Game 32: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 103-119


Intro

Per una volta salterò l’introduzione, un po’ troppo affaccendato tra lavoro e commissioni, io e le mie altre 12 personalità (detto scherzosamente) che purtroppo non si materializzano dandomi una mano fisicamente, cercheremo di tornare a differenziare un po’ i pezzi con le intro dalla prossima a Brooklyn.

Nel frattempo, nonostante il risultato, dopo 32 partite gli Hornets se la giocano ancora (16-16), allora, buon Natale a tutti i fan Hornets ma non solo.

La partita in breve

Hornets che non pensano di rovinare la festa natalizia casalinga ai Celtics giocando un secondo quarto con una difesa labile che determinerà la gara e un secondo tempo inutile.

I Celtics si avvantaggeranno anche un pochino da un arbitraggio casalingo che produrrà molti FT, 4 a segno erano quelli di Hayward a fine primo quart per chiudere sul 25-29 i primi 12 minuti.

Boston allungava con altri tre liberi sino al +8 in avvio secondo quarto e poi con un gioco di passaggi tramortiva la difesa di Charlotte che nella seconda parte del quarto mollava gli ormeggi finendo sotto 47-68 all’intervallo.

Secondo tempo da garbage time con notizie dalla radiolina sul derby della Florida purtroppo vinto dagli Heat (contro i Magic ovviamente) che ora ci appaiano i vetta alla Division anche se fortunatamente siamo in vantaggio negli scontri diretti ma preoccupa il 2-9 in trasferta nelle ultime 11 partite.

Hornets con il 43,2% al tiro contro il 50% avversario, 37 i rimbalzi contro i 47 del team di Stevens che sarà superiore su quasi tutta la linea eccetto i TO 9-14…

Tra i Celtics 25 i punti di Irving e 17 quelli di Tatum accompagnati sul podio dei top scorer in verde da Marcus Morris con 12 punti.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Partenza strong per i padroni di casa che andavano a bersaglio 4 volte su 4 iniziando da due ttiri dalla media di Irving, passando perun arcobaleno di Tatum e chiudendo con una tripla di Irving che dava lo 0-9 sul tabellone perché Charlotte mancava i primi 5 tiri prima di metter dentro con Walker in volo in sandwitch tra due difensori.

Le mani rapide di Walker lo portavano a una transizione e sottomano da steal per il 4-9, infine Lamb dalla FT line metteva dentro il jumper del controparziale da 6-0 ma due triple dei Celtics (Irving e Tatum), inframezzate da una degli Hornets (Batum dal corner destro dalla drive and kick da lungo linea di Walker), portavano la gara sul 9-15 e Borrego viste saltate le coperture un paio di volte decideva per un time-out a 7:22.

Lamb accorciava con il jumper frontale dalla top of the key ma Hayward sorprendeva in corsa gli Hornets sulla rimessa Celtics (11-18).

Walker era caldo: prima in palleggio da oltre la linea da tre punti partiva rompendo il raddoppio in palleggio basso per poi arrestarsi sotto mandando a vuoto il difensore prima di allungarsi in appoggio, inoltre colpiva da tre punti agevolando poi i due punti di Batum che girando sul piede perno tagliava fuori uno Smart troppo aggressivo autoeliminatosi dalla difesa tra il francese e il canestro (18-18).

Irving dal corner sinistro da fermo riusciva a battere MKG che gli stava davanti attaccato, tre punti spettacolari che infiammavano ulteriormente il duello tra PG il quale continuava con il layup di Irving dopo aver sfruttato un paio di blocchi in area.

Cinque punti per Irving ai quali rispondeva Walker con altrettanti (tripla con finta da fermo e transizione per il pari a 2:54 servito da Lamb) per riportare in parità a quota 23 la gara anche grazie al quarto TO di Boston.

I Leprechaun tornavano avanti con i tiri liberi di Irving e anche se momentaneamente MKG pareggiava grazie al goaltending di Theis, 4 FT di Hayward chiudevano il quarto sul 25-29.

2° quarto:

Un fade-away in area di Rozier oltre Willy apriva il quarto che vedeva ancora i Celtics avvantaggiarsi a gioco fermo poiché Rozier sulla transizione calma era toccato sul tiro da Bridges.

Il 3/3 mandava a -8 i Calabroni che con un 1/2 ai liberi contro l’11/12 avversario arrivavano anche alla doppia cifra di gap ma questa volta per colpa di MKG che su uno spin lento si faceva sottrarre palla da Brown il quale mancava la transizione ma Morris correggendo segnava il 26-36 che mandava in pausa il match.

Kemba dopo aver passato Horford in velocità era ammantato dal centro sulla finta: 2 FT a bersaglio che tuttavia non arrestavanoi Celtics che segnavano con Hayward in schiacciata e venivano fermati all’ultimo da Willy che da dietro stoppava Brown ormai a un passo dal canestro dopo aver spinto via Kemba che aveva un sussulto in uscita da sinistra con la ricezione e il tiro per il 30-41.

Kemba d tre falliva ma Willy mettendo dentro il tep-in realizzava il 32-43, Parker con un 1/2 ai liberi (7:55) e una bella penetrazione con sottmano al plexigass faceva tornar Charlotte al -8 (35-43) ma la difesa di Charlotte era manipolata dai passaggi dei Celtics che muovendola trovavano ad esempio la tripla di Morris sulla quale nulla poteva per cm Walker in uscita.

Morris segnava anche il 35-48 resistendo al contatto onesto di Willy eCharlotte subendo anche l’alley-oop di Horford su assist di Rozier, a 5:41 entrava in time-out nuovamente sul 35-50 ma serviva a poco perché se a 4.16 Zeller andando in lunetta (spinto sul blocco) in bonus segnava un solo FT ricordando che non tutti i donuts escono con il buco, i Celtics travolgevano Charlotte arrivando sul 42-61 con due correzioni di Theis (seconda buona) dopo un jumper di Tatum mancato.

Lamb da tre mandava in scebna un air-ball, dall’altra parte Irving non sbagliava la bomba mentre Charlotte con Zeller a 1:49 segnava usando il vetro in uno contro uno forzato nel pitturato.

Rozier con due pt. in area sospingeva Charlotte sul baratro a -23 (44-67), Lamb con un 3/4 dalla linea accorciava sul -20 prima dell’1/2 finale di Tatum a gioco fermo che mandava la gara in pausa sul 47-68.

Tony Parker in palleggio contro Al Horford. Bob DeChiara-USA TODAY Sports

3° quarto:

Iniziava bene Lamb con due punti che lo portavano a 10 personali ma Jeremy stesso sbagliava uno appoggio e una tripla sulla stessa azione offensiva erando anche un FT a 8:46 portando comunque Charlotte a quota 50, soltanto che nel frattempo i Celtics con 8 punti avevano portato il punteggio sul 50-76…

Lamb si rifaceva con una tripla a 8:14 ma la gara era segnata da contingenze come la palla fuggente che a 7:24 metteva dentro Horford rimasta vagante per molti secondi, con la squadre che la riperdevano dopo esser sembrati in grado d’impossessarsene.

Soffice al vetro andava Irving dopo un esitazione dal palleggio, il fallo di Cody non arrrecava danni ulteriori perché il FT non entrava ma sul 57-80 la partita era largamente compromessa.

Walker arrivava a 21 pt. con una tripla da transizione a 6:18 ma a 5:58 Horford sbracciando in area, contornato da Batum e altri difensori, segnava ricevendo un FT omaggio con il quale mandare sul 56-83 la gara.

Williams mancava due triple consecutive lamentando un fallo sulla seconda (forse un toco di Irving c’era ma prima del tiro) ma dall’altra parte arrivava la chiamata contro Lamb sulla tripla di Tatum a segno a 5:07 per la giocata da 4 punti che unita alla bomba di Smart dalla diagonale opposta (sinistra) mandavano i verdi sul +31 (59-90) a 3:23 dalla fine del quarto…

Willy segnava 4 punti (gancetto a sinistra del canestro e appoggio in corsa) prima di passar malamente con un lob a Bridges che sottopressione perdeva palla, si arrivava così sino al 67-94 a 12 dalla fine per garbage time-puro.

4° quarto:

Risparmio il quarto quarto menzionando solamente i giochi da tre punti di Hernangomez a 10:00 e di Monk a 9:39, poi Charlotte lentamente rosicchiava qualche punto ai verdi sino ad arrivare al 103-119 finale che non rende nemmeno bene l’idea della superiorità di serata della squadra di Stevens.

Pagelle

Kemba Walker: 6,5

21 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 8/5 al tiro, non male per Kemba on-fire nel primo quarto e discreto nel secondo. Un paio di TO, uno ci costa due punti in transizione ma il primo quarto è memorabile nel duello contro Irving. Su diverse chiusure c’è ma i cm non l’aiutano, penso alle triple incassate da Morris e Smart.

Jeremy Lamb: 5

14 pt., 3 rimbalzi, 5 assist,1 rubata. 4/12 al tiro dei quali la metà tentati da fuori ma solamente con uno realizzato. Attacca e trova FT ma anche dalla lunetta con 5/8 non è precisissimo, specialmente quando sotto la pressione avversaria la palla scotta e se gli capita Tatum, spesso non ce la fa. S’impegna ma va in imbarazzo sui ribaltamenti.

Nicolas Batum: 5

5 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 2/6 al tiro. Parte benino poi si perde un po’ segnalandosi più che altro per qualche fallo per bloccare situazioni vantaggiose per i Celtics. Non fa la differenza nemmeno negl assist e incassa un -18 in quasi 23 minuti.

Marvin Williams: 4

4 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata. Serataccia per Williams che commette subito diversi falli, un po’ bersagliato dagli arbitri finisce per sparare un 1/9 dal campo e uno 0/5 da fuori. prestazione completamente contraria a quella ottenuta contro Boston. Fattore negativo di serata.

Cody Zeller: 5

5 pt., 3 rimbalzi in 19 minuti. 2/4 al tiro. Un po’ da metter nel girone degli ignavi ma scende un po’ perché a rimbalzo c’è poco. Si arrangia un po’ con qualche onestro fallo ma anche lui non è un fattore ed è titolare.

Malik Monk: 6,5

13 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata. Rientra dopo un paio di gare passate in panchina ma è garbage time. Dargli un voto in una partita così ampiamente compromessa sembra eccessivo ma ci proviamo… 4/8 al tiro e +15 di plus/minus. Lo si vede andar dentro appoggiando bene chiudendo l’azione con il tiro libero e schiacciare in alley-oop a 1:59 dalla fine. Speriamo il buon Malik torni presto a dar una mano nei minuti decisivi.

Michael Kidd-Gilchrist: 4,5

7 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. 3/7 al tiro ma nessun rimbalzo difensivo, un paio di palle perse sanguinose e un -12 in 18 minuti con una difesa che non convince proprio.

Miles Bridges: 4,5

3 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Mosso dalla difesa ospite, commette anche a inizio secondo quarto un piccolo fallo che ci costa tre punti. Spento offensivamente manca 5 tiri e finisce a 3 punti nei minuti finali dove migliora un po’ le sue statistiche ma nei minuti che contano è fuori partita.

Tony Parker: 5,5

3 pt., 1 rimbalzo, 2 assist. Gioca 11 minuti accostandosi brevemente a Walker. Si guadagna due FT ma ne segna uno continuando a sbagliar troppo in stagione dalla lunetta ea anche dal campo l’1/4 non è buono, solamente l’entrata con appoggio a evitare la stoppata rimarrà negli occhi della sua serata. Non riesce a cambiare il ritmo e finirà con poco più di 11 minuti sul parquet.

Willy Hernangomez: 6,5

19 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. 8/11 dal campo. Buoni movimenti, un paio di forzature e sorpreso dal passaggio per la schiacciata di Williams nell’ultimo quarto. Un paio di TO, poi, agevolato dal garbage time finisce in doppia doppia sfiorando anche i 20 pt….

Devonte’ Graham: 6,5

7 pt., 1 rimbalzo, 5 assist, 2 rubate e 3/5 al tiro. Un paio di steal e gli assist in 12 minuti che arrivano copiosi ma è garbage time.

Dwayne Bacon: s.v.

2 pt., 1 rimbalzo. Facili due punti in appoggio andando dentro quasi senza resistenza in praticamente 9 minuti (8:59). Charlotte rimonta ma era normale…

Coach James Borrego: 5

La squadra non capisce nulla sui passaggi veloci di Boston e si perde sulle rotazioni. Lo spirito casalingo è ben diverso da quello da trasferta. Persa ben presto può farci poco ma io avrei chiamato un time-out immediato perché si era visto subito che Boston era entrata con un piglio aggressivo sul parquet mentre gli Hornets sopo aver incassato il 9-0 reagendo ottenevano 6 pt. ma ci volevano altri 6 punti di controparziale Boston per arrivare al time-out. Bisonerà presentarsi a Brooklyn in ben altra maniera per non tornare sotto i .500, specialmente per mantenere la testa della Division.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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