Game 34: Charlotte Hornets Vs Oklahoma City Thunder 102-104 (OT)

Analisi

Partita al cardiopalma a Charlotte dove i Thunder si affermano di misura dopo un OT.

Hornets che nonostante i numerosi errori dalla lunetta della squadra ospite, chiudendo il primo tempo con un 1/19 da tre punti, rimanevano staccati all’intervallo di 10 unità (43-53) grazie solamente a una fiammata nel fiale parzialmente interrotta dalle guardie avversarie.

Nel terzo quarto gli Hornets provando a spingere trovavano un’altra tripla di Rozier (sempre sua l’unica del primo tempo) per giungere al -3 (56-59) ma dopo aver fallito un paio di agganci, Schroeder dalla media trascinava i suoi sul +10 (57-67) grazie a diversi buoni tiri dal mid range.

La panchina degli Hornets subiva ancora come nel primo tempo ma in avvio di ultima frazione Monk con una dunk appesa e un passaggio verticale chiuso in schiacciata da Zeller aiutavano la risalita degli Hornets sul -3 a 10:00 dalla sirena del quarto giocato.

Alley-oop di Martin da Monk in transizione ed entrata nel traffico di un Graham (quasi inesistente a livello di punti (vantaggio 75-74) davano fiducia alla guardia che sparando due frecce di seguito, a 5:52 trascinava i viola sul +5 (83-78).

Gli Hornets e lo stesso Graham gestivano male i possessi successivi consentendo il rientro degli avversari che grazie a Paul a 3:34 passavano avanti con una giocata da tre punti ottenuta con l’entrata.

P.J. di reverse su Adams agganciava gli orange a quota 85, poi, dopo il vantaggio, due giocate in post per P.J. equivalevano a due palloni strappati da Gilgeous-Alexander che andava a sorpassare sull’87-89.

Contestato doppio palleggio di Rozier a metà campo, palla persa, canestro d Paul dalla FT line e +4 a :48.6 dalla fine per i tuoni e fulmini piovuti da Borrego in panchina…

Non trovava spazio Graham per il tiro e allora si scaricava nell’angolo sinistro per la tripla di Bridges che a :37.3 ridava speranza.

Paul dal palleggio prendeva il tempo per il pull-up oltre Zeller e gli Hornets a .13.9 andavano per i due punti da sotto con P.J..

:09.9 fallo di Rozier sul play tedesco che splittando lasciava sul -2 il match.

92-94, Hornets senza time-out, Graham usava sola la sponda sulla rimessa per andare in coast to coast a pareggiare a :01.9 dalla sirena.

La girata di Paul da tre punti andava a vuoto e si andava all’OT con gap.

Rozier scagliando per aria la palla dalla gioia si prendeva un tecnico che Paul prima dell’avvio del supplementare segnava.

Due FT di Adams in avvio poi davano subito il vantaggio a +3 a Oklahoma City.

Taglio micidiale di Schroeder e bound pass di Adams per il 94-99, fortuna Rozier di sinistro attaccando canestro tornava a segnare.

Paul in entrata la metteva dentro poi Rozier e Martin mancavano i loro tiri, Hornets che dietro tenevano regalando a Rozier un’altra palla offensiva che in numero 3 chiudeva passando dietro Zeller per tirar da tre punti dal centro-sinistra.

99-101 a 1:18 dalla fine,

Out Zeller per falli entrava Biyombo che stava a guardare l’errore clamoroso di Paul in entrata ma anche la correzione di Adams per il 99-103.

Ormai spacciati agli Hornets non restava che affidarsi al miracle shot di Graham da Gastonia.

Incredibilmente dal palleggio e pressato riuscendo a mandar dentro la retina la sfera spediva Charlotte al -1 (102-103) a :12.2 dalla fine.

Martin e il suo fallo necessario su Gilgeous-Alexander (½ in lunetta) a :08.4 davano agli Hornets l’ultima possibilità.

Tutti marcatissimi i giocatori di Borrego dopo il doppio time-out (uno per parte) e si arrivava con la soluzione di P.J. a forzar da sotto.

Per gli arbitri era fallo del n°2 in contenimento mentre il tiro schizzava via.

Due FT per il apri a :01.9 ma P.J. tradiva sul primo e dovendo sbagliare il secondo finiva senza gloria con un rimbalzo rimasto a metà tra i due team finito nell’impossibilità di conversione da Graham.

Charlotte ha guadagnato dall’assenza di Gallinari ma senza il tiratore delle nostre parti ha patito le tre guardie ospiti, abili tiratori dal mi range e penetratori.

Gilgeous Alexander, Schroeder e Paul hanno chiuso con 67 punti.

Adams ha chiuso con 14 punti e 12 rimbalzi, mentre le ali titolari sono completamente rimaste a secco con 0/10 dal campo mentre dalla panchina Noel ha chiuso con 8 punti seguito da Dort con 7.

Gli Hornets perdono la quarta partita di fila e la seconda su due nelle classic night continuando a regalare un brutto Natale ai propri fan.

La sconfitta all’OT manda sul 13-21 la squadra, lontana da impensabili velleità playoffs dimostrando che attualmente questo team ha limiti difensivi, subisce rapide fiammate troppo frequentemente e nei momenti nei quali dovrebbe gestire il vantaggio finisce spesso per far rientrar gli avversari o sciogliersi.

La resilienza non è bastata, un arbitraggio molto discutibile in alcuni possessi chiave e gli errori del team hanno decretato una L ancora una volta.

La partita

Starting five

Oklahoma City: Paul, Gilgeous-Alexander, Ferguson, Bazley, Adams.

Charlotte: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington, Biyombo.

1° quarto:

Partenza imprecisa su ambo i fronti tanto che passando dai due liberi falliti da Adams a 11:40 alla stoppata di Biz su Bazley per arrivare all’appoggio mancato da Gilgeous-Alexander in solitaria si giungeva ai quasi tre minuti sullo 0-0 fino a quando Rozier in transizione non trafiggeva la difesa arancione in appoggio.

Bridges con movimento rapido da post medio si liberava di Paul per appoggiare il 4-0 e su una second chance anche Rozier colpendo da 2 punti portava sul 6-0 il punteggio.

Primi due punti Thunder a 7:33 con Gilgeous-Alexander e la sua entrata di dx con cambio velocità.

A 7:19 il benvenuto di P.J. era un tocco al vetro per l’8-2 che anticipava un’altra penetrazione del n° 2 arancio giunto a quota 4 punti.

P.J. in entrata battendo due difensori dava il giusto spin alla palla per mandarla dentro mentre a 5:37 era ancora e solo il giovane play ex Clippers a muovere il punteggio splittando dalla lunetta.

Charlotte perdeva la supremazia fisica non appena mollava un attimo la presa e lentamente la panchina, sostituendo i titolari, non teneva botta a quella avversaria.

Dort da tre accorciava, Noel da sotto pareggiava e dopo una persa di Zeller, Gilgeous-Alexander da tre punti portava i Thunder fulmineamente in vantaggio per la prima volta in serata.

Williams, agguantando un floater a vuoto di Martin accorciava sul 12-13 ma i Thunder allungavano a dismisura toccando il 12-20 dopo la tripla di Schroeder.

Charlotte concedeva troppi tiri liberi agli avversari ma i tiratori ospiti spesso graziavano la squadra di Borrego, la quale subendo tuttavia anche la pressione offensiva degli avversari, lasciava sanguinosi rimbalzi offensivi agli arancio.

Si arrivava all’ultimo giro di lancette con un’entrata in corsa di Miles chiusa con l’appoggio da pochi metri da Miles che usando il plexiglass dopo il leggero avvitamento batteva la chiusura del difensore.

Peccato che a :48.4 sull’altro fronte per Burton arrivasse la possibilità di un two and one con libero comunque mancato. (3/9 Thunder fino a quel momento dalla lunetta).

Nel finale Bridges respingeva Schroeder ma sulla rimessa il tedesco andava a prender la palla per il jumper vincente oltre Monk dalla media linea di fondo destra.

Gli Hornets provavano a schiodarsi dal 18-26 ma anche gli ultimi tentativi da tre andavano a vuoto e così i viola rimanevano ancorati a quota 18 dopo uno 0/12 da oltre l’arco…

Bacon si perde anche nelle nebbie arancio fluo. Ormai sta diventando un caso come fosse un secondo Batum… Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Frustrante secondo quarto iniziato con una stoppata subita da un Devonte’ ce otteneva i suoi primi due punti segnando a 11:05 dalla media.

Il tedesco di colore rispondeva da tre per il 20-29e il divario andava oltre la singola cifra quando Burton, fluttuando in aria dopo la corsa sulla baseline destra, batteva l’ultimo difensore per il 22-33 a 9:25.

Un gancetto di Biz dal post basso sinistro valeva soltanto il 24-35 mentre gli ospiti dopo un ½ a 5:50 di Noel andavano sul 4/13 ai liberi ottenendo il 26-36.

Dopo due triple sparate a salve di Graham e Williams gli Hornets scendevano sullo 0-17 da oltre l’arco e i Thunder, anche grazie ai problemi di falli di Charlotte (Biz, Zeller e Martin a quota 3) trovavano in Adams il terminale perfetto sotto canestro.

Due sue schiacciate consecutive portavano il punteggio sul 28-42. Biz otteneva finalmente i primi due liberi per Charlotte a 2:50 realizzandoli ma Paul in bonus dalla lunetta affondando i liberi mandava nuovamente sul +14 gli ospiti (28-44).

Martin tuttavia a 2.24 beneficiava di altri due FT a gioco fermo proseguendo l’elastico.

Dopo una dunk di Adams gli Hornets avevano una fiammata con l’entrata da due punti di Rozier e ben 5 punti di Martin che chiudendo due transizione aveva anche il benefit di un FT sulla seconda 1:18 per il 39-48A :32.9 però Schroeder da tre gelava la rimonta e il fade-away frontale di Paul a fil di sirena mandava le squadre negli spogliatoi sul 43-53 con l’unica nota lieta del primo tre punti ottenuto a :23.3 da Rozier tra le due ultime conclusioni di OKC menzionate.

3° quarto:

Si rimaneva lì in avvio di ripresa ma la prima fiammata vera era di Rozier che andando con grinta in schiacciata era chiuso da Bazley, contatto in aria rovente, dunk sul ferro che rimbalzava e poi entrava in più arrivava anche il libero aggiuntivo per il 47-55.

L’ex Celtics infilava anche un floater per il 49-57 e dopo una fase nella quale il divario stagnava, Bridges trovava il fallo più un circus shot di spalle a 6:48.

53-59, libero fallito per per una spinta alle spalle su Biz gli Hornets ottenevano una rimessa e sebbene Graham commettesse fallo offensivo, successivamente sarà Rozier a tornare a segnar da tre punti accorciando il divario a soli tre punti a 6:10 per il 56-59.

Gli Hornets mancavano l’aggancio un paio di volte e i Thunder tornando a esser favoriti sui cambi dalla panchina si allontanavano nuovamente, prima con Burton, poi con la mano di Schroeder che diveniva immarcabile al pull-up dal mid-range segnando spesso e portando i suoi sul 57-67.

Continua….

Per questioni di impegni il pezzo sarà chius appena possibile.

P.J. Washington, un discreto rientro prima dell’errore fatale. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Le pagelle

Terry Rozier: 7

26 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 10/18 dal campo. 3 TO. Buona partita a livello offensivo di Scary che infila le prime due triple della squadra e ne mette una terza in un momento delicato. Non basta la sua vena offensiva per vincerla ma se Graham non è in serata è un valido aiuto e va oltre al 50% pur giocando da guardia.

Devonte’ Graham: 6,5

15 pt., 9 rimbalzi, 13 assist, 1 rubata. A un passo dalla tripla doppia ma con un pessimo 6/21 dal campo con 3/13 da 3 pt.. Non tutelato su un paio di entrate, sovente da tre non riesce a prendersi buoni tiri ma se passa dietro lo schermo ed è tranquillo è tiro pericoloso. Ne indovina due di seguito nell’ultimo quarto poi perde da solo banalmente una palla e serve un assist a Miles. Pareggia nei regolamentari in coast to coast e con la tripla nel finale di OT ci tiene in corsa, Nei momenti decisivi c’è anche se al tiro va male ma negli assist è sempre molto valido. Più che marcarlo a volte lo braccano, specialmente nel finale e non ha spazio, allora va P.J. ma finisce male.

Miles Bridges: 6

11 pt., 6 rimbalzi, 2 assist. 5/11 dal campo. Circus shot di spalle, è abbastanza consistente al tiro e mette con sicurezza anche una tripla a 37 secondi dalla fine dei regolamentari. Nessun TO, giunge a 4 falli cercando di fare il suo in difesa.

P.J. Washington: 5,5

14 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata. 7/15 dal campo. +20 in plus/minus. P:J. Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. P.J. è teso e flette poco le gambe, molleggia poco e il primo tiro per pervenire al -1 ai liberi a :01.9 dalla fine è fatale. Deve eliminare l’ansia da rookie. Per il resto, tolti un paio di palloni in post che gli passano sui quali è poco reattivo facendosi anticipare da Gilgeous-Alexander, non gioca male. Ci prova in entrata con spin, reverse ma anche jump hook dei suoi lavorando nel pitturato. Sfortunatamente il suo rientro culmina con l’errore decisivo nel finale.

Bismack Biyombo: 6

10 pt., 10 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Doppia doppia ma nonostante il +9 a volte intorno all’anello non c’è proprio…

Malik Monk: 5,5

4 pt., 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 2/7 dal campo. Brutto primo tempo con difesa non all’altezza, gran partenza di ultimo quarto tra alley-oop e servizi per i compagni.

Cody Zeller: 5

8 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 4/9 dal campo. Sul piccolo troppe volte perde il tempo e i tiri dal mid-range che prendono Paul e soci lo battono anche se sui close-out da tre, con meno range per le guardie avversarie sa far di meglio. Qualche buon rimbalzo nella seconda parte ma finisce fuori per falli. Quando iniziava a giocar meglio dopo esser stato un buco per il primo tempo, è il momento di uscire. Sui possibili pick and roll non riesce a difendere, torna sul suo uomo quando dovrebbe riuscire almeno a finger di contrastare il tiro del piccolo prima di rollare indietro altrimenti è troppo facile per gli avversari andare a segno.

Cody Martin: 5,5

10 pt., 6 rimbalzi, 2 steal. Commette subito parecchi falli e a volte fatica sui blocchi a tenere il passo sul tiro ma mette la solita energia. Manca una tripla aperta in un momento importante ma non sembra un tiratore vero.

Marvin Williams: 5

4 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Poca personalità, con lui in campo un plus/minus di -25…

Dwayne Bacon: 5

0 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 6:10 in campo, 0/3. pietà…

Coach James Borrego: 6

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.