Game 31 – Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 124-121

Intro

Mentre è stata fatta uscire la seconda parte del calendario NBA, uno degli eventi più interessanti non cestistici del periodo è senza dubbio l’atterraggio sul desertico pianeta rosso da parte di Perseverance.

La ricerca della vita su Marte da parte del mezzo della NASA in cerca di un possibile passato simile al nostro vuol cercar di aprire nuovi scenari.

Una simpatica spiegazione della missione da link4universe:

Gli Hornets approderanno sul pianeta Suns essendosi visti privare della poca atmosfera perimetrale, spazzata via dalle bombe dei Jazz.

In maniera minore Charlotte dovrà curarsi oltre che di Booker, anche selle percentuali dei Soli che hanno chiuso contro Portland con il 48,5% (16/33).

Charlotte cerca vita in Arizona dopo la sconfitta nello Utah: per mantenersi in zona playoffs servirà perseveranza, bravura e gravità ed atmosfera più pesante che consenta d’evitare lunghe gittate eruttive solari come avvenuto a Utah a inizio ultimo quarto con il fenomeno parossistico di triple subite.

Cerchiamo l’impossibile, ovvero di sovvertire la perfetta legge fisica che ci da per perdenti:

Nel momento in cui scrivo Hayward è in dubbio per una contusione alla mano occorsa nell’ultima partita ma sicuramente per aver chance di vittoria necessiteremo anche di lui in attacco.

Analisi

Nel deserto dell’Arizona si spande senza barriere il potente urlo primordiale dei Calabroni.

In una partita giocata a larghi tratti 5 vs 8, con una terna ridicola nel prender decisioni “controverse” su fatti importanti (puntualmente contiamo almeno tre decisioni invertite pesanti e una dubbia) si arriva a un finale convulso che Ball, dopo aver contribuito pesantemente alla vittoria, rischia di rovinare per generosità e ingenuità ma sul buzzer beater di Booker la palla rimane lontana dall’essere una minaccia e Charlotte guadagna la risicata ma importantissima vittoria su un campo caldo contro un team che vive sulla costruzione di Paul, sul talento di Booker e su poco altro, tiratori e un discreto Ayton.

Gli Hornets però si avvantaggiano nel confronto tra panchine e dimostrano la personalità giusta per vincere in un finale incandescente anche senza Zeller rimasto contuso.

Per ciò che riguarda le statistiche, Phoenix è leggermente superiore quasi in tutto: 48,9% vs 50,6% in FG%, 36,1% vs 36,8% in 3FG%, 48-50 a rimbalzo, 24-26 negli assist, 8-9 nelle rubate, 5-6 nelle stoppate ma anche nei TO ne colleziona uno in più: 13-14.

Charlotte porta a casa un fattore decisivo però, il libero: 25/27 (92,6%) contro il 70,4% avversario, inoltre il 54-34 dalla panchina fa la differenza in maniera pesante per variare e rendere imprevedibile il gioco, inoltre essere riusciti a gravare di falli Booker ha portato a un sicuro vantaggio per un maggior numero di minuti in partita dato che l’asso è stato richiamato in panchina per tenerlo a disposizione nel finale.

Phoenix ha chiuso con un Booker da 33 pt., Paul con 20 pt. e 10 assist, Ayton con 16 pt. e 10 rimbalzi, Cameron Johnson con 14 e la coppia Crowder/Mikal Bridges con 12 pt. a testa.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Classica palla a due persa con vantaggio Phoenix dopo 14 secondi: l’ex Frank Kaminsky era leggermente toccato sotto da P.J. Washington e otteneva due FT realizzando solamente il secondo.

Passavano altri 11 secondi e le parti si invertivano su un pick and roll Ball/P.J. Fallo del Tank e two and one di Washington.

Ball intercettava un passaggio sulla destra e lanciando Rozier consentiva al compagno due punti facili recuperati da Booker nel pitturato (5-3).

Un fade-away di Hayward dalla zona arancio andava oltre Frank per infilarsi dopo aver toccato il ferro ma Mikal Bridges da tre accorciava sul -1.

Terry teneva botta con l’appoggio in allungo sul quale ricavava il fallo di Booker: 2 FT a bersaglio e 9-6.

Veloce aggancio e fing and roll di Mikal Bridges che faceva da trampolino per il sorpasso di Booker arrivato facilmente al ferro schermato (9-10).

Bridges, quello di Phoenix, sparava sul close-out al vetro ottenendo il +4 per i suoi m a 8:30 una caparbia azione di Hayward otteneva due punti più il fallo di CP3 per il 12-13.

Anche il Tank si univa ai tiratori di Phoenix segnando da fuori ma ecco spuntare Ball sul lato opposto: baseline drive dalla destra e passaggio sotto: palla ceduta a Zeller che non sbagliava da vicino.

Un’entrata di Rozier trovava ancora come terminale Cody che aggiungeva altri due punti pareggiando a quota 16.

L’attacco di Charlotte però si bloccava: Rozier cominciava a far fatica mentre Booker e i Suns non sbagliavano un colpo iniziando con due punti di Ayton da sotto che recuperava un’imprecisione del Tank.

Quando Booker realizzava dal pitturato il 16-22 Charlotte andava in time-out ma lo stesso Booker in reverse estendeva il parziale sull’8-0…

Il parziale era rotto da Hayward ma Booker poco dopo andava a colpir anche da tre punti per il 18-27.

Gancio di Bridges dalla zona arancio oltre Booker per il -7 e drive di Monk per il -5 ma Booker metteva dentro 5 punti consecutivi e un passaggio dietro la schiena in drive per due facili di Ayton trascinando i bianchi sul +12 ma McDaniels si faceva notare con due FT, tuttavia c’era spazio per Crowder e la tripla che issava i Suns sul +13…

Uno 0/5 da fuori contro il 6/7 Suns stava decidendo una partita che pareva prendere una piega irreversibile ma la panchina dei Suns non si mostrava all’altezza: Monk mancava la tripla ma McDaniels aveva gloria con una put-back dunk a due mani più fallo di Saric per il 27-37.

Charlotte si difendeva: stoppata di McDaniels su Booker e tocco di Monk da dietro sulla successiva transizione di Johnson con palla a perdersi oltre il fondo.

Tripla di un vivace McDaniels su geniale apertura di Ball raddoppiato e ancora il nostro rookie a :27.7 era fermato solo con il fallo dopo aver rotto il raddoppio in palleggio.

Bonus e due FT a bersaglio per 2/2 che ci riportava sul -3 dopo un 10-0 run.

Saric a :06.3 rompeva il parziale splittando due FT e non era rilevata una spinta di Moore sulla tripla di Ball in sirena così il quarto finiva 34-38.

Monk al tiro. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte guadagnava subito due falli di Phoenix ma era colpita da un turnaround di Saric in post destro.

Il rientro di CP3 e la confusione generata in attacco producevano brutti scambi e transizioni: P.J. mancava la tripla su CP3 che al contrario infilava sulla nostra ala grande.

L’/10 di CHA contro il 7/8 avversario era eloquente…

P.J. guadagnava due FT con fallo di Saric portando i nostri liberi sull’11/11.

Una continuazione di Saric sulla transizione a 9:46 allontanava Phoenix sul 38-46 ma Paul colpendo da fuori oltre Zeller mandava i Soli a splender sul vantaggio in doppia cifra.

Hayward non ci stava colpendo alla sua maniera (40-49) tuttavia i Soli guadagnavano dalle nostre perse come a 7:51 quando Mikal Bridges e Johnson (successivamente) mettevano dentro i punti del 40-55 in transizione.

I Suns parevano infallibili con un 7/7 ma dopo aver raggiunto anche il +17 (40-57) cominciavano a sbagliare costantemente così saliva in cattedra Monk che aveva faticato sino a quel momento: un fallo su di lui a 5:46 lo portava a due realizzazioni dalla lunetta poi ancora lui a 5:02 con l’open 3 in transizione accorciava sul 47-57.

Il gap scendeva ancora grazie a Monk: jumper dalla media e con la granata rilasciata da oltre l’arco a 4:07 per il 52-61.

Dopo un fade-away di Payne su Rozier, Bridges trovava Malik sulla linea di fondo con un passaggio verticale schiacciato: il back-door portava Monk alla dunk quindi il nostro numero uno rimanendo attivo si faceva vedere sulla destra per colpire con rapido catch n’shoot da tre e portare sul -6 i Calabroni a 3:12 dalla sirena.

Altri due FT realizzati dal Monaco prima che Crowder ritrovasse la via del canestro grazie a un assist lungo linea di Devin.

Gli Hornets arrivavano al concitato finale con un poco atletico Biz stoppato da Crowder ma sull’altro fronte la replica immediata del congolese in stoppata su Johnson portava a una transizione che Rozier sfruttava al massimo colpendo da tre a poco più di 19 secondi per l’incredibile rientro sul -1 con il quale si andava a riposo.

66-67 con 20 punti di Monk, trascinatore di quarto.

3° quarto:

La partenza degli Hornets nella ripresa era decisa: passaggio sotto per Hayward che batteva facilmente un Booker gravato da tre falli, a 11:28 great dish in corsa di Ball per Zeller e tripla di P.J. dal corner destro per il 73-67.

I Suns tornavano lentamente: air-ball 3 del Tank che tuttavia poco più tardi realizzava due punti così come Booker che in runner e fuori equilibrio si avvitava per coordinarsi e realizzare il 73-71.

Un fallo del Tank non visto su Rozier (Scary calcava ma il tocco sul volto era evidente) portava alla transizione che Johnson sfruttava con la tripla del sorpasso, inoltre arrivava anche la beffa con il tecnico per Terry che CP3 trasformava per il 73-75.

Charlotte recuperava con un bound pass di Ball per il solito Zeller bravo a far bella figura sui perfetti assist lui riservati.

CP3 dalla media non aveva paura del lungo tanto più che Zeller non costituiva muro invalicabile ma il nuovo equilibrio era garantito dallo stesso Zeller che attaccando Kaminsky metteva dentro.

Johnson mancava la tripla, Ball al contrario ne realizzava due consecutive portando sul +6 i Calabroni prima che Johnson in lunetta accorciasse di due.

Sull’altro fronte LaMelo inventava, Biz sbagliava ma Ball recuperava e segnava da sotto ottenendo anche l’and one che non falliva.

Charlotte tentava di scappare: triangolazione Biz/Bridges con dunk ma anche con Paul in panca, dopo il 90-83 di Hayward i Suns trovavano la maniera per recuperare 4 punti prima che Bridges calasse la tripla del nuovo +6.

Ball creava vantaggio in attacco sfuggendo a Payne mentre Biz travolto sotto canestro recuperava e realizzava due liberi.

Tutto sembrava andare per il verso giusto anche quando Monk con la dunk e l’urlo primordiale successivo arrivava al 99-87 a 1:56 ma gli arbitri non gradivano e arrivava un tecnico trasformato da CP3.

La tripla di Crowder su McDaniels chiudeva il quarto sul 97-91.

L. Ball da tre sotto gli occhi di C. Paul e D. Booker (in panchina). Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

P.J. partiva bene anche nell’ultimo quarto con due punti ma CP3 faceva meglio a 10:54 con tre e Booker in lunetta a 10:31 accorciava di uno facendo notizia per il suo errore dopo 26 FT consecutivi realizzati.

Hayward in traffico rallentava e appoggiava, Monk passava CP£ in crossover dalla linea di fondo destra e riaffondava la jam (103-95) prima che Crowder andasse dentro con finta in diagonale libero d’appoggiare.

Una dunk di un sovraccarico Booker portava a un battibecco con il visibile Graham in panchina.

L’asso dei Suns continuava davanti alla terna che non poteva esimersi dal comminare la sanzione che Rozier “portava a casa” concretizzando il libero.

Monk da tre pareva aprir la pista per un finale tranquillo (107-99) ma di lì a poco Zeller usciva per una contusione ed entrava Biz che recuperava un rimbalzo tra i due tiri mancati da Hayward.

Booker mancava una tripla fuori ritmo, un po’ segnato ancora dal tecnico e Ball dalla diagonale destra realizzava da tre oltre Ayton il +11.

Purtroppo i Suns mettevano troppi punti di fila con il two and one di Paul a 5:51 ma anche con la tripla di Johnson per il 110-106.

Uno scatto d’ira (per un fallo nel tentativo di recuperar palla) era perdonato a Rozier (davvero uno dei pochi episodi sui quali i Suns potrebbero recriminare) che purtroppo vedeva cedere a destra Bridges, incredibile difesa su Paul che in fade-away dal palleggio riusciva a segnare nonostante tutto.

Il pari arrivava quando una palla persa da un Rozier poco lesto e coordinato in entrata dava ai Suns la possibilità in transizione: Booker in schiacciata finalizzava portando in parità la gara.

Bridges provava ad ammazzare la partita con 5 punti consecutivi: alley-oop (offerto da Ball) e tripla no fear a 2:59 dalla diagonale destra per il 115-110.

Un vantaggio che pareva esser decisivo in quanto due errori sullo stesso possesso di Paul erano inusuali.

Ball passava Ayton in crossover e andava ad appendersi in schiacciata ma Booker trovava un two and one con un fallo dato a Biyombo (2:05, 117-113).

LaMelo andava dentro in diagonale tallonato dal difensore ma l’appoggio di destro era servito con eleganza in guanti bianchi: 119-113.

Quick jump in recupero di Biz sull’alzata nel pitturato di Booker e stoppata clamorosa quindi ecco il quinto fallo di Devin sulla penetrazione di Balla 1:08.

Il nostro rookie però gestiva male la palla nel finale buttandola via sulla linea di fondo forzando il passaggio in crossover su Johnson.

Rozier e Bridges flottavano sul pick and roll per Booker che sparando da tre disturbato andava nuovamente a vuoto così Paul commetteva fallo immediatamente su Biz.

½ a :48.3, +7 che si accorciava a +5 con il torello Paul in entrata a spinger via Rozier.

Fallo su Bridges che quest’anno è una garanzia dalla lunetta ed eccolo il nuovo +7.

Partita chiusa per chiunque ma gli Hornets su una rimessa prendevano la tripla di Booker, review con il challenge voluto da Borrego poiché a Hayward era imputato anche il fallo in chiusura ma la terna confermava: azione da 4 punti per Booker nonostante la gomitata presa da Gordon in faccia a mio parere onestamente nel suo cilindro (dopo una spinta iniziale sulla rimessa non certamente sul tiro).

:32.4 da giocare, i Suns non ricorrevano al fallo, Bridges ai 24 tirava da tre ma la palla rimbalzava fuori e in tuffo Ball colpiva l’altro Bridges che in lunetta ci graziava una volta a :06.9.

Passava poco più di un secondo e si andava dall’altra parte dove Hayward glacialmente infilava i liberi del 124-120.

Partita finita? Nemmeno per sogno.

Il fallo ingenuo di Ball a metà campo su CP3.

Dentro il primo, errore sul secondo, tocco Hayward/Saric, terna a rivedere al video che “stranamente” propendeva per l’ultimo tocco di Gordon dando la chance OT ai Suns ma sulla rimessa Booker tirava corto da tre oltre Hayward e gli Hornets vincevano una strasudata, maledetta e tiratissima sfida.

LaMelo Ball: 7,5

20 pt. (7/11), 4 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate, -5 in +/-. 3 TO. Decisivo. Parte subito bene intuendo un passaggio laterale CP3 – Booker ma non brilla enormemente in fase realizzativa. Sfavilla negli assist con un no look pass in corsa ma nel secondo tempo, quando CP3 gli concede spazio, dopo aver tirato malamente da fuori ci riprova due volte realizzando 6 punti che ci staccano dagli avversari. Una anche nel finale dove fa vedere che può vincer la partita: crossover su Ayton e dunk appesa, altra entrata da sinistra a destra con appoggio oltre il rognoso difensore. Da 8 ma mezzo voto in meno per il finale: tuffo troppo generoso su Mikal Bridges e fallo per i liberi Suns. Non impara andando a incrociare CP3 a metà campo sul +4 a meno di tre secondi dalla fine dando la possibilità ai Soli del pari ma per fortuna la sua stella non si offusca e gli Hornets vincono anche grazie a una personalità che sta diventando sempre più intensa del loro astro nascente.

Terry Rozier: 5,5

10 pt. (3/11), 6 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, -1 in +/-. 6 TO. Serata tragica al tiro per Rozier che cercando di puntare l’area spesso va nella tana del lupo. Chiuso, perde tempo, ritmo e palloni. Alla fine saranno ben sei e qualcuno costa dei TO pesanti. Si fa perdonare parzialmente a rimbalzo, negli assist ma dopo un primo tecnico preso ingiustamente, (la manata di Frank Kaminsky sul volto c’è anche se lui si getta a terra dopo il tiro accennando molto), su un tuffo per recuperar palla contro Johnson ha uno scatto d’ira, non visto o perdonato dalla terna. Pazienza per la serata, arriva comunque in doppia cifra grazie a un 3/3 dalla lunetta. Alla prossima in versione Terry Spectrum Center speriamo.

Gordon Hayward: 7,5

20 pt. (7/17), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -1 in +/-. 1 TO. Era impensabile vincere senza di lui e, infatti, glacialmente realizza i liberi della vittoria perfezionando l’ottima difesa sull’ultimo tiro di Booker. Per il resto il solito repertorio, entrate, anche in traffico come quella rallentata con appoggio di destra oppure jumper che mortificano il marcatore. Un appunto devo farglielo però: insiste troppo sul tiro da tre in un finale che l’avrebbe potuto far salire oltre i 20 punti se anziché tentar troppo da fuori andando spesso corto, avesse preso un tiro dal suo range come lui sa fare. 0/5 da 3 pt. e 6/7 ai liberi.

P.J. Washington: 5,5

10 pt. (4/8), 1 rimbalzo, -11 in +/-. 1 TO. Gioca 24:01. Confusionario nonostante a livello realizzativo arrivi al 50,0%, tuttavia si perde in attacco favorendo transizioni o rimanendo poco rapido in certi frangenti, non è un caso che il plus/minus sia di -11, soprattutto a causa di un secondo quarto sciagurato. Dopo il two and one iniziale si riprende a inizio degli ultimi due quarti realizzando rispettivamente da tre e da due ma la partita rimane abbastanza scarna.

Cody Zeller: 6,5

10 pt. (5/9), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate, -4 in +/-. Alcune buone difese come quando tocca più volte una palla a terra nel finale garantendola ai nostri prima della sua uscita nel finale. E’ il terminale perfetto sugli scarichi di Ball grazie ai quali arriva in doppia cifra senza fatica. Speriamo si riprenda dalla caduta che gli ha provocato la contusione per la quale è rimasto out nel finale.

Miles Bridges: 7,5

14 pt. (5/7), 6 rimbalzi, 1 assist, +10 in +/-. Tante buone cose. La solita difesa ma Paul nel finale riesce a batterla con un tiro impossibile. La cosa più importante la fa nel finale quando realizza 5 pt. consecutivi: dall’alley-oop alla tripla senza paura ci spinge al nuovo vantaggio dopo aver visto i Suns rientrare dalla doppia cifra di svantaggio ma anche sui due liberi successivi dimostra tranquillità in un momento potenzialmente decisivo. Restituisce fiducia e inerzia. Potrebbe fare la pubblicità per una marca di batterie per l’energia che porta. Un più che discreto fattore.

Malik Monk: 8

29 pt. (10/21), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, +15 in +/-. Gioca 28:11 e realizza 29 punti dopo un inizio in sordina. 20 li mette nel secondo quarto quando non lo fermano nemmeno con la camicia di forza ma anche nel secondo tempo mette un paio di tiri importanti sebbene cali. Eppure è lui che ci riporta in partita nel secondo quarto quando la squadra si era smarrita giocando un basket farraginoso e fragile. Il suo tiro da il via per il recupero e poi i compagni completano. Lo vediamo anche andare in close-out e fornire qualche assist. Il suo grido dopo le schiacciate (un tecnico preso sulla prima mentre sulla seconda è un crossover meraviglioso a passare CP3) è la dimostrazione che ha voglia di vincere e il suo 5/10 dall’arco lo aiuta.

Bismack Biyombo: 7

3 pt. (0/2), 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate, +11 in +/-. 2 TO. Posizioni difensive non sempre eccelse per fermare il centro avversario sotto ma da diversi importanti stop agli avversari riuscendo a fermare Booker in stoppata all’ultimo nel finale. Bravo a mettere 3 dei 4 liberi a lui affidati e a rimbalzi importanti. Sostituisce Zeller nel finale e non lo fa rimpiangere, anzi, nonostante in attacco dia qualcosa in meno del compagno, in difesa da di più.

Jalen McDaniels: 7

8 pt. (2/2), 4 rimbalzi, 1 stoppata +2 in +/-. Gioca 15:17 e dall’ingresso è subito importante con due liberi a segno. Mette anche una tripla e un two and one schiacciando su Saric. Si affievolisce un po’ poco nel resto del match nei ritagli concessi ma è un fattore inaspettato in serata.

Cody Martin: s.v.

0 pt. (0/0), -1 in +/-. 21 secondi di tenuta difensiva in campo. Comparsata.

Coach James Borrego: 7

Bravo a cavalcare i cavalli vincenti. Trova un piano partita interessante attaccando Phoenix nel pitturato oltre tentare il suo classico gioco composto da molto tiro da tre punti. Ottima intuizione quella di eclissare per un poco Biz nel finale per evitare commettessero falli su di lui. Non sveniamo con le triple avversarie e gli aiuti del lungo su Booker ci sono. Booker è anche gravato di falli e senza di lui i Suns si disperdono molto. Poco da dire, bravo. Peccato che il challenge chiamato da lui per il contatto Booker/Hayward sia visto dagli arbitri in maniera unidirezionale a vantaggio dei locali…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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