hornets, entrambe le difese facevano un buon lavoro così dopo lo 0/2, una palla persa da Charlotte dava la possibilità a Porzingis di segnare in alley-oop in transizione.

Il lettone realizzava dal corner destro lo 0-5 e mentre la pressione di Dallas irretiva Charlotte arrivavano anche due canestri di Brunson con il secondo in transizione a ottenere anche l’and one dopo aver sbattuto su Rozier e visto la palla girare sull’anello modello roulette prima di entrare.

0-10 a 8:38, gli Hornets spedivano sul parquet la panchina e Oubre jr. con la prima palla toccata (un catch n’shoot) segnava i primi tre punti di Charlotte a 7:59 mentre P.J. in tap-in segnava il 5-12.

Entrata con alzata oltre Bouknight appena entrato per Porzingis mentre a 6:40 per una spinta su un floater di Hayward, Gordon andava in lunetta splittando mentre due punti interi arrivavano da Oubre Jr. che prima deviava un tiro sul ferro effettuato da Bridges (and one mancato) e poi si inseriva in sottomano sulla drive con passaggio corto di Hayward per depositare il 10-14.

Purtroppo Dallas ripartiva con un alley-oop di Porzingis e anche se Bouknight indovinava una bella tripla frontale, i Mavs contavano sul lettone che non si spegneva colpendo da tre punti mentre Brunson sbattendo con la finta su P.J. Infilava due liberi a 4:09 per il +8 dei ragazzi di Kidd.

Dopo una drive dalla sinistra con jam a una mano di Martin il divario saliva con le triple della panchina di Dallas; Hardaway Jr. e Burke provvedevano a mettere punti con il lettone in panca.

Martin sul finale di quarto in coast to coast serviva a P.J. La palla per un reverse layup ma sulla sirena Burke infilava il pull-up del 20-37…

A un Burke indemoniato che segnava ancora appoggiando al vetro a inizio secondo quarto, Thor rispondeva dal lato destro a 11:22 per il 22-39 ma il copione per Dallas non cambiava: tripla di Hardaway Jr. e +20 Mavs, un gap che aumentava nonostante arrivasse il drive layup di Oubre Jr. a 9:58 con lo stesso Hardaway Jr. a realizzare il 24-47.

Il divario prendeva proporzioni abissali e un Bridges frustrato provava a risolverla a suo modo caricando una schiacciata a una mano ma esponendo troppo la sfera per la stoppata facile dell’Unicorno che metteva paura a Charlotte perché Bridges zoppicando verso la panchina andava a sedersi in time-out.

Dopo aver racimolato pochissimo in attacco Oubre andava due volte in lunetta ottenendo un 2/4 complessivo al quale si univano altri due punti di Bouknight per il 31-56.

Proprio al rookie n° 5 era fischiato però un 3 secondi in area e nonostante James provasse a dire che avesse messo piede fuori dal pitturato la terna era irremovibile così Porzingis ringraziava e aumentava il suo bottino.

Charlotte andava qualche volta di più in lunetta, era il caso del 2/2 di Bouknight e Rozier fuori equilibrio segnava in pull-up marcato per il 37-60 in più Hayward a 2.32 segnava da tre in transizione il 40-60.

Il piccolo riavvicinamento era però respinto dalla tripla aperta di Kleber sulla zona di Charlotte e d Porzingis che usava le sue lunghe braccia per correggere sé stesso segnando il 40-65 a 1:32.

Bullock batteva Martin da tre facendo risaltare ancora di più le medie impazzite da oltre l’arco dei texani che incassavano al plexiglass la bomba di Hayward a :16.1 per il 43-70, finale di primo tempo.

Con un 26,3% contro un incredibile 63,2% da oltre l’arco si spiegava in parte l’incredibile divario tra i due team con Dallas spesso brava a chiudere le linee di passaggio sulle drive degli Hornets ottenendo a sorpresa un vantaggio anche nell’altra casella dove solitamente gli Hornets sono migliori, i fast break (4-14).

Charlotte lasciava in panchina Martin e Richards a inizio terzo periodo affidandosi a un quintetto offensivo e mentre Dallas mancava diversi tiri da fuori con un Porzingis raffreddatosi così l’iniziale drive di Miles chiusa a 10:51 con appoggio di destra e la tripla di Oubre Jr. avvicinavano gli Hornets che proseguivano con Rozier (cambio velocità con appoggio) la rimonta per il 50-71.

Finney-Smith però pescava la tripla dall’angolo, momentaneo inconveniente perché Charlotte con un crazy shot di Miles arrivava sul -17 (57-74) a 6:40.

Per Dallas tuttavia provvedeva Finney-Smith, ex non tiratore che in serata metteva ancora una tripla per poi schiacciare a rimorchio il 60-83, rispondendo anche alla bomba di Hayward con un catch n’shoot dall’angolo destro per il 63-86.

Deep 3 di Hardaway Jr. recuperato da P.J. Washington che faceva un giro sotto il ferro trovando anche l’and one a :34.1 (69-89) ma Hardaway infilava il +22 Dallas prima degli ultimi 12 minuti che si aprivano con un turnaround di P.J. Washington per il -20.

Dopo un ½ di Porzingis, Thor era stoppato facilmente e Dallas in transizione colpiva due volte con Burke e Green (dall’angolo destro servito da Burke) per issarsi sul 71-98.

Per un fallo chiamato contro Green, Kidd chiamava il challenge passando dal blocking allo sfondamento di Oubre mentre più tardi la terna non vedeva una deviazione su passaggio lungo di Martin, in compenso fischiava un tecnico asserendo che gli Hornets (dalle telecamere non si vede) avessero sei uomini in campo.

Dettagli perché nel finale la partita era ormai segnata tanto che Dallas faceva entrare (dopo gli Hornets che avevano già inserito anche Lewis a 4:23) la panchina profonda con Marjanovic osannato dal pubblico come una specie di attrazione circense.

Boban però infilava due tiri facendo applaudire il pubblico mentre Lewis segnava uno dei due liberi capitatigli nel finale.

La scapoli-ammogliati nel finale vedeva Dallas anche avvantaggiarsi di qualche punto poi Bouknight a :05.3 infilava la tripla che chiudeva i conti sul 96-120.

Martin in entrata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Poco da dire su questa partita iniziata male con uno 0-10 di parziale nel quale Dallas ha messo in mostra la propria difesa che ha caratterizzato poi tutta la partita con gli Hornets incapaci di bloccare l’ingranaggio Mavs.

Gli Hornets sono tornati sul 10-14 ma i Mavericks hanno chiuso il primo tempo con un surreale 63,2% da tre punti condizionando tutto il resto della partita.

Charlotte non è più riuscita ad avvicinarsi seriamente nonostante i vari quintetti tentati da Borrego e la squadra di Kidd ha potuto giocare sul velluto anche se il Porzingis del secondo tempo non è stato all’altezza del primo.

Due squadre che sono andate, appunto, a due velocità nettamente differenti.

Hornets che mostrano i soliti problemi difensivi e che non riescono a sopperire sempre con qualità offensiva evidente scemata con Ball fuori dai giochi, forse unico Hornet che avrebbe potuto produrre una scintilla per dar fuoco al muro di cartone della squadra di Cuban.

Il 45-58 a rimbalzo spiega anche tanti secondi possessi di Dallas abilmente trasformati mentre le chiusure sulle drive hanno fatto sì che i Mavs finissero con un 9-22 nei fast break…

Oltre un Porzingis da 24 punti, 5 stoppate e 13 rimbalzi che ha sopperito abilmente alla mancanza di Doncic, da notare anche la nottata speciale per Burke che ha chiuso con 22 punti (4/7 da 3 pt.), Hardaway Jr. ne ha segnati 19 (5/11 da 3 pt.) seguito da Finney-Smith con 13 (3/5 da 3 pt.) e da Brunson con 13.

Troppa al differenza in percentuale al tiro e nonostante gli Hornets chiudessero con 7 FT in più degli avversari, il numero delle realizzazioni dalla lunetta era il medesimo: 15.

Cody Martin: 5

5 pt. (2/5), 2 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. -24 in plus/minus. Serata non proprio magnifica per Martin (dunk provenendo dalla sinistra a parte chiusa a una mano) che parte ancora in quintetto idealmente spostato in SG ma non rende mancando le sue prime tre triple poi andando a segnare quella fai da te ai 24 sulla pressione del proprio difensore. 2 TO che in realtà sarebbe uno perché l lancio per Oubre Jr. viene toccato da Bullock, deviazione non vista dagli arbitri. Fatica anche lui a contenere nonostante le due steal e viene travolto da un plus/minus glaciale.

Terry Rozier: 5,5

20 pt. (8/14), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Terry rientra in squadra, segna poco nel primo tempo partendo a rilento, molto nel secondo tempo sbagliando un paio di tiri in un momento delicato rifacendosi nel finale quando Dallas è più rilassata. Difficile il canestro in uno contro uno fuori equilibrio e bella la steal chiusa con l’and one. Peccato per una tripla con il lungo davanti a sé che finisce dentro con una frazione di ritardo perché il passaggio per il catch n’shoot arriva troppo tardi. Non molla anche se è finita mostrando lo spirito per iniziare la prossima partita nella quale anche lui dovrà partire meglio.

Gordon Hayward: 6,5

17 pt. (5/10), 6 rimbalzi, 6 assist. Con un 4/5 da fuori prova a supportare l’attacco di Charlotte ma c’è poco da fare… Smista anche 6 assist mentre in difesa anche lui non riesce a fermare le indiavolate triple texane. Scuote la testa in panchina cercando di capire le ragioni della sconfitta che essenzialmente stanno nell’esser pronti e più concreti contro difese che giocano in maniera così aggressiva. Prende 4 FT ma potrebbe tentare di marciare sopra la linea della carità con una difesa fin troppo aggressiva.

Miles Bridges: 5

7 pt. (2/11), 10 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, stoppata. -19 in +/-. Inizia male sotto la pressione di Dallas cercando un fade-away su una gamba che si trasforma in air-ball poi si fa stoppare da Porzingis e con un bad pass completa la trilogia della frustrazione. Ribloccato dall’Unicorno successivamente su una sua dunk caricata, si teme per la sua caviglia ma rientra in campo dopo essersi seduto un po’ e fa vedere di saperci fare in entrata. A parte nel rimbalzo, poco produttivo in serata nel duello contro il lettone. Poco male, l’importante è che stia bene e si riprenda per San Antonio, una serata storta può capitare.

Nick Richards: 5,5

0 pt. (0/1), -10 in plus/minus in 3:22. Inizia vincendo la (seconda) palla a due con Porzingis salato troppo presto poi non riesce a rendere molto anche se inizialmente tiene indifesa e Dallas colpisce con un paio di contropiedi. Stoppato da Finney-Smith, Borrego lo toglie senza più riprovarlo in serata anche oltre i suoi demeriti cercando quintetti alternativi che possano portare più punti.

Kelly Oubre Jr.: 6,5

20 pt. (7/15), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 5 PF, -9 in +/-. La pecca è il 2/5 in lunetta ma gioca sia in attacco che in difesa. Chiude con un 4/9 da tre punti (due buone triple prendendo lo spazio, una in step-back e l’altro sul giro palla) mentre in difesa sono 5 i falli, uno per frustrazione per una possibile mancata chiamata su un tentativo da sotto.

P.J. Washington: 6

11 pt. (5/12), 4 rimbalzi, 1 assist, 4 PF in 28:09. Sostituisce Richards e nonostante lo 0/3 da fuori e 4 falli nel primo tempo alla fine non va male. Da sotto con un little jump hook, un turnaround in salto e un reverse puro portata a casa 6 punti con stile. Variazioni sul tema utili.

James Bouknight: 5,5

13 pt. (4/13), 6 rimbalzi, 2 TO. Prova a sparare in vari momenti del match con Borrego che lo fa salire e scendere dal cubo del cambio. Non una grande media realizzativa in serata ma tempo utile per maturare mostrando delle buone giocate in entrata o un tiro da tre da rifinire certamente ma perfetto quando al meccanica di tiro gli riesce. Comunque ci prova. Una persa per double dribble.

Kai Jones: 5,5

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 assist in 5:52. Marjanovic fa vedere che il ragazzo deve mettere un po’ di muscoli/peso perché gli gira intorno. Kai potrebbe essere interessante ma ancora sembra un po’ distante dall’essere un giocatore con carattere NBA.

J.T. Thor: 4,5

2 pt. (1/5), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Non si vede nulla delle belle movenze viste nell’ultima partita. Timido e impacciato si fa stoppare facilmente ed emette tiri da tre con stridio per scheggiatura del ferro esterna o per aver colpito chissà quale altro oggetto… Nel secondo tempo diversi attaccanti tirano sopra i suoi close-out facendo tutti centro. Nel finale poi passa anche la palla a Ntilikina… serata nel quale pare un corpo estraneo e non giocatore fluido per la squadra.

Sottie Lewis: 6

1 pt. (0/0), ½ FT, 1 rubata in 4:23. Segna il suo primo punto NBA con il primo dei due liberi splittati. Una rubata completa l’esordio del two-way.

Coach James Borrego: 5,5

Deve trovare soluzioni contro squadre che difendono in maniera così aggressiva. Se alcune triple sono sembrate più merito avversario che demerito degli Hornets, urge ritrovare un bandolo della matassa offensivo non facendosi mettere sotto pressione. Non solo drive & kick che possono essere intercettate ma un gioco più completo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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