Game 30: Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings 110-102

Intro

Le priorità ai nostri tempi sono divenute molto variegate in un mondo che propone modelli differenti rispetto al passato.

Vero è che il punto di partenza sociale, geografico e culturale finiranno per imbrigliarle e darle sfogo, ma la loro scelta “platonica” e consapevole, quella non dettata da tali condizionamenti, rimane al di sopra di tali problematiche.

Ognuno può naturalmente costruire la propria.

Tra gli elementi che ho considerato direi che la più preziosa è la salute (a parte le ultime due le altre sarebbero spesso interscambiabili come posizione, sempre abbia un senso assegnarliene), più che priorità, base necessaria e condizione indispensabile per poter riuscire a vivere interamente la vita.

Se vi è occorso qualche incidente e non avete potuto dar sfogo alla vostra libertà di muovervi e di sfogarvi fisicamente, saprete che è una limitazione pesante, per non parlare di altre tipologie di malattie…

Al secondo posto metterei la libertà.

Privati di essa, magari in un carcere o semplicemente alienandosi in stancanti lavori giornalieri per molte ore e magari maltrattati o mal pagati, non poter essere liberi è una sfortuna quasi pari a non aver salute se non potete godere del vostro tempo libero.

Amore.

Sul podio, avrebbe potuto esser sopra a tutto, inteso amore per un’altra persona, ma anche nei confronti di un animale, di una squadra, di qualsiasi cosa vi faccia stare bene ivi compreso magari un peluche, anche se credo che se non siete bambini, sarà una breve relazione, un po’ monotematica…

Di certo l’amore è la fiamma della passione che arde e incendia lo spirito dando un senso anche a ciò che di per sé potrebbe non averne. Viviamo di quello.

Amicizia.

Siamo lì, è una variante che tuttavia si incanala prettamente nei rapporti tra persone insieme a fratellanza/sorellanza.

La piacevolezza di condividere le proprie passioni, i propri racconti anche se state dicendo cose insensate come Nonno Simpson o fare esperienze in 4D insieme e avere ricordi condivisi da raccontare a figli e nipoti è cosa buona e giusta anche se quella di quando siete andati in disco e avete rimorchiato una bella Donna ma poi avete scoperto fosse in realtà un uomo pur piacendovi le donne, la eviterei…

Spiritualità.

Pur essendo tutto finto la incarnavano sotto forma di forza di volontà Hulk Hogan e Antonio Inoki. La loro particolare carica spirituale si trasformava in energia inarrestabile per gli avversari. Rimanendo più terra-terra, la spiritualità convenzionale oltre che religiosa può essere laica e trasformarsi in gratuita utilità, un aiuto verso il prossimo, trasformata in altruismo.

Fama.

Il senso di riconoscimento in questa società ci viene dato dagli altri. Anche se tu farai cretinate se vuoi farti notare o farai l’influencer mostrando come su una giacca color senape possa stare bene della vera maionese per sfumare il colore, il principale intento sarà quello di dimostrare che esisti, che ci sei, che sei importante anche se magari non sarai idolatrato come i beniamini sportivi, attori, cantanti, politici, ecc.. Personalmente ritengo che la fama però sia più negativa che positiva perché certe persone dopo averla perduta sono andate in crisi, incapaci di gestirla, abbandonate e dimenticate da tutti. La fama stimola l’ego e la vanità, due cose futili da cui fuggire se è alla ricerca della verità.

Soldi.

OK, lo so… li ho messi all’ultimo posto. Mi alzo la mattina presto per andare a lavorare e pagare le bollette, la macchina e tutto il resto. Il punto è che i soldi sono un mezzo, un intermediario, almeno lo erano, adesso nella nostra era sono diventati il fine per il quale tutto si muove.

Non c’è ambiente che non ne sia contaminato, sono necessari ma diabolicamente possono prendere la mano e se ne può volere sempre di più, all’infinito, anche a chi non basterebbero 30 secondi per legger tutti gli zeri che ha sul conto in banca…

Paolo Villaggio cinicamente ricordava che sono importanti ma la cifra del nostro tempo ha un alto prezzo da pagare in termini di rapporti tra le persone, in termini di libertà, in termini di produzione stessa poiché qualsiasi cosa si voglia fare necessita di soldi e si passa dalle raccolte per finanziare ricerche a soldi che lo Stato promette di erogare per questo o quel problema ma che poi non si trovano, insomma i soldi sono un medium che frenano in realtà lo sviluppo stesso evidentemente anche se poi si potrebbe ricercare la causa ma paradossalmente in una società illimitata il mezzo divenuto fine è un limite.

Il limite di Charlotte è essere in un limbo di classifica e non saper dove andare, un altro limite è quello economico poiché spende di più per avere giocatori non di primo piano che altrimenti non verrebbero in North Carolina.

Per sopperire a questi limiti Borrego deve affidarsi all’altruismo dei suoi e al gioco di squadra con il materiale che ha riuscendo a liberare le caratteristiche istintive dei propri giocatori nei momenti opportuni, fondendoli con il miglioramento di circolazione di palla.

Questo può entrare in conflitto ma può anche esaltare ad esempio il gioco delle drive and kick, degli hand-off, dei blocchi singoli o stagger, dei pick and roll o dei tagli in back-door ivi compresi quelli eventuali per alley-oop.

Nel dubbio, nonostante P.J. rimanga out, auguriamoci di vedere buon gioco e un Graham ritrovato dopo de prestazioni non eccelse.

Analisi

I Kings non vanno veloce.

Prendere il ritmo partita per gli Hornets era essenziale.

Charlotte riusciva a farlo piuttosto bene anche se chiudeva i primi 24 minuti dimostrando un discreto attacco ma essendo fortunata in qualche circostanza per via di qualche tiro aperto di troppo fallito dai Kings.

Zeller e i rientrante Williams provvedevano per gli Hornets a sfruttare rispettivamente pitturato e arco finendo a 10 pt. a testa il primo tempo.

In avvio ripresa il sonno dei Kings si interrompeva, arrivava quindi anche il sorpasso sebbene nel finale di 3° gli Hornets mantenessero un punto di vantaggio (80-79) mostrando però parecchie crepe difensive nel quarto.

Sorpasso di Bogdanovic in avvio di ultima frazione e risposta Hornets che non si faceva attendere.

Monk era sugli scudi in attacco, Graham tra il settimo minuto e il sesto piazzava due bombe portando sul 96-86 la partita.

Quando l’open di MKG dal corner destro si infilava per il 101-88 a 4:44 era fatta.

Rozier e Monk aiutavano a conservare il vantaggio sino al 110-102 finale.

Charlotte ha sfruttato in attacco un brillante gioco di palla e le triple piovute nel finale sono state essenziali per il break, l’arma in più di serata è stata Monk che ha aiutato molto la squadra come il rientrante Marvin Williams.

Nei numeri di squadra spiccano i 51 rimbalzi contro i 33 dei Kings, figli della non consistenza sotto le plance dei lunghi avversari e della doppia torre nuovamente schierata da Borrego a dare solidità alla difesa.

Un attacco bilanciato e cm aiutavano Charlotte a chiudere con 52 punti nel pitturato…

Si vince negli assist 26-23, nelle stoppate (8-5) e al tiro: dal campo è un 48,1% vs 35,0% con un 43,3% da tre punti contro il 35,0% Kings.

16 i TO contro i 10 dei Kings, si battono più del doppio dei liberi dei Kings grazie a un gioco ficcante ma se ne sbagliano troppi (19/27, 70,4% contro il 12/13 per il 92,3% avversario).

Prima della partita viene chiesto un minuto di silenzio per ricordare l’ex presidnte e GM Scheer.

La partita

Starting five

Walton mandava in campo per i Kings un quintetto composto da: Joseph (2 pt.), Hield (14 pt.), H. Barnes (14 pt.), Bjelica (12 pt.), Holmes (11 pt.).

Dalla panchina finivano in doppia cifra: Fox (19 pt.), Bagley III (14 pt.) e Bogdanovic (10 pt.) con Ariza invece a 6 pt. + 6 rimbalzi.

Charlotte schierava: Rozier, Graham, Bridges, Zeller e Biyombo per la seconda volta quest’anno.

1° quarto:

Nonostante una partenza a rilento con Zeller e Biyombo a fallire sue tiri senza toccare il ferro e un ½ di Graham a 1:16 dopo esser stato toccato da dietro in transizione, gli Hornets si portavano sul 5-0 grazie a un passaggio filtrante di Graham per Zeller e un canestro di Biz in reverse.

I Kings partivano tardi nella loro reazione ma Holmes dal pitturato segnava il 5-2.

Rozier in uno contro uno batteva Hield andando ad allungarsi dopo la penetrazione in diagonale.

Barnes da sotto segnava , gli Hornets andavano a vuoto e Holmes dalla lunetta a 7:38riduceva lo scarto al minimo prima che una drive and kick di Fox servisse al passaggio verso l’esterno con scambio per la ricollocazione nell’angolo sinistro della guardia stessa che approfittava dello spazio per l’open 3 del sorpasso (7-9).

A 5:47 l’entrata di Williams valeva il floater perfetto per il pari mentre a 5:17 Martin aggiungendo una tripla dalla diagonale destra realizzava il 12-19.

Charlotte continuava ad alzare il gap grazie a un’entrata di Bridges che con veloce e ampio spin girava il compasso ampiamente lasciando impalato Fox che subiva anche una classica mega dunk a una mano della nostra ala piccola.

Bridges conservava il risultato stoppando Hield con l’ascensore e a 4:19 una bordata di Williams da oltre la linea dei tre punti valeva il 17-9.

Kings oltre la decina di punti con l’alley-oop di Bagley.

Risposta Hornets con penetrazione, spin e appoggio di Martin che prendeva il suo slow time per appoggiare rimbalzando tra due avversari che non lo fermavano con il fallo.

Libero mancato e i Re replicavano da tre grazie a una second chance con Barnes da tre…

Gli Hornets si infiammavano nuovamente con la tripla aperta di Williams raggiunto in angolo sinistro e con de punti da sotto di Monk per il +10 (24-14) ma nel finale i Kings recuperavano qualcosa…

Bagley schiacciava ottenendo un two and one, Graham sulla leggera spinta sulla schiena era sbilanciato a centrocampo da Bogdanovic e a 1:01 in lunetta in bonus replicava con due FT validi ma nel finale Fox splittava per un fallo di MKG e Bogdanovic realizzava da tre il 26-21.

Cody Martin tenta la schiacciata su Hield. Foto: AP.

2° quarto:

Primo canestro del secondo quarto a opera di MKG che non perdeva la testa sul cronometro ingeneroso attaccando e appoggiando di destra al plexiglass, Bagley rispondeva con un tiro frontale rim/glass che finiva dentro poi Bogdanovic commettendo fallo su Zeller lo mandava in lunetta a 10:00 esatti dall’intervallo per un ½.

Cody stoppava Bagley in difesa per andare a finire in schiacciata (bel assist ravvicinato di Monk) dopo aver preso anche il rimbalzo difensivo dopo la second chance a vuoto per i Kings.

Monk in coast to coast approfittava del fuori posizione di Barnes in affiancamento per trovare il corridoio buono per l’appoggio facile.

Un fallo di Bogdanovic a 7:34 e MKG in lunetta riuscendo a centrare i due liberi riportava sul +10 la squadra in maglia bianca (35-25).

Dopo una palla vagante piuttosto combattuta Bagley finiva per essere il terminale a favore dei Kings, Marvin da tre andava a vuoto ma un rimbalzo di Biz e la successiva aggressiva entrata di Cody Martin ripristinavano il vantaggio in doppia cifra.

A 5:47 Martin, in fuga dopo una finta sulla linea di fondo destra, superava in elevazione Hield ma spalmava una dunk too nasty sul ferro e Fox puniva in fast mode

Passaggio intercettato di Marvin, Bjelica spalle a canestro lavorava per il gancetto del 37-31 i area.

Due triple di Graham mancate, fallo di Rozier per fermar il guizzante e veloce Fox che tuttavia in lunetta portava i suoi sul -4.

Partiva un elastico con Zeller a 4:26 in lunetta per un ½, Rozier con finta, spin e mezzo fade-away sicuro dal pitturato e i punti di vantaggio aumentavano a 7 ma un two and one di Holmes a 3:44 ed era 40-36 con i Kings a soli 4 punti…

Williams con un dribble floater, due liberi di Cody, tripla di Fox, Zeller con due punti in appoggio più FT mancato sulla spinta di Holmes e seconda tripla di Fox a 1:32 e si tornava ciclicamente ai 4 punti di distanza dopo questo tourbillon di azioni/emozioni (46-42).

A 1:07 Graham ricevendo un passaggio sulla diagonale destra sparava in ritmo un catch n’shoot da oltre l’arco andando a segno, Barnes mancava il reverse layup ma Holmes correggeva appostato e solitario.

Rozier dalla lunetta splittava e Hield facendo fuoco da tre punti portava le due squadre a un solo possesso di distanza (50-47) ma bastavano una manciata di secondi prima della fine a Graham per realizzare la bomba del 53-47 a :01.9 che chiudeva il quarto sul +6.

Graham riceve istruzioni da Borrego durante una pausa nel primo tempo. (AP Photo/Nell Redmond)

3° quarto:

Si destava Sacramento in avvio di ripresa con l’appoggio di Barnes.

Da una persa di Rozier in dribbling nasceva la possibilità in transizione per Hield stoppata da Graham il quale però ricadeva oltre la linea di fondo.

Rimessa e tripla di Bjelica per il -1…Holmes andava corto per il sorpasso e Zeller spostando in entrata Holmes lo batteva con la solita alzata a una mano.

Barnes a 10:24da sotto segnava nonostante il tocco di Zeller che aggiungendo il libero consentiva all’ala di pareggiare a quota 55.

Charlotte non andava sotto riuscendo a segnare a 10:09 con l’hook compreso di finta rapida di Biyombo ma Bjelica dal corner sinistro con al tripla identificava il buco nella maglia di Charlotte per il sorpasso.

Passaggio verticale di Zeller sugli sviluppi dell’azione offensiva e Miles sotto canestro a destra aveva vita facile per schiacciare a 9:08.

Barnes da tre non funzionava come la put-back dunk di Holmes sul ferro, la partita rimaneva lì e i Kings successivamente si riportavano in parità ma un paio di volte ad esempio a una bella tripla di Rozier in uno contro uno di Rozier rispondeva da oltre l’arco Bjelica.

Zeller in entrata era impreciso ma continuando la corsa tapinava tutti salendo sopra le mani difensive avversarie.

Dopo qualche errore su ambo i fronti un’alzata tagliata di Holmes in area valeva il pari.

Marvin era bravo a evitare il sorpasso stoppando Bjelica e riproponendosi in attacco come scarico inanellava anche la tripla del nuovo vantaggio a 5:04 (67-64).

Bogdanovic andava per i due, Biz da sotto grazie a un corto bound pass di Graham aumentava di due il suo score, tuttavia gli Hornets non riuscendo a fermare nel periodo gli attacchi avversari incassavano anche l’entrata di Fox per il nuovo -1. A 4:11 Biz andava a segno due volte dalla lunetta per il 3° fallo di Bogdanovic ma nuovamente Fox in entrata colpiva.

Fox da dietro, sull’arresto in area di Graham gli saltava sopra la testa.

Gli arbitri chiamavano fallo un po’ tardivamente ma senza i liberi, tuttavia alla fine sull’azione successiva finirà per segnare Monk che provenendo dalla sinistra veleggiava in aria per cambiar mano e oltrepassare Bagley III e il suo tentativo di stoppata con ottimo tocco.

Ariza da tre punti dal corner pareggiava a quota 73 ma Marvin a 7 decimi dallo scadere dei 24 inventava un contatto grazie a un goffo intervento laterale di Ariza.

Tre FT a segno a 2:10 che si univano a quello successivo di Zeller fermato in extremis da un fallo di Ariza (ottima steal di Monk sull’azione).

Malik metteva un altro libero (principio di schiacciata arrestata da Bagley III con il fallo preventivo) e Bogdanovic facendo fuoco da tre provava a tenere in scia i suoi ma un Monk scatenato, in partenza dal binario destro riceveva da Graham uno skip pass saltato e fiondandosi dentro otteneva l’80-76.

Bagley III segnava la seconda bomba stagionale (top of the key) chiudendo il quarto sempre sotto per i Kings ma a -1, facendo da trampolino da lancio per il sorpasso in avvio di ultima frazione.

Un time-out nel secondo tempo riempito dalle Honey Bees lancia magliette e da Super Hugo.

4° quarto:

Bogdanovic ci superava nel principio di quarto, Cody forzando l’entrata avendo capito che c’era poca sostanza lì sotto ci riportava sopra.

Tanti errori e poi l’esplosione di Monk che a 9:45 con lo step back 3 faceva fuori un veterano come Ariza per infilare l’85-81.

Terzo fallo di martin in poco meno di tre minuti, tripla di Ariza dall’angolo Monk per il più tre con il fade-away dal pitturato viola e dato che 3 era il magic number del momento, Monk con confidenza replicava la bomba con Ariza in close-out più stretto.

Big shot per il 90-84…

Il propellente di triple funzionava anche con Graham e il suo missile a lunga gittata per il +9 a 6:47 mentre i Kings riuscivano a interrompere il loro digiuno offensivo con un jumperino di Bagley III.

Red hot chili Graham a 6:05 dalla destra andava ancora forza tre per un fluido catch n’shoot valido per il +10.

Holmes mancava due tiri da sotto lottando con Biyombo e il passava con un canestro per parte, poi su uno scarico di Biyombo nell’angolo sinistro MKG non esitava a prendersi la tripla aperta chiudendo de facto la gara con la bomba del 101-88 (5/6 nel quarto da tre per gli Hornets, 1/5 per i Kings da oltre l’arco).

C’era spazio per due liberi di Monk che finiva a terra un po’ dolorante, poi Fox con due punti, un fallo fischiato a Graham per una possibile steal che si trasformava in jump ball dopo il coach’s challenge chiesto da Borrego.

Palla vinta dai Kings che alla fine andavano in lunetta ma avendo perso preziosi secondi.

A 2:37 su un extra possesso Monk si infilava in area per appoggiare il 105-94.

Le distanze rimanevano alte poiché Rozier su scarico di Graham a 1:15 segnava da tre (108-97) mentre Monk correggendo in schiacciata la tripla mancata da Rozier successiva andava a bersaglio per il 110-99.

Hield anticipando di un nulla la sirena correggeva il punteggio con la tripla sul 110-102.

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

11 pt., 6 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 1 stoppata. In difesa mi piace sui close-out dove va a disturbare spesso anche se non è proprio vicino riuscendo a influenzare qualche tiro contro avversari più lunghi di lui. In attacco sbaglia ancora tanto (4/16) non trovando il passo in entrata o facendosi limitare dalla densità difensiva nel pitturato. Segna un bel tiro dall’area salendo dopo una finta e uno spin mente nel finale con la sua tripla da ulteriore sicurezza per la vittoria. Attivo, prende anche rimbalzi e smista assist. +8 in plus/minus.

Devonte’ Graham: 7

15 pt., 4 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. In versione Rozier in serata fa 4/15 dal campo ma anche lui è decisivo quando conta, più di Scary perché piazzando un paio di triple metà ultimo quarto spinge la squadra verso il mare della tranquillità. Riesce a piazzare anche una stoppata ma la parte più interessante della serata sono gli assist. Parte primariamente con l’intenzione di giocar la palla e che sia il filtrante verticale per Zeller, il pocket pass per Biyombo o l’assist laterale con scarico per Rozier o altri compagni, è apprezzabile l’intento di muover palla. A parte i tre liberi, tutti i suoi canestri sono da tre punti (4/11).

Miles Bridges: 6,5

4 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata, 2 stoppate. Chiude il suo minutaggio a soli 21:19. Forse Borrego lo risparmia per il back to back a Cleveland vedendo che anche Cody Martin, MKG e Malik Monk funzionano in serata. Piuttosto tranquillo in attacco, chiude comunque con un 2/3 dal campo e in difesa va a piantare de buone stoppate, a Hield nel primo quarto dopo essersi appena liberato sull’azione offensiva precedente di Fox con una spin move e andato a chiudere con una schiacciata delle sue. Un po’ in difficoltà nel terzo quarto finisce per perder palla (farsela rubare) sul palleggio in entrata.

Cody Zeller: 7

17 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate. In attacco capisce che sotto le plance i Kings hanno poca “ciccia”. In termini di kg e presenza faticano a contrastarlo e lui forza anche qualche entrata ottenendo punti preziosi. 6/13 FG correggendo qualche errore in entrata personale e un 5/9 dalla lunetta, migliorabile… a un passo dalla doppia doppia mostra però di essere utile alla squadra anche in posizione di ala benché non moderna visto lo 0/2 da fuori. Bel passaggio verticale per la dunk di Bridges.

Bismack Biyombo: 7

10 pt., 12 rimbalzi, 2 assist. Parte con un tentativo assurdo di reverse layup poi ne mette uno controllando il corpo con movimento più lento. Contrasta i tiri e nel finale Bagley III e Holmes sono vittime della sua presenza fisica nel pitturato. Doppia doppia, magari il talento puro scarseggia ma buon tocco con 4/7 dal campo mancando un tiro dalla baseline media e mettendo dentro però un 2/2 ai liberi. 3 TO ma +5 in plus/minus. Tanti tap-out offensivi restituiscono seconde possibilità a Charlotte.

Marvin Williams: 7,5

16 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata, 2 stoppate. Uno degli uomini più in forma del momento. Chiude con 10 pt. il primo tempo come Zeller, massimo di punti per Charlotte. 5/8 dal campo, 3/5 da fuori e anche due stoppate. Nel terzo quarto stoppa Bjelica e va a segnare in attacco da tre a 5:04 sul proseguo dell’azione, nel finale il fade-away di Hield è fermato dal tentacolo in allungo di Marvin. Gran rientro per aiutare su ambo i lati del parquet i compagni, anche con leadership.

Cody Martin: 6,5

7 pt., 6 rimbalzi, 3 assist. ¾ dal campo. Calamita rimbalzi ed è lesto nei piccoli spazi ad afferrare palloni. Aggressivo, si butta dentro dopo la tripla segnata. Due belle incursioni, peccato per l’addizionale mancato e la dunk sparata sul ferro (troppo aggressiva) ma in difesa fa abbastanza bene anche quando riescono a segnare. Corre e riesce anche a fornir qualche assist finendo con un +2 in plus/minus.

Malik Monk: 8,5

23 pt., 10 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 9/12 dal campo. +11 in 26:41… Gran serata per Monk che finisce in doppia doppia sforzandosi anche in difesa dove favorisce con una rubata la transizione di Zeller. Smista assist come quello corto per Biyombo sul termine della penetrazione sotto canestro ma è in attacco che esplode segnando quasi tutto il possibile. Chiude con 2/4 da tre ma indovina il momento giusto per spinger la squadra verso la vittoria con due fulmine che mandano in pezzi la barriera difensiva di Ariza, un veterano… Per il resto attacca bene ed è concreto in entrata, sente di poterlo fare e un po’ l’aria rarefatta dei Kings nel pitturato aiuta anche se viene poi steso nel finale quando atterra su un fianco ma va a segar due liberi dopo essersi rialzato. 14 punti nell’ultimo quarto. Finalmente una notte da suogno direbbe il Crozza/Briatore…

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

7 pt.. Inusuale MKG in versione scorer. Tabellino immacolato in rimbalzi, rubate, assist e stoppate, fa segnare un 2/3 al tiro compresa la bomba finale che scioglie i Kings. +8 in 14:27, buona presenza difensiva e utile presenza in attacco in serata.

Coach James Borrego: 7,5

Doppia torre, ritmo, gioco di squadra e giocatori dalla mentalità difensiva. A parte un terzo quarto steccato completamente, la squadra, Monk compreso, si sforza di difender bene non distraendosi. Alla fine, nonostante qualche TO di troppo, il gioco difensivo con qualche adattamento (pur rischiando qualcosa dai tiratori nel primo tempo, un paio di in & out provvidenziali) e offensivo viene premiato.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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