Game 34: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 91-102

 
La vita è un viaggio verso l’ignoto, attraverso l’inconscio.
Un percorso diverso per ogni persona, una via da percorrere con pochi ostacoli oppure un labirinto con demoni terribili da affrontare.
Sicuramente a Charlotte sanno che la prima strada non è stata sino a oggi la loro condizione e nella nuova NBA che tende a emarginare gli small market, sfondare barriere lunghe km potrebbe anche rivelarsi utopico fino a divenire insostenibile anche dal punto di vista del business, così importante nella NBA.
La delusione per la penuria nei risultati di questi due ultimi anni non ha ancora sopito l’incendio che ogni tifoso possiede, nemmeno in una stagione così imponderabile come questa.
Come me, anche Paolo M. deve pensarla così, l’amico che è volato a Charlotte per concedersi (insieme alla Sua compagna di viaggio) un momento adrenalinico, ha vissuto una partita insieme a compagni più “virtuali” solitamente, ma non per questo non importanti nel viaggio.
Alla fine del pezzo troverete qualche suo video.
Charlotte, nonostante la netta vittoria a rimbalzo (52-43) ha dimostrato poca propensione per gli assist fulminanti (15 contro 20), finendo per tirare solamente con il 36,8% dal campo contro il 44,1% da tre dei Celtics che hanno usufruito specialmente nel primo tempo di percentuali altissime da fuori.
La squadra di Stevens con 13/13 ai liberi è stata perfetta, mentre Charlotte ha terminato con un 20/29 nella statistica.
Gli uomini in verde hanno sempre comandato il match, Charlotte ha avuto ¾ occasioni per pareggiare o portarsi avanti, ma averle fallite è costato parecchio in un finale nel quale gli Hornets hanno sprecato palloni mentre Tatum ha chiuso la sua buona gara con giocate importanti.
Per il rookie 18 punti, battuto solo da Horford con 20 e da Irving con 21.
Rozier ha chiuso a 15, Larkin 11.
Paolo invece pare ave ottenuto un prezioso sì dalla “Sua” importante metà femminile, cosicché, anche in una giornata non felicissima per i nostri colori, c’è stato un liero inizio direi più che fine e chissà questo non porti bene a Charlotte anche, magari dopo il 15 gennaio (quando potrebbero sbloccarsi le trattative) per un 2018 nettamente migliore di un disgraziato 2017.
 
Partenza subito in salita per Charlotte che non giocava il primo pallone e anche se Baynes mancava l’occasione, erano i Celtics a 11:11 a passare avanti con una tripla di Horford, troppo solo su quella linea di confine, terra di nessuno a Charlotte. Baynes al vetro metteva dentro lo 0-5 e ci volevano due FT di MKG a 9:55 per realizzare il primo punto (1/5).
Un’interferenza di Baynes ed era canestro giustamente annullato ma ancora Horford (questa volta dalla top of the key) centrava da fuori il bersaglio facendo sprofondare gli Hornets sull’1-8.
Time-out per Charlotte e due punti per Walker che a 7:43 ne realizzava altri tre, riavvicinando la squadra di Silas sul 6-10. Il sussulto di Charlotte rimaneva lettera morta perché Irving ne segnava cinque di fila, Tatum a 5:46 con due liberi aumentava un gap salito ormai a 11 pt. (6-17).
Kemba perdeva un pallone, Boston mancava la transizione con due uomini (Smart tornava momentaneamente negli spogliatoi dopo lo scontro sotto canestro con un compagno), mentre dall’altra parte Williams segnava due pt. in correzione.
Batum in jumper ci faceva toccare quota 10 a 4:50 ma Yabusele da tre iniziava ad abusare della difesa degli Hornets che spedivano in campo Lamb e MCW.
Quest’ultimo mancava un’entrata mentre dall’altra parte semplici finte di crossover con attacco semplice a canestro bastavano a Tatum per aprirsi un varco sino a depositare senza oppositori a canestro.
Hornets che trovavano con Kaminsky due pt. a 2:04 dalla linea (12-24) e Boston che con Tatum tornava a doppiarci sino al 14-28, prima che Kaminsky, uno dei pochi a dare qualche punto a Charlotte nell’orrendo primo quarto, segnasse su una second chance dal pitturato il 16-28 parziale.

Johnny O’Bryant III passato facilmente da Tatum nel primo tempo.
Foto: Chuck Burton/The Associated Press

 
La seconda frazione iniziava con Lamb ad attaccare il canestro con partenza da lontano, chiusura in reverse layup buona, così come il jumper dalla linea di fondo destra per il 20-31.
In mezzo ai canestri di Lamb, Larkin aveva già trovato una tripla che era riprodotta fedelmente poco più tardi per il 20-34, punteggio destinato ad alzarsi mutando favorevolmente nel divario a favore dei Celtics nonostante altri due pt. di Frank ai 24.
Horford a 8:57 centrava da tre una lunga serie di triple che spingevano Boston ben presto su percentuali vertiginose (Smart tutto solo realizzava il 27-44 facendo registrare il 55% al tiro per gli ospiti) e anche se a 5:42 una drive and kick di MKG per Kemba serviva al capitano per realizzare una saetta da tre punti, più altri due punti ottenuti poco più tardi (32-49), Larkin dal corner sinistro con una bomba faceva andar sotto gli imenotteri di 20 pt. (32-52).
Batum con un catch n’shoot da tre punti dall’angolo sinistro replicava e Kemba a 4:12 cadendo su tocco di Larkin, passando dietro il blocco di Howard ne aggiungeva altri tre…
Il 38-52 ci riportava sul -14 ma Irving segnava da tre mentre MKG invece di passare davanti al blocco di Baynes tratteneva l’avversario costringendo gli arbitri a fischiare anche un FT addizionale che ci vedeva quindi incassare anche il quarto punto sulla medesima azione…
Williams in correzione su un tiro errato di Batum segnava l’ottavo punto da seconde possibilità per Charlotte che arrivava a fine periodo sul 44-60 grazie a un canestro di MKG e una difesa dello stesso numero 14 che volava a terra spinto dall’avambraccio sinistro di Tatum in avanzamento laterale.

Laken (al centro) e le altre Api mellifere in serata…

 
Il secondo tempo partiva senza speranze ma tre liberi su quattro infilati da Charlotte erano un buon viatico per la rimonta.
A 9:45 Howard realizzava i suoi primi due punti su azione della partita con una rim run, inoltre Williams dalla diagonale breve sinistra da tre punti (assist di Walker) infilava il 56-64.
Charlotte sfruttava l’entusiasmo del pubblico e un energico MKG appoggiava a 7:12 in fing and roll subendo il furbo tocco con il corpo di Smart.
Azione da tre punti che Charlotte usava per tornare sul -4 e addirittura sul -2 sempre con uno scatenato MKG in fing and roll a completare un parziale di 12-0 per il 62-64. Charlotte però incassava un piazzato di Baynes dalla media e una tripla di Irving oltre Williams.
I Celtici si riallontanavano sul +7 fino a quando un paio di canestri di Walker ci riportavano in scia (68-71).
Howard aggiungeva un libero per il 69-71 e Charlotte riottenendo la sfera per l’attacco avrebbe anche la possibilità di pareggiare, ma la stoppata di Rozier su Walker era micidiale perché sulla transizione lo stesso giocatore abile nel fermare Kemba batteva un colpo da tre punti…
Poco male perché Charlotte aveva ancora la capacità di riavvicinarsi; Williams da sotto il ferro estendeva l’arto superiore destro per andare ad appoggiare la palla con i giusti giri (72-74).
Ancora Walker provava un pullup dalla destra, ma ancora una volta mancava il pari e inevitabilmente il n°12 dei Celtics allungava per i suoi con due pt..
A 1:14 Lamb subiva fallo da Irving (primo), così il nostro swingman entrava in lunetta scommettendo sul rosso sul primo libero.
La palla sembrava girare come in una roulette per essere finalmente fagocitata dalla retina, ma sul secondo nulla da fare, tiro impreciso e Hornets a -3.
Howard e Graham comunque si ripresentavano in lunetta, ma entrambi splittando consegnavano il +1 ai Celtics.
Finiva così anche il terzo quarto sul 75-76.

Lamb prova sempre a dare un po’ di spinta offensiva al team.
Sam Sharpe-USA TODAY Sports

 
L’avvio dell’ultimo periodo era fieno in cascina per i Celtics che con un canestro a testa di Rozier e Horford distanziavano gli Hornets di 5 lunghezze.
Un terzo tempo ritmato di Kaminsky a 10:18 portava due liberi e altrettanti punti nelle “saccocce” di Charlotte che tuttavia in un’azione convulsa (stoppata di Howard, open 3 mancato da Graham e dunk in transizione di Tatum a 9:47) subiva un altro brutto colpo.
Howard segnava da sotto il 79-83 e rientrava in panchina. Tatum in entrata sfidava due difensori; fallo di Lamb a 8:40 e 2/2 del rookie in maglia verde.
A 8:25 un rigurgito d’orgoglio di Lamb per Charlotte ci dava ancora speranze (82-85 a mezzo tripla improvvisamente creata in uno contro uno dal nostro numero tre dalla diagonale destra), ma le illusioni erano destinate a scomparire quando Larkin si liberava della pressione di un indemoniato MCW andando a concludere oltre le braccia alzate di Frank.
Tatum nel finale non sembrava un rookie e portava beneficio ai suoi che lo vedevano depositare in reverse layup partendo in corsa dalla baseline destra, trovando uno spazio d’entrata inspiegabile.
Walker a 6:17 e Batum in jumper a 4:53 s’iscrivevano nuovamente a tabellino per riportarci a un’incollatura lunga (86-89) ma la partita si decideva dopo il canestro di Irving. Kemba si andava a infognare in area praticamente auto stoppandosi sulla difesa passiva a braccia alzate di Horford, il quale sentiva sbattersi addosso il pallone in alzata, dall’altra parte a 3:41 la micidiale transizione di Tatum per l’86-93 era quasi garanzia finale di successo per la squadra di Stevens.
MKG da sotto non bastava se Horford appoggiava al vetro e Tatum a 1:40, subendo fallo da Howard, non sbagliava nulla ai liberi.
A :56.6 la schiacciata di Howard per il 90-99 faceva solo statistica.
La gara si chiudeva sul 91-102 per i più quotati Leprechaun.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
24 pt., 1 rimbalzo, 5 assist. Uno dei migliori di Charlotte ma anche l’autore di un paio di agganci mancati. Finisce con un 9/22 dal campo. Non male per una PG, ma se avesse finalizzato meglio un paio d’occasioni invece di farsi stoppare facilmente, avremmo avuto un finale combattuto probabilmente. Qualche turnover di troppo (4) anche se il duello con Irving lo vince di misura.
 
Batum: 5,5
7 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 4 rubate. Il francese finisce con un 3/9 al tiro. Sbaglia un fade-away inutile e una tripla aperta nel finale che avrebbe potuto dirci qualcosa. Si specializza in rubate e recuperi in serata, molto attivo su quel fronte ma la prestazione globale è scarsa.
 
Kidd-Gilchrist: 6
13 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Termina con 5/9 al tiro. Uno degli autori del break del terzo quarto. Tanta energia offensiva. In difesa ogni volta giù le terga e ginocchia larghe, gli manca il cinturone per essere il protagonista di un duello al sole in un mezzogiorno di fuoco nel Far West. A volte vince i duelli a volte li perde, spesso registrando delle strisce personali positive o negative. Brutto primo tempo, si riprende negli istanti finali per giocar un buon terzo.
 
M. Williams: 6
13 pt., 9 rimbalzi. Finisce con un 5/10 dal campo. Difesa non eccelsa, se la deve vedere con diversi giocatori sulle rotazioni. Se Irving gli spara in faccia, con altri se la cava un po’ meglio ma per me rimane sulla sufficienza risicata nonostante la quasi doppia doppia.
 
Howard: 6
12 pt., 17 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Leggessimo solo questi numeri sembrerebbe Dwight abbia dominato, invece ha bisogno d’affrontare anche Theis oltre a Baynes per migliorare i numeri. Cifre che tuttavia dicono anche un 3/10 dal campo (frustrante), 6/10 ai liberi e 3 turnover. Accettabili scrivendo a proposito di Howard, ma non fantastici comunque. Male nel primo tempo, sale di tono nella ripresa decisamente. Un pugnetto a Baynes nel tentativo di farsi largo in difesa.
 
Kaminsky: 5,5
9 pt., 5 rimbalzi. 2/9 al tiro. La difesa è poco efficace. Manca di qualche malizia e prende un +/- di -10. Inizia bene nel primo quarto segnando, guadagnando FT (5/6) ma anche la serata al tiro è poi da dimenticare…
 
Carter-Williams: 4,5
0 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 0/5 dal campo. Induce Larkin all’entrata vincente mettendogli paradossalmente troppa pressione. Sbaglia tutto il possibile dal campo e nel finale passa la palla alla prima fila fuori dal campo…Penso giocherebbe meglio chiunque di noi…
 
Graham: 4,5
1 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. Anche lui chiude con uno 0/5 pessimo. Da contraltare alla prestazione con Milwaukee la serata offensiva dove sbaglia un’importante tripla aperta, poi da sotto… Va a farfalle su Tatum che lo grazia sbagliando un tiro ma non è serata per lui.
 
Lamb: 6
8 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. 3/5 al tiro per Jeremy impiegato 22 minuti. Protegge il ferro con atletismo inducendo Irving all’errore nel finale. Fa il suo prendendo si qualche tiro in meno.
 
O’Bryant: 5,5
4 pt., 1 rimbalzo. 2/3 dal campo, buon attacco e scarsa difesa in 8 minuti.
 
Coach S. Silas: 5
Schemi? Boh… Il prendi e tira forse. Blocco di Howard alto per il tris di Walker, Batum in improbabile fade-away o Kaminsky fuori equilibrio sono soluzioni viste stasera. S poi MCW e Graham da sotto sbagliano canestri facili, buona notte… In difesa se Howard sta nel pitturato qualcuno deve andare a marcare Horford che con un paio di passaggi dei compagni spesso è libero. Fa 4/6 da fuori… I problemi son sempre quelli ma paiono irrisolvibili anche con la presenza di Howard all’interno.
Prima di presentare il recap video e i ritagli di Paolo Live, ecco presentata la nuova quinta divisa (latitava da parecchio) che gli Hornets dovrebbero utilizzare in questa stagione:
Il recap video breve della sfida:

 

Il recap lungo:

I video Live di Paolo dallo Spectrum Center:

 

Pubblicato da Paolo Motta su Mercoledì 27 dicembre 2017

 

 

Pubblicato da Paolo Motta su Mercoledì 27 dicembre 2017

 

Pubblicato da Paolo Motta su Mercoledì 27 dicembre 2017

 

Pubblicato da Paolo Motta su Mercoledì 27 dicembre 2017

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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