Game 35: Charlotte Hornets @ Memphis Grizzlies 104-117

Analisi

Gli Hornets non perdevano dal dicembre 2014 a Memphis ma arrivavano da una serie di 4 sconfitte consecutive.

Serviva a poco la tradizione, anche quella delle maglie storiche con i Grizzlies a rispolverare quella divisa degli anni ’90 vista a Vancouver con il colore base simile a quello che aveva fatto pochi anni prima il successo commerciale di Charlotte.

Gli Hornets, in viola vintage al terzo tentativo disonorano ancora una volta questa bella uniforme perdendo ancora una volta (3 su 3).

Ovviamente gli interpreti attuali fanno la differenza, segno che, se preso in positivo, potrebbe spingere chi di dovere a costruire qualcosa di più piacevole per il futuro rispetto a una squadra scesa sul parquet senza troppa voglia con un Marvin che, rispetto alle gare precedenti sembra quasi uno con le valige in mano.

Partita che dopo la brillante steal di Rozier, bravo sul tip-off iniziale a infilarsi tra le maglie turchesi e ad appoggiare in soli 5 secondi, prendeva la piega di Memphis con gli hornets spesso fuori ritmo a conceder rimbalzi offensivi e second chance in un finale deludente.

Iconici a inizio gara il canestro di Valanciunas per il pari con il gancetto in area, la tripla di Brooks per il 2-7 e il rimbalzo offensivo capitato in mano ad Anderson su suo errore con seconda possibilità e canestro dal pitturato dello stesso a 9:21 per il 3-9.

I Grizzlies non abbandoneranno mai il comando del match toccando i 15 punti nel primo quarto e i +20 nel secondo.

Nel terzo quarto Graham centrava da tre il 67-72 a 4:05 ma la difesa degli Hornets si mostrava fragile quando serviva e la tripla di Allen dopo 16 secondi allontanava Memphis che, anche subendo qualche iniziativa personale offensiva di Monk e Zeller e incassando due triple di P.J. nell’ultima frazione, non soffriva rientri importanti sotto gli 8 punti rispondendo sempre, ad esempio quasi in avvio di ultima frazione con 6 pt. consecutivi di Brooks.

Solito abuso nel tiro da tre punti con Graham spesso pressato, vedi ultimo quarto e 24 secondi consumati facendo girar palla per far arrivare Graham a una conclusione forzata da oltre l’arco fuori misura.

9/31 per un 29,0%, 42 rimbalzi a 50 (11-13 gli offensivi) e 23 assist a 30. 65,6% ai liberi (ancora una volta bassa percentuale) mentre Memphis tira meno FT ma li realizza tutti (17/17), tira peggio da tre di poco ma dal campo finisce con il 48,9% evidenziando la non tenuta difensiva di Charlotte che, nonostante le rotazioni sperimentate da Borrego in partita, sembrerebbe avere problemi difficilmente risolvibili negli uno contro uno, in contenimento e sulla visione complessiva negli sviluppi dell’azione.

Monk chiuderà con 18 punti seguito dalla coppia Graham-P.J. Washington a 16 pt. mentre Zeller chiuderà con 14.

Per Memphis Brooks chiuderà con 20 punti e l’espulsione per il sesto fallo nel finale, Clarke ne metterà 18 e Valanciunas sul podio 16, anche Grayson Allen con 15 pt. e Jaren Jackson Jr. in doppia cifra con 14 pt. + 12 rimbalzi.

Per Charlotte tentativo finale di chiudere con una W l’annata e rompere il muro delle 5 sconfitte consecutive con Boston nel next game, affare non semplice…

Le pagelle

Terry Rozier: 4,5

9 pt., 2 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. 3/8 FG. 5 TO, -14 in +/-. 8 assist ma tantissimi TO e un passo cadenzato errato in entrata con variabili sui generis fuori anche dagli schemi stilistici con la spicchiata che a volte finisce lontana dal ferro (per sfuggire alla stoppata, anche quelle in rincorsa su sue transizioni). Fallisce un layup in transizione inventandosi un reverse che apre spazio a due punti Grizzlies in transizione, difende facendosi attirare dal palleggiatore nel terzo quarto lasciando spazio per la tripla aperta. Purtroppo uno scempio in generale e il -14 con lui sul parquet è anche poco.

Devonte’ Graham: 5,5

16 pt., 4 rimbalzi, 10 assist, 2 rubate. 5/18 FG. 3/13 3 FG, 1 TO, -18 in +/-. Tripla dal bordo destro di centrocampo (per necessità temporale) a parte, doppia doppia con assist a ripetizione nel terzo quarto di ogni tipo (da kick and drive, corti, lunghi su scarichi esterni per Marvin ad esempio), nei 34:58 tira piuttosto male. Non perde molti palloni ma era diventato uno dei finalizzatori principali per gli Hornets e non riuscendo la squadra a creargli dei tiri da piazzare un po’ più tranquillamente da tre va in ansia. Nel complesso avrei potuto dare anche un 6 ma troppi errori dal campo sembrano farlo tornare quello dell’annata precedente. Sarebbe meglio che Borrego disegni qualcosa per lui in modo da liberarlo. Complessivamente gestisce discretamente il numero di possibilità tra tiri personali e altruistici assist.

Miles Bridges: 5,5

8 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 4/10 FG, 0/3 3 FG, 3 TO, -6. Non una partita sufficiente per Miles che gioca 26:09 e va a perder tre palloni, uno spingendo in attacco. Da fuori non prende come il cellulare in mezzo a montagne impervie e la sensazione è che la prestazione non sia ai suoi veri livelli ma da performance scarse troppe volte viste quest’anno come testimonia nel primo tempo un passaggio per nessuno, completamente insensato.

P.J. Washington: 6,5

16 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 5/9 FG, 4/6 3 FG, -16 in +/-. Perde di vista ogni tanto la situazione generale lasciando come nel terzo quarto lo spazio per la tripla nell’angolo destro. Per questo perde mezzo punto, con lui sul parquet è -16 ma mette diverse triple importanti nel terzo quarto riportandoci a -5 poi va un po’ corto e i Grizzlies raddoppiano il vantaggio. E’ un rookie, se crescesse in aggressività a rimbalzo e in difesa (contenimento/posizionamento) potrebbe essere un giocatore da mantenere in futuro.

Bismack Biyombo: 6

10 pt., 6 rimbalzi, 2 stoppate in 20:35. 3/5 FG, -4 in +/-. Non sposta. Passa dalla stoppata a non riuscire a convertire un alley-oop (il passaggio avrebbe potuto esser migliore sulla stessa azione) lasciando poi il varco in difesa per la transizione con due punti facili per i Grizzlies. Buon apporto offensivo, cede il passo a un turnaround di Valanciunas dal post basso nonostante una buona difesa e un solo fallo testimonia una miglior coordinazione rispetto al passato ma anche un po’ meno aggressività (salvo eccezioni come quando alto in pressing fa commetter passi a Valanciunas) e servirebbe uno sforzo maggiore non solo suo ma di tutto il team. E’ con lui comunque che la squadra può solidificarsi meglio intorno all’anello ma deve stare attenta sugli scarichi.

Malik Monk: 6,5

18 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 8/18 dal campo, -3 in plus/minus. Non è il giocatore che cambia il volto a un match mettendo on fire una serie lunga di tiri ma in serata mette parecchia benzina nella macchina di Charlotte veramente a secco. Non basta, anche lui si perde un po’ e i colpi che da la macchina indicano un low fuel da parte di tutta la squadra. Va per preziosi ottani con 8/18 dal campo.

Cody Zeller: 6

14 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 5/8 FG, 4/5 FT, -9 in +/- in 19:12. Buon apporto offensivo, sembra sempre un po’ piombato a terra in talune circostanze ma in attacco riesce a farsi valere. Peccato per la spinta sul difensore che va a sbattere su Monk e costringe la terna a fischiar fallo offensivo.

Cody Martin: 5,5

1 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 0/2 FG in 15:09. A 0 nel plus/minus è giocatore che da fastidio in difesa, avesse anche un buon attacco potrebbe giocare più minuti e aiutar la squadra. Andrebbe inserito in un contesto con in campo i nostri migliori lunghi e gente come Graham per una small ball tra guardie offensivamente parlando se Rozier è questo. Di certo se evita di sparare troppo è meglio.

Marvin Williams: 5,5

6 pt., 4 rimbalzi, 2 rubate. 2/5 dal campo. Una tripla dal corner sinistro su scarico di Graham, due liberi splittati poi in difesa non mi sembra pronto troppo spesso nonostante i 4 rimbalzi in 23:23.

Michael Kidd-Gilchrist: s.v.

2 pt. (½ FG), 3 rimbalzi, 1 palla persa in 4:36. Chiude con il plus/minus a +2 ma dopo un buon canestro manca un altro tiro e perde palla. Glissiamo sul voto visti i pochi minuti, probabilmente sarebbe stato tra il 6 e il 5,5.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt. (0/0), 1 assist in 2:19. “Curioso” +6 in +/- nel garbage, per il resto, alla prossima…

Willy Hernangomez: s.v.

4 pt., 1 rimbalzo in 2:19. Ha voglia di metter qualche punto, si procura 4 FT velocemente, ne mette due, infila un canestro ma non trova spazio in squadra anche se a questo punto si potrebbe provare come ala grande. Marvin sembra in declino e Willy nonostante non sembri uno abilissimo a difendere e troppo filiforme nonostante kg per resistere ai contatti, potrebbe garantire maggiori rimbalzi, fattore deficitario per Charlotte ultimamente. Chissà se Borrego darà un occasione anche a lui a patto che allo spagnolo non parta l’embolo in attacco andando a cercar gloria con giocate impossibili o difficoltose alla Rozier.

Coach James Borrego: 5

Squadra allo sbando che gioca maluccio in attacco. I collegamenti sono garantiti da Graham, le sinapsi di Rozier funzionano a tratti e in difesa non si esce dal tunnel della bad defense nonostante ci sia tutto il roster a disposizione e stiano giocando potenzialmente gli uomini migliori del roster. Predica fisicità ma a questo punto un urlo per svegliar qualcuno sarebbe necessario oppure provare a inserire Willy con più minutaggio, a rimbalzo gli Hornets si fanno troppo spesso sopraffare. Si va tankando anche senza volerlo ma vedere una partita del genere, sempre sotto, tornati al massimo sul -5 contro un team come i Grizzlies (con tutto il rispetto) non di primo piano, non è stato digeribile. Uno dei punti più bassi delle ultime sei annate.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.