Game 31: Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 98-100

Intro

Incertezza

Secondo Michel Montaigne l’uomo è un animale che deve accettare e vivere dentro il limite.

Si parla di limiti nella conoscenza ma anche dei limiti dell’esistenza dunque la caratteristica dell’uomo è l’incertezza, la cifra della nostra esperienza.

Nonostante tutte le certezze (alcune poi fasulle) che possiamo avere, la precarietà e il viaggio futuro sono incertezza.

Va da sé che, oltre alla condizione umana, il non esser capaci di predire il futuro come oracoli o sibille né di mandare indovinelli come faceva Joker sul modello oscuro di queste ultime, esiste un lampante vantaggio secondario.

Questo è la bellezza della sorpresa nel “tempo futuro”, specialmente quando in una determinata questione la bilancia non sembrerebbe pender nettamente da una parte.

Charlotte va a Cleveland cercando di ribaltare il fattore campo ed espugnare un parquet che non ha più nell’aria l’odore del talco di LeBron James ma la condizione di partenza dei due team non è troppo dissimile a livello di aspettative, anche se in classifica Charlotte sta andando decisamente meglio, perciò, a pochi minuti dall’inizio della partita, vedremo chi sarà più bravo in serata a usare le proprie doti per vincer questo match.

Analisi

Assurda partita a Cleveland.

Gli Hornets partono male e vanno sotto piuttosto nettamente sin da subito con Cleveland abile a sfruttare il pitturato anche con i suoi piccoli come i floater di Sexton assestati ai fianchi.

Charlotte sembra non averne molta di benzina e va a chiudere il primo tempo sul 41-53, un po’ surclassata a rimbalzo (17-25) concedendo troppo al tiro agli avversari che chiuderanno con il 57,8% il primo tempo nonostante lo 07,7% (1/13) da tre punti.

La gara si fa drammaticamente noiosa quando un parziale di 2-10 allontana Cleveland sul +20 dopo una tripla di Love.

Gli Hornets toccano anche il -24 ma nonostante una difesa non imperforabile pian piano rimontano e tornano sul -12 grazie a una tripla di Rozier a 5 decimi dal suono della terza sirena.

Il piccolo quintetto proposto da Borrego forzava altri TO commessi dai Cavs (tantissimi) che con qualche punto sparso cercavano di portare a casa agevolmente il match e ci riuscirebbero se Rozier non si trasformasse in un finale contro il tempo quasi nel LaVine visto a Charlotte e infilasse in fing and roll in esitazione per poi sparare una tripla da second chance a 1:26 che valeva il -6 (89-96).

Clarkson rispondeva da due ma a 1:01 un big 3 di Rozier dava il -5.

Thompson per fallo di Williams andava in lunetta e il centro non tradiva i suoi.

Rozier a :35.6 ne infilava un’altra per il -4 (95-99) ma Marvin commettendo fallo su Nance Jr. giungeva al capolinea per falli.

Liberi splittati e -5.

A :21.2 Graham consegnava a Rozier il finale di partita e la bomba esplosa dalla diagonale destra oltre Thompson era surreale.

98-100 a :21.2 dalla fine.

Charlotte non commetteva fallo e la pressione di Martin su Sexton costringeva il play alla palla persa.

Ultima occasione per Charlotte che cercava ancora Rozier, bravo a liberarsi e a portarsi sulla top of the key per provare il colpo partita ma il suo tentativo contrastato da Thompson schizzava via sui ferri e non c’era più tempo per il delitto perfetto visto che gli Hornets in partita non avevano mai comandato il match.

Probabilmente la W sarebbe stata troppo visto l’andamento del match con Charlotte svegliatasi troppo tardivamente, un peccato ma probabilmente il calendario denso e il back to back hanno prodotto quel minimo di difficoltà in più che ha finito per giovare ai Cavalieri, i quali non hanno rubato nulla benché avrebbe potuto finire da eroe Rozier che invece ha disputato una controversa partita prima del finale super.

A livello di numeri Charlotte ha fatto meglio di Cleveland nelle steal (12-7) e nei TO nettamente (9-23) finendo per tirare di più ma peggio (37/91 per un 40,7% contro il 40/74 di Cleveland per il 54,1%) ma meglio da tre con il 35,1% contro il 26,9% in particolare grazie a Rozier nel finale.

Pari nelle stoppate (3-3) e negli assist (25-25), ai liberi leggermente meglio Cleveland: 11/18 CHA, 13/17 Cleveland mentre a rimbalzo il predominio della squadra dell’Ohio è stato netto (35-48).

La partita

Starting Five

Rozier, Graham, Bridges, Zeller e Biyombo erano riconfermati da Borrego.

Cleveland con: Garland (7 pt.), Sexton (23 pt.), Osman (18 pt.), Love (16 pt. + 14 rimbalzi), Thompson (14 pt. +13 rimbalzi).

Unico Cavs in doppia cifra dalla panchina: Clarkson con 10 punti.

1° quarto:

Buttava subito male per gli Hornets che subivano due canestri (Osman in appoggio e Love dalla baseline destra) per lo 0-4 iniziale.

A 10:30 Zeller con una finta si faceva spazio dopo aver saltato il marcatore, non trovando traffico verso il canestro per andare a schiacciare segnava il 2-4.

Cleveland ne metteva altri quattro ma Bridges e Graham con 5 punti ( 2 e 3 rispettivamente) portavano sul 7-8 la partita che tuttavia si allontanava con la tripla di Osman e l’appoggio del turco a 8:13 con i locali bravi a segnare dei volte su sette tentativi per il 7-13.

Non cambiava la solfa anche dopo la pausa chiesta da Borrego, Cleveland saliva sul +10 (11-21) grazie a un aggressivo Thompson abile a battere Zeller.

Il tempo passava ma le distanze rimanevano invariate quando Martin trovava Biz pronto per la schiacciata a 4:16, peccato per il libero mancato (15-25).

L’ingresso di Monk dava qualcosa di più in attacco e a 3:38 colpiva praticamente immediatamente andando in entrata ripetendosi da tre punti con un tiro dalla destra che valeva il 21-29.

+8 per i Cavs alla fine del primo periodo.

2° quarto:

Charlotte provava a cambiar passo con Zeller bravo a rallentare con la finta la salita per l’appoggio, attorniato da tre giocatori, poi il fallo sul tocco e gioco da tre punti dopo 15 secondi.

A 9:59 Zeller chiudeva il triangolo dopo un bel passaggio di MKG altro two and one così Charlotte risaliva sul -6 27-33).

Rozier appoggiava in entrata dopo lo spin e la spinte, Rozier appoggiava e andava in lunetta successivamente per altri due FT così Calabroni tornavano al -6 (33-39).

L’incapacità di difendersi mandava i Cavs sul vantaggio in doppia cifra con Osman al vetro su Graham e il layup di Thompson a 3.27

Time-out ma niente cambiava con Sexton che in area segnava il 34-47 (5/5 dal campo con 10 punti).

Charlotte reagiva nel finale e un pass di Martin per Zeller valeva nel finale Williams metteva una tripla ma Sexton con un 7/7 dal campo chiudeva sul 41-53 i primi 24 minuti a il -8.

3° quarto:

Avvio di ripresa disastroso per gli Hornets che “beccavano” subito la tripla da Love e la transizione di Osman più fallo di Graham che non faceva danno visto che il turco mancava il libero ma Sexton, spinto da dietro in area da Bridges trovava invece il two and one. Love da tre punti completava il quadro facendo cifra tonda per il -20 Hornets (43-63) a causa di un parziale di 2-10…

Charlotte cadeva anche sul -22 ma nel finale trovava buoni spunti per attaccare validamente la difesa avversaria con Rozier a 2:32 poi lo stesso numero 3 rimediava a un errore in solitaria in transizione riprendendo la sfera e appoggiando con tutta calma vista la non presenza di avversari in zona.

A 1:43 il running hook di MKG anticipava la sua tripla ai 24 tirando da sinistra per il 61-76 a :57.6.

Si arrivava al finale con Cleveland a spender un fallo a una manciata di secondi dalla terza luce rossa ma a cinque decimi dalla sirena in uno contro uno Rozier alzava la parabola oltre il difensore e recapitare la tripla annullando tutto il vantaggio preso dai Cavs nel quarto.

Da -12 di partenza si tornava a -12 ma con una dozzina di minuti in meno.

4° quarto:

Beffarda partenza di Charlotte che rubando un pallone spalmava sul ferro la possibilità di accorciare a -10 con Rozier e sull’altro fronte Porter Jr. da tre puniva subito la supponenza della nostra guardia per il 64-79.

Bacon in lunetta splittava a 11:21, Charlotte otteneva il rimbalzo e cinque secondi più tardi ancora dalla lunetta era solo uno su due…

Bacon con discreta iniziativa e spin in area depistava il difensore per alzare un tiro aiutato dall’anello (68-79).

Charlotte però sembrava non poter mai rientrare in partita quando Love da tre punti dall’angolo sinistro ci rispediva sul -14 (68-82) e Thompson in alley-oop aggravava la situazione e Charlotte sembrava impotentemene destinata a terminar la sfida tra i 10 e i 20 punti di scarto.

A 6:55 però prime avvisaglie di Rozier, quello vero e concreto da tre punti: prima bomba…a 6:28 Graham ne aggiungeva un’altra spingendo Charlotte sul -10 (74-84).

Per un fallo nell’angolo destro (tocco sul polso di Osman sul close-out) il turco in lunetta adava ma realizzava solo uno dei tre liberi assegnati tuttavia non si riusciva a riavvicinarsi e il lampo in steal di Rozier con servizio e appoggio di Martin in transizione per il two and one a 4:58 fruttava solo il 77-87.

Clarkson per il +12 era rintuzzato da Rozier con due liberi a 4:13.

Scoop al vetro di Zeller a 3:44, risposta di Sexton ed eternamente la gara girava intorno alla soglia dei 10 punti di differenza.

Thompson in gancio su un Cody che non riusciva a contenerlo faceva il +12 Cavs ma sull’altro fronte un bel gioco di passaggi liberava Williams sicuro arciere dalla sinistra per i tre punti dell’84-93.

Rozier con l’esitazione in transizione si liberava dell’ultimo difensore per depositare il fing and roll cominciado a metter paura a Cleveland che segnava con Sexton il FT line jumper (86-95).

Da una second chance era ancora l’ex Boston a trovare il dardo avvelenato ma dal bordo sinistro dell’area Clarkson si dimostrava professional scorer battendo al tiro un ostinato Martin.

-8 fino a 1:01 quando Rozier senza perder tempo mandava a bersaglio un’altra fiondata da oltre l’arco per il 92-97 e il -5.

:40.9, fallo di Williams su Thompson e 2/2, -7…

Rozier, open 3 a :35.6 clamoroso (95-99), -4…

:31.4, Nance Jr. subiva fallo splittando in lunetta mentre Williams era cacciato per il sesto fallo. (95-100).

:21.2, Graham consegnava palla a Rozier che spostandosi dal centro sulla diagonale destra calava la tripla da vicino alla linea laterale di bordo campo superando Thompson con un surreale tiro facendo il 98-100.

Pressione Hornets sulla rimessa e Sexton toccava palla in out sulla pressione di Martin.

:16.2 da giocare e possesso Hornets.

Graham cercava Rozier che si liberava bene sulla top of the key ma il suo avvitamento con tiro da tre contrastato da Thompson era di poco impreciso, la palla rimbalzava sui ferri ed evitava a Cleveland di esser vittima del delitto perfetto.

Un peccato per Charlotte che tuttavia ha sofferto il claendario e un approcio non ideale, forse sarebbe stato troppo ma se avesse vinto, come Cleveland, non avrebbe rubato nulla sotto la spinta di un Rozier che speriamo di rivedere cos’ in forma nella prossima contro Utah.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

35 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 4 rubate. 12/27 dal campo. 7/15 da tre e -2 in +/-. Brutta partita inizialmente spesso fatta di tocchi completamente fuori misura in entrata, di errori in appoggio o schiacciata e di avversari che lo battono troppo facilmente. Nel finale esplode con triple in serie ma sulla sirena, nonostante si fosse liberato bene, mancava quella più importante del sorpasso dopo aver messo surreali triple.

Devonte’ Graham: 5,5

9 pt., 1 rimbalzo, 9 assist, 2 rubate, 1 stoppata. -10. 3/16 dal campo, 2/9 da tre. Il voto lo fanno le percentuali, ultimamente sbaglia troppo… A un punto dai 10, a un assist dalla doppia doppia se fosse stato sui suoi standard. Un po’ in involuzione c’è bisogno ritrovi la sua mano migliori per il tiro.

Miles Bridges: 5

6 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 3/7 dal campo, -21 in +/-. Brutta partita dal mio punto di vista, non convince in difesa e nel secondo tempo spara una tripla open sul ferro.

Cody Zeller: 6

15 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 6/10 al tiro, -1. Fatica parecchio a contenere Thompson all’inizio, nel finale piazza anche una steal su di lui. Quasi in doppia doppia mette un paio di two and one intelligenti.

Bismack Biyombo: 5

4 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 0/3 ai liberi, -26. Sovrastato nell’occasione, tradisce le attese. Avesse segnato quei tre liberi… Decisamente sofferente non è il Biz delle ultime uscite a parte qualche rimbalzo. Prende poco l’iniziativa in attacco e nel nostro pitturato gli avversari ne approfittano quando manca raddoppi o di energia.

Malik Monk: 6

5 pt., 2 rimbalzi in 11:52. +2 con 2/4 al tiro. Buona la partenza, esce per una contusione al fianco e non rientra. Speriamo sia presente per quella contro i mormoni.

Marvin Williams: 6

10 pt., 4 rimbalzi, 4 assist. 4/10 dal campo, +14. Fouled out nel finale. Si spende e porta qualche punto, peccato quel fischio nel finale nei suoi confronti, un fallo che non c’era probabilmente… Una tripla nel finale che contribuisce alla rimonta. Alla doppia cifra arriva ed è un discreto contributo dalla panchina nel finale anche se deve arrestare gli avversari con un paio di fall che lo portano fuori dal match negli ultimi secondi privandoci di una buona fonte per una possibile tripla da scarico.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 2/4 dal campo, +5 in 12:42. Discreto nella sua performance su ambo i lati del parquet.

Cody Martin: 6,5

5 pt., 2 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. 2/6 dal campo, +19. Grande pressione sulla palla e nel finale a fa perdere anche a Sexton. Buon stealer, bravo passatore se vuole, con lui in campo, nonostante ci siano momenti di difficoltà e non riesca a fermare Clarkson e il suo tiro a bordo pitturato nell’ultimo quarto è bravo a prender posizione e a esser aggressivo senza eccedere, scadere sempre nel fallo. Riesce anche talvolta come caratteristica a prender sfondamenti. Martin non ha un super tiro, esagera nel prenderseli in situazioni non consigliabili per questo rimane un giocatore prettamente difensivo anche se il suo atletismo in difesa si può trasformare in attacco con triple da scarico e dunk micidiali se ne ha la possibilità. Guadagna un two and one appoggiando sul contatto in transizione sull’assist di Rozier.

Dwayne Bacon: 6

4 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 1/3 dal campo, 2/4 in lunetta, +10. Due volte in lunetta nell’ultimo quarto fa 2/4 poi si inventa un bel spin per andare a canestro ma nei minuti successivi cerca di far muro contro le incursioni avversarie, Borrego decide che non è più il suo tempo e si siede in pamnca nel finale di match.

Coach James Borrego: 6

Squadra assente all’inizio, fatica, accumula punti, sembra non rientrare mai anche quando l’attacco a fiammate funziona ma nel primo tempo i tempi della copertura del pitturato non sono buoni e contrastate i tiri di Sexton sembra un optional mentre Thompson è difficile da fermare. Il risveglio tardivo nell’ultima parte di partita porta soprattutto la firma di un Rozier in versione eroe e un piccolo quintetto che forza ai TO gli avversari portati a commetterne. A Rozier manca il tiro finale per diventare super e superare i Cavs. Charlotte av K.O. su un campo abbordabile ma il calendario non era dalla nostra, con un giorno di riposo in più probabilmente avremmo vinto di qualche punto ma questa è la NBA ed è difficile. Alla prossima contro Utah sperando la squadra sia più fresca e regali l’ultima gioia casalinga prima di Natale, partita da non steccare assolutamente…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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