Game 3 Preseason – Charlotte Hornets @ Orlando Magic 123-115

First Win

Prima trasferta dell’anno per Charlotte che oltre a Glen Riller deve rinunciare all’acquisto principale di mercato Gordon Hayward alle prese con una frattura da avulsione al mignolo destro la quale non dovrebbe tuttavia lasciarlo fuori per molto tempo.

Passiamo alle note della partita:

Pregi

Prima vittoria stagionale anche se solo in amichevole ma da fiducia.

Rotazioni normali per Borrego che danno più l’idea delle potenzialità di questa squadra.

Dimezzati i TO, solo 11.

47,5% al tiro con il 43,9% da tre punti e il 90% dalla lunetta.

Partenza sparata e “solito”(come nelle prime due uscite) largo vantaggio acquisito.

Resilienza e testa sul rientro dei Magic.

Un Rozier agile e svelto che garantisce punti.

Alla stessa maniera Graham.

Cody Zeller attivo in attacco.

Qualche lampo di talento di Ball con un tiro particolare.

Buona confidenza di Bridges a tutto campo.

Small ball da usare con moderazione che garantisce movimento e imprevedibilità all’attacco.

Difetti:

Rilassamento sul largo vantaggio e possibilità di recupero veloce offerta agli avversari.

Una zona troppo five in che lascia tempo e spazio ai tiratori avversari, ciò non ci rende più padroni del nostro destino non avendo buona pressione sul close-out ci si affida alla mira erronea degli attaccanti.

Biyombo troppo lento e poco agile.

Cody Zeller in difesa è sempre poco reattivo.

P.J. troppo macchinoso con palla in mano, qualche palla persa e una stoppata subita da MCW.

Qualche scelta di tiro in floater di Ball non esattamente consigliabile.

Forse troppo dipendenti dal tiro da fuori ma in serata funziona.

Small ball che concede troppo in difesa.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Borrego schierando a sorpresa un quintetto più basso con Martin sul parquet dava filo da torcere ai Magic: l’intensità e la pressione sugli attaccanti avversari era maggiore, ciò provocava diversi TO per Orlando nei primi minuti.

Charlotte ne approfittava pre passare in vantaggio con uno splendido bound pass diagonale di Graham sullo scatto di Rozier che tagliando da sinistra arrivava indisturbato a canestro.

Il 4-0 era opera di Zeller che con una second chance metteva dentro mostrando i problemi a rimbalzo dei Magic.

Fultz realizzava i primi due punti per i locali con uno scambio a due e l’appoggio a canestro piuttosto cheap visto che P.J. non lo seguiva lasciandogli il corridoio in back-door.

Sul 4-2 iniziava lo show di Rozier con una steal seguita da 2 pt. a 8:49.

Era ancora Rozier a sparare dalla lunghissima distanza dalla diagonale sinistra a 8:15 per il 9-2 e sempre lui a infilare a 7:34 due FT.

A 7:10 bissava la tripla siderale ma dalla diagonale opposta e gli Hornets salivano sul +10 (14-4).

Dopo un time-out a 6:59, Orlando si riprendeva leggermente ma Charlotte sfruttava il suo uomo in ritmo per un baseline jumper dalla sinistra che accarezzava solo la retina nonostante il raddoppio (20-8).

Un parziale di 5-0 da parte di Orlando (grazie anche a una tripla dal palleggio di Rosso su Biz) riportava i Magic a -7 ma gli Hornets rimanevano saldamente al comando anche dopo i due liberi di Cole a 1:14 per fallo di Ball su di lui (26-18).

Ball, fino a quel momento un po’ in difficoltà, si faceva vedere dal corner destro dove, servito due volte, metteva insieme sei punti in due conclusioni che andavano a spingere Charlotte sul 32-18 a :33.9.

Il punteggio rimarrà inalterato sino alla sirena.

2° quarto:

In apertura Graham faceva piombare una tripla dalle profondità del parquet e Charlotte raggiungendo una certa tranquillità sul +17 si addormentava.

Un parziale di 10-2 pro Magic chiuso da Ross con una tripla portava sul 37-28 la situazione prima del time-out chiesto da Borrego.

Il parziale reale si estendeva anche dopo la pausa e pesantemente poiché con due bombe (Okeke e Anthony gli autori) i Magic giungevano sino al -3: 37-34.

Charlotte pareggiava il parziale del dopo break rispondendo con P.J. e lo strano tiro di Ball a 7:43 da oltre l’arco ristabilendo il +9 (43-34).

Cole puniva la zona di Charlotte con un altro tiro pesante ma Monk, abbandonato nell’angolo sinistro dalla difesa dei Magic faceva lo stesso.

A spareggiare l’equilibrio post break ci pensava Vucevic con 5 punti consecutivi.

Dopo due brutte giocate, McDaniels finalmente con un pass laterale schiacciato corto innescava il two and one di Zeller a 5:57.

Air-Ball non era la definizione di LaMelo in versione jordaniana ma descriveva un suo tiro cortissimo finito tra le braccia di Bridges che convertiva fortunatamente da sotto in due punti.

Caleb Martin mostrava le sue doti da attaccante infilando la tripla dalla diagonale destra e costringendo poi al fallo Fournier, incrociando il passo sull’entrata.

Cinque punti per il 56-48 a 3:58 dall’intervallo.

Tripla di Graham in uno contro uno e risposta parziale dalla linea della carità dell’ex Bacon.

Passaggio geniale nel corridoio di Graham per Biz che rovinava tutto con le sue mani ma, nonostante il passaggio arrischiato di ritorno sulla linea di fondo, Graham riusciva a chiudere.

Biz dormiva anche in difesa facendosi tapinare da Gordon e battere da un fade-away di Vucevic, ex compagno di squadra.

Gli Hornets chiudevano comunque avanti 68-58 all’intervallo.

3° quarto:

Charlotte falliva da sotto con Zeller, il duello tra centri proseguiva con una tripla a bersaglio di Vucevic che mandava sul 9/24 il 3FG dei Magic, Zeller rispondeva da oltre l’arco portando a 11/26 Charlotte per il 71-61.

Vucevic però alzava un floater comodo rimasto accoppiato con Graham sul bordo dell’area con Zeller uscito nel tentativo di anticipo.

Bacon tapinava da un suo errore su uno Zeller troppo arrendevole e su una transizione Gordon a 9:29 chiudeva con un two and one intervallato dalla pausa voluta da Borrego.

71-68 che potrebbe addirittura diventare un -1 se Fultz non sbattesse su Zeller,lesto a prender posizione prima del semicerchio e a disegnare lo sfondamento.

Si va a strappi; “Vuc” è il punto di riferimento per la squadra di Clifford, Graham infila un’altra tripla, segue Cody Martin con i suoi primi te punti del match per arrivare sul 79-72.

Gli Hornets si reggono sul tiro da fuori e capita ance a Bridges a 4:07 infilare l’84-79.

Miles infilava anche un paio di alley-oop, uno su invito croccante a una mano di LaMelo in transizione per il 94-83.

Bridges prendeva gusto emettendosi in proprio entrava dalla sinistra sparando una bordata a una mano illegale contro la difesa dei Magic che regalava il +10 (96-86).

Birch flexava anticipando il fallo di LaMelo (altra palla persa di McDaniels) ma non convertiva il libero aggiuntivo.

Rozier, liberato dall’assist di Ball, convertiva in tre punti il pallone donatogli e Charlotte saliva sul 99-88.

4° quarto:

Sul 101-90 P.J. si avventurava in area e dopo uno spin per battere il suo uomo alzava uno scoop senza forza respinto dal former Hornets MCW.

Charlotte, giocando senza un vero centro, offriva il fianco alle torri di Orlando.

Birch da sotto tapinava per il 101-94.

La small-ball con tre guardie proposta da Borrego però aveva effetto sull’altro lato del parquet con la tripla di Graham per il +10.

Due meravigliosi passaggi illuminavano la notte disneyana: il primo era di Okeke per Ross.

Il giocatore che ci massacra sempre quando ci incontra, chiudeva in back-door con il botto grazie a una dunk a una mano a 180°, il secondo era opera di P.J. un mezzo no look spinto in diagonale convertito da sotto da Cody Martin armoniosamente.

A 6:15 Orlando andava in time-out dopo la dunk di Biz per il 108-98.

Gli Hornets gestivano 8 punti di vantaggio quando, l’ex Bacon, con un paio di tiri (corner sx e dal pitturato) riportava a un possesso lungo i Magic.

L’inevitabile scontro tra Bacon e Caleb Martin. Gli arbitri chiameranno sfondamento. Per i cronisti Magic, Caleb avrebbe avuto i piedi nel semicerchio. Difficile capire la verità da questa inquadratura.

114-111… paura quando Monk veniva stoppato ma in difesa era lo stesso Malik a intercettare un passaggio e a involarsi disturbato per schiacciare.

Il floater di Fultz riportava tutta la partita in discussione ma il colpo risolutivo lo piazzava McDaniels a 1:28 che, servito, alzava la parabola per tre punti fondamentali.

Passi di Clark annotati sul taccuino di Clifford ed entrata di LaMelo a chiudere il conto a :58.2 (121-113).

Chiuderà su generosa alzata di Monk – che avrebbe potuto chiudere da solo – McDaniels in alley-oop per il 123-115.

Per la cronaca Orlando ha avuto 27 punti da Vucevic, 14 da Fultz e 13 a testa da Anthony, Bacon e Ross.

Tra un paio di giorni il rematch.

Tabellino e highlight:

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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